Archive for the 'Moloko' Category

Settimana 211: 23/06 – 29/06

Serie TV
The Last Ship. Stagione 1. Episodio 1.
1. Ragazzi dai: CHE AMERICANATA FOLLE. Storia alla velocità turbo, in quaranta minuti muore il mondo ma volano lo stesso missili e la gente si ammazza a caso. Il casting credo sia il più sbagliato di sempre, la scrittura è banale e prevedibile MA IO CI CREDO. (8/10)
House Of Cards. Stagione 2. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6.
1. Ritorno bomberissimo! Subito è difficile calarsi nelle vecchie situazioni, ma anche questa è una cosa originale in quanto il flusso del racconto non viene rallentato minimamente. I personaggi si destreggiano a loro modo e il plot twist è DA URLO (anche se, ziocaio, addio). Nel finale, Frank mi parla e ho molta paura. (9/10)
2. La storia oramai è ingranata e torna politica al 100%. È tutto abbastanza comprensibile, anche se quale magheggio sfugge nei complessi meandri di lessico, nomi e facce. La storyline relativa a Zoe non convince, mentre i silenzi di Claire fanno paura. (7/10)
3. Bene! Tutta la trafila politica esalta, grazie anche a Kevin Spacey che con la sua mono espressione e il suo mono tono è MONUMENTALE. Non mi convince, per niente, il Deep Web, ma per niente proprio. Il fatto è che pur non convincendo, ma per niente eh che sia chiaro, è fatto bene. Malino la tizia in chiesa. (8/10)
4. Enorme Claire! Per una volta abbiamo anche un filo di azione (polvere bianca) che serve a rimescolare l’attenzione, ma ragazzi: l’intervista di Claire è distruttiva sia dal punto di vista attoriale che da quello scritto. In alcuni momenti ho avuto paura. (8/10)
5. Tutta la fola dei cinesi non mi convince, ma per ora e per fortuna, quella del deep web sembra aver trovato una conclusione degna ed ottimale. Tantissimi intrallazzi politici e qualche mossa che sembra essere solo l’inizio degli avvenimenti. Bene. (8/10)
6. Questo è quello che si può definire fillerone dal punto di vista politico? Mah, vanno avanti i rapporti complicati nel triangolo, ma Frank non esalta. Bene invece la trama “deep web”, con il tizio sgamato costretto a far la fine dello scemo del villaggio. Ennesimo mattone. (7/10)
Futurama. Stagione 6. Episodi 22, 23, 24, 25, 26. Stagione 7. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9.
22. Forse il peggior episodio di Futurama mai visto, anche se qualche trovatina sarebbe stata interessante in un altro contesto. Il mostro fa schifo e il pianeta con gli irlandesi non fa ridere. Il finale è prevedibile. (4/10)
23. Sempre positivi i flashback del passato, in questo caso addirittura sul dottor Zoidberg, sempre poco sfruttato. Carino il climax del momento pucci, non esaltante il plot in generale con qualcosa tirato via. (8/10)
24. Ecco il Futurama che ci piace! Plot assurdo con il ritorno del raffreddore, continui flashback sul passato e finale puccioso malinconico. Ottimo lavoro, anche se non perfetto. (9/10)
25 .Dai, per una volta Cubert è servito a qualcosa! Geniale il plot anche se mi sembra la storia di super Vicky e anche se semplifica un pochino alcune scelte, ma datemi dei momenti Leela Fry così intensi che a me va bene tutto. (8/10)
26. Episodio diviso in tre che come al solito presenta un rischio: se un segmento non funziona, scata lannoia. In questo caso due su tre sono ok, il primo e il secondo, ma il terzo, pur essendo gradevole, ANNOIA come non mai. Finalino di stagione. (7/10)
1. Il ritorno della settima stagione non è esaltante, anzi: escluso Fry fluorescente che spacca, tutta la fola dei robot in grado di riprodursi non regge per niente, neanche dal punto di vista della continuity. Nessuna gran battuta degna di merito. (5/10)
2. Non è terribile perché la struttura Simpsoniana questa volta funziona bene. Il finale è esageratissimo ma ok e le trovate comiche reggono bene lo scenario creato. Alcune cose fantascentificamente non reggono ma tant’è. (7/10)
3. I paradossi temporali mi mettono sempre in crisi, ma l’episodio regge bene anche con una certa dose di buone trovate, l’inizio su tutte. Nixon resta un personaggio tosto, e poi mi han messo anche il robot edonista che fa la spia. (8/10)
4. Beh, Bender in versione paparazzo spietato non è male, così come la trovata dell’attore col sacchetto in testa. Il plot nel complesso non appassiona per via di un gergo tecnico troppo arzigogolato. Spero un giorno di vedere le foto di Bender. (7/10)
5. Tutto carino, ma il plot è decisamente banalotto col classico divorzio lampo. I mutanti però convincono sempre. Finale sul surf e le onde molto bambinesco che non convince. (7/10)
6. Salvo solo il plot assurdo e qualche flash di Bender: l’accoppiata Amy-Leela poteva dare molto di più, sia dal punto di vista comico che da quello erotico. Ne esce un calderone con poco senso. (6/10)
7. Hermes è sempre uno di quei personaggi dal potenziale comico enorme. Il plot dell’episodio è folle e scientificamente scorretto, purtroppo viene rovinato da un finale prevedibile da tempo. (7/10)
8. La rivisitazione futuristica dell’Oktoberfest non è proprio geniale nelle basi, ma a differenza di tanti altri episodi, si risolleva nel finale, pur assurdo. Se avessero tolto i cavernicoli forse sarebbe stato meglio. (7/10)
9. La prima metà è imbarazzante, non si capisce dove voglia andare a parare anche se quei quattro minuti sono il delirio top di Bender. Il resto dell’episodio funziona con il pianeta dei Robot, ma cade nel complesso. (7/10)
Defiance. Stagione 2. Episodio 2.
2. Tutto torna su binari, purtroppo già visti. Il caso del giorno risolto da Nolan che guardacaso torna lawkeeper. Il resto è un boh fotonico: Alak cerca di scappare e fallisce, il figlio accoltella uno in uno scontro visto almeno un triliardo di volte e Kenya non torna. (4/10)
Rectify. Stagione 2. Episodio 2.
2. Capisci che hai di fronte una grande serie quando ti trovi davanti ad infiniti dialoghi su Dio e non ti viene il nervoso. Benissimo tutto, dall’indagine al risveglio, commovente come solo loro sanno fare. Kerwin? (8/10)

Reality
Duck Dynasty. Stagione 6. Episodio 3.
3. Ok, puzzava di falsissimo ma mi ha divertito sia la messinscena del tritalegno che quella del minigolf. Niente di particolare però, siamo ancora lontani dai vecchi fasti. La tavolata finale mi uccide sempre. (7/10)

Musica
Moloko – Statues (2002)
Forse il disco più maturo del duo elettronico. Molti più pezzi degni di nota e una stabilità musicale davvero solida. Nessun grande successo storico, almeno per le mie orecchie.

Alla prossima settimana,
Boss.

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Settimana 207: 26/05 – 01/06

Serie TV
Friends With Better Lives. Stagione 1. Episodio 8.
8. Basta Will alle prese con delle vecchie che sembrano giovani per via dell’alcool a far passare la voglia di vivere. Poi ci mettono un’infinità di battute contro la coppia più stabile con figli e il divertimento va in vacanza. (4/10)
Louie. Stagione 4. Episodi 7, 8.
7. L’attenzione passa a Louie e la sua ex. Viene messa in scena una seduta di consiglio, una discussione per strada e viene inscenato la fine del matrimonio. Si ride pochino, si riflette tanto soprattutto su dove vuole andare a parare. (6/10)
8. Questo Louie è più complicato del solito o no? La prima parte, col racconto del collega, diverte ma non esalta come avrebbe potuto. La seconda funziona nell’ottica dell’ascensore e, al di là delle risate agrodolci post-visione, intrattiene in maniera didascalica e sembra perdere tempo. Mah. (7/10)
The Americans. Stagione 2. Episodi 9, 10, 11, 12, 13.
9. Il dramma umano di Phillip è qualcosa di straziante tanto quanto i violini che lo accompagnano fuori dalla chiesa. Azione, emozioni, trame e sottotrame che riguardano tutti i personaggi, in più c’è anche lo storico incontro tra il tizio del Rezindetura e il tizio dell’FBI. Poca Nina e questa è una boccata di ossigeno. (9/10)
10. L’omicidio in piscina è quello che rimane più impresso, pur essendo solo un anello nell’intricata trama. I drammi di Elizabeth prendono il sopravvento, supportati da parrucche di infinita magnificenza. Paige è sulle orme di Dana Brody: MALE. (8/10)
11. Ancora non male! Torna il tizio incazzato a far del casino e sembra essere finalmente arrivato un degno villain. La tensione sale mentre il cerchio si stringe, grazie anche a qualche momento intimista che dà senso ai comportamenti dei vari personaggi. Rischio Dana Brody per Paige. Viva Zeliko. (8/10)
12. Dovrebbe essere l’episodio utile a tirare le fila delle varie vicende prima di inscenare il gran finale. L’unica rivelazione di rilievo è la messinscena di Nina, che apre scenari di dubbio futuro. Del ragazzino dai, fottesega. Paige men che meno. (7/10)
13. La stagione con meno azione e più introspezione personale si chiude con un bell’episodio che dà il senso a tutte le trame e le sottotrame. La costruzione, ad esempio, del dualismo Philip/Elizabeth su Paige è stata lunghissima e da questo punto di vista si corona alla perfezione. Nina e mica Nina, anche questo apre scenari interessanti dal punto di vista Russi/FBI. Hype per la terza stagione. (9/10)
Inside Amy Schumer. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6.
1. Il formato sembra Louieano ed Amy Schumer è bravona. Il tutto è però un’accozzaglia di sketch gradevoli, ma così alla rinfusa che perdono leggermente il filo. Top il cold open e l’intervista alla modella. (8/10)
2. Inizio già ad abituarmi al formato e sono carichissimo. Il ristorante con le palle, Generations e l’intervista alla stripper divertono pur non azzeccandoci un tubo l’una con l’altra. Gli show non sono proprio il massimo. (8/10)
3. Carini gli sketch anche se sempre poco sensati, carino il film che dà il titolo all’episodio ma intervista non interessante anche per la poca freschezza nelle domande. (7/10)
4. Penso sia la prima comica che mi fa ridere facendo uno sketch intero basato sulle SCOREGGE. Brava Amy, devi ancora entrarmi dentro ma si fa così! (8/10)
5. La Gang Bang è carina, la fola dei vibratori TOP e la cosa sulla tizia malata non proprio il massimo ma passabile. Le battute sul sesso continuano a far ridere. (7/10)
6. Fighissime tutte le pubblicità sulla palestra. Il laboratorio di Meth ha pochissimo contesto ma, nella sua prevedibilità, non annoia. L’intervista è interessante e il collage sembra essere venuto bene. (8/10)
Orphan Black. Stagione 2. Episodio 1.
1. Riprendiamo in mano il Tatiana Maslany show. Tutto sembra bello come ricordavo, tanta azione e una trama piena di mistero. Il tuffo nella storia non è facile causa gravi lacune nella memoria, ma l’attenzione resta alta e gli elementi sembrano essere interessanti. Rachel è la più figa col suo caschettino biondo. (7/10)
Mad Men. Stagione 7. Episodio 7.
7. Il finale di stagione è davvero potente, soprattutto dal punto di vista lavorativo che si dimostra essere il vero punto di forza della serie. Don commuove sempre, soprattutto nel finale e nei confronti di Penny, la presentazione è da urlo, l’addio con Megan folle. Stona solo Betty, ma si può chiudere un occhio nei confronti della magnificenza. (9/10)
Futurama. Stagione 5. Episodi 13, 14, 15, 16. Stagione 6. Episodi 1, 2.
13, 14, 15, 16. Bah, caotico, intricato, confuso e senza gran punti di forza, anche se l’assurdità di tutto il plot è tipica di questo tipo di film. L’esperimento naufraga nel finale, quando il non sapere dove andare a parare manda tutto in vacca. Ci rivediamo nella sesta stagione. (6/10)
1. Il ritorno al formato classico giova alla serie: il plot è onesto e funzionale al ritorno, si districa senza fronzoli nel nuovo solito contesto. Prevedibile in alcuni punti ma anche questo è un marchio di fabbrica. (9/10)
2. Oh, questo ritorno mi è piaciuto pur essendo presentissimo Zap. Il plot è interessante e fracassone, condito di bugie che esaltano. Il finale sbrigativissimo esalta per ignoranza. (8/10)

Musica
Brunori SAS – Vol. 3 – Il Cammino Di Santiago In Taxi (2014)
Pur riproponendosi con le stesse sonorità che l’hanno contraddistinto, l’album scorre bene, relegando i momenti di noia in qualche piccolo angolino.
Émilie Simon – Mue (2014)
Una delle mie pochissime cantanti francesi idole, o per lo meno lo era prima di questo discaccio. Il nulla più totale da segnalare, condito dalla solita voce melensa che senza trasporto non perdona le orecchie.
Moloko – Do You Like My Tight Sweater? (1995)
Debutto dei Moloko che era ora di approfondire. Disco da immagazzinare che si lascia interpretare bene, lungo ma non stanca mai, regalando verso il finale una Boo già pezzo d’antologia.
Moloko – I Am Not A Doctor (1998)
Il disco che contiene un pezzo inosservato come Sing It Back. Si sentono molto più frequentemente pezzi già orecchiati negli anni e quindi si cementifica la sensazione di serenità alla base dell’ascolto.
St. Vincent – St. Vincent (2014)
Non è sicuramente la mia artista preferita e i suoi lavori li conosco solo superficialmente. Stesso effetto che mi ha causato questo disco: dopo quattro o cinque ascolti, nulla che mi sia rimasto in testa o che per lo meno abbia suscitato un velo di interesse.

Alla prossima settimana,
Boss.


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Al momento seguo:
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Son Of Zorn, Stagione 1
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The Last Man On Earth, Stagione 3
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