Archive for the 'Alias' Category

Settimana 52: 06/06 – 12/06

Tanti auguri a questa rubrica!
Un anno fa tentavo di rivitalizzare il blog tramite questo riassunto settimanale, per evitare che si riempisse di ragnatele e che morisse su sé stesso. Non avevo particolari intenzioni, ma ho capito subito che per la prima volta in vita mia, questa rubrica poteva durare molto più del solito e raggiungere livelli di maniacalismo-nerd veramente elevati. Se riuscissi a convogliare queste manie in qualcosa di remunerabile, sarei milionario da quel pezzo… Sigh.

Serie TV
Alias
. Stagione 5. Episodi 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17.
6. In un episodio di noiosità imbarazzante gli autori ci vedono lungo ed inseriscono il passerone Rachel Nichols in versione passera-troia-tette-al-vento. Il resto manco me lo ricordo, ma è un vile tentativo di caratterizzare i nuovi personaggi. (5/10)
7. Questo sarebbe potuto essere il twist di metà stagione, ma è passato inosservato. Muore un cattivo, ne arriva un altro. Si sveglia una buona, si riaddormenta. La serie sembra campata in aria, speriamo davvero che acquisti un senso. (6/10)
8. Sarà che con la comparsata di Sark tornano alla mente i vecchi fasti, ma questa è senza dubbio la puntata migliore della stagione, pur essendo slegata da qualsiasi tipo di contesto con il mistero Prophet Five. Azione fatta bene, finale felice. (7/10)
9. Episodio onirico, in cui si rivivono scene storiche delle scorse stagioni, sotto una nuova ottica. Torna Vaughn e colpaccio di scena finale col ritorno di Irina. Stanno tornando tutti a random, in compenso Weiss s’è perso. Ottimo sotto l’aspetto tecnico, un po’ noiosetto il resto. (7/10)
10. Stanno incasinando il tutto, spero per un degno finale. Si è rivisto Weiss (LOL) e il rapimento si è chiuso ovviamente in maniera giusta col colpetto di scena finale gradevole. Dopo l’inizio orripilante, stanno alzando il livello pian piano. (7/10)
11. Beh, questo è il tipico episodio con l’enorme WTF finale. Durante i quaranta minuti non succede niente di esaltante, il più delle cose sono prevedibili. Il finale, però, dal punto di vista soggettivo e affettivo è fantastico, dal punto di vista oggettivo l’unica cosa da dire è “ma daiiii”. (7/10)
12. Che dire: se mi mettono Will Tippin, Anna Espinosa e due belle scazzottate come ai vecchi tempi, possono clonare chi vogliono e mettere bombe nel cranio che a me va bene. Siamo vicini alla fine e non so che cacchio aspettarmi, ma sono gasato a livello stratosferico… Quasi da fanboy. Il centesimo episodio mi ha regalato una discreta sorpresa. (8/10)
13. Ma no! perché rovinare tutto? Questo episodio era evidentemente necessario ma non m’è piaciuta nemmeno una scelta degli autori. Volevo che si arrivasse al finale senza morti e invece mi hanno ammazzato colei che si era appena risvegliata. In quattro e quattr’otto. Ora ho paura che tutto finisca in fuffa. (6/10)
14. Che miscuglio stanno facendo… Piccoli passi per un presumo esplosivo finale di serie. L’episodio in sè non mi è piaciuto molto, la parte di Sloane una palla incredibile mentre quella di Sydney inverosimile come al solito. Come ha fatto ad arrivare giusto in tempo? Mah. (5/10)
15. Inevitabile episodio di preparazione per i gran finale. Si potrebbero avere delle risposte che non vengono date, ma ciò non mi turba: ho una discreta fiducia in una conclusione degna. (6/10)
16. Prima parte del doppio finale: qualche scena lacrima, qualche scena comica (una sorta di autoironia), un finale da un lato prevedibile e dall’altro palesemente melenso. Voglio di più. MOLTO DI PIU’. (6/10)
17. È finita. La cavalcata lunghissima del recupero di Alias termina con un finale da giudicare sotto due aspetti. Quello oggettivo è che soffre il lento decadimento della serie a lungo termine. La storia di Rambaldi si chiude in maniera leggermente abbozzata ma seguendo la continuity, quindi si può chiudere un occhio (Rambaldi trova la formula dell’immortalità ma muore?). La storia di Irina si chiude in maniera insensata: ma perché deve distruggere due città? Perché con la palla può diventare immortale anche lei? Delirio di onnipotenza? La storia di Sydney si chiude con l’inevitabile happy ending, pur contando la morte di Jack, che forse è stata introdotta per aumentare l’aspetto sentimentale. Il lato soggettivo resta ampiamente soddisfatto. Per l’ultima volta si vedono azione, drammi, deliri, morti e colpi di scena che lasciano un bel ricordo in mente. Alcune scelte mi hanno infastidito, ma in generale non è un finale che manda in vacca tutto. L’episodio in sè è il riassunto condensato delle ultime due stagioni: azioni alla rinfusa, spostamenti lampo improbabili, tante pistole e tanti confronti. Addio Alias, grazie per avermi tenuto compagnia così a lungo e per avermi dato tante soddisfazioni. (7/10)
The Kiling. Stagione 1. Episodio 11.
11. Episodio stratosferico. Completamente distaccato da tutto, scava nel passato, nelle emozioni e nell’analisi del rapporto di coppia di Linden e Holder. Episodio pieno di silenzi, di normalità, di pioggia e sigarette, perfettamente girato e recitato da una Enos e un Kinnaman in formissima. Una vera perla che non mi sarei mai aspettato da questa serie che non si è mai innalzata dal livello di normalità, galleggiando anche al limite del noioso. Fa però riflettere come un episodio del genere riesca così bene senza indagine, senza Larsen e senza politica. (9/10)
Carnivàle. Stagione 1. Episodi 3, 4.
3. Episodio polveroso come al solito. Viene dato più spazio a Ben (e questo è bene), inquadrando un pezzetto di passato e chiarendo i (pochi) dubbi sul suo dono. La scena della prima guarigione è ben fatta, ma troppo lunga. Si sarebbe potuto dare più spazio all’incontro con la vecchia decrepita. Piano piano ingrana e si dimostra interessante. (7/10)
4. Episodio di cui ho capito poco per via del blocco linguistico. Decisamente più polveroso del precedente, la tempesta di sabbia aiuta a dividere i personaggi in luoghi diversi con personaggi diversi, in modo da scoprire qualche piccolo dettaglio in più. La trama sembra proprio questa: di città in città la carovana si sposta e ci regala qualche piccola sfaccettatura sui personaggi. Il prete è un po’ in disparte ma sono curioso di sapere come reagirà al finale. Interessante, ma gradirei un po’ più di sostanza. (7/10)
The Wire. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3.
1. Quanto mi eri mancata! Ho deciso di lasciar passare mesi prima di tuffarmi nella quarta stagione per godermi l’attesa. Funzionò per Breaking Bad e ha funzionato per The Wire. Ritrovare i personaggi ad un anno di distanza mi ha dato un’enorme gioia e vecchie sensazioni. Il primo episodio, così come ho imparato ad apprezzare nelle scorse stagioni, è totalmente di presentazione: i personaggi sono collocati in altre situazioni, tutti alle prese con i loro problemi, il loro lavoro e la loro vita quotidiana. Viene messa in luce la nuova vita sulle strade di Baltimora e la preparazione della campagna di Carcetti. Uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie. (8/10)
2. Straordinario. Questo è davvero quello che si chiama creare un qualcosa che funziona. Secondo episodio e siamo già dentro TUTTE le situazioni: non quelle strettamente personali ma quelle lavorative. Ricompaiono tutte le vecchie conoscenze e non c’è un momento vuoto, ogni parola è scritta con una maestria impressionante (dibattito stellare) e il cast la interpreta in una maniera incredibile. Manca ancora McNulty, ma la sua assenza non pesa minimamente, il quadro generale regge bene anche senza di lui. (8/10)
3. Dopo l’episodio riguardante l’ambito lavorativo, eccoci in quello che parla di ambienti personali. Ritroviamo Omar e McNulty (in una versione particolare), ritroviamo le bevute con Bunk, ritroviamo Bunny e assistiamo all’ammutinamento della grande unità investigativa delle scorse stagioni. Ottimo tutto e ottime le scene a scuola, anche se un po’ troppo didascaliche. La scena finale è un colpo al cuore, racconta TUTTO il disagio di Baltimora e delle sue strade. (9/10)

Reality
Survivor. Stagione 13 (Cook Islands). Episodi 3, 4.
3. Bell’episodio! Il migliore fin’ora, in cui si vedono le potenzialità di questo reality. Strategie, raggiri, alleanze e contro alleanze. Idolo INCREDIBILE Yul, che con una calma olimpica gestisce l’inferiorità numerica portando tutto a proprio vantaggio, assieme all’aiuto di Jonathan. La scena in cui dice a Becky di aver trovato l’idol è di una pucciosità disarmante. Durante il tribal finale, lo ammetto: all’eliminazione di Cecilia ho esultato. (9/10)
4. Idolo indiscusso dell’episodio Ozzy. Capito che l’alleanza giappoeuropea avrebbe potuto farlo fuori in ogni momento, invece che lasciarsi morire ha deciso di applicarsi al massimo per dimostrarsi indispensabile: tra pesca e prove in cui ha DOMINATO ora penso che lo elimineranno difficilmente. Yul calma olimpica come al solito a decifrare il codice e Cao Boi, con le sue mosse da pirotecnico ci fa regalare uno dei quote migliori: “Whatever Cao Boi is doing, is working“! Pessima l’altra tribù, in cui mi stanno tutti sulle balle. Se la son tirata fisicamente e l’han presa in quel posto, soprattuto quel genio di JP che ha fatto di tutto per farsi cacciare. Menzione d’onore per Jonathan e il pulcino. Tra un po’ mi mettevo a piangere anche io. (8/10)

Musica
Arctic Monkeys – Suck It And See (2011)
Sarà che in questo periodo ascolto davvero pochissima roba, sarà che sono un mezzo fanboy ma a me questo disco piace, anche tanto. A differenza del precedente Humbug, qui ritrovo qualche vecchia sonorità perduta. Ok, i tempi della spensieratezza sono andati, ma questo disco sembra decisamente compatto e orecchiabile con qualche pezzo che entra in testa subito e gli altri che lo fanno dopo qualche ascolto. Si poteva fare di meglio ma non lo butto.

Alla prossima settimana, vediamo se duro un altro anno,
Boss.

Settimana 51: 30/05 – 05/06

Serie TV
The Big Bang Theory
. Stagione 4. Episodi 23, 24.
23. È ufficiale: Sheldon assomiglia sempre più a Mister Bean. L’episodio regge però bene in generale anche se il dettaglio non è straordinario. Bernadette e le sue tette sono qualcosa di molto positivo. (6/10)
24. Mah, il finale in se è anche guardabile dato che le storyline di Leonard e Howard vanno avanti, ma il “colpo di scena finale” NON fa ridere e NON ha senso. Un vero peccato il crollo vertiginoso di questa stagione, cosa faranno per le altre tre? (5/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 10.
10. In un episodio in cui la parte politica viene accantonata per mancanza di utilità, l’indagine riparte. Ho trovato estremamente fastidioso e sempliciotto il modo in cui si delinea la nuova pista, anche se non mi sento di mettere in discussione la verosimiglianza della situazione: l’eccessiva convinzione di un colpevole ha portato ad un grosso sbaglio. Però cavolo, vagliare TUTTE le ipotesi dovrebbe essere il loro lavoro. Per fortuna è tornato il fidanzato scassaminchia che ha messo Linden di fronte alla difficile scelta: l’indagine o PRENDERE L’AEREO? Il finale è quello che mi ha deluso di più. Per ora sembra casuale la scoperta del traghetto e il richiamo a Twin Peaks a questo punto è palese. Poi: hai una chiave, non indaghi neanche un po’ per scoprire cosa possa essere quel simbolo? Ottimo lavoro tecnico, ma la sceneggiatura qui vacilla. (5/10)
The Chicago Code. Stagione 1. Episodio 11, 12, 13.
11. Altro buon episodio di una buona serie che è stata ovviamente cancellata. Davvero un peccato perché qui gli elementi di sviluppo della trama sono davvero interessanti. Inizia ad essere gradevole anche la sfera sentimentale ed intrigante la sfera temporale, con un passato che avrebbe potuto farla da padrone in futuro. Buona prova del cast e dei mezzi tecnici tra inseguimenti e scene al chiuso. (8/10)
12. Bello bello bello. In questo ho visto tutto il tocco di Ryan: azione, tensione e un pelo d’ansia. Qualche scelta è stata un po’ scontata, ma questa serie ha dimostrato di avere una forte solidità e un buon potenziale futuro che, ahimé, non vedremo esprimere. (8/10  ma anche qualcosina in più).
13. Finale chiuso, con solo qualche piccola apertura ad un futuro che non ci sarà. Il finale è convincente e tutti i nodi giungono al pettine, con qualche colpo di fortuna che non fa gridare allo scandalo. Nella scena dell’arresto mi aspettavo qualcosa di molto più “carico”, ma resta soddisfacente lo stesso. (8/10)
Carnivàle. Stagione 1. Episodio 1, 2.
1. Recupero deciso in comunità, non avevo la più pallida idea di cosa trattasse la serie. Dopo la visione del pilot, non ho le idee più chiare, anche se il tutto è inquadrato in un’America polverosa e misto magica/spirituale. I personaggi sono convincenti ma ancora piatti, a parte il protagonista che è delineato in maniera più rotonda (ma ancora superficiale). Incuriosisce di cosa tratterà la serie e dove andranno a parare, soprattutto dopo il finale che mi è piaciuto davvero tanto. Ottimi elementi tecnici. (8/10)
2. Ho paura di non aver capito alcuni passaggi fondamentali, ma nel complesso l’ho trovato un episodio gradevole. Non accade nulla di clamoroso al Carnivàle e la storyline del prete non mi convince, ma i piccolo frammenti di “mistero” mi incuriosiscono. Le atmosfere polverose e magiche/mistiche sono interessanti seppur per me nuove. Tecnicamente non si discute, con buona prova del cast. (7/10)
Alias. Stagione 5. Episodi 1, 2, 3, 4, 5.
1. Già dalla sigla si capiva come sarebbe finito. Non mi sono piaciute le soluzioni che hanno adottato, con il solito rimescolamento di carte non chiaro e sconclusionato, come ho trovato completamente senza pathos e sentimento l’uccisione e la morte di uno dei protagonisti. Iniziamo male. (4/10)
2. Mah, sfruttano il gap per far sembrare le cose tranquille. Sono alla ricerca di personaggi strani mai sentiti prima, ci sono dei risorti e nuovi arrivi. Mi documenterò sulle motivazioni delle partenze degli attori. (5/10)
3. Episodio con un senso, un obiettivo, un po’ di azione e un po’ di tette di Rachel Nichols che non fanno mai male. Stanno piano piano risalendo la china introducendo i nuovi personaggi. (6/10)
4. Tutto è ridotto ad una caccia all’uomo in cui hanno un ruolo fondamentale i due nuovi innesti. L’azione non è un granché (e vive su espedienti inverosimili) ma a noi va bene così, che si ritorni allo status quo. Stancamente prosegue. (6/10)
5. L’unica cosa che può essere interessante è il trapianto di cervello, perché non vedere Jennifer Garner che fa a cazzotti è veramente noioso. Il resto non continua a non convincere, non è ancora delineata bene la stagione. (5/10)

Reality
Survivor
. Stagione 13 (Cook Islands). Episodi 1, 2.
1. Primo reality della mia vita e già prima della sigla ero addicted. Che dire: niente televoto, niente opinionisti, niente diretta. Il montaggio delle scene struttura l’episodio con tempistiche giuste (presentazione, prova, eliminazione) e la giusta “sceneggiatura”. Idoli indiscussi: la tribù cino/giappo/coreana, Cao Boi e la sua macumba, il macumbato, il cicciobbombo metallaro e il Nathan di Misfits spagnolo. Premio pàssera a Becky, ma c’è la moretta caucasica che ha del futuro (da zoccola?). Le ambientazioni da urlo contribuiscono alla buona impressione che l’episodio mi ha fatto in sè. (7/10) Ps: prima serie che seguo completamente in lingua originale.
2. Ahh che ansia l’attesa dell’episodio! Tutta la puntata mi ha portato a tre riflessioni. La prima è che Yul è il mio nuovo idolo indiscusso per sempre del cuore grazie all’Exile Island (complimenti per averci mandato lui… È forte, diamogli i superpoteri), la seconda è che il cicciobbombo metallaro innamorato non si meritava di andar fuori, la terza è che Becky è il top del top ufficiale del pàsserame dell’isola. Peccato per come è nata l’eliminazione, con un atteggiamento subdolo e meschino da parte di Nahan-Ozzy. (8/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 50: 23/05 – 29/05

Serie TV
Alias
. Stagione 4. Episodi 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22.
14. Beh l’episodio non è male (a parte lo scioglimento della faccia), l’intrigo e il mistero della stagione si stanno attorcigliando attorno ai personaggi. Forse in maniera scontata e forse in maniera ripetitiva, ma va bene così. (6/10)
15. Dai mi sbilancio: al giro di boa, come al solito vengono rigirate le carte in tavola in una maniera (lo devo dire) sorprendente. Sarà che forse sono io ad essermi perso dei pezzi ma non me l’aspettavo. Il colpo di scena finale (il gemello?) non so se sia ancora un bene o un male, resta il fatto che hanno ravvivato un po’ questa serie. Un plauso anche alla comparsata di Michael K. Williams. (8/10)
16. Ecco che finalmente torna a fare capolino Rambaldi. Bella prova, il colpo di scena dello scorso episodio si è rivelato meglio del previsto. Il mistero si infittisce ma mancano ancora le soluzioni. (7/10)
17. Quello che si poteva definire un chiaro episodio di transizione assume connotati diversi rispetto al finale. Diventa fondamentale capire dove si voglia andare a parare tra Rambaldi e parentame che rispunta. Intanto mi raccolgo speranzoso in un angolo pregando per le sorti di Jack. Ps: la stagione è migliorata da metà episodio in poi, purtroppo soffre troppo l’inzio scialbo. (7/10)
18. Episodio decisamente strano. La prima metà è da buttare nel cassonetto, la seconda (a parte l’idea di ricreare il passato) è persino toccante in alcuni passaggi. Abbasso il voto perché non c’è un intrigo degno e tutto scorre via troppo velocemente, ma l’episodio mi è piaciuto molto. (6/10)
19. Altro episodio emotivo. Certe scene non sono convincenti e non mi ha colpito particolarmente la fine della trama Arvin Clone, ora non so cosa aspettarmi negli ultimi tre episodi. (6/10)
20. Ma quanti colpi di scena è in grado di generare questa serie? In questo episodio saranno stati almeno quattro. Un plauso agli sceneggiatori perché anche se alcune scelte stilistiche si sono rivelate azzardate, il filo conduttore sembra ben definito e ben gestito. Vedremo cosa accadrà nel finale dato che la preparazione è stata eccellente. (7/10)
21. Awww, è tornata Irina sfruttando un vecchio espediente inverosimile ma fa lo stesso: la scena finale del salto dall’aereo, con la famiglia allargata al completo vale il prezzo del biglietto. La carica per il finale è al massimo. (8/10)
22. Pazzi maledetti bastardi che cazzo di paura mi son preso nell’ultimo secondo. L’episodio in sé non è un granché, anzi: soliti buoni a cui è stato sparato ma che sopravvivono, soliti salvataggi all’ultimo secondo e solite pucciose rocambolesche situazioni sentimentali. Ma se c’è una cosa che gli sceneggiatori sanno fare è scrivere i finali di stagione: ora mi tocca guardare anche la quinta stagione. (8/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 9.
9. Un misto tra delusione e ammirazione. Delusione per due aspetti. Il primo è l’indagine che si ferma ed in maniera inaspettata (ma verosimile) cancella tutti i passi fatti fin’ora, rendendo persino inutili gli ultimi episodi. Il secondo è che il ramo politico non ha ancora una connessione con l’omicidio e sembra sempre più assomigliare ad un filler. Come aspetti positivi un plauso come sempre per l’ottimo prodotto tecnico e, questa volta, anche per l’ottimo finale, con due scene che mi hanno davvero colpito e turbato (la lezione di Bennet e il linciaggio). Chiedo scusa per la critica al maglioncino che feci nell’episodio precedente, che qui trova una giustificazione. Dai sù, d’ora in poi deve essere un crescendo. (8/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 22.
22. Si chiude (finalmente) questa traballante stagione. Il finale è come me l’aspettavo: rapido, nonsense e fatto male. Dopo millemila episodi fuffa in cui non succedeva niente, in questo gli autori si sono trovati a far succedere TUTTO. Esibizioni, drammi sentimentali e scrittura di canzoni in un pomeriggio. Ok che Glee non è mai stato verosimile, ma si poteva gestire decisamente meglio la preparazione al finale per ricreare quello esplosivo dello scorso anno. Le canzoni originali vomitano pop commerciale più delle precedenti e, come se non bastasse, sono riusciti a puntare i riflettori su Kurt anche in questa puntata (anche se per poco per me è TROPPO). Addiovederci. (5/10)
30 Rock. Stagione 5. Episodi 19, 20/21, 22, 23.
19. ahhh, quanto mi era mancato 30 Rock e quanto mi era mancata Tina Fey! Episodio che conclude la vecchia storia della fuga di Tracy, il tutto condito da storyline divertenti e battute geniali. Epocale il discorso di Liz nel finale. (7/10)
20/21. Devo essere sincero: mi aspettavo molto molto di più dal centesimo, doppio, episodio. Sarà che gran parte delle guest-star sono impiantate nel daytime americano e quindi non le conosco, ma anche la storyline (pur chiudendo una sorta di continuity) non mi ha convinto. Un plauso a Tom Hanks e all’inutile Bono. (6/10)
22. Molto carino nella sua assurdità: la storia Della Korea è geniale tanto quanto quella della busta di plastica. Divertente il cameo di Condoleeza Rice.  (7/10)
23. Finale di stagione non perfettamente convincente. Storyline di Jack brutta, Liz non fa ridere e quelli che giocano ai videogiochi si sapeva che sarebbero andati avanti tutta l’estate. Alza il livello solo la presenza di Victor Garber, che il destino ha voluto comparisse proprio mentre finisco Alias. (6/10)
The Big Bang Theory. Stagione 4. Episodi 17, 18, 19, 20, 21, 22.
17. Ora capisco perché avevo interrotto la visione… Episodio scialbo, comicità spicciola e stantia, Amy è una Sheldon donna che NON FA RIDERE. Per il resto non succede nulla di esaltante. (5/10)
18. Questo è stato carino. Prevedibile, con uno Sheldon fastidioso a livelli spropositati ma comunque godibile. C’è anche un piccolo tentativo di fare avanzare la trama principale, che oramai ha pochissimi elementi di sviluppo. (6/10)
19. Ok, episodio immensamente nerd, ma che noia! Tutto basato su battute da one man show di Sheldon e su un dualismo Penny-Priya che se ne faceva anche a meno. Finale banale e prevedibilissimo. (5/10)
20. Questa mi è piaciuta. La storia avanza in maniera decisa e le battute mi sono sembrate decisamente buone. Speriamo in un finale di stagione in crescendo. (7/10)
21. Altro episodio positivo. Si stanno giocando l’ultima carta a disposizione (la sessualità di Sheldon): come la metteranno dopo con l’assenza di idee? L’episodio resta comunque godibile. (6/10)
22. Uhh che ridere la gag dell’uomo nudo in pubblico… A parte questo obrobrio, l’episodio cerca di dare profondità ad alcune situazioni sentimentali fallendo in maniera incredibile su tutti i fronti. Bernadette è carina ma non serve a nulla, Priya non ha senso e Penny fuori dal gruppo non serve. Manca la scintilla. (6/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 49: 16/05 – 22/05

Serie TV
How I Met Your Mother
. Stagione 6. Episodio 24.
24. Eccoci al finale della stagione che ha segnato la risalita dalle paludi della quarta e della quinta. Non sono però rimasto soddisfatto. L’episodio in se può anche funzionare ma, ad esempio, la storia del bottone stanca, la storia di Lily e Marshall (il migliore in questo finale di stagione) è sgamatissima e il colpo di scena di Barney non mi ha convinto. Che senso ha far comportare lui e Robyn in quel modo per poi stravolgere tutto negli ultimi attimi? Per creare suspance? Non è convincente ed è una soluzione sempliciotta. Anche l’hype per il matrimonio poteva essere più indorato, ma questo è HIMYM e noi gli vogliamo bene a prescindere. (7/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 21.
21. Beh, dai, neanche tanto schifoso. La trama assume un senso che con coerenza va dall’inizio alla fine, a prescindere dalla qualità del senso che è sempre quella di Glee (bassa). Era necessario fare quei provini? Dopo due anni? Forse era meglio dire: non sappiamo come fillerare l’episodio del funerale, facciamo queste esibizioni stand-alone. C’è da dire però che la parte musicale di questa puntata è stata eccellente. A parte Colfer (che continuo ad odiare), tutte le esibizioni sono state ottime (Lea). Un voto alto alla musica, basso alla sceneggiatura (ma possibile che per i national lascino TUTTO all’ultimo episodio?). Complessivo (7/10).
The Killing. Stagione 1. Episodio 8.
8. No, no, non ricadere nelle banalità! Episodio che svela subito il colpo di scena dello scorso finale anche se non è convincente (terrorismo?) e poi corre con il solito ritmo su vari binari. Quello calcato maggiormente è l’approfondimento di Holder (ottima scena). Quello che ricade nei soliti errori è il binario indagine (il maglioncino? maddai. La cimice? Ovvio, sei un mezzo indagato parla liberamente al telefono)! Quello che non va avanti e non ho ancora capito è quello politico. In discesa rispetto alla media. (5/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodio 5.
5. Forse l’episodio migliore fin’ora: azione, intrighi, location da urlo, approfondimento personaggi e introduzione di altri ancora. C’è un problema però: non riesco a seguirlo. A parte i soliti sempre presenti, non riesco ad associare i nomi alle facce e questo rende il godimento difficile. Resta solo una cosa da fare, a malincuore, ovvero sospendere la visione della serie in contemporanea con gli USA e concentrarmi sul guardare blocchi di puntate tutte insieme, per non rovinarmi il gusto. (8/10)
Alias. Stagione 4. Episodi 11, 12, 13.
11. Eccoci di nuovo ad un episodio stand-alone. Sorpresa per la guest star Jason Segel, che dà un mezzo limone a Jennifer Garner (lo sapevo che dovevo fare l’attore). La storia è leggermente sconclusionata e l’elicottero pensante col mitra incorporato era una pagliacciata. Ma chiudiamo un occhio, và. (6/10)
12. Vano tentativo di raccontare il passato di Nadia attraverso missioni un po’ così. Onestamente non mi ricordo se sono sempre state così prevedibili, ma ogni qual volta accade qualcosa so già come andrà a finire. E non sbaglio mai. La vicenda del padre di Vaughn non mi tocca neanche lontanamente. (6/10)
13. Tentativo simpatico di dare spazio anche a Marshall in una puntata senza alti né bassi. Null’altro da segnalare. (6/10)
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodi 22, 23.
22. Beh, per il finale si sono impegnati. A parte le storyline di Lynette e Bree che sono di una banalità e prevedibilità imbarazzanti, le vicende di Paul e Gabrielle si svolgono in maniera coerente e realisticamente sensata. C’è da dire una cosa però: che cacchio succederà nell’episodio finale dato che questo chiude il mistero della stagione?! Abbasso il voto solo perché Susan non è morta. (6/10)
23. Finale col mezzo botto. La trama dell’episodio è anche carina, ma pecca in tre punti. Il primo è il palese sotto utilizzo di Renée, che anche qui dimostra come non sia servito a nulla il suo inserimento a Wisteria; il secondo è Tom e Lynette che dopo essere stato banali e monotoni per SETTE stagioni arrivano alla separazione, della serie “non sappiamo più veramente che cazzo fargli fare”; il terzo è l’omicidio che unisce tutti e crea un piccolissimo hype per la prossima stagione. Una stagione tremenda, come Desperate sta regalando da troppi anni. (6/10)

Musica
The Pigeon Detectives – Up, Guards And At ‘Em! (2011)
Bleah? Nel 2007 avevano fatto un disco sbruffoncello che si ascoltava in simpatia, con qualche pezzo indie-commerciale-da bimbominkia. In questo non ritrovo più i vecchi suoni, in un vano tentativo di dimostrare serietà. Perché? Sembra il disco di una boyband.
Friska Viljor – The Beginning Of The Beginning Of The End (2011)
Gruppo nordico decisamente sconosciuto, al quale ho deciso di dare una chance solo per il nome del disco. Disco che trasuda indie-pop alla maniera nordica doc, quindi non sorprende, soprattutto per il fatto che molte melodie sembrano già sentite se non scopiazzate. Qualche buon singolo.

Alla prossima settimana,
Boss.


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Better Call Saul, Stagione 3
Fargo, Stagione 3
Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
Z Nation, Stagione 3

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