Archive for the 'The Beatles' Category

Settimana 137: 21/01 – 27/01

Serie TV
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodio 14.
14. Non dico che si ride, ma qualche sorriso spinto scappa. Esplode la teoria della moglie-sorella, bene la mano di Marshall, figa Ashley Benson. Si pretende sempre di più da questa serie, ma se il livello restasse questo per un paio di settimane, mi potrebbe andare bene. (6/10)
Girls. Stagione 2. Episodio 2.
2. Il finale fa ridere, il resto fa pena. Shoshanna oramai parla così veloce perché se no va fuori personaggio, Marnie non ha senso e i dialoghi di Hannah col reso del mondo fan venire l’abbiocco. C’è da dire che di materiale da trollare ce n’è. (5/10)
Enlightened. Stagione 2. Episodio 2.
2. Il miglior episodio fin’ora. La “sconclusionatezza” della prima stagione è messa da parte da una storia di fondo potente, caratterizzata da personaggi che si muovono a piccoli passi, ognuno nella propria direzione. La mossa di Taylor è comprensibile, ma solo nel finale si capisce la natura del proprio gesto. La parabola di Amy è drammatica, ma la perfetta scrittura mette in scena un personaggio dall’animo nobile, ma ci fa percepire l’astio che il mondo può provare nei suoi confronti. Si ride anche, cosa volete di più? (10/10)
The Following. Stagione 1. Episodio 1.
1. Decisamente un buon pilot. La trama viene spiegata bene grazie all’uso di flashback e grazie ad un uso ponderato delle tempistiche. Bene il comparto degli attori, benino alcune scelte di sviluppo della storia e di caratterizzazione dei personaggi. Il cliché è sempre dietro l’angolo. Il protagonista è un incrocio tra Alex Mahone di Prison Break e Julian Ross di Holly e Benji, con una spruzzata di Dottor House. (8/10)
The Neighbors. Stagione 1. Episodio 13.
13. Si torna ad alzare il livello, con la figlia che stradomina la scena sotto tutti i punti di vista. Bene la dichiarazione di Reggie che ci leva dall’inghippo sentimentale. Bene anche le coppie di genitori che interagiscono in maniera coordinata. Comparto comico di buon livello. Stonata la tartaruga. (8/10)
Go On. Stagione 1. Episodio 14.
14. Pucciosità stucchevole, solito canovaccio e niente di nuovo sotto al sole, anzi: il tentativo di trovare a tutti i costi delle love interest a Ryan mi sembra eccessivamente forzato. Certo che le macchine capovolte fanno ridere. (7/10)
30 Rock. Stagione 7. Episodio 11.
11. Siamo a meno tre dal finale e ci si inizia a commuovere. Potenza narrativa al massimo livello, con tutto il cast alle prese con la cancellazione del TGS. Lutz stratosferico, bene Jack e Kenneth, geniali i gemelli diversi e fantastico il colpo di coda finale. Avanti così Tina. (9/10)
Parks And Recreation. Stagione 5. Episodio 11.
11. Un tosto Ron Swanson viene annichilito dall’eccessivo spazio dato a Tom e la sua stupidissima attività. Leslie ed April coppia delle meraviglie rendono il collante dell’episodio solido. (7/10)

Musica
The Beatles – Past Masters (1988)
Doppio album dalle tinte commerciali. Il primo disco contiene alcuni pezzi storici cantati in tedesco e nel complesso passa inosservato, il secondo contiene Hey Jude. Brano che potrebbe volere da solo tutta la discografia degli scarafaggi.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 135: 07/01 – 13/01

Serie TV
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodio 8.
8. Il difetto di Apt23 è quello di avere trame terribilmente prevedibili e dal finale scontato. Quando fallisce anche l’intento di far ridere, scatta la noia. Per fortuna non è questo il caso: si ride di gusto grazie alla trama lavorativa di June e alle comparsate di JVDB. Il mio modello da adulto. (8/10)
Arrested Development. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4, 5.
1. Eccomi di fronte ad un altro mostro sacro. Il racconto vede una famiglia anormale alle prese con l’incarcerazione del padre e una crisi gestionale dell’azienda famigliare. I personaggi sono già ben caratterizzati e assurdi, con alcuni idolissimi dopo pochi momenti (George Michael e GOB). Sapevo della presenza di Will Arnett, ma non mi aspetavo Michael Cera e Portia “l’amore della mia vita” de Rossi. Un po’ confuso, ma il pilot funziona. (7/10)
2. Gradevole. George Michael che evita la cugina, il padre in galera e il provino per lo spot sono divertenti e assurdi al punto giusto. Si inizia a carburare. Il lancio della lettera a mare lo voglio come sport olimpico. (8/10)
3. Ha degli spunti comici davvero notevoli e la modalità di racconto esalta le assurdità dei personaggi. La storyline della recita scolastica è geniale, ed anche il fratello mammone ritardato non scherza. Tanta roba. (8/10)
4. La storia e la caratterizzazione dei personaggi funzionano alla perfezione. Gob domina la scena, con un Will Arnett davvero di livello maestoso come interpretazione. Marta è figa quindi bene così. (8/10)
5. Altro episodio divertente, con l’assurdità che troneggia incontrastata. Benissimo le sedute di coppia con Bob Odenkirk, benissimo la storyline del carcere. Si vede anche uno straccio di trama orizzontale, e questo non può che essere un bene. (8/10)
Go On. Stagione 1. Episodio 12.
12. Non male. Ancora una volta la pucciosità la fa da padrone, lasciando anche spazio a puri scambi comici ben inseriti nel contesto. Il potenziale umano resta alto, servirebbe un’orizzontalità per renderlo ancora più interessante. (7/10)
Boardwalk Empire. Stagione 3. Episodi 2, 3, 4, 5.
2. Lo riprendo in mano in un episodio decisamente meno peggio del previsto. A parte Margareth, che trovo insopportabile, le altre storyline funzionano bene, soprattutto quella di Micheal Kenneth Williams (che domina con l’ennesima prova da nobel per l’arte) e quella relativa al traffico di alcolici. Potrei anche quasi dire che mi sono divertito. (8/10)
3. Cala il livello di attenzione a causa del troppo spazio lasciato a Margareth, ma l’analisi dei disturbi di Nucky è davvero raffinata. Nell’ambito malavitoso ancora poco Capone. Benissimo il ritorno di Gillian e bene anche l’ex pulotto, anche se troppo avulso dalla trama principale. (7/10)
4. Al Capone alla massima potenza, Nucky confinato in un segmento bottiglia sfodera tutto il suo animo da pezzo di merda. Il dialogo in dialetto fa paura e i movimenti malavitosi entrano nel vivo. L’episodio trae giovamento dal poco tempo concesso ai personaggi meno interessanti… Lo capiranno gli autori? (9/10)
5. Altro enorme episodio. La solitudine di Nucky mista al rimorso, le minacce di Chalky, la follia di Rossetti e la crudeltà di Rhotstein sono il fiore all’occhiello dell’episodio. Il tutto correlato da un Van Alden completamente alienato e da una Margareth meno odiosa del solito. Benissimo. (8/10)
The Neighbors. Stagione 1. Episodio 11.
11. Hype al massimo per il ritorno nella miglior comedy della stagione. Gli autori provano a mischiare le carte invertendo le coppie e dando in mano al vero alieno la chiave comica dell’episodio. L’esperimento non risulta particolarmente riuscito, ma il biscotto animato virtualmente vale il prezzo del biglietto. (7/10)
30 Rock. Stagione 1. Episodio 9.
12. Tornano dalla pausa con uno degli episodi più maestosi dell’ultimo periodo. Si rivedono guest-star di vecchio stampo che si integrano perfettamente nel contesto, in un ritmo serrato ma ottimamente scritto. Una vera e propria perla, che trova l’unico neo nell’assenza di Kenneth. (9/10)

Musica
The Beatles – Beatles For Sale (1964)
Il sound è sempre il solito, ma il non aver capito se sia o meno un disco con cover dimostra il mio poco interesse per un prodotto senza grandi pezzi di rilievo. Tra l’altro sorge una domanda: se non fosse esistito l’amore, sarebbero esistiti i Beatles?

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 134: 31/12 – 06/01

Serie TV
Girls. Stagione 1. Episodi 9, 10.
9. Sarò storto io, ma il litigio finale è forse uno dei peggiori a cui io abbia mai assistito. Mi è sembrato un collage di riprese, con battute alle volte poverissime e una poca affinità tra le attrici. I temi toccati sono messi in campo grazie ad un’ottima preparazione, ma è la realizzazione che mi ha lasciato preplesso, forse si poteva fare di meglio dedicandogli meno tempo. Il resto è in stampo Dunham: complessi, angosce, fughe. (5/10)
10. Ho letto svariate critiche in giro contro questo finale e devo dire che mi trovo d’accordo. Lena Dunham ci offre un cambio di prospettiva rendendoci partecipi della stessa sorpresa dei personaggi: il matrimonio a sorpresa. L’atmosfera diventa all’istante WTF, per poi trasformarsi in un racconto prevedibile dal finale scontato. Il secondo litigio della serie mette in luce Adam e affossa un’Hannah forse troppo restìa a scollarsi di dosso la realtà. Finale visivamente gradevole. (5/10)
Forbrydelsen III. Episodi 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
3. Lasciato in sospeso causa poco tempo per concentrarsi, lo riprendo in mano con uno dei migliori episodi andati in onda. Quest’anno l’assassino è di una crudeltà inaudita e l’impianto investigativo scricchiola, con la nuova ansia di una bimba in pericolo di vita. Il finale è banalotto, ma da cagarsi sotto. Drammatica la prova di Sofie Gråbøl durante l’incontro col figlio di Sarah. (9/10)
4. Beh, ennesimo episodio ansiogeno. Ottimo lo sviluppo del rapimento, mai banale e sempre ricco di tensione. Il finale con il pischello che vede la bimba fa sudare all’inverosimile e mette agitazione: hype per il proseguimento. (9/10)
5. Episodio drammatico, toccante e commovente nella prima metà. La struttura della stagione, però, fa passare l’effetto sorpresa e cliffangherone di fine episodio. Pur nella sua prevedibilità, il passaggio è di un’accuratezza e di un’onestà con pochi precedenti. Gråbøl sugli scudi. (8/10)
6. Il mistero sulla presunta morte o meno non è ancora stato svelato. La trama politica perde leggermente di interesse dato i continui cambiamenti di rotta che oramai hanno stancato. Il caso precedente si incastra ancora di più con l’attuale, facendo aumentare la curiosità. Lund tromba e non con me. Finale poco ansioso, ma ha stancato la classica fuga di non si sa chi da una stanza buia deserta. (7/10)
7. Transizione. Il libro delle targhe convinceva poco, ancora meno ora che è diventato fondamentale per lo sviluppo dell’indagine. Il protagonista politico spunta come sospetto e questo potrebbe essere il salto dello squalo della stagione. Emilie ancora non pervenuta e il cattivo è diventato troppo poco cattivo. (7/10)
8. Altro episodio mediocre, troppo, troppo importante il quadernetto di quel ragazzino. Tutte le intuizioni arrivano ai personaggi giusti nel momento giusto e la fortuna la fa da padrone. Guarda caso anche la tizia incinta deve partorire in anticipo. Forza Sveistrup, non mi deludere ora. (6/10)
9. Il sequestratore è nelle mani della polizia e ovviamente non rivela dove si trovi Emilie. Il tempo a disposizione della polizia è 48 ore (due episodi, ma va?), ma gira e rigira non si arriva da nessuna parte. Lund riesce a convincere il rapitore a dire dove tiene Emilie, ma la voglia di svelare tutto nell’episodio finale è troppo palese. (6/10)
10. Eccoci al finale in cui, lo dico subito, si piange poco. Tutto torna, i pezzi vanno al loro posto e l’acidità del finale politico/aziendale si scontra con il puro dramma di Lund. La scelta di farle compiere il gesto finale è forte, difficilmente analizzabile sia nel contesto che nel personaggio. Lund è una sociopatica con problemi a relazionarsi col prossimo e la drammaticità del gesto mostra questo: la sua pulsione mette in crisi TUTTO, ma il lavoro è lavoro. Dramma vero. Si chiude una perla televisiva. (8/10)
The Mob Doctor. Stagione 1. Episodi 10, 11, 12, 13.
10. Beh, viene messo in scena il classico conflitto tra medicina e religione! C’è un prete posseduto! Che in realtà ha la rabbia! Grace vede il fratello che ammazza uno! Che ansia! A parte queste banalità, i cattivoni si coalizzano contro un cattivone e tutti sono cattivi. Addormentato tre volte. (4/10)
11. Qui i cattivi cercano di ammazzare il super cattivo, ma il super cattivo scopre tutto e si vendica. All’ospedale arriva il fratello della patata lessa che ha un’infezione dovuta ad un tatuaggio. Tutto è molto drammatico, ma non quanto il cavallo col pene in erezione sedato con ketamina e ghiaccio. Va beh. (5/10)
12. Beh, c’è un tizio che resuscita e solo questo varrebbe il prezzo del biglietto. Ci sono un sacco di morti, c’è il figlio di Constantine e un colpo di scena finale da urlo! Un segreto tra Constantine e la madre di Grace che non viene rivelato a causa della morte di entrambi in un agguato! Quanti cattivi! (7/10)
13. I quaranta minuti finali servono per far morire la madre e Constantine dopo un patetico tentativo di tenerli in vita. La cancellazione non deve aver aiutato lo sviluppo delle trame che soffrono conclusioni repentine. Il finale in sé, con la camminata al rallentatore di Grace e la fuga in Messico ha senso, ma fa troppo ridere. (6/10)

Musica
The Beatles – Please Please Me (1963)
La prima opera. Forse l’impatto nel 2013 non è lo stesso di cinquant’anni fa, ma si capisce che come primo lavoro ha e deve aver avuto un potenziale incredibile. Qualche melodia trasuda rock, entrando subito in testa.
Worm Is Green – March On! [EP] (2010)
Ennesimo regalo della band nell’ennesimo loro EP tratto da Glow. Ennesimo capolavoro.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 133: 24/12 – 30/12

Serie TV
Louie. Stagione 3. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13.
1. Debutto con i fiocchi per la terza stagione. Stupisce la nuova relazione di Louie che finisce subito con la solita profondità. L’acquisto e l’incidente in moto ci mostrano l’ex moglie di Louie che, con un tocco di classe, è interpretata da un’attrice di colore Buon rientro. (7/10)
2. Niente da fare: la prima parte compreso lo standup è una delle cose più divertenti a cui mi sia capitato di assistere. La seconda parte è una revisitazione in chiave Louiesca del classico appuntamento combinato. La testa che rompe il finestrino fa il resto. (9/10)
3. Una poesia. La solitudine di Louie incontra un amico per un caso fortuito che gli fa vivere Miami come non l’aveva mai vissuta. Louie si innamora, più della situazione che del personaggio ma l’ovvio riscontro finale sull’omosessualità non gli fa esternare quello che sente dentro. Platonico come non mai. (8/10)
4. Beh, la dichiarazione di Louie è davvero da A+. Forse è il primo episodio dai colori positivi. Louie spinto dalle figlie, cerca di trovare una fidanzata, passando al radar ogni persona di sesso femminile che si trova davanti. Trovata la bibliotecaria, mette in atto il piano più puccioso di sempre. Ora dico una cosa: Louis CK, non rovinarmi tutto. (10/10)
5. Eccoci all’appuntamento. La chiave dell’episodio è diversa dal precedente, ma ci dà la possibilità di vedere fiorire Louie in altre varie situazioni. NY domina la scena, l’attrice che interpreta Liz regala una prova da massimi livelli. L’ansia finale chiude con amarezza l’ennesimo episodio enorme. (9/10)
6. Primo episodio EVAH senza stand up, e un po’ piango dentro. Louie torna alla forma classica, con un funerale e Robin Williams nella prima metà, e un cicciobombo che caga nella vasca nella seconda metà. Non ho mai riso così tanto come quando insulta Kansas City. (7/10)
7. Nella prima parte ritroviamo la psicopatica delle sculacciate in un improbabile viaggio all’Ikea che finisce come al solito in lacrime. La seconda parte ci offre uno spaccato sulla comicità anni ottanta, mentre si intravedono lezioni di piano, farmacie e una riconciliazione dal finale imbarazzante. Ma esilarante. (7/10)
8. Beh, Jane che suona il violino è da amore sconsiderato subito. Le risate nel primo segmento, con l’aggressione a Louie da parte del dipendente. La seconda metà è leggermente sottotono, anche se la profondità dell’analisi del rapporto con il padre è straordinaria. (8/10)
9. La ricerca di Liz è il regno del grottesco, con un orgasmo ingiustificato. La seconda metà è drammatica, ma il finale è ampiamente prevedibile. Piccolo passo falso. (7/10)
10. Episodio particolare. Si ride tanto durante lo standup, si soffre di paura durante tutto il colloquio finale. La prima parte di questo trittico funziona, hype per il proseguimento. (7/10)
11. Seconda parte sul trittico del Letterman Show. Poco comico nella prima parte, si esalta durante le sessioni di allenamento allo show. Louie si muove come un pesce fuor d’acqua, il suo ambiente naturale, mostrando insicurezze così comprensibili da fare impressione. L’allenamento di pugilato mette in scena una vecchia gloria di The Wire. Shiiiiiiit. (8/10)
12. Si chiude il tris calando l’asso. Trova spazio anche la vena comica, in un episodio che racchiude tutta l’arte di Louis CK. Spazio alle riflessioni, alle lacrime e come dicevo anche alle risate. Una raffinatezza senza precedenti, uno degli apici televisivi nella mia vita. (10/10)
13. Chiusura amarissima. Louie ci offre uno spaccato di quella che si può definire solitudine, dentro e fuori. Scena esilarante quella della bambola iniziale, scena drammatica quella di Liz, scena apricuore quella cinese, dove viene mostrato che la risata è una lingua universale. Banalizzerò dicendo che una risata risolve mille problemi, ma in una visione intimistica per me il significato dell’episodio è quello. (9/10)
Girls. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8.
1. Il pilot è decisamente di qualità. La scrittura è discretamente fresca e la regia regala il giusto spazio visivo a tutte. Non convincono gli argomenti, a partire dalla citazione di Sex And The City. Bene gli attori, ma la Dunham mi sta discretamente sui coglioni. (8/10)
2. Il secondo episodio mette in mostra tutto quello che avevo paura potesse diventare Girls. Argomenti forzatamente sessualoidi, scene di sesso, la Dunham nuda (!) ma pochissima sostanza. Sembrano trenta minuti di fanservice, a meno che non si inizi a vedere qualcosa di alternativo, prevedo noia a palate. (6/10)
3. Ecco, forse, il primo episodio con un senso compiuto e non troppo sessualizzato. L’ex di Hannah gay è un cliché ma funziona, così come il gesto trasgressivo di Marnie. La Dunham mi sta comunque sui coglioni. (8/10)
4. Ecco il punto di svolta! Pronti via e la Dunham ci fa vedere le tette a gratis, grazie ma anche no. L’episodio cigola sotto vari aspetti, ma il finale mescola le carte in tavola e dà nuova linfa a storyline già al rischio collasso. (8/10)
5. Prosegue il buon trend della stagione per quanto riguarda tutte a parte Hannah. La scena della sega è di una lunghezza che mette quasi a disagio, così come le avances al proprio capo giunte all’improvviso e senza motivo. Marnie regge, la bionda troieggia e va bene. (7/10)
6. Ogni serie che si rispetti, prima o poi decontestualizza il protagonista spostandolo dalla città di base. Qui viene fatto in maniera coerente e funzionale, ma Lena Dunham ci regala l’ennesimo nudo gratuito e farcisce tutto col solito sesso grottesco. Un grosso mah. (6/10)
7. Ecco le nostre gallinacce tutte insieme ad un party “esclusivo” (leggasi triste). Bene la fighissima Shoshanna nuda da metà in giù, malino le altre partendo dalla tizia col trusto per il vecchio (mi ricorda Peacy). Hannah strappacuore, con un Adam che guadagna punti incredibili (sì, l’ho detto). (7/10)
8. Le pulsioni sessuali della Dunham sono rappresentate anche sullo schermo e per fortuna sono anche le mie. Bene l’esplorazione lesbo (con l’introduzione di un tizio inutile), bene l’ulteriore approfondimento di Adam. Perso di vista il discorso economico. (8/10)

Musica
The Beatles – Magical Mystery Tour (1967)
Un disco sicuramente all’altezza della sua fama. Pezzi degni di nota che hanno fatto la storia della musica e qualche riproposizione di vecchie glorie. Non una pietra miliare, ma un ottimo prodotto.

Alla prossima settimana,
Boss.


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