Archive for the 'Sufjan Stevens' Category

Settimana 275: 14/09 – 22/09

Serie TV
Fear The Walking Dead. Stagione 1. Episodio 3.
3. Ultima sufficienza piena se il livello continua ad essere questo. Bene l’atmosfera di delirio e la paura collettiva, il non sapere bene come muoversi ecc, ma l’arrivo dei militari fa storcere il naso: troppo improvviso, imprevisto e culattone. Viva i messicani. (7/10)
Rectify. Stagione 3. Episodio 4, 5, 6.
4. Niente oh, altro, ennesimo episodio solidissimo. Non c’è una scena sprecata o un dialogo sbagliato, anche Teddy sembra tornato ad avere un senso. Janet e Ted sono incredibili, il dramma di Daniel, Amantha e il caso che mi appassiona. Servirebbe un’accelerata. (8/10)
5. Qui il livello sale: tantissimi momenti mescolino, l’indagine che avanza e forse una gioia per Daniel. Se poi aggiungiamo che la fola di Tawney e Teddy non rompe eccessivamente ed è sviscerata gradevolmente vuol dire che ci siamo. (9/10)
6. Episodio scritto angelicamente (cit.). Si piange tantissimo, ci si confronta con situazioni scritte e interpretate al meglio, si amano tutti e sarebbe stato un finale di serie senza rimorsi. La frammentazione serve a non farci morire annegati di lacrime, la perdonissimo. Piccola paura: cosa succederà l’anno prossimo? Io ho piena fiducia. (10/10)
Review. Stagione 2. Episodio 8.
8. Ci avevano un po’ ingannato con “nel prossimo episodio” ma in questo ci sono due veti, la PROCRASTINAZIONE e Forrest che si sega di continuo nel girare la 8-ball. Follia mista a follia, col finale shock senza più ritorno. (9/10)
Show Me A Hero. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6.
1. Beh, gli anni ottanta mi mettono sempre un po’ in crisi. La prima parte dell’episodio mi ha gasato, con ambientazioni che aprono cassetti, bei dialoghi e buon cast. Nella seconda metà e sempre più verso il finale, la velocità aumenta a dismisura, lasciando un po’ spiazzati. (8/10)
2. L’opera è molto solida, gradevole e ben fatta, senza ombra di dubbio. La qualità, però, fatica a trasudare per via delle tempistiche di racconto: è tutto velocissimo, i balzi temporali sono grossi e sembra perdersi un po’ di collante, nell’attesa di quella svolta che potrebbe entusiasmare. (7/10)
3. Pur restando sulla linea del precedente, questo mi è sembrato più fluido e scritto leggermente meglio. Le scene politiche con i voti ti fanno tifare per wicioscki nella speranza che prenda in mano le redini della partita, per ora ancora blande. C’è un po’ di attesa. (8/10)
4. Questo è sicuramente l’episodio migliore: scorre bene, gli eventi son giusti, ci si appassiona e si vivono le situazioni pienamente grazie ai vari punti di vista. Tutta la questione delle famiglie disagiate serve a dare profondità ed è gradevole. Il finale col colpo di scena scalda i motori. (8/10)
5. Sono rimasto un po’ colpito dal momento lacrima a caso scaturito a metà episodio. Solito mood, solito ritmo, solita piacevolezza ora più che mai viste l’intersecazioni tra le due principali storyline. Speriamo che il finale sia all’altezza. (8/10)
6. L’ultimo episodio è bello perché il finale è preparato bene, nel senso che si spera fino alla fine che non accada quello che accade. Alcuni personaggi, la situazione dei niggaz e David Simon che ci sa fare con loro. Le frasi sulla vita vera fanno sempre effetto. Un’opera capace di commuovere, nella sua stranezza e velocità, anche dal punto di vista del racconto romantico. (9/10)
Transparent. Stagione 1. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
1. Il pilota è potente: viene introdotta la famiglia protagonista sfruttando i singoli personaggi e tutti gli escamotage tipici dei pilot, ma in maniera subdola e delicata. Qualcosa scorre bene, il finale ovviamente obbliga a guardare anche il resto. (8/10)
2. Il mood resta quello gradevolissimo del pilot, non si notano stacchi. Le varie storyline procedono anche con momenti bizzarri gradevoli e i momenti profondi sono un fiore all’occhiello. Tambor è già re. (8/10)
3. Solito mood. Momenti alti di confronto e di dialogo, il coming out appassiona e ogni figlio porta avanti le proprie questioni, con la sorella di Adam che domina in bruttezza e simpatia. (7/10)
4. Episodio molto solido e gradevole anche se: la scena del bagno è verosimile ma forzata, il figlio trombato dal milfone in giovane età e forzatissima, il la lascio non la lascio della lesbica puzza di prevedibilità. Nel complesso però non storco il naso. (7/10)
5. Bell’episodio: caos, dialoghi velocemente folli, tette a go-go, passi avanti del padre, finale col sorrisino. Il pianoforte è lo specchio della serie: delicata. (8/10)
6. Belle le spiegazioni, bella la cena, bello il finale, tutto condito da una delicatezza incredibile. Scritto bene, anche se le storyline collaterali alle volte sfuggono dal contesto. (8/10)
7. Episodio bello solido: l’esibizione di Maura è di una tristezza unica, anche se ho letto in giro che la parola giusta è funconfortable. Le altre storie girano attorno a dettagli o sesso, altri argomenti? PS: il dildo nel cesso del bagno. (8/10)
8. Bellissimo flashback nel passato, dove forse anche Maura capisce di non avere solo il vizietto della gonna, ma di essere donna. La parentesi di Ali è un filo onirica, e sappiamo il mio problema con l’oniricismo. (8/10)
9. La palla torna in mano alla famiglia: padre e madre moltissimo ok, anche nel passato, figli allo sbando ok pure loro. Ali sempre in crisi, Sarah un po’ a caso ma rasserenata, Josh fotte come un dannato, ma la rabbina va bene, è romantica. Finale angosciante, viva il vecchio bacucco. (8/10)
10. Bel finalone intenso, dove praticamente moltissimo nodi vengono al pettine ma pochi ne vengono veramente districati, lasciando aperto tutto al futuro. Ali che lanchia i soldi è un disastro, Josh è peggio, la cena finale un momento puccioso. (9/10)
You’re The Worst. Stagione 2. Episodio 2.
2. Episodio carinissimo, dove l’amica guadagna ancora più punti simpatia (escile). I due nostri eroi vivono l’ennesimo problemino in maniera pucciosa, tra prevedibilità e carinerie. Il mood è sempre ottimo. (8/10)
Z Nation. Stagione 2. Episodio 2.
2. Episodio che dire caotico è poco. Se in una serie sugli zombie vogliamo gli zombie, qui ce n’è forse anche troppi. Azione a go-go, Murphy che fa cose a caso, flashback inutili e fotografia monocolore. La morte nel finale raddrizza tutto, non ce la si aspettava. (7/10)

Talk Show
Last Week Tonight With John Oliver. Stagione 2. Episodio 27.
27. Stupidi americani con le vostre donazioni avete chiuso la futura Scientology. I public defenders si sa che non han senso, ma il video è ancora più esplicativo. (8/10)

Reality
Ink Master. Stagione 6. Episodio 12.
12. I tatuaggi sulla gola fanno abbastanza senso ma son stati un cambio di modus operandi che ci voleva. Quelli con i down son tutti belli e forse abbiam capito che Ink Master senza pressione forse sarebbe un’altra cosa. (8/10)
Ink Master: Redemption. Stagione 1. Episodio 2.
2. No, questo è una merda: che senso ha richiamare artisti, canvas eccetera se poi il tatuaggio lo devono fare con uno più bravo e/o non tatuano loro? Senza parole. (3/10)

Film
Going Clear: Scientology And The Prison Of Belief (2015) (Alex Gibney)
Esperienza visiva da fare: il racconto della follia di un uomo che per non pagare le tasse si inventa una religione e la gente gli crede. Alla rivelazione dell’alieno intergalattico sono morto. Come si può credere ad una cosa del genere? Beh, in queste due ore lo spiegano.

Musica
Caribou – Our Love (2014)
Questo sì che è un disco degno di chiamarsi tale, ma noi veniamo da Manitoba non facciamo testo. Gradevole, scorrevole, con pezzi degnissimi di entrare nelle orecchie e melodie convincenti. Il sound è un’elettronica non invasiva, con il cantato che aiuta ad addolcire gli angoli.
Guillemots – Hello Land! (2012)
Primo disco del progetto multiplo di quattro dischi in un anno dei quali solo questo ha visto la luce prima del fallimento. Qualche pezzo orecchiabile e poi noia sparsa, si vede che manca la potenza dei tempi che furono. Dimenticabilissimo.
Mac DeMarco – Salad Days (2014)
Dai, davvero, questo addirittura si rende conto di cosa ha prodotto e alla fine del disco ringrazia per l’ascolto. Una roba pastosa, tutta uguale tanto da farmi credre di avere il disco fallato, tipo sempre la stessa canzone con titoli diversi.
Perfume Genius – Too Bright (2014)
Tono della voce da suicidio, ma disco variegato e orecchiabile. La musica non è nelle mie corde, ma le piccole melodie rimastemi in mente sono un buon segnale.
Raekwon – Fly International Luxurious Art (2015)
Molto meno potente di Part II, l’unico altro suo disco ascoltato. Pezzi meno incisivi, con le basi che sembrano tirare i remi in barca, poca cattiveria nel rappato. Si ascolta tranquillamente al semaforo, ma senza muovere la testa.
Sufjan Stevens – Carrie & Lowell (2015)
Se penso al pezzo che sapete mi viene ancora da piangere. Per me Sufjan deve sempre rispondere alle proprie promesse, ma quando regala dischi delicati come questo, introspettivi, sperimentatori di sound collaudati, non posso che gioire. Uno degli apici della sua carriera.

Alla prossima settimana,
Boss.

Un anno di musica: 2010

È stato un anno di ascolti molto particolare. Dopo le fatiche della classifica dell’anno scorso, mi ero ripromesso di tenere un occhio più attento alle nuove uscite di questo 2010, per evitare di dover far un recupero veloce a fine anno di ciò che mi sarei, inevitabilmente, perso. Per la prima metà dell’anno ci sono riuscito, poi mi sono perso in una serie di recuperi del passato e in una parentesi mainstreem (dovuta principalmente al troppo snobbismo precedente e al recupero di Glee) che mi hanno distolto su quello che questo 2010 aveva da offrire.
All’uscita delle varie classifiche, la confusione generata da un anno musicale senza picchi si leggeva in ogni dove. Numeri uno che variavano di sito in sito, posizioni assurde di album che mi avevano mandato in “fissa” e un’esplosione di generi sconfusionati ma “alternativi e quindi fighi”, facevano capire che il 2010 aveva tutte le possibilità per diventare un annata transitoria, almeno per i miei gusti personali.
Gusti personali che, inevitabilmente ed ovviamente, generano questa classifica. (Che poi io abbia dei gusti obiettivamente ottimi, questo è un altro discorso. :)

Bando alle ciance, ecco la classifica in ordine crescente:

Continua a leggere ‘Un anno di musica: 2010’

Settimana 18: 11/10 – 17/10

Serie TV
Alias
. Stagione 2. Episodi 4, 5, 6, 7.
4. È una serie G-E-N-I-A-L-E. Al quarto episodio, con un nuovo personaggio bomba inserito magnificamente, cambiano ancora le carte in tavola. Sono affascinato e anche impaurito.
5. A parte qualche WTF qua e là, tutto torna in maniera incredibile. Ennesimo cambio di prospettiva inattaccabile. WOW.
6. Episodio noiosino, tutto cicci-pucci e poca azione. Il colpo di scena finale è sgamato da metà episodio, però la nuova via di Tippin non mi dispiace.
7. Bella ennesima svolta. L’ansia non è tanta perché è tutto un chissà se scoppia l’ammore, però dopo ogni episodio non so mai cosa aspettarmi.
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodio 3.
3. A parte che queste dicono di giocare a Texas Hold ‘em e poi tengono cinque carte in mano, dopo il terzo episodio mi chiedo: a cosa servono le casalinghe? Gli unici che hanno qualcosa da dire sono i nuovi arrivati, gli altri sono di una banalità sconcertante. Si salva Teri Hatcher in versione sexy, nella speranza che ci ridiano la vecchia Gabrielle.
How I Met Your Mother. Stagione 6. Episodio 4.
4. Mah, l’ho guardato due volte. La prima in maniera distratta e a salti, ma non mi aveva convinto. La seconda con attenzione, ma sapevo cosa sarebbe capitato e quindi mi ha fatto meno ridere. Diciamo che l’episodio in sè è ben fatto, ma non mi ha convinto più di tanto.
Breaking Bad. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4.
1. Ho appena visto il pilot, ora capisco perché questa serie è definita dai più un capolavoro. Quando basta una puntata per far diventare idoli i protagonisti, quando non c’è una scena sprecata, quando i silenzi significano tutto e quando le capacità degli attori rendono tutto reale, si può dire di essere di fronte ad un capolavoro. Siamo ai livelli del pilot di “Mad Men”, il problema è che questo sconvolge l’animo. Le aspettative per me erano alte e sono state seriamente ripagate. Esagero? Non so, ma i tre Emmy vinti da Bryan Cranston negli ultimi tre anni sono un ottimo biglietto da visita. E il bello è che voglio gustarmelo piano piano, gustando ogni attimo. CAPOLAVORO.
2. Altro buonissimo episodio, molto più morbido del precedente. In certi frangenti me la sono anche ghignata. La storia sembra andare avanti a casaccio, ma l’ottima scrittura e le basi della trama orizzontale si vedono eccome.
3. Meraviglia. Io guardo cose così alle 3.00 di notte e poi faccio fatica a dormire. Bellissimo episodio, tematiche forti, difficili da affrontare. I colpi di scena sono perfetti e la scrittura è geniale. La storia avanza e ti spinge a sapere, ma io non ci casco: me lo gusto piano piano.
4. Altro buon episodio che, rispetto agli altri, tocca i temi della famiglia. Un ottimo Aaron Paul e un Cranston di livelli stratosferici rendono l’episodio molto molto godibile.
Glee. Stagione 2. Episodio 4.
4. Non è per nulla male, torna un po’ il vecchio Glee: la trama NON evolve, ognuno ha le proprie cosine da fare e le musiche vengono quasi tutte da musical. Non convince il fatto che sia un puntata Glee-club centrica… Rivoglio Sue!
The Big Bang Theory. Stagione 4. Episodio 4.
4. Ohhhhh. Finalmente un bell’episodio Howard-centrico. Ottimo lui, pessimo Sheldon che si riduce ad essere una macchietta di Mr. Bean. Comunque le mie risate me le sono fatto.
The Event. Stagione 1. Episodio 4.
4. Questa serie non decolla, ma non precipita neanche. L’episodio scorre bene, senza esagerare con wtf o cliffangher imbarazzanti. Si segue tranquillamente, con la retrosperanza che non diventi una serie di merda ma che migliori.

Musica
Belle & Sebastian – Belle & Sebastian Write About Love (2010)
Ennesimo album in studio dei Belle & Sebastian e devo dire che non mi ha deluso per niente. Il loro sound non mi fa impazzire sia ben chiaro, ma a parte il pezzo con Noia Gions è un album davvero gradevole.
The Smiths – The Smiths (1984)
C’è un sacco di hype attorno a questo gruppo, soprattutto tra gli indie-minkia. Ho deciso di ascoltarli per vedere se era giustificato o meno. Che dire: il sound tipicamente britannico si sente eccome e a me il sound tipicamente britannico non piace molto.
The Smiths – Meat Is Murder (1985)
Se lo ascolto in fila con il precedente non mi accorgo delle differenze.
Sufjan Stevens – The Age Od Adz (2010)
Attendevo con ansia il suo nuovo disco, sia per le ciofeche recenti, sia per la conclamata “svolta electro”. Ne esce un lavoro dalle sonorità sempre ricercatissime e piacevole all’ascolto. Poi un disco con la traccia finale da 25 minuti non può essere uno schifo a prescindere,

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 4: 05/07 – 11/07

Serie Tv
How I Met Your Mother. Stagione 5. Episodi 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24.
Che dire. La rapidità con cui ho divorato la quinta stagione lascia ben immaginare il mio livello di gradimento. Emozione per il tallone della madre e per la “Suit Song” al centesimo episodio. Ora si freme nell’attesa della sesta stagione.
Twin Peaks
.
Stagione 2. Episodi 20, 21, 22, 23.
Chiusa la visione di questo capolavoro. Ora capisco il perché è stata una serie basilare per le opere seguenti. Mai un calo di tensione, mai una puntata errore. Peccato per il finale aperto, ma per quello che si è visto non lascia l’amaro in bocca.
Persons Unknown
. Stagione 1. Episodio 5.
Oh, a me questa serie non dispiace per niente. Ha dei grossi limiti oggettivi nel recitato e qualche buchino nella trama, ma si guarda agevolmente. Soprattutto sembra ben congeniata nei colpi di scena, simbolo di una base pensata.
Pretty Little Liars
. Stagione 1. Episodio 5.
Sta calando il livello di trashaggine e lo sviluppo si è un po’ piantato. Tremo per il futuro, altri 17 episodi possono essere TANTI.
The L Word
. Stagione 5. Episodi 1, 2, 3, 4.
Ahhhh, The L Word. Dopo anni dalla visione della quarta stagione, non ricordavo più nulla delle vicende raccontate. Il primo episodio mi ha lasciato perplesso, ma poi ho capito il perché mi piaceva: ora come ora le scene di sesso lesbo durano più del 50% del totale…
Family Guy
. Stagione 4. Episodio 17.
Sempre magnifici. Scena del dottore storica.

Musica
Broken Social Scene – You Forgot It In People (2002)
Questo album, il secondo della band, ma ha lasciato perplesso. Un po’ acerbo, meno male che sono migliorati.
Emeralds – Does It Look Like I’m Here? (2010)
Recensito bene dalla critica, l’ho ascoltato poco. Sembra essere davvero un buon album, molto sperimentale e odorante di post-qualcosa.
I Wonder What’s For Dinner – Quest For Zateria [EP] (2010)
Genere: Progressive Hyrulian Ambient Electronica. Mica male, ma si sente troppo il tocco Hyruliano… Troppo Link e Zelda nella grotta.
James Blake – CMYK [EP] (2010)
Buona elettronica. Si aspetta al varco di un album.
Love Through Cannibalism – Energy Drink Dream (2010)
Era da un po’ che non ascoltavo roba 8-bit. Si ascolta ma non fa la differenza e non rimane in testa.
M.I.A. – /\/\ /\ Y /| (2010)
Procurato e ascoltato per via del titolo strambo, è un album cantato al femminile che sì propone qualcosa di alternativo, ma che dopo un po’ fiacca.
Sufjan Stevens – The Avalanche: Outtakes And Extras From The Illinois Album (2006)
Questo si sente che è post-“Illinois”. Sonorità quasi allo stesso livello, le versioni acustico alternative di “Chicago” mi fanno andare giù di testa.
Sufjan Stevens – Song For Christmas;
Noel: Songs For Christmas, Vol. I [EP] (2006)
Primo (e ultimo?) Ep di Natale che ascolto di questa super compilation natalizia. MAH.

Alla prossima settimana,
Boss.


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Al momento seguo:
Better Call Saul, Stagione 3
Fargo, Stagione 3
Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
Z Nation, Stagione 3

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