Archive for the 'The Chicago Code' Category

Settimana 51: 30/05 – 05/06

Serie TV
The Big Bang Theory
. Stagione 4. Episodi 23, 24.
23. È ufficiale: Sheldon assomiglia sempre più a Mister Bean. L’episodio regge però bene in generale anche se il dettaglio non è straordinario. Bernadette e le sue tette sono qualcosa di molto positivo. (6/10)
24. Mah, il finale in se è anche guardabile dato che le storyline di Leonard e Howard vanno avanti, ma il “colpo di scena finale” NON fa ridere e NON ha senso. Un vero peccato il crollo vertiginoso di questa stagione, cosa faranno per le altre tre? (5/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 10.
10. In un episodio in cui la parte politica viene accantonata per mancanza di utilità, l’indagine riparte. Ho trovato estremamente fastidioso e sempliciotto il modo in cui si delinea la nuova pista, anche se non mi sento di mettere in discussione la verosimiglianza della situazione: l’eccessiva convinzione di un colpevole ha portato ad un grosso sbaglio. Però cavolo, vagliare TUTTE le ipotesi dovrebbe essere il loro lavoro. Per fortuna è tornato il fidanzato scassaminchia che ha messo Linden di fronte alla difficile scelta: l’indagine o PRENDERE L’AEREO? Il finale è quello che mi ha deluso di più. Per ora sembra casuale la scoperta del traghetto e il richiamo a Twin Peaks a questo punto è palese. Poi: hai una chiave, non indaghi neanche un po’ per scoprire cosa possa essere quel simbolo? Ottimo lavoro tecnico, ma la sceneggiatura qui vacilla. (5/10)
The Chicago Code. Stagione 1. Episodio 11, 12, 13.
11. Altro buon episodio di una buona serie che è stata ovviamente cancellata. Davvero un peccato perché qui gli elementi di sviluppo della trama sono davvero interessanti. Inizia ad essere gradevole anche la sfera sentimentale ed intrigante la sfera temporale, con un passato che avrebbe potuto farla da padrone in futuro. Buona prova del cast e dei mezzi tecnici tra inseguimenti e scene al chiuso. (8/10)
12. Bello bello bello. In questo ho visto tutto il tocco di Ryan: azione, tensione e un pelo d’ansia. Qualche scelta è stata un po’ scontata, ma questa serie ha dimostrato di avere una forte solidità e un buon potenziale futuro che, ahimé, non vedremo esprimere. (8/10  ma anche qualcosina in più).
13. Finale chiuso, con solo qualche piccola apertura ad un futuro che non ci sarà. Il finale è convincente e tutti i nodi giungono al pettine, con qualche colpo di fortuna che non fa gridare allo scandalo. Nella scena dell’arresto mi aspettavo qualcosa di molto più “carico”, ma resta soddisfacente lo stesso. (8/10)
Carnivàle. Stagione 1. Episodio 1, 2.
1. Recupero deciso in comunità, non avevo la più pallida idea di cosa trattasse la serie. Dopo la visione del pilot, non ho le idee più chiare, anche se il tutto è inquadrato in un’America polverosa e misto magica/spirituale. I personaggi sono convincenti ma ancora piatti, a parte il protagonista che è delineato in maniera più rotonda (ma ancora superficiale). Incuriosisce di cosa tratterà la serie e dove andranno a parare, soprattutto dopo il finale che mi è piaciuto davvero tanto. Ottimi elementi tecnici. (8/10)
2. Ho paura di non aver capito alcuni passaggi fondamentali, ma nel complesso l’ho trovato un episodio gradevole. Non accade nulla di clamoroso al Carnivàle e la storyline del prete non mi convince, ma i piccolo frammenti di “mistero” mi incuriosiscono. Le atmosfere polverose e magiche/mistiche sono interessanti seppur per me nuove. Tecnicamente non si discute, con buona prova del cast. (7/10)
Alias. Stagione 5. Episodi 1, 2, 3, 4, 5.
1. Già dalla sigla si capiva come sarebbe finito. Non mi sono piaciute le soluzioni che hanno adottato, con il solito rimescolamento di carte non chiaro e sconclusionato, come ho trovato completamente senza pathos e sentimento l’uccisione e la morte di uno dei protagonisti. Iniziamo male. (4/10)
2. Mah, sfruttano il gap per far sembrare le cose tranquille. Sono alla ricerca di personaggi strani mai sentiti prima, ci sono dei risorti e nuovi arrivi. Mi documenterò sulle motivazioni delle partenze degli attori. (5/10)
3. Episodio con un senso, un obiettivo, un po’ di azione e un po’ di tette di Rachel Nichols che non fanno mai male. Stanno piano piano risalendo la china introducendo i nuovi personaggi. (6/10)
4. Tutto è ridotto ad una caccia all’uomo in cui hanno un ruolo fondamentale i due nuovi innesti. L’azione non è un granché (e vive su espedienti inverosimili) ma a noi va bene così, che si ritorni allo status quo. Stancamente prosegue. (6/10)
5. L’unica cosa che può essere interessante è il trapianto di cervello, perché non vedere Jennifer Garner che fa a cazzotti è veramente noioso. Il resto non continua a non convincere, non è ancora delineata bene la stagione. (5/10)

Reality
Survivor
. Stagione 13 (Cook Islands). Episodi 1, 2.
1. Primo reality della mia vita e già prima della sigla ero addicted. Che dire: niente televoto, niente opinionisti, niente diretta. Il montaggio delle scene struttura l’episodio con tempistiche giuste (presentazione, prova, eliminazione) e la giusta “sceneggiatura”. Idoli indiscussi: la tribù cino/giappo/coreana, Cao Boi e la sua macumba, il macumbato, il cicciobbombo metallaro e il Nathan di Misfits spagnolo. Premio pàssera a Becky, ma c’è la moretta caucasica che ha del futuro (da zoccola?). Le ambientazioni da urlo contribuiscono alla buona impressione che l’episodio mi ha fatto in sè. (7/10) Ps: prima serie che seguo completamente in lingua originale.
2. Ahh che ansia l’attesa dell’episodio! Tutta la puntata mi ha portato a tre riflessioni. La prima è che Yul è il mio nuovo idolo indiscusso per sempre del cuore grazie all’Exile Island (complimenti per averci mandato lui… È forte, diamogli i superpoteri), la seconda è che il cicciobbombo metallaro innamorato non si meritava di andar fuori, la terza è che Becky è il top del top ufficiale del pàsserame dell’isola. Peccato per come è nata l’eliminazione, con un atteggiamento subdolo e meschino da parte di Nahan-Ozzy. (8/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 47: 02/05 – 08/05

Serie TV
Alias
. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
1. Eccoci qui con il tentativo di portare a termine il recupero di Alias, per la prima volta in lingua originale. Ho molta paura per questa quarta stagione: le recensioni in giro non sono il massimo e Lost iniziò nello stesso periodo. Mi sono bastati però i primi minuti per ricordarmi cos’ha di bello, anche, questa serie: quella gnoccolona da paura di Jennifer Garner. L’episodio in sè non ha nulla di originale: si vede un riciclo del cast in ruoli soliti, con il tentativo di sconvolgere ulteriormente la trama. (5/10)
2. Episodio scombussolato. Sloane non dovrebbe avere poteri ma in realtà comanda, il segreto scoperto da Sydney non è più un segreto, Irina è stata uccisa in un modo un po’ superficiale (e questo non mi va giù). Forse è il lungo periodo di pausa tra la terza e la quarta stagione, ma non ci sto capendo molto. Il resto dell’episodio è come il solito: intrighi e azione. (5/10)
3. Beh, all’inizio di questo (che ho fatto una fatica immane a trovare) capisco come mai Jennifer Garner vinse un Golden Globe. Il doppiaggio italiano non rende neanche lontanamente l’abilità di adattamento ai vari accenti dell’attrice (e del cast intero). La trama non un granché e non brilla nemmeno per originalità: dopo tutto quello che è successo, Sloane è tranquillamente in carica e nessuno dice niente. Di Rambaldi neanche l’ombra. (5/10)
4. Episodio noiosetto. L’unico interesse lo sollevano la presenza di Kelly Macdonald e di un’arma interessante. Il resto si ripiega tra dialoghi ben scritti ed errori grossolani di fotografia (immagini specchiate di stessi oggetti). La trama non sta evolvendo per nulla, Rambaldi ancora non si vede. Guardato pensando che fosse l’episodio 3, non c’è un filo conduttore. (5/10)
5. Decisamente il migliore fino ad ora. Non per particolari novità nella struttura dell’episodio ma per originalità della storyline. C’è anche un piccolo collegamento col passato grazie alla nomina della sorella di Irina, ciò mi fa bene sperare. Decisamente buone le scene d’azione. (7/10)
6. Mamma mia che brutto. Non so se sono pervenuto, ma questi episodi stand-alone fanno veramente pena. In questo fingono almeno tre morti con altrettanti salvataggi all’ultimo secondo. Zero originalità e la storia del virus zero coinvolgimento. (5/10)
7. Questo invece è un’episodio normale, tranquillamente collocabile in una delle serie precedenti. Basato sul rapporto di fiducia da Sydney e Sloane, è il solito contenitore di azione. Pecca un po’ sull’aspetto tecnico delle missioni (troppe cose vanno sempre a fortuna) ma si guarda senza provare fastidio. (6/10)
8. Ci sarà un motivo se al ricomparire di Rambaldi, tornano fuori vecchi personaggi (una in modo misterioso) e la puntata diventa godibile e interessante. Il finale è prevedibile, ma la curiosità e il sapere come va avanti mi fa tornare indietro nelle stagioni. Speriamo prosegui così. (7/10)
9. Guardata in due tronconi a distanza di qualche giorno, la trama non mi ha entusiasmato. Qualcuno avrà avuto un’inclinazione sado-lesbo per far menare così tanto la Garner con un’altra donna. La trama si pianta, ma sembra la conclusione ideale per questa specie di doppio episodio. (6/10)
10. Niente da dire, a creare intrighi gli autori sono bravi. Peccato che dopo quattro stagioni, molte di queste scelte siano ampiamente prevedibili come in questo caso. Come se non bastasse, alcune scene di azione sembrano volutamente esagerate, al limite quasi dell’assurdo. Episodio di transizione per quanto riguarda la storyline principale (che a pensarci bene ancora non ha un senso). (6/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 6.
6. Forse il miglior episodio fin’ora per quanto riguarda l’avanzamento delle indagini e l’incastro con la campagna politica. L’episodio in se rivela poco, incastra ulteriormente dei pezzetti che lasciano spazio a futuri fraintendimenti, rendendo la trama apertissima. Il giorno del funerale aggiunge piccoli dubbi sui personaggi (la sorella? Il collega piagnone? Il vecchio che saluta solo la madre?) e il finale convince per via di due cose: il padre ex-mafioso che decide di fare di testa sua e Linden che perderà l’ennesimo aereo. Cose positive: l’assenza di quello stracciacoglioni del futuro marito e l’intro alla Six Feet Under (saranno casuali i riferimenti)? Cose negative: il tipo col telescopio che casualmente abita in quella zona (assurdo, ma per questo veritiero) e la banalità del fumarsi un cannone ascoltando un disco. (7/10)
How I Met Your Mother. Stagione 6. Episodio 22.
22. Mamma mia, in questo episodio Ted è fastidioso al massimo livello e la cosa brutta è che io SONO UGUALE A LUI. Episodio divertente con lo scopo di mandare avanti la parte di Zoey (che spero finisca presto, mi ha stancato da quel pezzo) e di mettere in luce le debolezze di Marshall e Barney. La parte delle reazioni agli alcolici mi aveva schifato alla prima visione in eng-subeng, ma rivedendola mi ha divertito. Pessima la disputa del tavolo al bar, anche se il cartello finale di Barney ha vinto tutto. Speriamo in un bel finale. (7/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodio 3.
3. Prosegue l’introduzione di ambienti e personaggi devo dire, questa volta, in maniera eccellente. La confusione ad inizio episodio va scomparendo pian piano col passare dei minuti, incastrando meglio i personaggi nuovi all’interno delle vicende e mostrando buone abilità recitative. La storia è appassionante anche se ancora non si alza il livello di tensione, tutto sembra portare alla collocazione dei personaggi nei luoghi “di partenza”. Un plauso particolare al dettaglio: in fatto di HBO non si poteva dubitare, ma le ambientazioni, gli scenari e gli accorgimenti tecnici sono veramente un valore aggiunto, in questo episodio più che mai. (8/10)
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodio 20.
20. Che dire: il tentativo di essere spassionati e divertenti riesce anche abbastanza bene in quelle poche scene in cui compaiono le figlie di Gabrielle, il resto si perde tra uno sviluppo inverosimile della storyline generale e una Lynette completamente senza uno scopo (si arrabbia per il lavoro di Tom per la centocinquantatreesima volta). Alcuni dialoghi sono veramente imbarazzanti, come il finale Bree-Gabrielle o la litigata ORIGINALISSIMA dei precedentemente citati Lynette e Tom. Tiriamo a campare, in attesa che nel doppio episodio finale s’ammazzi Susan. (5/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 19.
19. Come sempre alti (pochi) e bassi (tanti). Ottima la scelta di concentrare un episodio su un disco e su un tema ben preciso (il pettegolezzo), tema che si ripercuote e sviluppa anche all’esterno della parte musicale in maniera decente. Ottimo non cagare Kurt e lasciarlo in secondo piano zitto e muto come ottima la prova di Lea Michele. Pessima Sue Sylvester, diventata davvero un personaggio inutile e ridondante, pessima la storia di Sam il poveraccio al quale gli amici portano vestiti (mah) e pessimo l’utilizzo della Chenoweth (a cosa serve)? (5/10)
The Chicago Code. Stagione 1. Episodio 10.
10. Forse il miglior episodio della stagione. Torna la trama principale con l’Aldermanno, la mafia e l’infiltrato. Il cerchio si stringe e si percepisce anche una leggera ansia in alcune scene, grazie allo sfruttamento della continuity e grazie all’uso corale del cast. Ottimi come sempre i voice-over, davvero un’ottima trovata. Non interessante invece la sottotrama amorosa della nipote: spocchiosa, fuori ruolo e troppo considerata. Speriamo che assuma un significato in futuro. (8/10)
Community. Stagione 2. Episodio 23.
23. Ancora paintball con un leggero terrore di assistere ad una minestra riscaldata. Niente di più sbagliato dato che tutto funziona: il tema western, la continuity, la trama, le ambientazioni (dispendiose), i personaggi, le trovate comiche, le battute. Un gioiello con due minuscoli nei: la difficoltà di gestire al meglio tutto il cast e un Chang oramai disperso. (9/10)

Musica
The Strokes – Angels (2011)
Sarà che non ascolto musica da mesi ed è da più tempo che non mi tengo aggiornato, ma questo nuovo parto dei The Strokes dopo una lunga pausa non l’ho trovato così tremendo come dicono i presunti esperti indie. Mi è sembrato un lavoro sufficiente, con pezzi facili orecchiabili e ciofece legnose e stoppose. Probabilmente se fosse stato il primo lavoro di una “qualsiasi band” sarebbe stato apprezzato di più. Ma i The Strokes hanno un passato con il quale è difficile confrontarsi.
Architecture In Helsinki – Moment Bends (2011)
Questo è una piccola delusione. È ascoltabile nel suo complesso, ma noioso noioso noioso e non entra per nulla in testa. Forse trovano spazio nella fischiettabilità solo i pezzi facilmente commerciali. Peccato, sembrano aver perso il tocco spensirato che li ha caratterizzati. Fallimento del test di maturità?
Fleet Foxes – Helplessness Blues (2011)
Ahhh, ecco il ritorno di uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Ottimo, ottimo lavoro ma inferiore al debutto. Mi sembra meno preciso del precedente e meno caratterizzato, i brani tendono ad assomigliarsi tra loro. Questo effetto fa scorrere l’album in maniera delicata, senza picchi o stacchi, mantenendo il livello veramente alto.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 45: 18/04 – 24/04

Serie TV
Community
. Stagione 1. Episodio 21, 22, 23, 24, 25. Stagione 2. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
21. Decisamente carino, probabilmente basato su un film o una serie tv che non ho mai visto (penso il Padrino): godibile ma non entusiasmante. (7/10)
22. Un pochino nonsense la parte con i teenager, il resto funziona al solito modo. Dopo un inizio lento, la serie si compatta. (7/10)
23. Eccolo. L’episodio di Community che mi ha invogliato ad iniziare la serie. Ovunque ho letto critiche ottime e parole di elogio che hanno generato in me un enorme hype. Dopo la visione sono rimasto colpito da due aspetti: la commistione di citazioni cinematografiche (la mia poca cultura mi ha portato solo a vedere quella di Battle Royale e a sentire i sottofondi Lostiani) e la capacità di creare un episodio divertente senza l’utilizzo della solita (ottima) comicità spicciola della serie. Le battute su Glee mi hanno schiantato come il solito ottimo professore di spagnolo. Un plauso al cast e alla crew per l’enorme (e dispendioso) lavoro! (9/10)
24. Molto carino. Inferiore al precedente, ma anche molto diverso, offre i classici spunti dell’episodio medio col tema della fine dell’anno scolastico. Carina la battuta sull‘HBO, meno quella su The Wire. Con The Wire non si scherza! (7/10)
25. Finale col botto, scritto veramente bene. Lascia l’amaro in bocca vedere la gente pucciosa in un periodo di magra del genere, ma il mio amore per Alison Brie cancella ogni implicazione sentimentale. Epocale il biscotto! (8/10)
1. Appena ho visto Betty White mi sono preoccupato… Non la posso soffrire, così, a pelle. Il ritorno con la seconda stagione inizia con un episodio davvero gustoso, dove tutto è ben fatto e ben interpretato. Vincitore a mani basse, come sempre, il signor Gollum-Chang. Un plauso al riutilizzo dei suoni di Lost. (8/10)
2. Il finale buonista sta iniziando un po’ a stancare, anche se non ce la faccio ad evitare un maestoso AWWWWW ogni volta… Puntata carina, a livello di compattezza la serie merita e trova sempre nuove scappatoie sensate per la trama. Buona la citazione di Alias (spero) e ottime le tette di Alison Brie sempre più importanti. (7/10)
3. Carino in media con il solito. Forse è una delle poche serie che tratta il tema della religione in maniera così superficiale ma VERITIERA, niente deve essere imposto a nessuno. (7/10)
4. ahahah, mi piace vederci una citazione di Apollo 13. L’episodio è surreale a modo suo, mi ha fatto divertire molto soprattutto Pierce e la sua clastrofobia. (8/10)
5. No, a parte il rapporto madre-padre-figlio Britta-Jeff-Pierce, il resto è ancora a tema religioso e non mi ha fatto impazzire. Altri argomenti, no? (6/10)
6. Nelle puntate a tema questa serie spacca i culi. Tema Halloween e costumi fantastici, TUTTI. La trama è fantasticamente assurda, davvero da pollice in su. (8/10)
7. Puntata decisamente tosta. Doppia storyline di cui una completamente senza senso (e con un tappeto elastico), l’altra con un Abed in formissima (in versione Robocop). Ho riso un bel po’. (8/10)
8. ahhaah si pigliano per il culo da soli con il “bottle episode“: EPISODIO EPICO. Tutto ambientato in una stanza riesce a reggere in ottimo modo i venti minuti, senza scadere in ovvietà o banalità, dando anche un filo alla continuity. Scena epica Troy col cuscino nello zaino. Il tutto raggiunge livelli di magnificenza dopo aver scoperto questo. (9/10)
9. Altro ottimo episodio completamente senza senso! La parte della cospirazione ha un finale fantastico per quanto incasinato (mi piace pensare ad un omaggio a The Game), la parte del fortino è una delle cose più assurde che io abbia mai visto. (9/10)
10. Leggermente sotto tono, si alza solo durante la scena del pub (in cui le foto di Shirley sono epocali). Il resto è carino ma non perfettamente lineare. Ennesima scenetta finale con un Abed e Troy da favola. (7/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodio 1.
1. Non conoscevo nulla dell’opera letteraria ed ho affrontato il pilot “all’oscuro”, scalfito solo dall’hype esploso un po’ ovunque nelle ultime settimane. Avevo paura di dover prendere appunti ma così non è stato: i personaggi, pur simili tra loro di aspetto, mi sono entrati in testa subito. Ottime ambientazioni, fotografia semplice e utile allo scopo e buona scrittura pulita. Della trama che dire: si vede che dietro c’è un mondo pensato, ragionato e concreto. In questo pilot, ovviamente, l’aspetto introduttivo la fa da padrone in maniera impeccabile, con tempi giusti e piccoli dettagli utili allo scopo. Ottima anche la base sonora: Ramin Djawadi, ex Prison Break, sa il fatto suo. (8/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 4.
4. Non mi è piaciuto completamente. Per quaranta minuti non succede nulla, è solo un gioco ben fatto per arrivare a qualcosa che deve ancora succedere. Alcune cose funzionano, altre no. Funzionano il padre (che rivela qualche problemino); funziona la madre che elabora il lutto (un vero plauso a Michelle Forbes, SEMPRE credibile); funziona il politico che si rivela furbo (nota stonata l’ovvietà della non talpa), anche se ancora fuori dall’incastro come funziona il poliziotto probabilmente drogato. Non funziona la ragazza nel video “che non era Rosie” (anche se questo spiega i WTF dello scorso episodio); non funziona la detective che si butta tra le braccia dell’innervosito compagno e sparisce per tutto l’episodio, finché non le viene l’idea di cercare anche nei cuscini (pensarci prima di cercare BENE, no?); non funziona il compagno che, oltre a non servire a nulla a parte far lontanamente capire che la detective ha dei precedenti con quel tipo di indagine, non fa altro che dimostrare il suo nervosismo (l’abbiamo capito che ti vuoi sposare… Non fare i dispetti con le torte, dai, non siamo mica all’asilo); non funziona soprattutto il modo in cui evolve ancora l’indagine grazie ad un altro colpo di fortuna. Non può seguire un passeggero random dell’autobus e trovare per caso il luogo in cui effettivamente si recava Rosie, dai. (6/10)
How I Met Your Mother. Stagione 6. Episodio 21.
21. Episodio partito in maniera decisamente awesome, si perde lungo la durata. Le doppie versioni sono il cavallo di battaglia ma ogni tanto una qualche novità non stancherebbe. Ottime le vicende legate alla continuity (il locale, red boots e discorso orchestra) che mancavano da un po’, ottima sigla e ottimo finale. Guardando il disegno della stagione sotto l’ottica del cambiamento di Barney, il discorso dei padri ed alcune puntate cambiano di significato: in meglio. (7/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 17.
17. Ritorna Glee dopo una lunga pausa. Non canta la Michele quindi la punta fa cagare a prescindere. Cercando di rimanere obiettivi, invece, la storyline è trita e ritrita: il Glee Club deve trovare dei soldi per andar da qualche parte. Regge bene la Paltrow anche se la parte sentimentale dura un po’ troppo, malissimo la parte di Sue, senza senso e con un personaggio a rischio Sheldonite, ed esibizioni non esaltanti. Carine solo le scenette comiche, questa volta ben fatte (i quiz). Alla fine mi ha fatto pena anche obiettivamente. (5/10)
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodio 18.
18. Ennesimo inutile episodio. Serie completamente allo sbando, con il poco senso che avrebbe potuto avere sparito nel nulla. L’unica cosa carina è il recupero di una mezza storyline del passato, per il resto basta l’ORRIBILE dialogo di Susan al casinò col vecchio Roy per rendere lo schifo. Lynette la solita pena e la solita trama legata al lavoro, Susan tipo GASTONE DI PAPEROPOLI, Bree e Gabrielle in una scena agghiacciante di un omicidio creato nelle loro teste e Renee inutile tranne che per una scena. Paul e Felicia sono gli unici ad avere qualcosa da dire, ma non lo dicono. (4/10)
The Chicago Code. Stagione 1. Episodio 9.
9. Ulteriore episodio di inquadramento personaggi. La storia nasce e si chiude nell’arco dell’episodio, preoccupando di descrivere attraverso un’indagine i raporti tra i protagonisti. Un po’ debole l’interrogatorio dei poliziotti innamorati, pur con la presenza dell’ex-Corinne-e-moglie-di-ShawnRyan. Manca il filone riguardo la trama orizzontale e l’assenza si sente. (6/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 44: 11/04 – 17/04

Serie TV
The Killing
. Stagione 1. Episodio 3.
3. Tecnicamente non si può discutere. Buon cast, buone ambientazioni, buona scrittura, buona fotografia (meglio dei precedenti due episodi) ma sceneggiatura leggermente traballante. La sensazione che ho è quella di un prodotto potente, con buone possibilità di esplodere nel corso della stagione ma che ancora non ingrana. Tralasciando gli oramai evidenti richiami a Twin Peaks (per quanto riguarda l’omicidio), il dolore familiare funziona bene e raggiunge l’apice nella scena del bagno, durante la quale mi sono sentito tirato dentro l’episodio. La campagna politica per ora sembra un filler ma è proprio da questa che nasce la sensazione di esplosione futura. Storco il naso solo per alcune trovate investigative. Se funziona la questione del custode spione, perché inserire anche quella del video sul cellulare?! Al di là del discorso del sequestro (se mi sequestrano il cellulare, a fine lezione ME LO RIPRENDO, non è mica il mazzo di carte da briscola che non ho più riavuto dalla quinta superiore), lo squillo, il prof che guarda il video e e la conseguente soffiata alla polizia non mi hanno convinto. Troppo facile anche considerando l’omertà giovanile del “ho un mezzo video zozzo, chissene anche se riguarda una ragazza morta ammazzata la sera in cui è stato girato”… Ulteriore storcimento di naso per le due domande fatte al ragazzo punk-barbone (Leo? Bobby?): hai un testimone che l’ha visto con la ragazza morte la sera del delitto e non lo porti in centrale a torchiarlo? Gli dai un mezzo cazzotto e via? (7/10)
Community. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.
1. L’hype per questa serie era al massimo livello. Ovunque se ne sente parlare come miglior comedy degli ultimi anni come si sente dire che l’inizio è lofi e che non prende da subito. Posso confermare. I personaggi sono introdotti in maniera prima centellinata poi a valanga, creando un po’ di scompiglio e senso di impotenza. La trama è interessante anche se non sembra a lungo raggio d’azione e, a dir la verità, non è che abbia proprio riso tanto. (5/10)
2. Mhh. Le risate ancora mancano ma si inizia ad intravedere un senso di benessere interiore durante alcune scene (la presentazione di spagnolo è carina ma un tantino forzata). Mi garba il rapporto tra Jeff e Britta, il resto non mi fa impazzire. (5/10)
3. Ecco questo è il più carino dei tre. Tante piccole cose che fanno sorridere infilate in una decente trama verticale. Viva il “preside di Glee” padre di Abed e il “pusher amico di Jesse” lattaio (?)! (6/10)
4. Sulla scia del precedente, si nota l’ingranamento della serie. I finali dopo la chiusura dell’episodio si fanno sempre più divertenti mentre la trama, toccando elementi precisi, assume più senso e caratterizza i personaggi. (6/10)
5. ahahah, episodio demenziale con i dettagli comici in sottofondo che la fanno da padrone. Molti dei personaggi già li amo, preside, prof. di spagnolo e Troy su tutti. Resta un senso di allegria alla fine. (6/10)
6. Devo dire che il velo di buonismo e finale correct con colpetto di scena finale non fanno neanche schifo, anzi. Speriamo si smuova un po’ altrimenti Community resterà un’eterna incompiuta (6/10)
7. Ecco l’episodio migliore fino ad ora. Facilitato dall’espediente costumi (comunque la vestita della da Scrat HA VINTO), l’episodio regge una solida trama e porta a casa il risultato con battute divertenti. (7/10)
8. Virata leggermente sentimentale ben gestita e quasi gradita da parte di Troy mentre Jeff non mi ha convinto pienamente anche se la versione nerd non era malaccio. (6/10)
9. Un po’ troppo sentimentalismo trattato, però, al giusto modo. Qualche piccola chicca di comicità banale se potevano evitare, ma nel contesto non sfigurano. L’episodio è gradevole, oramai m sono affezionato ai personaggi. Ho pure trovato il mio idolo indiscusso: LA MASCOTTE. (7/10)
10. Ok, questo branco di sfigati mi ha ufficialmente preso. Probabilmente l’episodio è in linea con i precedenti, ma questa volta il sorrisino ebete stampato in faccia l’ho avuto dall’inizio alla fine. Bella trama principale e buone sotto trame. (7/10)
11. Puntata a sfondo sessuale gradevole. La verginità di Annie mi sembra un po’ banale, ma il resto è godibile e con la buona dose di perbenismo che non stona. In linea con il resto della stagione. (7/10)
12. Ohh, ecco il primo vero e proprio episodio che mi ha fatto ridere a gargarozzo, in particolare il finale post-scazzottata e quello con i titoli di coda (che è sempre una delle parti migliori). Poi se in sottofondo mi mettono pure Florence + The Machine, non può essere altro che amore. (8/10)
13. Non mi ha tanto convinto. La presenza di Jack Black è un punto a favore dell’episodio ma manca qualche momento importante di ilarità. Nella media regge bene, in sostanza c’è un leggero calo rispetto al precedente. (6/10)
14. Riescono ad ottenere alti livelli di divertimento con scene di una banalità sconcertante. E questo è un GRANDISSIMO pregio. Il balletto con i commenti è una delle cose più belle che abbia mai visto. Carina anche la piega sentimentale. Poi a ‘sto giro mi chiudono l’episodio con Kate Nash. WOW. (8/10)
15. Aww, puntata dolce con qualche buona battuta (I’m not Juno!) e una trama decisamente carina. Spero però che l’aspetto sentimentale non la faccia sempre da padrone! (7/10)
16. Non mi ha entusiasmato per nulla. L’unica parte divertente è il professore di spagnolo che balla da solo, il resto è un insieme di scelte buoniste e di Britta con un rossetto maestoso. Piccola caduta di stile, ho visto dei S. Valentino migliori. (6/10)
17. ahahaha, l’imitazione di Don Draper varrebbe da sola il grido al capolavoro. Carina la questione di Abed e carina la partita a biliardo (sicuramente citante qualche film che non ho visto): il bello di questa serie è come riescano a far ridere anche con scene assurde e dalla banalità spicciola. Oramai l’affetto per i personaggi è solido. (8/10)
18. L’episodio non è pieno di scene divertenti, ma la trama è carina e ben fatta (ma io devo guardare solo serie in cui il protagonista guzza come un mandrillo?). La battuta su Glee è epica, il resto funziona sfruttando il solito buonismo che lascia addosso un sorriso da pirla. (8/10)
19. ahahah il discorso di Ghost è fantastico, per il resto episodio carino che funziona sui soliti schemi. (7/10)
20. Puntata sul pesce d’aprile non pienamente convincente. Il buonismo dilaga e non aggiunge nulla alla vicenda principale. Un po’ deluso, puzza di episodio di transizione (7/10)
How I Met Your Mother. Stagione 6. Episodio 20.
20. Episodio decisamente strano. Sarà stata la lunga pausa, ma mi sembrava tutto un “già visto”. A parte il discorso risate, riderei anche per venti minuti di silenzio profondo, la trama si è snocciolata in maniera lineare e prevedibile. Il lavoro lasciato e poi ripreso da Marshall pffff già visto, Lily che fa i musi e le facce pffff già vista, Ted pfff già visto, la scena finale di Barney pfffff prevedibile e Robin pffff come sempre sotto-utilizzata. Il giudizio è positivo, no negativo, no positivo. (7/10)
The Chicago Code. Stagione 1. Episodio 8.
8. Il punto a favore della serie è sicuramente la compattezza. Episodio che qualitativamente non si discosta dai precedenti: la trama e il singolo caso sono ben inseriti nel contesto di descrizione dei personaggi. Unica pecca la scena della doccia (pffffff) e il rapporto Gibbons-infiltrato. Ottima, come sempre, una Chicago sempre più protagonista. (7/10)

Alla prossima settimana,
Boss.


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