Archive for the 'Grouper' Category

Settimana 274: 07/09 – 13/09

Serie TV
Brickleberry. Stagione 2. Episodio 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13. Stagione 3. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 ,10, 11, 12, 13.
6. Fanno un po’ schifo certe scene tipo Steve bombato di steroidi, ma l’episodio regge e diverte nella sua solita cattiva assurdità. (7/10)
7. Il maschilismo fa sempre ridere ma questa volta l’episodio è vinto dalla campagna anti-elezione e la sua battuta finale. Bene anche Steve per una volta imprigionato a casa sua. (7/10)
8. La sosia di Steve m’ha ucciso come il plot di Malloy a scuola: un filo prevedibile tutta la fola del finto matrimonio ma divertente e non eccessivo. (8/10)
9. Lo sciopero degli animali in modalità talebani ha quel non so che di geniale, grazie all’annusata di culo o ai legami col passato. Un po’ di continuità che non fa male. (8/10)
10. Storyline della prigione che funziona bene, conclusa a casissimo con l’intersezione con la storyline di LOTR, poco sensata pure quella. Un po’ troppo casino. (7/10)
11. Il finto martaggio sfotte bene i complottisti anche se l’eccessiva baracconata non traborda nel geniale. Ci si diverte anche con gli indiani che possono avere del potenziale in futuro. (7/10)
12. Senza senso! La storyline dell’orso domina la scena e funziona dall’inizio alla fine, compreso il finale WTF. Bene anche Malloy, la trasformazione di Woody in pesce non me l’aspettavo ed è geniale. (8/10)
13. Finale leggermente meta con battute sulla cancellazione o meno. Il plot è corale ed è buono grazie alla combo Connie-figlio di Satana. Conclusione raffazionata ma ok. (8/10)
1. Ecco l’esempio perfetto di quello che dico essere un episodio carino con scene schifose (le matite nell’occhio). Funzionano i vari plot anche se quello del rene condiviso è stato un filo lungo. (7/10)
2. Regge benissimo fino al finale cannibale con l’esplosione di merda che rovina il mood di un episodio a tratti geniale (il mulino fatto col pene). Devono essere più coincisi. (7/10)
3. Tifavo per Connie! Ancora una volta l’episodio parte bene, regge bene e poi nel finale devono esagerare e rovinare tutto. Meno male che il plot e la costruzione son fatti bene. (8/10)
4. Simpatica divagazione del tema amo le vecchie. Woody con la madre ha un rapporto top, divertente anche il delirio di Connie, oramai allo sbando. (8/10)
5. Miglior episodio della stagione e forse di sempre grazie all’ingenuo Steve che compone canzoni hardcore gay. L’intervento della lobby m’ha ucciso: esiste davvero. (8/10)
6. Questa volta hanno azzeccato il finale con un colpo di scena non esagerato. Bene anche le storyline a tema maria: Denzel futuro presidente, Connie ed Ethel strafatte. (8/10)
7. Con senso e leggermente meta Woody & co nell’istituto psichiatrico, assurdo Steve incinto, ma capace di recuperare in un altro finale sensato. Stiamo aggiustando il tiro giusto prima della cancellazione. (7/10)
8. Probabilmente il miglior episodio di Brickleberry. Steve in versione pirata è geniale ed ogni elemento è funzionale alla storia, creando un buon finale. La deriva di Connie e Denzel funziona anche se completamente scollegata dal resto. È maturata, giusto in tempo per la cancellazione. (9/10)
9. Leggero passo indietro: il mangiare lo sperma di Malloy mi ha fatto venire giusto un certo vomitino. Malino questa volta, si ride poco. (5/10)
10. Eccoci tornati ad un tipo di comicità più consona. Il video di Woody e la testa esplosa di Connie sono alto livello, ma la scena di Street Fighter è la migliore in assoluto. Finale amarissimo. (8/10)
11. Anche questo è stato decisamente ok, soprattutto grazie all’ancora una volta inaspettato finale. Steve per una volta non è pensante e la fine di Woody in vaticano ha così poco senso che fa il giro. (8/10)
12. Ancora un episodio solido, con il campeggio diviso per gruppi carino e divertente. Su tutti vince il pene di Woody e in finale non fa neanche tanto schifo. (8/10)
13. Ho finito Brickleberry: dal finale mi aspettavo qualcosina di più, invece mantiene il buon ritmo raggiunto nel finale di stagione. Nessuna conclusione, se ne va senza lasciare il segno. (7/10)
Rectify. Stagione 3. Episodio 1, 2, 3.
1. Riprendere in mano la perla, riprendere confidenza con le situazioni e il filo della storia non è mai stato così facile. Il tocco delicato di questo racconto è sempre al massimo livello. Il riallacciare i fili non stanca, si muove anche il mescolo. Il colpo di scena finale arriva un po’ per grazia divina. (8/10)
2. Episodione solito, dove accade poco ma quello che accade fa urlicchiare. L’indagine che avanza (e mi gasa), Daniel solito trattamento a pesci in faccia, gente che soffre, Teddy che si salva in cornerissimo e musica classica, senza rancore o invidia. (8/10)
3. Ci sono tanti momentoni grandi in questo episodio, come l’interrogatorio di Daniel o la rivelazione della sua libertà o il dialogo tra Tawney e Teddy o il rifacimento della cucina, ma anche momenti MEH come l’interrogatorio lunghissimo del tizio o la fola di Amantha. È comunque un piacere (anche l’omaggio a BB). (8/10)
Review. Stagione 2. Episodio 7.
7. Sepolto vivo è una figata, la recensione delle sei stelle è metageniale, una cosa talmente strutturata da far quasi paura, il finale sconvolge la strutturazione orizzontale tra l’imbarazzo generale, lasciando speranze per il proseguio. (9/10)
The Last Ship. Stagione 2. Episodio 13.
13. Che bel finalone! Durante la visione si nota una certa rapidità nella successione degli eventi ed è solo dopo il commovente sbarco che si capisce perché: sarebbe dovuto essere il finale di serie. Il rinnovo ha quindi consentito agli autori di stagliuzzare il finale, onde ritagliarsi dieci minuti utili al colpo di scena finale e all’introduzione della nuova stagione. Fossero sempre tutti così furbi, avremmo molti meno finalacci aperti. Serie easy dell’estate. (9/10)
Under The Dome. Stagione 3. Episodio 13.
13. È finita. La cupola se n’è andata e non tornerà mai piùùùù. Un piccolo merito: all’interno tutto si risolve, tra le solite scene ridicole e le grasse risate (guardatevi la lotta Big Jim-Junior con uno che rischia di essere accoltellato da un coltello tenuto in mano da sé stesso, o INDY CON LA CHIAVE DELLA CELLA NEL COLLARE). I WTF si susseguono, ma son cose “classic Dome”. Il resto fuori dalla cupola è inquietante per un motivo: questi credevano nel rinnovo. Addio #UnderTheDome, mi devi tre stagioni di vita. Ora insegna agli angeli a tagliare le mucche a metà. (4/10)
You’re The Worst. Stagione 2. Episodio 1.
1. Che ritorno! Il plot è più o meno sempre lo stesso, questa volta col finale spassoso al contrario. Si ride tanto come non ricordavo si facesse e la convivenza dà segnali positivi. Son carico. (9/10)
Z Nation. Stagione 2. Episodio 1.
1. Fa abbastanza cagare, diciamocelo: fotografia insulsa, gente che si ritrova a caso, momenti drama ma poco drama, Cassandra. Però Z Nation non si prende mai sul serio, il mondo è verosimile ed esagera, cercando di creare quel mood comic-horror che stenta a svilupparsi. Il limone tra zombie è ok, Murphy ancora genio. (6/10)

Reality
Ink Master. Stagione 6. Episodio 11.
11. Ecco che iniziano ad eliminare i concorrenti meno bravi per arrivare alla finale prevedibile Chris-Matt-X. Tatuaggi dei quadri dove solo in pochi riescono ad eccellere, tatuaggi sulle unghie mai visti né sentiti, fanno n po’ senso. (7/10)
Ink Master: Redemption. Stagione 1. Episodio 1.
1. Idea carina, realizzazione alla Ink Master: tanto casino e pochi tatuaggi. I due artisti si redimono bene e io immagino una competizione senza tempo o pressioni. (8/10)
Tattoo Nightmares. Stagione 3. Episodio 25.
25. Nessuna storia assurda e nessun tatuaggio degno di rilievo o meglio: son tutti e tre belli. (6/10)

Musica
Balmorhea – Constellations (2010)
Cosa si può dire del disco che contiene quella chicca mostruosa che è Bowsprit? Solo musica da relax, ma fatta benissimo grazie alle venature country.
Grouper – Ruins (2014)
No. Non ho neanche voglia di approfondire da dove venga questa o questi perché sarà anche un disco top alternativo impegnato e con un gran pezzo (il secondo), ma dueppalle.
Run The Jewels – Run The Jewels 2 (2014)
Bel disco hip hop, meno crudo del precedente primo capitolo, ma ascoltabile e pieno di singoloni canticchiabili e carichi. Son bravi e le rime scorrono bene.
Sun Kill Moon – Benji (2014)
Ma questo è quello che tratta a pesci in faccia le donne? Ripreso in mano mi dà le stesse sensazioni di allora: una voce ancora poco rovinata dall’alcol, col potenziale di diventare ascoltabile se toglie i testi parlati ed evita i “papà tvb”.
Swans – To Be Kind (2014)
Mi rifiuto di riascoltarlo per giudicarlo.
The War On Drugs – Lost In The Dream (2014)
Molto orecchiabile, disco che paga i difetti del genere, ovvero tende ad appiattirsi lungo l’ascolto. L’inizio è buono con qualche pezzo notevole, sul finale stanca anche per colpa della voce ridondante.
Todd Terje  – It’s Album Time (2014)
Questo è bravo, mi piace. Musica da poliziesco anni 80 mischiata con elettronica alle volte minimale e alle volte no. Di cantato non ce n’è e in certi casi è meglio.
Verdena – Endkadenz Vol.1 (2015)
La nuova moda è deriderli o dire che fan schifo. Oh, il disco non è Verdena, ci vorrebbe un idiota a pensarlo, ma non è così terribile. Son le solite canzoni col solito ritmo in cui non si capiscono le parole.

Alla prossima settimana,
Boss.

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Al momento seguo:
Better Call Saul, Stagione 3
Fargo, Stagione 3
Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
Z Nation, Stagione 3

Sul Kindle


Douglas Adams - Mostly Harmless


David Simon - Homicide: A Year On The Killing Streets

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