Archive for the 'Top Of The Lake' Category

Settimana 155: 27/05 – 02/06

Serie TV
Mad Men. Stagione 6. Episodio 9.
9. Io ho tifato il ritorno di Don e Betty per anni, ma trovarmi una scena del genere così all’improvviso non mi ha convinto. Pubblicitariamente non si fanno avanti, ma è uno scontro tra idee diverse che forse vengono approfondite poco. Peggy e Roger tengono alto il livello: la prima ci fa ridere accoltellando il proprio compagno che, comprensibilmente, la lascia; il secondo si fa soffocare dall’istinto paterno. Le tematiche di Mad Man sono sempre messe sullo schermo in maniera eccellente, ma questa stagione manca un po’ di collante. (7/10)
Revolution. Stagione 1. Episodi 19.
19. Mi sembrava di essere in un livello di Half-Life (fatto male). In poche parole non succede nulla, se non delle sparatorie con armi futuristiche dall’esito scontato. Alcune piccolezze fanno gridare al MACCOSA, altre al LULZ. Siamo ad un passo dalla fine. Sì, la fine di una tortura. (5/10)
Veronica Mars. Stagione 2. Episodi 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22.
16. Andiam bene. Lo scenario si sposta al college (futuro scenario?) e l’atmosfera non cambia. Maeby Funke viene rasata a zero mentre George Michael fa da tutor ai visitatori. Veronica indaga e scova subito del torbido mentre il caso del bus fa i soliti passi avanti nel finale di episodio. Logan troppo puccioso e prevedibile. (8/10)
17. La situazione è grave se me ne frega solo della love story tra Wollace e Jackie? A parte tutto, continuano i passi avanti nelle varie indagini, il mistero sembra risolto ma sarà la calma prima della tempesta. Mac e il tizio sono pucciosi ma anche no. (7/10)
18. Niente di entusiasmante dal punto di vista caso del giorno. Niente di interessante dal punto di vista della pucciosità generale. Bene l’avanzamento generale della trama, che tira in ballo Dick e Beaver. La scrittura generale è possente, ma lo sviluppo è forse troppo intricato. L’oniricità non rende giustizia allo svolgimento degli eventi. (7/10)
19. Intanto evviva per Wallace e Jackie! Al di là delle cose pucciose, i casi si intersecano al meglio, e l’aumento del ritmo investigativo giova allo sviluppo della trama. Weevill sfigheggia in maniera prepotente, ma il ritorno di Duncan (almeno nominato) può rovinare tutto. Speriamo bene. (8/10)
20. Mhh… Pochi passi avanti, anche se l’utilizzo serrato del sindaco sembra presagire qualcosa. L’episodio lascia spazio alla pucciosità della parte teen: W&J copulano e poi lei ha uno shock, V&L si riavvicinano e poi si allontanano banalmente. Niente di particolare da segnalare. (7/10)
21. Episodio dal finale nerissimo. Il dramma di Wallace ma soprattutto il dramma di Veronica. Bravone all’avvocato difensore, ma forse si è spinto un po’ troppo sul pedale del drama. È uno sconvolgimento di storyline che può cambiare il corso di una stagione, ma l’effetto sorpresa è garantito. Bene la parte comica di Weevill, che forse sfocia in drama pure quella. (9/10)
22. Non ho mica capito se mi è piaciuto o meno. L’assassino mi ha colpito (non me l’aspettavo), ma la conclusione l’ho trovata un po’ spicciola e con un tentativo di drama esagerato: dai, qualcuno credeva davvero che Keith fosse sull’aereo? Drammatico anche il finale di Wallace, con Jackie che svela le sue carte, forse troppo esagerate. Non dimentico però i momenti lacrima del diploma. (8/10)
Arrested Development. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15.
1. Non ho subito il dramma della cancellazione, ma ho atteso questo ritorno con ansia. Trovare i personaggi dopo un tasso di tempo così lungo fa effetto, ma l’atmosfera non è cambiata. Ho riso di gusto, soprattutto quando sono stati in grado di citare loro stessi. L’introduzione dei personaggi sembra graduale e il formato da trenta minuti calza a pennello. (8/10)
2. Nulla da dire sulla scrittura: articolata, precisa, folle e dinamica. Ma il prodotto finale è un po’ troppo intricato e poco immediato. George e Oscar reggono bene la scena, ma l’assenza di coralità si sente. (7/10)
3. Devo dire che Lindsay e Thobias sono sempre stati la mia coppia preferita. L’episodio si districa tra le solite caratterizzazioni dei personaggi, senza sbagliare un colpo. Troppo duratura forse l’infatuazione col tizio, ma inizia già a crescere l’hype per lo struzzo. (8/10)
4. Ancora un episodio Michael-centrico e ancora un “meh”. Tutta la storia del produttore non convince, così come l’assenza della coralità sopra richiamata diventa una lacuna quasi incolmabile. Pregevole il ritorno della segretaria. (7/10)
5. Livello che si alza in coincidenza con l’episodio su Tobias. La sua ambiguità resta geniale, ma per la prima volta si vede la potenza narrativa della stagione: un incastro perfetto di elementi tra le varie storyline portano ad alzare il livello comico. Si ride molto bene. (8/10)
6. L’episodio ancora una volta si concentra su  George Sr. e ancora una volta perde leggermente di mordente. Viene ancora messo in luce un impianto narrativo senza precedenti. Si ridacchia e viene anche inserito nel racconto dil desaparecido GOB. (7/10)
7. L’episodio su GOB era quello che aspettavo di più. Ancora un incastro di scene fuori dal normale, un impianto narrativo folle e uno Steve Holt obeso rendono il complesso una bomba incredibile. Continuity, riferimenti sui riferimenti e una comicità talmente oltre che mi lascia senza parole. (9/10)
8. Ancora genialità a quantità infinite e divertimento ad altissimi livelli. Si ride meno violentemente che con GOB protagonista, ma la parabola di Lindsay è qualcosa che trascende l’arrivismo. I dettagli come quello dell’assegno o della parrucca o dello struzzo sono oltre qualsiasi tipo di livello narrativo. C’è pure Annyong. (8/10)
9. Mi sarei aspettato di più da Tobias, pur essendo comunque un mostro di personaggio. Trama un po’ sconclusionata e non eccessivamente legata all’intricato contesto, ma qualche perla suscita lo stesso risate. Rivederlo in blu è stato un bel momento. (8/10)
10. Episodio su Lucille che fa gridare dal divertimento in galera con le cinesi. Si dà un senso alla sua comparsata durante il Cinco vestita da strega e si ride per la sua meschinità e assurdità. Uno dei personaggi più complessi e più riusciti. (8/10)
11. Eccoci al secondo folle episodio su GOB. Geniale la storyline che riguarda Tony, talmente esagerata che fa ridere solo a pensarci. Finale col colpo di scena, ma sento che avvicindandoci al finale di stagione se ne vedranno di bellissime. Finalmente si scopre chi è la conquista di GOB vista nei primissimi episodi. (8/10)
12. Ah, Maeby amore mio. Episodio se possibile ancora più folle di tutti i precedenti messi insieme. Il personaggio è quasi sempre passato in secondo piano, ma qui esplode con una potenza senza precedenti, dimostrando di avere le mani in pasta ovunque. (10/10)
13. Caro buon vecchio George Michael che non sa limonare… Immaginavo che Fakeblock fosse una stronzata, ma non pensavo che fosse una stronzata così. Ovviamente si ride in maniera sguaiata all’ennesimo tentativo di concludere con Maeby. La continuity si perde un attimino, niente Cinco De Cuatro. (9/10)
14. Buster è sempre stato uno dei personaggi più estremi, da prendere però a piccole dosi. L’episodio a lui dedicato risulta essere pesante da digerire, pur essendo ben strutturato e poco esagerato. La nuova mano consente nuove gag, ma prima del finale ci si aspettava qualcosa in più. (8/10)
15. Il conflitto tra George Maharis e Micheal è stato uno dei cardini della serie, ma il finale e le ultime trovate non fanno gridare al genio come fu per il finale della terza stagione. Molte idee vengono gettate sul piatto e alcune storyline vengono lasciate brutalmente aperte: era proprio necessario? (7/10)
Top Of The Lake. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.
1. Prima di iniziarene la visione, avevo solo un vago indizio sulla presenza di Elizabeth Moss. Non sapendo che serie trovarmi di fronte, sono rimasto un po’ estraniato da alcuni elementi: ok l’ambientazione e la storia della bimba e del “no one”, molti dubbi sulla famiglia disadattata e sul circolo freak delle donne. Non so cosa aspettarmi. (6/10)
2. Tutta un’altra musica rispetto al pilota. Le atmosfere assumono densità e finalmente si dà un senso al baraccone: la scomparsa della bimba fa partire un’indagine nella quale la comunità assume un ruolo ed Elizabeth Moss riesce ad ergersi protagonista. La prima pista è un buco nell’acqua, ma la curiosità ora è tanta. Complimenti alla Nuova Zelanda. (7/10)
3. Non mi ha convinto. L’indagine non fa molti passi in avanti e viene approfondito il racconto su Matt e, da un lato, sulla famiglia. Il laboratorio di droga potrebbe aggiungere elementi interessanti. La comunità di CJ è davvero fastidiosa, sia come trovata che come personaggi che ne fanno parte. Se poi li facciamo uscire da lì, addio. Bene le parti introspettive su Robin. (6/10)
4. Il caso di Tui sembra passare in terzo piano e l’attenzione si sposta sul passato di Robin, drammatico al punto giusto, con tanto di accoltellata nel presente che la fa diventare una poliziotta ribelle. Nel finale spunta un tizio che sembra mettere ordine in una serie di omicidi. Mhh, una mezza via và. (6/10)
5. Sicuramente l’episodio più emotivamente potente. Elisabeth Moss ci offre, oltre alla tetta, una prestazione magistrale nell’icnarnare i vari drammi che colpiscono Robin. L’emotività la fa da padrone dunque, ed è in grado di celare la velocità con cui si susseguono gli avvenimenti. Finale meh, con una rivelazione dal potenziale non sfruttato. (7/10)
6. Sicuramente uno degli episodi più ispirati, soprattutto per l’impatto drammatico della morte del tizio. Come al solito l’introspezione la fa da padrona, ma lo schema sembra sempre essere “paesaggio – chiavata di Robin – paesaggio”. Quando dallo schermo sparisce il campo di Gj, il potenziale cambia. In meglio. (8/10)
7. Ok, il finale è decisamente pregno. Però checcazzo di finale è? Un’accozzaglia di situazioni con il sotto inteso in bocca, da sviscerare, approfondire, riconsiderare e rifletterci sopra. Il problema è che non ho un cazzo voglia di farlo. Salvo la Moss e la Nuova Zelanda, il resto è un decisamente enorme MEH, anche se il cerchio si chiude in maniera decente. (6/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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