Archive for the 'The Wire' Category

Settimana 55: 27/06 – 03/07

Serie TV
Family Guy
. Stagione 5. Episodi 17, 18.
17. Happy Days è il top, la scimmia cattiva, 9/11, il finale. Siamo ancora su un discreto livello. (8/10)
18. Un po’ troppo sentimentaloide ma il richiamo a Back To The Future è straordinario come il finale con Rick Astley. Finale di stagione in crescendo. (9/10)
The Wire. Stagione 5. Episodi 9, 10.
9. Piango come una fontana per Bubs e soffro come un cane per il crudo realismo della vicenda. L’arresto mi puzzava di marcio, Greggs mi è scesa a livello incredibile così come Carv (che in realtà forse è l’unico che non ho mai amato). Il resto, solite lodi con un finale da strazio. (10/10)
10. Un’ora e mezza di poesia, malessere e gioia. La scena finale è un misto di carezze e schiaffi come solo The Wire è in grado di saper dare. Si chiude un’opera maestosa sotto ogni singolo punto di vista, capace di descrivere uno spaccato di società a tutto tondo come non ho mai visto fare da nessuna altra parte. La lacrima scende nel vedere la sorte di Bubs e Duquan. Non ci sono aggettivi, davvero. (9/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodi 6, 7, 8, 9, 10.
6. Ecco, lo riprendo in mano dopo una pausa. Fantastico sotto tutti gli aspetti tecnici, mi ha scombussolato per via dei millemila nomi e delle tante situazioni. Questo episodio soffre dell’astinenza, ma si regge sulle solite ottime basi. Bel finale, qualche piccola pecca lungo il percorso (il combattimento “col nano” e il cuore da mangiare). (7/10)
7. La storia non mi sta appassionando un granché, anche perché fatico veramente tantissimo con i nomi (in realtà non ho voglia di applicarmi). In questo episodio non ci sono scene sotto-tono, forse la morte del re è stata un tantino rapida. Il resto scorre tra intrighi e trombate lesbo con guardone giusto quando in camera entra qualsiasi tipo di parente. (8/10)
8. Che barba. Sì ok, la storia è interessante, misteriosa, con colpi di scena e attrezzatura tecnica fantastica. Però non so, due palle. Accadono un sacco di cose tra le quali fatico a districarmi e l’aspetto che ha è quello di una completa transizione: il terreno è pronto per il finale, ma non fremo dall’attesa. (6/10)
9. Hanno tagliato un po’ di scene di battaglia e questo è un punto a sfavore. Hanno ucciso un protagonista e questo è un punto a favore: che sia per questo che la saga è così osannata? Questi colpi di scena sono rari da vedersi, supportati dall’apparato tecnico diventano unici. (9/10)
10. Niente da dire, la storia è arrivata a prendere, anche se essendo la saga immensa non si ha una vera e propria conclusione alla stagione, diciamo si hanno nuovi punti di partenza. Molto bello il finale, espressivo e decisamente reale. Tanto di cappello al questa serie che dal punto di vista soggettivo non mi ha esaltato e fanboyzzato, ma dal punto di vista oggettivo è oro per gli occhi. (8/10)
Carnivàle. Stagione 1. Episodi 8, 9.
8. Non ho voglia di guardarlo, ma poi non mi annoio e non rimango mai particolarmente schifato. Il problema più grosso è che ci sono un sacco di cose non dette o raccontate per metà. Tutta la parabola discendente di padre Justin è interessante e il personaggio sta salendo molto. Al circo invece inizio ad essere indispettito dal “vedo/non vedo” nel triangolo Samson-Lutz-Ben. BENISSIMO il finale. (7/10)
9. Episodio che muove, finalmente, qualche equilibrio. Qualche spiegone chiarifica la posizione di Ben, anche se il mistero è ancora tanto. Padre Justin continua la sua riabilitazione ed esce con un’espressione da pazzo e questo mi lascia ben sperare. Il quadro del circo non rivela nulla di nuovo, a parte qualche situazione sentimentale. L’apporto tecnico è come sempre eccellente. (7/10)
The Corner. Episodi 1, 2.
1. Prima di The Wire, fu The Corner. Una mini-serie in sei episodi che racconta le vicende dei tossicodipendenti di Baltimora dal punto di vista della strada. Rivedere tanti tra gli attori che passeranno alla storia qualche anno, dopo fa un bell’effetto. La storia è cruda e realistica, i personaggi abbozzati sono convincenti. Perde un po’ l’aspetto tecnico: il documentario e la camera mobile non fanno la differenza, in certe situazioni disturbano. Resta un buon prodotto. (8/10)
2. Sul livello del precedente. Ogni episodio fin’ora ha trattato di un personaggio e di quello che gli gira intorno, soprattutto droga. È recitato molto bene e i dialoghi sembrano puliti e scritti bene. Si vede anche un accenno di storyline generale, si stacca un po’ dal freddo documentario. Carini i flashback del passato. (8/10)

Reality
Survivor
. Stagione 13 (Cook Islands). Episodi 10, 11.
10. Episodio che mette ancora in mostra le enormi doti degli Aitu che stravincono le prove e mi fanno esultare. Ozzy sempre più un mito e i Raro mi iniziano a stare simpatici visto quanto sono imbambiti. Belle le prove e decisiva la scelta del bottle twist: la decisione non mi ha dato fastidio in particolar modo, ma se avessero vinto i Raro mi sarebbe stata sulle scatole. Becky sempre bbbona come al solito. (9/10)
11. Altro episodio bomba! Eccoci di fronte al primo merge della mia vita, in un episodio che si riempe di strategia, tradimenti e momenti pucciosi (quando Yul dice a tutti i suoi compagni il proprio segreto). Jonathan nell’occhio del ciclone prende una decisione importante, rigirato dallo stesso Yul come un calzino. Ozzy sempre più idolo e Becky sempre più figa. (9/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 54: 20/06 – 26/06

Serie TV
The Killing
. Stagione 1. Episodio 13.
13. Eccoci al capitolo finale di questa stagione. La conclusione è col botto, decisamente buona e frutto di una base decisamente valida. La miccia è esplosa ma troppo tardi. La stagione è stata di alti e bassi, con scelte di sceneggiatura davvero discutibili. Mi resta il dubbio sulle scelte del finale: se la serie fosse stata cancellata, il finale sarebbe stato diverso? Per me sì. (8/10) se continuerà l’indagine, (5/10) se non continuerà e chi s’è visto s’è visto.
Carnivàle. Stagione 1. Episodio 7.
7. Eccoci arrivati ad affrontare il vero e proprio post-trauma. La difficile vita del Circus e la voglia di cambiare la fanno da padroni. Finalmente si vede anche Ben che usa di nuovo i suoi poteri, causando rabbia in Lodz che per sfogarsi bastona la donna barbuta (?). Il prete è in una fase mistica: un misto tra sogno e realtà che non ho capito. Il racconto è chiaro, ma serve solo per far capire ufficialmente i suoi poteri e il suo passaggio al lato oscuro? Mah. (7/10)
The Wire. Stagione 4. Episodio 13. Stagione 5. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8.
13. Capolavoro. A dir la verità non si concludono in maniera coincisa le indagini o le trame di serie, ma si chiude il racconto di una parte di storia alla solita maniera: con una carezza al cuore e uno schiaffo all’anima. Il finale rende tutto nella sua crudezza con un paio di inquadrature da artista. Oltre a questo, amo tutti i personaggi ed ogni parola, ogni gesto ed ogni frase mi colpiscono. Tanto di cappello. (10/10)
1. Intro fantastica, già dalla sigla si capisce quale sarà il tema portante della stagione: la stampa. La serie riparte un anno dopo la fine della quarta, con un sacco di problemi, ritorni di stile (McNulty) e delusioni. Nove episodi alla fine e sto già male. (9/10)
2. Beh, se nella puntata mi danno tanto spazio per Bubs, mi rifanno vedere Avon e lo slavo, mi trattano McNulty come una merda incredibile, io non posso far altro che metter su i miei occhi a cuoricino e decantare le lodi dell’ennesimo episodio. La cosa incredibile è come, nell’ambiente del giornale, i giornalisti non sembrino minimamente attori. Già li amo tutti. (9/10)
3. Qui mi sbilancio definendolo perfetto. È bello sotto ogni punto di vista, dalla pazzia di McNulty e Freamon, al realismo di Bunk. Gelo interiore il finale, spaccacuore e un Omar sugli scudi, sempre meraviglioso. (10/10)
4. Marlo inizia ad essere un personaggio troppo oscuro e questo può non convincere. Il baratro di oscurità in cui è caduta la serie sta trascinando la trama in un buco con il rischio di non uscirne più. Scherzavo, ho estrema fiducia che tutto si risolva e questa certezza mi dà una carica indescrivibile. (8/10)
5. Tipico episodio di metà stagione in cui si muovono le acque con finale da brivido. Il disegno complessivo è meraviglioso e descritto alla perfezione, interpretato in maniera magnifica. Non ho veramente idea di dove andranno a finire e siamo a cinque puntate dall’addio. (9/10)
6. Forse è il primo episodio della quinta stagione che non ha un finale strappacuore. L’episodio scorre nella sua solita compatezza, toccando tutti gli aspetti che si potevano toccare. Politica, informazione, malavita e polizia. Con la novità informazione che regge bene. (8/10)
7. I sub in cirillico per fortuna non mi hanno distratto. La storia evolve velocemente, con la solita amarezza mista a meraviglia. Gli attimi finali descrivono l’angoscia di Baltimora, il resto è un turbinio di delusioni e trovate geniali dell’accoppiata McNulty-Freamon. Non credo esista una serie con un cast del genere. (9/10)
8. Che dire di un episodio del genere? Addio, Omar. (10/10)
Family Guy. Stagione 5. Episodi 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17.
10. L’avevo già vista questa… Ricominciare il recupero guardando qualcosa di già visto non è il massimo. L’episodio in se è carino ma la scena della sciarpa fa vomitare. (6/10)
11. Soliti mille riferimenti che non capisco, qualche scenetta epica (gli italiani in coda) ma la trama non mi ha entusiasmato… Sarà che Stewie non mi fa impazzire. (6/10)
12. Carino un bel po’. Più trattano male Meg e più usano Quagmire più mi piace. (7/10)
13. Puntata con Bill Clinton. Non è che mi faccia particolarmente ridere eh, diciamo che non ho più il feeling di una volta. (5/10)
14. Decisamente demenziale e irriverente come i Griffin sanno essere. (8/10)
15. Basato sui pregiudizi riguardo al Texas, l’episodio è abbastanza demenziale e gradevole. Top la scena con Gesù. (7/10)
16. La scena al balletto è spettacolare come quella della scuola dei sordi. Cinque minuti di Chicken-fight, risata del tipo alla scuola stupidissima, il programma sulle giapponesi, il butt-scratcher, il bimbo abbandonato, Stewie con la tuba. Il vero Family Guy. (10/10)

Reality
Survivor
. Stagione 13 (Cook Islands). Episodi 8, 9.
8. Episodio ottimo in cui succedono un sacco di cose. Inizio ad affezionarmi a qualche membro dei Raro e ora il mio idolo indiscusso è Ozzy. Peccato per gli Aitu che perdono la prova pur dominandola, ma non peccato per l’eliminazione di Flicka e delle sue calze. (8/10)
9. EPISODIO BOMBA GALATTICA. Succede di tutto, il tradimento di Candice (TI ODIO) e di Jonathan (ma sei pirla?) mi portano a tifare AITU in maniera decisa. Tifo da stadio durante le prove, con un Ozzy in super spolvero e uno Yul più geniale del solito. A tratti commovente e a tratti spietato. Ottima la strategia dei Raro nell’eliminare Brad. Se Survivor regala queste perle, sarò addicted per sempre. (10/10)

Musica
Katie Goes To Tokio – My Naked Heart (2010)
Cantante svedese, sonorità molto pop, quasi J-pop. Infatti spopola in Giappone e direi che è il caso di lasciarla agli orientali.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 53: 13/06 – 19/06

Serie TV
The Wire
. Stagione 4. Episodi 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12.
4. Sarò sincero: nella perfezione di The Wire un difetto c’è, anche se è colpa mia. Faccio fatica a riconoscere le facce dei bambini, sembrerò razzista ma sono tutti uguali! A parte gli scherzi, altro ottimo episodio che inizia ad incastrare i tasselli della lotta fra gang, con mosse e contromosse da pelle d’oca. Ancora un po’ fuori dai giochi McNulty e Bunny, ma il resto gira che è una meraviglia. (8/10)
5. Episodio di transizione. Tutte le vicende vengono portate avanti in modo squisito, con la solita pulizia e la solita magnificenza di dialoghi e fotografia. L’affetto per il personaggi non è mai stato così alto. Le scene “d’azione” iniziano a diventare importanti, sarà interessante scoprire come si assesta la situazione nel prossimo. (8/10)
6. Che spettacolo! L’episodio di transizione porta all’episodio che dà il via alla seconda parte della stagione. La campagna politica termina con l’elezione, dai risvolti prevedibili ma accettabili. A scuola i ragazzini iniziano ad avere la loro importanza. Tutto il resto scorre in un’armonia rara da vedere in giro. (9/10)
7. Puntata sottotono (che poi il sottotono di The Wire è di altissimo livello rispetto a tutto il resto). Non accade nulla di strepitoso, solo tante piccole cosine che muovono le vicende e la trama in avanti. I successi di Prez e Kima contrapposti al fallimento di Bubs e del Coach sono sottili. Diciamo che è il pilot della seconda parte di stagione. (7/10)
8. Inizia  muoversi qualcosina. Carcetti visita il dipartimento e ci fa vedere quello che conoscevamo già, mentre Marlo e Herc iniziano una diatriba che porterà a brutte conseguenze intanto che Bunk indaga su Omar. È incredibile come questa stagione regga bene senza sfruttare al meglio i protagonisti storici. (8/10)
9. Episodio leggermente fiacco. Dopo il twist di metà stagione mi aspettavo qualcosa di più. Tutto scorre con una lentezza ritmata dal cambio di scena e personaggi, in un turbine di scrittura e regia sempre di altissimo livello. Il finale è ciò che ti fa amare questa serie: freddo, disperato, inevitabile. (8/10)
10. Siamo sulla linea della stagione e ci si sta preparando ad un finale che non ho idea di come possa diventare. Le comparsate di McNulty fanno capire la grandezza della serie: hanno completamente escluso un protagonista ma non se ne sente la mancanza, pur vedendolo solo un paio di volte ogni tanto. La coralità è massima, il finale uno dei più crudi e violenti che io abbia mai visto. (8/10)
11. Eccoci alla chiave di volta. Come al solito nel finale di stagione tutti i nodi vengono al pettine, in un incastro perfetto. Non c’è un inquadratura fuori posto, una battuta senza senso e una scena inutile. I personaggi vengono usati tutti, ma non si nota chi più e chi meno. Capolavoro. (10/10)
12. Ahh, la vecchia unità, ahh le morti strappacuore, ahh la fotografia scassacuore, ahh la scrittura perfetta. Dico sempre le stesse cose, ma non si può fare altrimenti in una serie dove si finisce per amare TUTTI i personaggi. (10/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 12.
12. Dopo l’episodio precedente in cui non succede nulla, in questo succede più roba che durante tutto il resto della stagione. Finalmente, tramite i soliti colpi di fortuna, si capisce cosa c’entrava la campagna politica. Era tutto così prevedibile? Non può essere. Ottima la fotografia, soprattutto nel finale. (7/10)
Carnivàle. Stagione 1. Episodio 5, 6.
5. Non so se sono i sub-eng o se sono io, ma non ci capisco tanto in questa puntata. Per fortuna la svolta finale rende interessante un episodio dove il silenzio prevale sull’azione. Fatico a capire il disegno generale e l’assenza del prete, anche se non mi affascina come personaggio, si sente. Che sia lui a causare la fine della donzella con la sua preghiera? (6/10)
6. Mah, io metà delle robe non le capisco. Episodio che chiude in coppia con il precedente ma che non rivela niente di particolare. Il giro nella miniera più il sogno è un grosso boh, i morti-fantasmi sono un altro boh collegati al boh generale delle vicende di questo Scudder. Ottimo tecnicamente ma la storia non prende come all’inizio, s’è un po’ persa. (5/10)

Reality
Survivor
. Stagione 13 (Cook Islands). Episodi 5, 6, 7.
5. Episodio noioso a parte la seconda prova. Il fatto che sia incentrato sui RARO non aiuta, visto che  in quella tribù mi stanno sulle balle tutti. Jonathan vince il premio quote dell’episodio mentre Flicka spero venga eliminata alla velocità della luce. (6/10)
6. Qui succede un sacco di roba: doppia eliminazione di cui una molto importante (Cao Boi), strategie ben delineate ma a rischio cambiamento radicale e una Becky in versione “secsi”. Niente di meglio.(8/10)
7. Episodio riassuntivo dei primi sei, con qualche immagine inedita for the lulz. I nigga che non riuscivano a salire sulla barca, Parvati che fa la zozza e robe così. Niente di imperdibile (6/10)

Musica
Cold War Kids – Robbers & Cowards (2006)
Il palese cantiere di quello che sarebbe stato l’ottimo disco seguente. Sonorità acerbe e scontate, qualche motivetto canticchiabile ma nulla più. Dopo qualche ascolto stanca.
Cold War Kids – Mine Is Yours (2011)
Un po’ di delusione c’è. Troppo pop per i miei gusti, ma l’album è compatto e scorre via bene anche se il suono è banale e prevedibile, con melodie affabili. Ci si aspettava l’evoluzione in positivo, invece ci troviamo davanti ad un mezzo passo falso. Neanche tanto mezzo.
Josh T. Pearson – Last Of The Country Gentleman (2011)
Beh, questo l’ho ascoltato solo perché suonerà assieme alla mia dea Joanna Newsom. Già sto male all’idea di sentirmi questa palla incredibile. Folk-country allo stato puro, di quello melodico e noioso con tracce da dieci minuti. Da adrenalina nel cuore per non morire.

Alla prossima settimana,
Boss

Settimana 52: 06/06 – 12/06

Tanti auguri a questa rubrica!
Un anno fa tentavo di rivitalizzare il blog tramite questo riassunto settimanale, per evitare che si riempisse di ragnatele e che morisse su sé stesso. Non avevo particolari intenzioni, ma ho capito subito che per la prima volta in vita mia, questa rubrica poteva durare molto più del solito e raggiungere livelli di maniacalismo-nerd veramente elevati. Se riuscissi a convogliare queste manie in qualcosa di remunerabile, sarei milionario da quel pezzo… Sigh.

Serie TV
Alias
. Stagione 5. Episodi 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17.
6. In un episodio di noiosità imbarazzante gli autori ci vedono lungo ed inseriscono il passerone Rachel Nichols in versione passera-troia-tette-al-vento. Il resto manco me lo ricordo, ma è un vile tentativo di caratterizzare i nuovi personaggi. (5/10)
7. Questo sarebbe potuto essere il twist di metà stagione, ma è passato inosservato. Muore un cattivo, ne arriva un altro. Si sveglia una buona, si riaddormenta. La serie sembra campata in aria, speriamo davvero che acquisti un senso. (6/10)
8. Sarà che con la comparsata di Sark tornano alla mente i vecchi fasti, ma questa è senza dubbio la puntata migliore della stagione, pur essendo slegata da qualsiasi tipo di contesto con il mistero Prophet Five. Azione fatta bene, finale felice. (7/10)
9. Episodio onirico, in cui si rivivono scene storiche delle scorse stagioni, sotto una nuova ottica. Torna Vaughn e colpaccio di scena finale col ritorno di Irina. Stanno tornando tutti a random, in compenso Weiss s’è perso. Ottimo sotto l’aspetto tecnico, un po’ noiosetto il resto. (7/10)
10. Stanno incasinando il tutto, spero per un degno finale. Si è rivisto Weiss (LOL) e il rapimento si è chiuso ovviamente in maniera giusta col colpetto di scena finale gradevole. Dopo l’inizio orripilante, stanno alzando il livello pian piano. (7/10)
11. Beh, questo è il tipico episodio con l’enorme WTF finale. Durante i quaranta minuti non succede niente di esaltante, il più delle cose sono prevedibili. Il finale, però, dal punto di vista soggettivo e affettivo è fantastico, dal punto di vista oggettivo l’unica cosa da dire è “ma daiiii”. (7/10)
12. Che dire: se mi mettono Will Tippin, Anna Espinosa e due belle scazzottate come ai vecchi tempi, possono clonare chi vogliono e mettere bombe nel cranio che a me va bene. Siamo vicini alla fine e non so che cacchio aspettarmi, ma sono gasato a livello stratosferico… Quasi da fanboy. Il centesimo episodio mi ha regalato una discreta sorpresa. (8/10)
13. Ma no! perché rovinare tutto? Questo episodio era evidentemente necessario ma non m’è piaciuta nemmeno una scelta degli autori. Volevo che si arrivasse al finale senza morti e invece mi hanno ammazzato colei che si era appena risvegliata. In quattro e quattr’otto. Ora ho paura che tutto finisca in fuffa. (6/10)
14. Che miscuglio stanno facendo… Piccoli passi per un presumo esplosivo finale di serie. L’episodio in sè non mi è piaciuto molto, la parte di Sloane una palla incredibile mentre quella di Sydney inverosimile come al solito. Come ha fatto ad arrivare giusto in tempo? Mah. (5/10)
15. Inevitabile episodio di preparazione per i gran finale. Si potrebbero avere delle risposte che non vengono date, ma ciò non mi turba: ho una discreta fiducia in una conclusione degna. (6/10)
16. Prima parte del doppio finale: qualche scena lacrima, qualche scena comica (una sorta di autoironia), un finale da un lato prevedibile e dall’altro palesemente melenso. Voglio di più. MOLTO DI PIU’. (6/10)
17. È finita. La cavalcata lunghissima del recupero di Alias termina con un finale da giudicare sotto due aspetti. Quello oggettivo è che soffre il lento decadimento della serie a lungo termine. La storia di Rambaldi si chiude in maniera leggermente abbozzata ma seguendo la continuity, quindi si può chiudere un occhio (Rambaldi trova la formula dell’immortalità ma muore?). La storia di Irina si chiude in maniera insensata: ma perché deve distruggere due città? Perché con la palla può diventare immortale anche lei? Delirio di onnipotenza? La storia di Sydney si chiude con l’inevitabile happy ending, pur contando la morte di Jack, che forse è stata introdotta per aumentare l’aspetto sentimentale. Il lato soggettivo resta ampiamente soddisfatto. Per l’ultima volta si vedono azione, drammi, deliri, morti e colpi di scena che lasciano un bel ricordo in mente. Alcune scelte mi hanno infastidito, ma in generale non è un finale che manda in vacca tutto. L’episodio in sè è il riassunto condensato delle ultime due stagioni: azioni alla rinfusa, spostamenti lampo improbabili, tante pistole e tanti confronti. Addio Alias, grazie per avermi tenuto compagnia così a lungo e per avermi dato tante soddisfazioni. (7/10)
The Kiling. Stagione 1. Episodio 11.
11. Episodio stratosferico. Completamente distaccato da tutto, scava nel passato, nelle emozioni e nell’analisi del rapporto di coppia di Linden e Holder. Episodio pieno di silenzi, di normalità, di pioggia e sigarette, perfettamente girato e recitato da una Enos e un Kinnaman in formissima. Una vera perla che non mi sarei mai aspettato da questa serie che non si è mai innalzata dal livello di normalità, galleggiando anche al limite del noioso. Fa però riflettere come un episodio del genere riesca così bene senza indagine, senza Larsen e senza politica. (9/10)
Carnivàle. Stagione 1. Episodi 3, 4.
3. Episodio polveroso come al solito. Viene dato più spazio a Ben (e questo è bene), inquadrando un pezzetto di passato e chiarendo i (pochi) dubbi sul suo dono. La scena della prima guarigione è ben fatta, ma troppo lunga. Si sarebbe potuto dare più spazio all’incontro con la vecchia decrepita. Piano piano ingrana e si dimostra interessante. (7/10)
4. Episodio di cui ho capito poco per via del blocco linguistico. Decisamente più polveroso del precedente, la tempesta di sabbia aiuta a dividere i personaggi in luoghi diversi con personaggi diversi, in modo da scoprire qualche piccolo dettaglio in più. La trama sembra proprio questa: di città in città la carovana si sposta e ci regala qualche piccola sfaccettatura sui personaggi. Il prete è un po’ in disparte ma sono curioso di sapere come reagirà al finale. Interessante, ma gradirei un po’ più di sostanza. (7/10)
The Wire. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3.
1. Quanto mi eri mancata! Ho deciso di lasciar passare mesi prima di tuffarmi nella quarta stagione per godermi l’attesa. Funzionò per Breaking Bad e ha funzionato per The Wire. Ritrovare i personaggi ad un anno di distanza mi ha dato un’enorme gioia e vecchie sensazioni. Il primo episodio, così come ho imparato ad apprezzare nelle scorse stagioni, è totalmente di presentazione: i personaggi sono collocati in altre situazioni, tutti alle prese con i loro problemi, il loro lavoro e la loro vita quotidiana. Viene messa in luce la nuova vita sulle strade di Baltimora e la preparazione della campagna di Carcetti. Uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie. (8/10)
2. Straordinario. Questo è davvero quello che si chiama creare un qualcosa che funziona. Secondo episodio e siamo già dentro TUTTE le situazioni: non quelle strettamente personali ma quelle lavorative. Ricompaiono tutte le vecchie conoscenze e non c’è un momento vuoto, ogni parola è scritta con una maestria impressionante (dibattito stellare) e il cast la interpreta in una maniera incredibile. Manca ancora McNulty, ma la sua assenza non pesa minimamente, il quadro generale regge bene anche senza di lui. (8/10)
3. Dopo l’episodio riguardante l’ambito lavorativo, eccoci in quello che parla di ambienti personali. Ritroviamo Omar e McNulty (in una versione particolare), ritroviamo le bevute con Bunk, ritroviamo Bunny e assistiamo all’ammutinamento della grande unità investigativa delle scorse stagioni. Ottimo tutto e ottime le scene a scuola, anche se un po’ troppo didascaliche. La scena finale è un colpo al cuore, racconta TUTTO il disagio di Baltimora e delle sue strade. (9/10)

Reality
Survivor. Stagione 13 (Cook Islands). Episodi 3, 4.
3. Bell’episodio! Il migliore fin’ora, in cui si vedono le potenzialità di questo reality. Strategie, raggiri, alleanze e contro alleanze. Idolo INCREDIBILE Yul, che con una calma olimpica gestisce l’inferiorità numerica portando tutto a proprio vantaggio, assieme all’aiuto di Jonathan. La scena in cui dice a Becky di aver trovato l’idol è di una pucciosità disarmante. Durante il tribal finale, lo ammetto: all’eliminazione di Cecilia ho esultato. (9/10)
4. Idolo indiscusso dell’episodio Ozzy. Capito che l’alleanza giappoeuropea avrebbe potuto farlo fuori in ogni momento, invece che lasciarsi morire ha deciso di applicarsi al massimo per dimostrarsi indispensabile: tra pesca e prove in cui ha DOMINATO ora penso che lo elimineranno difficilmente. Yul calma olimpica come al solito a decifrare il codice e Cao Boi, con le sue mosse da pirotecnico ci fa regalare uno dei quote migliori: “Whatever Cao Boi is doing, is working“! Pessima l’altra tribù, in cui mi stanno tutti sulle balle. Se la son tirata fisicamente e l’han presa in quel posto, soprattuto quel genio di JP che ha fatto di tutto per farsi cacciare. Menzione d’onore per Jonathan e il pulcino. Tra un po’ mi mettevo a piangere anche io. (8/10)

Musica
Arctic Monkeys – Suck It And See (2011)
Sarà che in questo periodo ascolto davvero pochissima roba, sarà che sono un mezzo fanboy ma a me questo disco piace, anche tanto. A differenza del precedente Humbug, qui ritrovo qualche vecchia sonorità perduta. Ok, i tempi della spensieratezza sono andati, ma questo disco sembra decisamente compatto e orecchiabile con qualche pezzo che entra in testa subito e gli altri che lo fanno dopo qualche ascolto. Si poteva fare di meglio ma non lo butto.

Alla prossima settimana, vediamo se duro un altro anno,
Boss.


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Al momento seguo:
Better Call Saul, Stagione 3
Fargo, Stagione 3
Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
Z Nation, Stagione 3

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Douglas Adams - Mostly Harmless


David Simon - Homicide: A Year On The Killing Streets

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Ora sono in fissa con:

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