Archive for the 'Don’t Trust The B In Apartment 23' Category

Settimana 154: 20/05 – 26/05

Serie TV
Defiance. Stagione 1. Episodio 6.
6. L’episodio in sé è decente, peccato che il carisma dei personaggi e una sorta di prevedibilità minino un prodotto che potrebbe avere un serio potenziale. L’artefatto è ridicolo, così come tutti i finali musicati lunghissimi. Poca Mia Kirshner. (5/10)
Mad Men. Stagione 6. Episodio 8.
8. Forse uno degli episodi più complessi della storia di Mad Men. Si riesce a trarre una conclusione solo a mente fredda e il prodotto sembra meno confuso del previsto. La parabola di Don e la sua estraniazione assumono un senso legato al contesto, così come il realismo della ladra guadagna spessore slegandolo dall’aspetto visionario. La chiarezza a freddo forse è un difetto, ma il balletto di Ken bilancia tutto. (8/10)
Revolution. Stagione 1. Episodio 18.
18. Mi sento generoso e sfodero una sufficienza. La banalità dell’episodio è sconcertante, ma lo sviluppo ha uno straccio di senso e prepara la serie ad andare incontro al proprio finale di stagione. Il duo Rachel tizio di Google è il meno credibile delle storia, con lei che dice “fai” e lui che dice “Rachel no”. SEMPRE. (6/10)
Game Of Thrones. Stagione 3. Episodio 8.
8. Si son viste delle tetteh, ma diciamolo: anche quelle hanno rotto il cazzo. Succedono le solite millemila cosine che nel quadro ristretto non sembrano avere senso o dare soddisfazione. In più bisogna aggiungere una buona dose di prevedibilità in certe storyline, come quella di Sansa o di Sam. Bene solo Joffrey. (6/10)
Veronica Mars. Stagione 2. Episodi 12, 13, 14, 15.
12. Bello il caso del giorno, anche se un filo prevedibile. Il mistero generale è sempre oscuro, ma prosegue a piccoli passi e questo è un bene. Wallace deve essere sempre protagonista, assieme alla tizia dalla voce melensa che sì, è odiosa, ma in questo episodio è pucciosissima. (8/10)
13. Carina la sparizione dei soldi e l’indagine legata ad essa, anche se nello spiegone finale mi è sfuggito qualche pezzo. Wallace che sbaglia mira, la sofferenza della tizia e il romanticismo di Logan sono un ottimo condimento, soprattutto per il secondo fine. (8/10)
14. Altro episodio dalla velocità folle. Il caso di Veronica è interessante come me e ha il solito finalino a sorpresa, ma è quello di Keith e del bus che la fa da padrone. Arrivati a un punto di svolta si torna indietro. La fortuna di Veronica nello scoprire indizi non dà mai fastidio. (8/10)
15. Già dal previously on si capiva essere un episodio denso di avvenimenti. Succede di tutto, ma soprattutto la trama orizzontale fa qualche passo avanti. L’indagato principale esce ed entra nel giro dei sospetti, facendo crescere l’attenzione. Logan inizia a tornare il personaggio tosto della prima stagione. Caso di Veronica non particolarmente entusiasmante. (8/10)
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodi 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.
12. Eccoci con gli ultimi episodi diffusi sul web. Agghiacciante il modo in cui l’ABC ha gestito la serie, mandandola in onda con episodi alla rinfusa che fanno perdere il senso del racconto. Il sé, l’episodio vede il solito enorme JVDB nella solita trama con il classico sviluppo. Ci si diverte, con qualche battuta più marcata del solito. (7/10)
13. Altro salto temporale e altro episodio classico: trama confusa, assurda e sconclusionata, condita da qualche chicca divertente. Guardandola con occhio distaccato è però troppo poco. (5/10)
14. Spunta un nuovo personaggio ma l’atmosfera non esplode. Chloe risulta poco credibile da innamorata e il manzo è ancor meno convincente. La storyline di June non me la ricordo pur avendolo appena visto. (5/10)
15. Love interest di June un po’ forzato, con JVDB inserito a forza in un contesto in cui non fiorisce. Ovvio che il provino per Woody Allen vale da solo il prezzo del biglietto, ma la genialità creativa sembra affievolita in questi ultimi episodi. (6/10)
16. Come non detto: ecco l’episodio che ha reso la serie geniale. Bene tutti, ma il livello vero e proprio aumenta alla scoperta del lavoro di Chloe, con Luther per la prima volta sopra le righe. Finale prevedibile ma perfettamente riuscito. (8/10)
17. Altro episodio decisamente gradevole! JVDB sfigheggia nella sua assurdità, mentre la storyline di June e Chloe porta a casa il risultato. Sarebbe stato un finale di stagione in crescendo. (7/10)
18. L’amore di Chloe fa calare il livello, così come la solita diatriba con June riguardo al “vivere la vita”. Meno male che JVDB alza il livello d’attenzione, regalando ancora una volta la parte migliore dell’episodio. La pubblicità finale è oltre. (6/10)
19. Sarebbe stato un buon finale di stagione. Tirando le somme strutturali della serie, è mancato uno straccio di orizzontalità nella trama, un obiettivo o un presupposto per sviluppare al meglio le vicende. Il finale va a riscoprire le origini della Bitch, sarebbe stato materiale per un interessante sviluppo. Viva MacGyver. Per varie colpe, la serie finirà sulla mensola a prendere polvere. (7/10)
Rectify. Stagione 1. Episodi 4, 5, 6.
4. La classe con cui vengono raccontate emozioni e sensazioni sembra essere senza fine. Fondamentalmente accade il nulla, ma i momenti dedicati a Daniel sono talmente pieni di vuoti che il racconto guadagna in profondità. Finale leggermente estraniante, ottimo il dialogo sulla fede e le sensazioni che trasuda. (9/10)
5. Ommioddio. Un episodio leggermente rognoso dal punto di vista narrativo (devo capire l’allegoria delle capre), con il battesimo che porta ad un cambiamento superficiale dello scenario. L’inquadratura di Daniel in questo frangente sfugge e, purtroppo, nel finale si tinge di tutto un altro colore. Sono turbato. (8/10)
6. Qui bisogna sbilanciarsi. È un finale che utilizza tutti gli stratagemmi migliori per chiudere una stagione: lascia qualcosa in sospeso, fa piangere e tocca le corde giuste per lasciare il segno. Se in sei episodi l’unico momento vuoto è quello delle capre, vuol dire che siamo di fronte ad un gran prodotto. (10/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 136: 14/01 – 20/01

Serie TV
Girls. Stagione 2. Episodio 1.
1. Mah, il ritorno non convince come tutta la prima stagione. L’esercizio di stile della Dunham fallisce quando si trova a dover raccontare una storia con capo e coda. Il limone tra Soshanna e il tizio era prevedibile da ore, così come il tentativo fallito di scopata tra Marnie e il gay. Il resto non racconta nulla di nuovo, anzi: aggiunge una quest love a Hannah e inserisce il topo in un nuovo contesto senza senso. PS: Marnie, e faccele vedere quelle tette! (5/10)
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodi 9, 10, 11.
9. Episodio della prima stagione infilato a caso nella continuity. Il dettaglio non nuoce al prodotto finale, in un plot che funziona sulle solite basi. Bene l’aspetto comico, troppo poco JVDB. Ma va bene così. ANTHONY NO! (8/10)
10. Ancora un episodio fuori fase ma gradevole. Poco JVDB che comunque regala in rapporto alla bambina, bene la presenza del vicino maniaco e bene Chloe, particolarmente su di giri. Una parentesi che ci riporta alla prima stagione che non avrebbe stonato a suo tempo. (7/10)
11. Si torna alla programmazione della stagione due e viene dato spazio al delirio di JVDB. La sua spalla comica non regge la pressione, deve essere dato più spazio all’interazione con Chloe. Bene June, infighettata al punto giusto. (7/10)
Enlightened. Stagione 2. Episodio 1.
1. La sorpresa della passata stagione torna alla grande, con la sua solita leggiadria riesce ad intavolare la nuova stagione con propositi pienamente in linea con i personaggi. Tyler mi era mancato, la mia versione interiore rappresentata alla perfezione su uno schermo. I dialoghi tra i protagonisti in macchina dovrebbero essere recitati nelle scuole. (9/10)
Boardwalk Empire. Stagione 3. Episodi 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12.
6. Eccoci al primo passo falso della stagione in quanto ad attenzione. Tutte le storyline soffrono di sbadigli, pur essendo quella di Nucky importante per lo sviluppo della trama. Viene concesso troppo, TROPPO tempo a Margareth che dovrebbe prendersi lei le sculacciate sul sedere. Con un ferro da stiro. (5/10)
7. Sì ok, tanto fanservice con Harrow e la Mol nuda, ma pochissima sostanza. L’episodio in sé è carino e funziona in tutti i meandri del suo racconto emotivo, con i personaggi che si muovono leggermente in avanti nelle realzioni tra loro. La poca azione è il tasto dolente. (6/10)
8. Beh, rischiava di essere il terzo episodio noioso di fila, per fortuna hanno deciso di tornare ad investire sulla malavita e il traffico di alcolici. Il finale esplosivo cancella gli sbadigli precedenti, dando il la al finale di stagione che si prospetta ancora più esplosivo. (8/10)
9. Il dopo bomba è l’ennesimo episodio potente della stagione. La condizione fisica di Nucky aiuta lo sviluppo della trama, facilitandone certi risvolti. Ottima la svolta malavitosa, prevedibile l’atteggiamento di una poco fastidiosa Margareth, drammatico Tommy e tanta paura per Richard. (8/10)
10. Beh, che dire. L’episodio si trascina per tutta la sua trama nel solito movimento lento di pedine. Ognuna opera a suo modo, piano piano, per arrivare ad un finale più esplosivo della bomba. Una morte inaspettata, condita da una decisione narrativa mai vista fino ad ora. Amarissimo il finale (anche se il bambino potevano risparmiarlo). Paura al massimo per Richard. (10/10)
11. Beh, altro episodio di una potenza narrativa incredibile. Nucky in fuga con Eddie, un Chalky maestoso, l’operazione comandata da Chalky, il confronto tra Chalky e Gyp, Chalky e ancora Chalky. Infine finale bomba che fa urlare un sonoro FINALMENTE FUCK YEAH. Preoccupazione infinita per Richard, se si ammazza mi ammazzo. (10/10)
12. Finale meno esplosivo del previsto. Grande chiusura delle storyline malavitose, con un intreccio davvero ben congegnato. Tutto funziona alla perfezione, ma la troppa fluidità degli eventi e la loro frettolosità smorzano la potenza narrativa del finale. Richard è vivo e sempre più idolo. (8/10)
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodio 13.
13. Episodi paraculi così se ne sono visti tanti, dove il finale salva il culo ai precedenti minuti senza risate. Bene il confronto tra Lily e Ted sul tetto, malino il resto. Per fare paura davvero avrebbero dovuto metterci Bob di Twin Peaks. (6/10)
Go On. Stagione 1. Episodio 13.
13. Episodio gradevole, sulla falsariga dei precedenti. Nessuna scena puramente comica ma il mood rende tutto rasserenante e divertente. Spunta l’ex di Barney nel solito ruolo gradevole/sgradevole e il finale apre a nuovi scenari pucciosi. (7/10)
The Neighbors. Stagione 1. Episodio 12.
12. Prosegue la striscia positiva, ma non positivissima. Tutta la famiglia è colta da influenza e le caratterizzazioni dei personaggi sono un po’ banalizzate, con la figlia maggiore che domina come sempre la scena. Bene il contorno di sentimentalismo. (7/10)
30 Rock. Stagione 7. Episodio 10.
10. Mi hanno regalato qualche secondo di Lutz e spero vivamente che non siano gli ultimi. Benissimo l’episodio che porta avanti le trame orizzontali con qualche felice colpo di scena. Ottimo il viaggio di Liz e Jack, con un turbinio di dialoghi da dieci e lode. Una coppia che mancherà alla televisione. (8/10)
Parks And Recreation. Stagione 5. Episodio 10.
10. Eccellente ritorno, bastano Ron che mangia il gelato ed Andy che fantastica sul matrimonio tra April e Chris per rendere tutto gradevole. Continuo a trovare fuori posto Tom, ma nel complesso la baracca regge. Donne leggermente in sofferenza rispetto agli uomini. (8/10)
Fringe. Stagione 5. Episodi 11, 12, 13.
11. La scelta di guardare l’episodio assieme al gran finale si è rivelata azzeccata, dato il finale WTF. L’episodio è solido ma non è propedeutico al finale. Si può collocare sullo stesso pian degli episodi della quinta stagione e, a due dalla fine, non è un bene. (7/10)
12. Episodio decisamente fanservice. Con qualche peripezia e troppe scene d’azione prevedibili, Olivia torna nell’universo alternativo, mai cagato precedentemente per un avanti e indietro forzato, utile solo a farci rivedere gli alt-personaggi. È stato comunque bello. (8/10)
13. Il potere di Fringe resterà sempre quello di aver creato personaggi così amabili da far passare in secondo piano qualsiasi buco della trama. Il finale è piangerissimo e la commozione nasconde alla perfezione quelle piccole trovate furbe che servono per chiudere la vicenda in maniera degna. Un bravo a tutti ed è inutile dirlo: mi mancheranno. Gloria e onore a Noble. (9/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 135: 07/01 – 13/01

Serie TV
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodio 8.
8. Il difetto di Apt23 è quello di avere trame terribilmente prevedibili e dal finale scontato. Quando fallisce anche l’intento di far ridere, scatta la noia. Per fortuna non è questo il caso: si ride di gusto grazie alla trama lavorativa di June e alle comparsate di JVDB. Il mio modello da adulto. (8/10)
Arrested Development. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4, 5.
1. Eccomi di fronte ad un altro mostro sacro. Il racconto vede una famiglia anormale alle prese con l’incarcerazione del padre e una crisi gestionale dell’azienda famigliare. I personaggi sono già ben caratterizzati e assurdi, con alcuni idolissimi dopo pochi momenti (George Michael e GOB). Sapevo della presenza di Will Arnett, ma non mi aspetavo Michael Cera e Portia “l’amore della mia vita” de Rossi. Un po’ confuso, ma il pilot funziona. (7/10)
2. Gradevole. George Michael che evita la cugina, il padre in galera e il provino per lo spot sono divertenti e assurdi al punto giusto. Si inizia a carburare. Il lancio della lettera a mare lo voglio come sport olimpico. (8/10)
3. Ha degli spunti comici davvero notevoli e la modalità di racconto esalta le assurdità dei personaggi. La storyline della recita scolastica è geniale, ed anche il fratello mammone ritardato non scherza. Tanta roba. (8/10)
4. La storia e la caratterizzazione dei personaggi funzionano alla perfezione. Gob domina la scena, con un Will Arnett davvero di livello maestoso come interpretazione. Marta è figa quindi bene così. (8/10)
5. Altro episodio divertente, con l’assurdità che troneggia incontrastata. Benissimo le sedute di coppia con Bob Odenkirk, benissimo la storyline del carcere. Si vede anche uno straccio di trama orizzontale, e questo non può che essere un bene. (8/10)
Go On. Stagione 1. Episodio 12.
12. Non male. Ancora una volta la pucciosità la fa da padrone, lasciando anche spazio a puri scambi comici ben inseriti nel contesto. Il potenziale umano resta alto, servirebbe un’orizzontalità per renderlo ancora più interessante. (7/10)
Boardwalk Empire. Stagione 3. Episodi 2, 3, 4, 5.
2. Lo riprendo in mano in un episodio decisamente meno peggio del previsto. A parte Margareth, che trovo insopportabile, le altre storyline funzionano bene, soprattutto quella di Micheal Kenneth Williams (che domina con l’ennesima prova da nobel per l’arte) e quella relativa al traffico di alcolici. Potrei anche quasi dire che mi sono divertito. (8/10)
3. Cala il livello di attenzione a causa del troppo spazio lasciato a Margareth, ma l’analisi dei disturbi di Nucky è davvero raffinata. Nell’ambito malavitoso ancora poco Capone. Benissimo il ritorno di Gillian e bene anche l’ex pulotto, anche se troppo avulso dalla trama principale. (7/10)
4. Al Capone alla massima potenza, Nucky confinato in un segmento bottiglia sfodera tutto il suo animo da pezzo di merda. Il dialogo in dialetto fa paura e i movimenti malavitosi entrano nel vivo. L’episodio trae giovamento dal poco tempo concesso ai personaggi meno interessanti… Lo capiranno gli autori? (9/10)
5. Altro enorme episodio. La solitudine di Nucky mista al rimorso, le minacce di Chalky, la follia di Rossetti e la crudeltà di Rhotstein sono il fiore all’occhiello dell’episodio. Il tutto correlato da un Van Alden completamente alienato e da una Margareth meno odiosa del solito. Benissimo. (8/10)
The Neighbors. Stagione 1. Episodio 11.
11. Hype al massimo per il ritorno nella miglior comedy della stagione. Gli autori provano a mischiare le carte invertendo le coppie e dando in mano al vero alieno la chiave comica dell’episodio. L’esperimento non risulta particolarmente riuscito, ma il biscotto animato virtualmente vale il prezzo del biglietto. (7/10)
30 Rock. Stagione 1. Episodio 9.
12. Tornano dalla pausa con uno degli episodi più maestosi dell’ultimo periodo. Si rivedono guest-star di vecchio stampo che si integrano perfettamente nel contesto, in un ritmo serrato ma ottimamente scritto. Una vera e propria perla, che trova l’unico neo nell’assenza di Kenneth. (9/10)

Musica
The Beatles – Beatles For Sale (1964)
Il sound è sempre il solito, ma il non aver capito se sia o meno un disco con cover dimostra il mio poco interesse per un prodotto senza grandi pezzi di rilievo. Tra l’altro sorge una domanda: se non fosse esistito l’amore, sarebbero esistiti i Beatles?

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 132: 18/12 – 23/12

Serie TV
It’s Always Sunny In Philadelphia. Stagione 8. Episodi 9, 10.
9. Fantastico. Tutta la diatriba sul salutare o meno amici seduti al tavolo vicino è geniale, con Dennis e Dee al livello massimo di delirio. Ottimo anche Frank, col parrucchino delle grandi occasioni. Finale tirato via, ma in pieno stile Sunny, assurdo e imbarazzate. (7/10)
10. A Natale siamo tutti più buoni mentre loro sono più deficenti. Si parte da un incidente stupido, per arrivare a mettere in discussione la teoria dell’evoluzione, dando del BITCH a gente come Galileo o Newton. Lo strippo finale di Dee vale da solo un’intera stagione. (10/10)
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodi 11, 12.
11. Prima parte del doppio episodio sulla falsa riga dei precedenti. Trama insulsa, qualche passo avanti, pochissima comicità (Barney con il blocco degli appunti, una tristezza). Lily e Marshal ai minimi storici, Ted odioso come non mai. (5/10)
12. Seconda parte che dà più spunti per una discussione. La comicità resta insulsa (Lily e Marshal col dramma di lasciare Marvin sono PATETICI, il ritorno di Ranjid è il massimo del fastidio), il resto mette in mostra dialoghi al limite della sopportazione (Ted e Robin) o del nonsense (Robin e Barney). Il finale paraculo è stata una mossa decisamente azzardata. Se da un lato rispetto la scelta degli autori di giocare pesantemente, per tutta la stagione, con la tecnica del “rivelo davvero come sono andate le cose”, dall’altro il momento finale sarebbe stato comunque importantissimo, senza bisogno di costruirlo attraverso episodi SGRADEVOLI. (6/10)
Louie. Stagione 2. Episodi 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13.
6. Un paio di battute stratosferiche, l’insicurezza di Louie alla massima potenza e un finale davvero drammatico per un episodio che riguarda solo due personaggi ma che si apre su infiniti scenari: l’accettazione, il rifiuto, l’attimo e il rimorso. Ennesimo gioiello. (9/10)
7. Bella l’analisi del rapporto con la figlia, metafora esplicita della crescita non percepita. Tosta la diatriba tra comici, con Louie alle prese di una questione spinosa col suo solito modo di fare remissivo/aggressivo. Amaro. (7/10)
8. Grande episodio. Louie si trova ad interagire con l’ennesimo personaggio diverso da sé stesso e lo fa col solito stratagemma odio repulsione comprensione amore. Le scene di masturbazione fanno sì ridere a prescindere, ma lo fanno anche grazie al contesto creato. (8/10)
9. Capolavoro, l’ennesimo. Louie incontra un vecchio amico e le intuizioni personali si sprecano nell’analizzare la riscoperta di un rapporto oramai cancellato dal tempo. La stagione risulta meno comica del previsto, ma respira in altre alte situazioni. (9/10)
10. La prima parte è un remake dell’episodio della prima stagione, con meno da dire e un finale più incerto. La seconda parte ci mostra uno spaccato della scrittura di film americani, con un Louie che rovina tutto per via del suo pessimismo. Niente di esaltante, a parte l’annusatura della scoreggia. (6/10)
11. Capolavoro. Louie riesce a riempre quaranta minuti di episodio con il NULLA. Non accade niente di particolare: l’episodio ha delle premesse e si districa tra queste in maniera pulita e regolare, senza alzare il tiro. Forse è questa semplicità a rendere i quaranta minuti commoventi, di una classe sconsiderata. (10/10)
12. Il rapporto con l’adolescenza è un po’ prevedibile e drammatizzato, ma la salsa Louie è sempre più uno specchio fedele della realtà. Benissimo gli attori, finale agrodolce per non dire dramamtico. Toccante. (8/10)
13. Prima parte in chiave comica alla Loiue, vittima di una situazione surreale che trasuda tristezza divertente. La seconda parte è un inno alla disillusione del personaggio, ancora una volta vittima di sé stesso. Una genialata amarissima. (10/10)
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodi 6, 7.
6. Il balletto di James è qualcosa di sensazionale. L’episodio mette in scena qualche buona trovata comica e l’impianto è oramai quello consolidato di buonismo/malignità. Bene le guest. (7/10)
7. Si risolleva leggermente, ma non si discosta da il livello di mediocre bellezza. Alcune battute e alcune situazioni sono assurde e telefonate, ma nel complesso regge bene tutto l’impianto. (7/10)
Misfits. Serie 4. Episodio 8.
8. Tutto bene fino all’arrivo dei cavalieri dell’apocalisse che trafiggono la suora senza apparente motivo. Giglun dà l’ennesima prova di essere una spanna sopra agli altri. Non so se e quando Misfits tornerà, io spero trovino lo spazio per approfondire storie e personaggi, con una certa continuità. (6/10)
Fringe. Stagione 5. Episodi 9, 10.
9. Episodio basato su un trip di Walter. Sono d’accordo con chi dice che la sostanza è poca e il fan service tanto, la trama non si muove come dovrebbe e ristagna in un catino di emozioni già provate. Un tributo a quello che è stato Walt, meritato ma forse non necessario. (5/10)
10. L’episodio è ancora ricco di elementi positivi ed elementi negativi. Positivo il finale, ancora ricco di fan service, con una morte eccellente ed un ottimo colpo di scena finale. Negativo il fillerone non necessario messo in atto, con l’ennesimo inutile laboratorio di Nina. Il suo sacrificio è forse il meno commovente, ma non il meno sentito. (6/10)
Last Resort. Stagione 1. Episodio 10.
10. Un po’ accozzagliato, con varie situazioni al limite della credibilità o del plot hole. Hanno anche trovato il tempo di inserire il colpo di scena più utilizzato, prevedibile e banale della storia: la morte di un personaggio importante. Passano due minuti e si scopre viva e prigioniera. Nient’altro da segnalare, la trattativa con la Cina è l’apoteosi del chissenefrega. (5/10)

Reality
Survivor. Stagione 25 (Philippines). Episodi 14, 15.
14. Puntatone finale interessante solo ed esclusivamente grazie al fallimento di Malcom. La reward sembrava fatta apposta per aiutarlo, ma l’ansia e la pressione lo fanno finire in maniera miserabile. Lisa è una delusione al tribal council finale, dove il vero vincitore si dimostra come al solito Penner. Vittoria tutto sommato meritata. (6/10)
15. Non si può far parlare Penner così poco. Lisa e il suo monologo rubano la scena a tutti gli altri, una noia mortale. Dawson vince il premio pazza della reunion, null’altro da segnalare. (6/10)
The X Factor (US). Stagione 2. Episodi 23, 24, 25, 26, 27.
23. Si esibisce la vincitrice della prima edizione (grazie, evito il recupero) e lo scontro diretto ci fa finalmente dire addio a Diamond White. Addio, e non insegnare nulla agli angeli che è meglio. Noia a palate tutto il resto, compreso lo spottone della Sony. (6/10)
24. Nessuna performance davvero degna di nota, se non per gli Emblem3 che rovinano Peter Frampton. Tate Stevens sembra quello con più chance, a meno che Carly Rose non tiri fuori una prestazione incredibile dal cappello. (6/10)
25. Mi sono spoilerato i finalisti, quindi nessuna sorpresa. Puntata noiosa, quasi tutta guardata in FF. (5/10)
26. Tripla esibizione che serve solo ed esclusivamente a far sfigheggiare le Fifth Harmony (e Demi Lovato). Purtroppo Carly e Tate sono bravissimi ma noiosi. L’episodio non ha niente di nuovo rispetto ai precedenti: du palle. (6/10)
27. Inizio pacchiano e americano all’ennesima potenza. I finalisti cantano ancora per riempire i vuoti, mentre i live di Pitbull e dei One Direction (ancora) sono la cosa meno interessante del mondo. L’America poi vota mal e tutto diventa ancora più amaro. Bello solo riveder gli eliminati. (5/10)

Musica
The Beatles – A Hard Day’s Night (1964)
Colonna sonora di quella che sarà la tipica sonorità Beatlesiana. Il pezzo che dà il titolo all’album è l’unico di rilievo, purtroppo la sonorità resta costante lungo tutta la durata del disco, senza particolari picchi emotivi.
Vanilla Ice – To The Extreme (1990)
Ice Ice Baby è effettivamente un pezzo che resta in testa, mentre il resto dell’album è un buon rap che andrebbe approfondito. Ma ci vuole del tempo e lui il tempo non se lo merita.

Alla prossima settimana,
Boss


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Fargo, Stagione 3
Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
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