Settimana 312: 30/05 – 05/06

Serie TV
Archer. Stagione 7. Episodio 1, 2, 3, 4, 5.
1. Nuova stagione, nuova collocazione del cast, questa volta un istituto di investigazione privata. Potenziale alle stelle, trama interessante, cast folle come sempre. Colpo di scena finale molto ok. (8/10)
2. Bene! Il plot della stagione mi piace e la gag sulla segreteria è sicuramente un momento top, quasi come Ray vestito da poliziotto gay. Sottotono Pam, ma comunque geniale. (8/10)
3. Funziona bene! L’episodio è solido nella sua follia e nella sua scrittura, trova anche lo spazio per bella azione, belle interazioni e un colpetto di scena finale. Avanti così. (8/10)
4. Torna a spuntare Barry che alla fine della serie sarà un microonde. Episodio ok, Mallory domina e finalmente anche Charyl torna ad avere le proprie strane pulsioni sessuali. La storia della stagione non prosegue però. (7/10)
5. Prima parte di un doppio episodio che esalta le abilità della serie, mettendo ogni personaggio nella propria classica conformazione. Battute solite, plot leggermente prevedibile ma va bene così. (7/10)
Game Of Thrones. Stagione 6. Episodio 6.
6. Do un voto alto solo perché succedono tante cose e quindi se mi lamento della staticità poi devo fare di conseguenza. Tante, tutte le storyline avanzano alcune in maniera prevedibile, altre con piccoli colpi di scena: tutto fa brodo. Un buuu per la mancata camminata di Margarey. (8/10)
Inside Amy Schumer. Stagione 4. Episodio 7.
7. A parte lo sketch con le quattro amiche incinte, quello della telefonia è durato dieci anni, quello dell’albergo non l’ho capito e l’intervista aveva zero interesse. Calo di qualità. (5/10)
Silicon Valley. Stagione 3. Episodio 6.
6. Aveva ragione Russ: JARED FUCKS!! Episodio top per aver spostato l’attenziona sulla figa e sulle manie OC di Richard. Bene anche Backmann esagerato come sempre e idiota come non mai. (8/10)
The Americans. Stagione 4. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8.
1. È un po’ difficilotto rientrare nei meandri dello spionaggio, ma già la prèmiere è potente: getta le basi, approfondisce, regala momenti enormi di Martha e l’ansietta finale. Debole la parte russa ma per me è ok, ci sono dentro pesantemente. (9/10)
2. Episodio di assestamento che porta avanti le vicende in maniera chiara e senza fronzoli. Tante situazioni emotive (Paige, la morte di mamma, Phillip) che aumentano l’amore per la serie. Solo Nina è fuori luogo, speriamo cresca. (8/10)
3. Che serie… Giusto quando si pensava all’ennesimo colpo a Phillip, ecco che un contrattempo forse salva il reverendo… O crea ulteriori casini. La voglia di sapere come tutto va avanti è incredibilmente forte. I sospetti su Martha mi uccidono. (8/10)
4. Episodio bomba che mette in scena così tante cose, momenti, ansiette e colpi di scena (il finale) da lasciare sconcertati. Non ci si poteva aspettare una risoluzione del genere ed estremamente improvvisa, frutto di un’abile costruzione. La quarantena forzata è una gioia per gli occhi, così come lo stringente rapporto tra Stan e i Figli. Martha? Un capolavoro. (10/10)
5. Classico episodio di assestamento, ma la velocità non cala più di tanto: tante cose accadono e il coinvolgimento di Martha mi distrugge. Lo stato d’animo dei nostri è sempre sottilmente analizzato e coadiuvato da under pressure (non ottima la scelta ma ok). (8/10)
6. Che meraviglia mamma mia. La povera Martha si scava la tomba da sola con l’uscita finale, ma l’episodio è un crescendo di ansia e situazioni sentimental/psicologiche da far paura. Tutto funziona e ha una leggiadria da far paura. (9/10)
7. Povera Martha. Che tensione. Che dialoghi. Che momenti. Che attori. CHEFFIGATA. Penso ai possibili difetti e poi mi mando affanculo da solo. (10/10)
8. Oddio, il finale non mi ha esaltato, ma paura per tutto: The Americans è la migliore serie in onda ora come ora grazie alla sua storia perfetta, alla gestione dei personaggi e agli attori, fantastici. Il salto temporale fa paura, ma c’è piena fiducia. (9/10)
Wayward Pines. Stagione 2. Episodio 2.
2. Zioccà chemmerda. Raccolgono casse e casse di ogni vivero alimentare in una notte. La fola ribelli mica ribelli ha già stancato e l’unica emozione la regalano gli Abbis evidentemente intelligenti. Ben morto? MAGARI. (4/10)

Musica
Courtney Barnett – Sometimes I Sit And Think, And Sometimes I Just Sit (2015)
Disco gradevole all’ascolto, ma nulla di rilevante seppur il genere rock acerbo non mi dispiace. Un lavoro che probabilmente andrebbe approfondito nei testi.

Alla prossima settimana,
Boss.

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