Archivio per settembre 2015

Settimana 276: 23/09 – 27/09

Serie TV
Fear The Walking Dead. Stagione 1. Episodio 4.
4. Episodio che coglie alla sprovvista per via della collocazione temporale. FTWD si torna ad assestare, ma qualche personaggio sospetto, la gita fuori porta, e il finale GASANO. Nel senso che senza zombie, gli umani sono peggio? (8/10)
Review. Stagione 2. Episodio 9.
9. Che stagione: Forrest finisce a fare tre recensioni in carcere nell’assurdità più totale, soprattutto quella dell’amico immaginario. I continui abbandoni fan crepare dal ridere, chissà cosa può uscire da un uomo folle rimasto da solo. (8/10)
Seinfeld. Stagione 1. Episodio 1, 3, 4, 2, 5. Stagione 2. Episodio 1, 2, 5, 7, 8, 10, 12, 11, 13, 4.
1. Pilota banalotto, ma molto carino. La voce di Jerry è odiosa, ma i suoi tempi comici sono perfetti. Buone le spalle, buona la scrittura, banalotti gli sviluppi, ma grazie agli stand-up è amore. (8/10)
3. Bene, ecco finalmente Julia Louis-Dreyfus! Episodio carino, nulla di particolare a parte che fa ridere anche se deve ancora collaudare i tempi comici. Inizio a dare i sette. (7/10)
4. Molto buono, grazie al pretesto che fa scatenare gli eventi. Divertente la disputa e la gestione del dopo. Qualche buon momento. (8/10)
2. Carino anche questo, la fola delle scuse, il piano per la pizza e la partita da saltare divertono bene. Stand-up meno infuocate. (7/10)
5. Bene, anche se questa volta arriviamo al prevedibile. Diciamo che come prima stagione di introduzione ci può stare, ci vorrebbe qualcosa di orizzontale. (7/10)
1. Carino, anche grazie all’interazione con un nuovo personaggio. La storia va avanti bene, scritta bene e con senso, anche se prevedibile. (7/10)
2. Simpatica la vecchia morta per il pony, bene l’orizzontalità della scelta dell’appartamento e i genitori danno una ventata di freschezza. (8/10)
5. Episodio molto divertente, forse il migliore fin’ora, grazie anche al padre di Elaine e al suo cantichiare. Basare venti minuti su una giacca nuova non deve essere stato facilissimo. (8/10)
7. Al di là delle situazioni iperassurde, questo episodio è solidissimo. Battute rapide, divertenti, sciorinate a puntino nei momenti folli. Questo è uno degli episodi che convince. (8/10)
8. Buona l’idea e la gestione del plot, anche se il finale è prevedibilissimo. Si ride benino, soprattutto grazie al Costanza con la fede tarocca. (7/10)
10. Ahhh, peccato per il finale che più prevedibile di quello non ce n’era. Divertente però il vicino in versione poliziotto, e la costruzione dell’episodio su una statua. (7/10)
12. Bello, originale, buon plot e divertente anche il vicino di casa stupido. I soldi prevedibilissimi. (8/10)
11. Questo non mi ha entusiasmato, la gag dell’ospedale dura troppo e quella del santone ancora di più. Bene solo Elaine. (6/10)
13. Questo è buono. In teoria sarebbe dovuto essere il finale di stagione, ma i dialoghi sono scritti ottimamente, le situazioni gestite alla perfezione e si ride bene. Per la prima volta, forse, stonano gli stand-up, che rovinano il ritmo. (8/10)
4. Ihihih George da leone a zerbino in un attimo mi ha gasato. La fola del cable non era proprio il massimo, quindi episodio mezza via, non particolarmente azzeccato. (6/10)
The Middle. Stagione 7. Episodio 1.
1. Bella ripartenza in pieno stile The Middle: caos, caos, personaggi caratterizzati come al solito, Sue che si taglia i capelli, momenti pucciosità e cuori a valanga. Bello. (8/10)
You’re The Worst. Stagione 2. Episodio 3.
3. Il mood è il solito ma c’è una cosa che trasa: la prevedibilità del tutto. Paul e la “gelosia”, Gretchen e le amiche con la testa a posto… Potevano inventarsi qualcos’altro. (7/10)
Z Nation. Stagione 2. Episodio 3.
3. Brutto. Han fatto un episodio on the road, con zombie e ciurma sopra una carovana senza senso. Tra l’altro i super zombie velocissimi non si buttano dal camion quando gli altri scappano… Ancora Murphy per i cazzi suoi, verso la marjuana. Han perso il filo. (5/10)

Reality
Ink Master. Stagione 6. Episodio 13.
13. Che pochezza ‘sta stagione. La flash e la prova non sono per nulla esaltanti, con tatuaggi orribili e senza vincitori. L’unica nota buona è la cacciata di Tyler, che bamboz. (5/10)
Ink Master: Redemption. Stagione 1. Episodio 3.
3. Fatico a capire il senso del format messo giù così. Barbuto rinuncia e se agli altri non andavano i disegni? Bionda odiosa ma buoni risultati. (5/10)
Survivor: Cambodia. Stagione 31. Episodio 1.
1. A prescindere dal cast, un po’ a caso lo sappiamo, première che mi è piaciuta tanto. Rapida, con una partenza quasi originale, una prova remeber e il cast dei vecchi che la butta sul lavoro. Il montaggio aiuta, così come la sigla lunga. Si rivivono certe sensazioni e i due twist, idol nella prova e tribal immediato, aiutano alla sorpresa. Vytas era partito malissimo. (9/10)

Musica
Metric – Pagans In Vegas (2015)
No, pochissimi pezzi degni di nota e ancora meno episodi con il vecchio stile o il vecchio sound. La Haynes sembra essersi persa in una commercialata senza sperana.
Real Estate – Agent (2014)
Beh, delicato ed accogliente mi piace molto. Un ascolto che non appesantisce le orecchie e riesce anche a svariare su più fronti in fatto di ritmo e composizione. Molto bene.
Spoon – They Want My Soul (2014)
Disco che ho scoperto aver ascoltato tanto, ricorda un po’ il classico indie-rock senza pretese, orecchiabile ma scontato. Molte le melodie catchy, gradevole.
Tom Waits – Closing Time (1973)
Da vero ignorantone non mi sarei aspettato Tommaso Aspetta con una voce così poco consumata dall’alcool. Il disco è molto più melodico e facilmente ascoltabile di qualche sperimentazione futura, con un pezzo che devo ancora capire se è iper-famoso o è la versione di Emiliana Torrini che me lo fa sembrare tale.

Alla prossima settimana,
Boss.

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Settimana 275: 14/09 – 22/09

Serie TV
Fear The Walking Dead. Stagione 1. Episodio 3.
3. Ultima sufficienza piena se il livello continua ad essere questo. Bene l’atmosfera di delirio e la paura collettiva, il non sapere bene come muoversi ecc, ma l’arrivo dei militari fa storcere il naso: troppo improvviso, imprevisto e culattone. Viva i messicani. (7/10)
Rectify. Stagione 3. Episodio 4, 5, 6.
4. Niente oh, altro, ennesimo episodio solidissimo. Non c’è una scena sprecata o un dialogo sbagliato, anche Teddy sembra tornato ad avere un senso. Janet e Ted sono incredibili, il dramma di Daniel, Amantha e il caso che mi appassiona. Servirebbe un’accelerata. (8/10)
5. Qui il livello sale: tantissimi momenti mescolino, l’indagine che avanza e forse una gioia per Daniel. Se poi aggiungiamo che la fola di Tawney e Teddy non rompe eccessivamente ed è sviscerata gradevolmente vuol dire che ci siamo. (9/10)
6. Episodio scritto angelicamente (cit.). Si piange tantissimo, ci si confronta con situazioni scritte e interpretate al meglio, si amano tutti e sarebbe stato un finale di serie senza rimorsi. La frammentazione serve a non farci morire annegati di lacrime, la perdonissimo. Piccola paura: cosa succederà l’anno prossimo? Io ho piena fiducia. (10/10)
Review. Stagione 2. Episodio 8.
8. Ci avevano un po’ ingannato con “nel prossimo episodio” ma in questo ci sono due veti, la PROCRASTINAZIONE e Forrest che si sega di continuo nel girare la 8-ball. Follia mista a follia, col finale shock senza più ritorno. (9/10)
Show Me A Hero. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6.
1. Beh, gli anni ottanta mi mettono sempre un po’ in crisi. La prima parte dell’episodio mi ha gasato, con ambientazioni che aprono cassetti, bei dialoghi e buon cast. Nella seconda metà e sempre più verso il finale, la velocità aumenta a dismisura, lasciando un po’ spiazzati. (8/10)
2. L’opera è molto solida, gradevole e ben fatta, senza ombra di dubbio. La qualità, però, fatica a trasudare per via delle tempistiche di racconto: è tutto velocissimo, i balzi temporali sono grossi e sembra perdersi un po’ di collante, nell’attesa di quella svolta che potrebbe entusiasmare. (7/10)
3. Pur restando sulla linea del precedente, questo mi è sembrato più fluido e scritto leggermente meglio. Le scene politiche con i voti ti fanno tifare per wicioscki nella speranza che prenda in mano le redini della partita, per ora ancora blande. C’è un po’ di attesa. (8/10)
4. Questo è sicuramente l’episodio migliore: scorre bene, gli eventi son giusti, ci si appassiona e si vivono le situazioni pienamente grazie ai vari punti di vista. Tutta la questione delle famiglie disagiate serve a dare profondità ed è gradevole. Il finale col colpo di scena scalda i motori. (8/10)
5. Sono rimasto un po’ colpito dal momento lacrima a caso scaturito a metà episodio. Solito mood, solito ritmo, solita piacevolezza ora più che mai viste l’intersecazioni tra le due principali storyline. Speriamo che il finale sia all’altezza. (8/10)
6. L’ultimo episodio è bello perché il finale è preparato bene, nel senso che si spera fino alla fine che non accada quello che accade. Alcuni personaggi, la situazione dei niggaz e David Simon che ci sa fare con loro. Le frasi sulla vita vera fanno sempre effetto. Un’opera capace di commuovere, nella sua stranezza e velocità, anche dal punto di vista del racconto romantico. (9/10)
Transparent. Stagione 1. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
1. Il pilota è potente: viene introdotta la famiglia protagonista sfruttando i singoli personaggi e tutti gli escamotage tipici dei pilot, ma in maniera subdola e delicata. Qualcosa scorre bene, il finale ovviamente obbliga a guardare anche il resto. (8/10)
2. Il mood resta quello gradevolissimo del pilot, non si notano stacchi. Le varie storyline procedono anche con momenti bizzarri gradevoli e i momenti profondi sono un fiore all’occhiello. Tambor è già re. (8/10)
3. Solito mood. Momenti alti di confronto e di dialogo, il coming out appassiona e ogni figlio porta avanti le proprie questioni, con la sorella di Adam che domina in bruttezza e simpatia. (7/10)
4. Episodio molto solido e gradevole anche se: la scena del bagno è verosimile ma forzata, il figlio trombato dal milfone in giovane età e forzatissima, il la lascio non la lascio della lesbica puzza di prevedibilità. Nel complesso però non storco il naso. (7/10)
5. Bell’episodio: caos, dialoghi velocemente folli, tette a go-go, passi avanti del padre, finale col sorrisino. Il pianoforte è lo specchio della serie: delicata. (8/10)
6. Belle le spiegazioni, bella la cena, bello il finale, tutto condito da una delicatezza incredibile. Scritto bene, anche se le storyline collaterali alle volte sfuggono dal contesto. (8/10)
7. Episodio bello solido: l’esibizione di Maura è di una tristezza unica, anche se ho letto in giro che la parola giusta è funconfortable. Le altre storie girano attorno a dettagli o sesso, altri argomenti? PS: il dildo nel cesso del bagno. (8/10)
8. Bellissimo flashback nel passato, dove forse anche Maura capisce di non avere solo il vizietto della gonna, ma di essere donna. La parentesi di Ali è un filo onirica, e sappiamo il mio problema con l’oniricismo. (8/10)
9. La palla torna in mano alla famiglia: padre e madre moltissimo ok, anche nel passato, figli allo sbando ok pure loro. Ali sempre in crisi, Sarah un po’ a caso ma rasserenata, Josh fotte come un dannato, ma la rabbina va bene, è romantica. Finale angosciante, viva il vecchio bacucco. (8/10)
10. Bel finalone intenso, dove praticamente moltissimo nodi vengono al pettine ma pochi ne vengono veramente districati, lasciando aperto tutto al futuro. Ali che lanchia i soldi è un disastro, Josh è peggio, la cena finale un momento puccioso. (9/10)
You’re The Worst. Stagione 2. Episodio 2.
2. Episodio carinissimo, dove l’amica guadagna ancora più punti simpatia (escile). I due nostri eroi vivono l’ennesimo problemino in maniera pucciosa, tra prevedibilità e carinerie. Il mood è sempre ottimo. (8/10)
Z Nation. Stagione 2. Episodio 2.
2. Episodio che dire caotico è poco. Se in una serie sugli zombie vogliamo gli zombie, qui ce n’è forse anche troppi. Azione a go-go, Murphy che fa cose a caso, flashback inutili e fotografia monocolore. La morte nel finale raddrizza tutto, non ce la si aspettava. (7/10)

Talk Show
Last Week Tonight With John Oliver. Stagione 2. Episodio 27.
27. Stupidi americani con le vostre donazioni avete chiuso la futura Scientology. I public defenders si sa che non han senso, ma il video è ancora più esplicativo. (8/10)

Reality
Ink Master. Stagione 6. Episodio 12.
12. I tatuaggi sulla gola fanno abbastanza senso ma son stati un cambio di modus operandi che ci voleva. Quelli con i down son tutti belli e forse abbiam capito che Ink Master senza pressione forse sarebbe un’altra cosa. (8/10)
Ink Master: Redemption. Stagione 1. Episodio 2.
2. No, questo è una merda: che senso ha richiamare artisti, canvas eccetera se poi il tatuaggio lo devono fare con uno più bravo e/o non tatuano loro? Senza parole. (3/10)

Film
Going Clear: Scientology And The Prison Of Belief (2015) (Alex Gibney)
Esperienza visiva da fare: il racconto della follia di un uomo che per non pagare le tasse si inventa una religione e la gente gli crede. Alla rivelazione dell’alieno intergalattico sono morto. Come si può credere ad una cosa del genere? Beh, in queste due ore lo spiegano.

Musica
Caribou – Our Love (2014)
Questo sì che è un disco degno di chiamarsi tale, ma noi veniamo da Manitoba non facciamo testo. Gradevole, scorrevole, con pezzi degnissimi di entrare nelle orecchie e melodie convincenti. Il sound è un’elettronica non invasiva, con il cantato che aiuta ad addolcire gli angoli.
Guillemots – Hello Land! (2012)
Primo disco del progetto multiplo di quattro dischi in un anno dei quali solo questo ha visto la luce prima del fallimento. Qualche pezzo orecchiabile e poi noia sparsa, si vede che manca la potenza dei tempi che furono. Dimenticabilissimo.
Mac DeMarco – Salad Days (2014)
Dai, davvero, questo addirittura si rende conto di cosa ha prodotto e alla fine del disco ringrazia per l’ascolto. Una roba pastosa, tutta uguale tanto da farmi credre di avere il disco fallato, tipo sempre la stessa canzone con titoli diversi.
Perfume Genius – Too Bright (2014)
Tono della voce da suicidio, ma disco variegato e orecchiabile. La musica non è nelle mie corde, ma le piccole melodie rimastemi in mente sono un buon segnale.
Raekwon – Fly International Luxurious Art (2015)
Molto meno potente di Part II, l’unico altro suo disco ascoltato. Pezzi meno incisivi, con le basi che sembrano tirare i remi in barca, poca cattiveria nel rappato. Si ascolta tranquillamente al semaforo, ma senza muovere la testa.
Sufjan Stevens – Carrie & Lowell (2015)
Se penso al pezzo che sapete mi viene ancora da piangere. Per me Sufjan deve sempre rispondere alle proprie promesse, ma quando regala dischi delicati come questo, introspettivi, sperimentatori di sound collaudati, non posso che gioire. Uno degli apici della sua carriera.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 274: 07/09 – 13/09

Serie TV
Brickleberry. Stagione 2. Episodio 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13. Stagione 3. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 ,10, 11, 12, 13.
6. Fanno un po’ schifo certe scene tipo Steve bombato di steroidi, ma l’episodio regge e diverte nella sua solita cattiva assurdità. (7/10)
7. Il maschilismo fa sempre ridere ma questa volta l’episodio è vinto dalla campagna anti-elezione e la sua battuta finale. Bene anche Steve per una volta imprigionato a casa sua. (7/10)
8. La sosia di Steve m’ha ucciso come il plot di Malloy a scuola: un filo prevedibile tutta la fola del finto matrimonio ma divertente e non eccessivo. (8/10)
9. Lo sciopero degli animali in modalità talebani ha quel non so che di geniale, grazie all’annusata di culo o ai legami col passato. Un po’ di continuità che non fa male. (8/10)
10. Storyline della prigione che funziona bene, conclusa a casissimo con l’intersezione con la storyline di LOTR, poco sensata pure quella. Un po’ troppo casino. (7/10)
11. Il finto martaggio sfotte bene i complottisti anche se l’eccessiva baracconata non traborda nel geniale. Ci si diverte anche con gli indiani che possono avere del potenziale in futuro. (7/10)
12. Senza senso! La storyline dell’orso domina la scena e funziona dall’inizio alla fine, compreso il finale WTF. Bene anche Malloy, la trasformazione di Woody in pesce non me l’aspettavo ed è geniale. (8/10)
13. Finale leggermente meta con battute sulla cancellazione o meno. Il plot è corale ed è buono grazie alla combo Connie-figlio di Satana. Conclusione raffazionata ma ok. (8/10)
1. Ecco l’esempio perfetto di quello che dico essere un episodio carino con scene schifose (le matite nell’occhio). Funzionano i vari plot anche se quello del rene condiviso è stato un filo lungo. (7/10)
2. Regge benissimo fino al finale cannibale con l’esplosione di merda che rovina il mood di un episodio a tratti geniale (il mulino fatto col pene). Devono essere più coincisi. (7/10)
3. Tifavo per Connie! Ancora una volta l’episodio parte bene, regge bene e poi nel finale devono esagerare e rovinare tutto. Meno male che il plot e la costruzione son fatti bene. (8/10)
4. Simpatica divagazione del tema amo le vecchie. Woody con la madre ha un rapporto top, divertente anche il delirio di Connie, oramai allo sbando. (8/10)
5. Miglior episodio della stagione e forse di sempre grazie all’ingenuo Steve che compone canzoni hardcore gay. L’intervento della lobby m’ha ucciso: esiste davvero. (8/10)
6. Questa volta hanno azzeccato il finale con un colpo di scena non esagerato. Bene anche le storyline a tema maria: Denzel futuro presidente, Connie ed Ethel strafatte. (8/10)
7. Con senso e leggermente meta Woody & co nell’istituto psichiatrico, assurdo Steve incinto, ma capace di recuperare in un altro finale sensato. Stiamo aggiustando il tiro giusto prima della cancellazione. (7/10)
8. Probabilmente il miglior episodio di Brickleberry. Steve in versione pirata è geniale ed ogni elemento è funzionale alla storia, creando un buon finale. La deriva di Connie e Denzel funziona anche se completamente scollegata dal resto. È maturata, giusto in tempo per la cancellazione. (9/10)
9. Leggero passo indietro: il mangiare lo sperma di Malloy mi ha fatto venire giusto un certo vomitino. Malino questa volta, si ride poco. (5/10)
10. Eccoci tornati ad un tipo di comicità più consona. Il video di Woody e la testa esplosa di Connie sono alto livello, ma la scena di Street Fighter è la migliore in assoluto. Finale amarissimo. (8/10)
11. Anche questo è stato decisamente ok, soprattutto grazie all’ancora una volta inaspettato finale. Steve per una volta non è pensante e la fine di Woody in vaticano ha così poco senso che fa il giro. (8/10)
12. Ancora un episodio solido, con il campeggio diviso per gruppi carino e divertente. Su tutti vince il pene di Woody e in finale non fa neanche tanto schifo. (8/10)
13. Ho finito Brickleberry: dal finale mi aspettavo qualcosina di più, invece mantiene il buon ritmo raggiunto nel finale di stagione. Nessuna conclusione, se ne va senza lasciare il segno. (7/10)
Rectify. Stagione 3. Episodio 1, 2, 3.
1. Riprendere in mano la perla, riprendere confidenza con le situazioni e il filo della storia non è mai stato così facile. Il tocco delicato di questo racconto è sempre al massimo livello. Il riallacciare i fili non stanca, si muove anche il mescolo. Il colpo di scena finale arriva un po’ per grazia divina. (8/10)
2. Episodione solito, dove accade poco ma quello che accade fa urlicchiare. L’indagine che avanza (e mi gasa), Daniel solito trattamento a pesci in faccia, gente che soffre, Teddy che si salva in cornerissimo e musica classica, senza rancore o invidia. (8/10)
3. Ci sono tanti momentoni grandi in questo episodio, come l’interrogatorio di Daniel o la rivelazione della sua libertà o il dialogo tra Tawney e Teddy o il rifacimento della cucina, ma anche momenti MEH come l’interrogatorio lunghissimo del tizio o la fola di Amantha. È comunque un piacere (anche l’omaggio a BB). (8/10)
Review. Stagione 2. Episodio 7.
7. Sepolto vivo è una figata, la recensione delle sei stelle è metageniale, una cosa talmente strutturata da far quasi paura, il finale sconvolge la strutturazione orizzontale tra l’imbarazzo generale, lasciando speranze per il proseguio. (9/10)
The Last Ship. Stagione 2. Episodio 13.
13. Che bel finalone! Durante la visione si nota una certa rapidità nella successione degli eventi ed è solo dopo il commovente sbarco che si capisce perché: sarebbe dovuto essere il finale di serie. Il rinnovo ha quindi consentito agli autori di stagliuzzare il finale, onde ritagliarsi dieci minuti utili al colpo di scena finale e all’introduzione della nuova stagione. Fossero sempre tutti così furbi, avremmo molti meno finalacci aperti. Serie easy dell’estate. (9/10)
Under The Dome. Stagione 3. Episodio 13.
13. È finita. La cupola se n’è andata e non tornerà mai piùùùù. Un piccolo merito: all’interno tutto si risolve, tra le solite scene ridicole e le grasse risate (guardatevi la lotta Big Jim-Junior con uno che rischia di essere accoltellato da un coltello tenuto in mano da sé stesso, o INDY CON LA CHIAVE DELLA CELLA NEL COLLARE). I WTF si susseguono, ma son cose “classic Dome”. Il resto fuori dalla cupola è inquietante per un motivo: questi credevano nel rinnovo. Addio #UnderTheDome, mi devi tre stagioni di vita. Ora insegna agli angeli a tagliare le mucche a metà. (4/10)
You’re The Worst. Stagione 2. Episodio 1.
1. Che ritorno! Il plot è più o meno sempre lo stesso, questa volta col finale spassoso al contrario. Si ride tanto come non ricordavo si facesse e la convivenza dà segnali positivi. Son carico. (9/10)
Z Nation. Stagione 2. Episodio 1.
1. Fa abbastanza cagare, diciamocelo: fotografia insulsa, gente che si ritrova a caso, momenti drama ma poco drama, Cassandra. Però Z Nation non si prende mai sul serio, il mondo è verosimile ed esagera, cercando di creare quel mood comic-horror che stenta a svilupparsi. Il limone tra zombie è ok, Murphy ancora genio. (6/10)

Reality
Ink Master. Stagione 6. Episodio 11.
11. Ecco che iniziano ad eliminare i concorrenti meno bravi per arrivare alla finale prevedibile Chris-Matt-X. Tatuaggi dei quadri dove solo in pochi riescono ad eccellere, tatuaggi sulle unghie mai visti né sentiti, fanno n po’ senso. (7/10)
Ink Master: Redemption. Stagione 1. Episodio 1.
1. Idea carina, realizzazione alla Ink Master: tanto casino e pochi tatuaggi. I due artisti si redimono bene e io immagino una competizione senza tempo o pressioni. (8/10)
Tattoo Nightmares. Stagione 3. Episodio 25.
25. Nessuna storia assurda e nessun tatuaggio degno di rilievo o meglio: son tutti e tre belli. (6/10)

Musica
Balmorhea – Constellations (2010)
Cosa si può dire del disco che contiene quella chicca mostruosa che è Bowsprit? Solo musica da relax, ma fatta benissimo grazie alle venature country.
Grouper – Ruins (2014)
No. Non ho neanche voglia di approfondire da dove venga questa o questi perché sarà anche un disco top alternativo impegnato e con un gran pezzo (il secondo), ma dueppalle.
Run The Jewels – Run The Jewels 2 (2014)
Bel disco hip hop, meno crudo del precedente primo capitolo, ma ascoltabile e pieno di singoloni canticchiabili e carichi. Son bravi e le rime scorrono bene.
Sun Kill Moon – Benji (2014)
Ma questo è quello che tratta a pesci in faccia le donne? Ripreso in mano mi dà le stesse sensazioni di allora: una voce ancora poco rovinata dall’alcol, col potenziale di diventare ascoltabile se toglie i testi parlati ed evita i “papà tvb”.
Swans – To Be Kind (2014)
Mi rifiuto di riascoltarlo per giudicarlo.
The War On Drugs – Lost In The Dream (2014)
Molto orecchiabile, disco che paga i difetti del genere, ovvero tende ad appiattirsi lungo l’ascolto. L’inizio è buono con qualche pezzo notevole, sul finale stanca anche per colpa della voce ridondante.
Todd Terje  – It’s Album Time (2014)
Questo è bravo, mi piace. Musica da poliziesco anni 80 mischiata con elettronica alle volte minimale e alle volte no. Di cantato non ce n’è e in certi casi è meglio.
Verdena – Endkadenz Vol.1 (2015)
La nuova moda è deriderli o dire che fan schifo. Oh, il disco non è Verdena, ci vorrebbe un idiota a pensarlo, ma non è così terribile. Son le solite canzoni col solito ritmo in cui non si capiscono le parole.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 273: 31/08 – 06/09

Serie TV
Brickleberry. Stagione 2. Episodio 1, 2, 3, 4, 5.
1. Il cambio della doppiatrice di Ethel (la fu Olson, ecco perché mi garbava) non stona più di tanto. Il plot è geniale e schifoso quindi direi che si è partiti bene. (8/10)
2. Il miglio episodio della serie fin’ora. Il passato da porno attore è geniale, così come lo sviluppo della trama. Malino solo il fantasma, ma nel finale si riprende e chiude il cerchio. Fosse sempre così sarebbe alto livello. (9/10)
3. Un po’ esagerata come al solito la fola del culto, ma il jetpack di Denzel funziona da solo e servirebbe uno spinoff su quello o la lesbicona al volante. (8/10)
4. La presa per il culo del mondo redneck è estrema ma gradevole. È indubbio che sono personaggi riusciti, ma esagerando con le storyline tipo quella di Denzel diventa pesante. (7/10)
5. Ancora i Redneck con un parco giochi in cui l’unico scopo è fare schifo. Fa ridere la lesbicona con i freaks, bene Steve paralizzato, simpo Denzel, ma troppo scontato. (7/10)
Fear The Walking Dead. Stagione 1. Episodio 2.
2. Episodio che conferma il buon andazzo. Al di là di situazioni troppo complicate create apposta, l’inizio dell’apocalisse è gestito bene: mistero, riot improvvisi sensati, paura che si diffonde, difficoltà varie. Il cast mi piace ed è bravo, il poliziotto non si capisce così come il morso del niggaz, non curato. (7/10)
Mr. Robot. Stagione 1. Episodio 10.
10. È un bel finale, non c’è che dire: tensione, momenti d’ansia, il ritorno dei trip, la gestione del tempo e dello spazio e una buona base per il futuro. Gioca un po’ sulle solite dinamiche oniriche, non digeribilissime ma messe giù in maniera sublime. Novità dell’anno a mani basse, grazie anche al finale apertissimo e pieno di speranze. (8/10)
Review. Stagione 2. Episodio 6.
6. Ecco, questo episodio è l’emblema di Review. Tre recensioni stupidine, trasformate con maestria in stupide scene comiche, con quel senso di orizzontalità quasi perfetto. Gli sviluppi sono sempre interessanti, si brama di voler sapere dove si andrà a parare. Questa volta si ride tanto, soprattutto per William Tell. (9/10)
The Last Ship. Stagione 2. Episodio 12.
12. Nella sua semplicità, The Last Ship ha cagato l’episodio della stagione. La battaglia col sottomarino fa restare col fiato sospeso, anche per le oculate scelte di plot (la commovente cura) e di regia/scrittura (il silenzio, il mare). Il finale è americano dove i buoni vincono, ma noi ai buoni vogliamo bene per cui OK. (10/10)
Under The Dome. Stagione 3. Episodio 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12.
5. Boh, ancora alla ricerca dell’uovo che è stato rotto allora Big Jim si riprende il cane. Sembra fosse una fonte di energia. Sotto la cupola c’è un gel strano che spalmato addosso alla gente è una droga stupro ma anche un imbambolatore di cervello. Sembra che i figli di non so chi portino avanti boh, ‘na merda. (4/10)
6. Stanno arrivando degli spiegoni a caso tra alieni molecolarizzati (ma le scorse due stagioni… il senso?), gente infetta che cambia personalità, Junior che serve a niente, Big Jim che non sa da che parte stare e la coppia ridicola di teenagers che rompe il cazzo con le loro menate. La cupola dovrebbe venir giù, Aktion a cosa serve ma chemmerda. (2/10)
7. Gente che si ubriaca a caso e fa discorsi imbarazzanti, continui richiami al passato vecchio di tre settimane come se fossero anni, Joe e Norrie che vivono le loro avventure e un sano WTF condito dalle ore del giorno a caso. Voto quattro solo per il momento di Barbie dalla cupola con la gente morta. (4/10)
8. La tizia esce dall’uovo e tra le mille cose che non funzionano, l’avanti e indietro dei personaggi, Devin Levin, il cane, e le mille bombe, ho notato solo ora due cose: l’apocalisse precedente spazzata via a caso, Barbie è l’unico mongolo che crede al kinship. Sfigato. (4/10)
9. Episodio ipermerdoso. Non ho capito cosa sia successo, nel senso che Christine sta male perché la cupola sta male e allora scopa e sta bene. Eva scopa e rimane turbo incinta poi deve rinchiudersi in una stalla con 12 concubine vestite di bianco. Norrie e Joe vengono ovviamente catturati dal personaggio pluritraditore. Big Jim fa il ninja a caso ma soprattutto Julia e Barbie ci rompono sei ore e poi limonano pucciati di sangue. BAAAH. (2/10)
10. Il ritorno dalla parte del giusto di Barbie scatena plot altamente prevedibili. C’è da segnalare una mossa geniale di Joe, che capisce essere meglio studiare come rompere la cupola invece che nascondersi. La ditta Aktion entra, sapendo di uscire, per non rompere la cupola: EH? (3/10)
11. La stupidità di questo stupido episodio è senza precedenti. Junior liberato da un Big Jim OOC che ovviamente ammazza chiunque, il parto lampo della tizia che SI FA SPINGERE FUORI IL BAMBINO DA JULIA (e poi muore ammazzata con un cuscino appoggiato in faccia), Joe che spacca un sasso e poi boh, tutto il resto è fuffa. (3/10)
12. Ragazzi qua si ride fortissimo!! Solo la nascita della figlia aliena già adulta che corre velocissimo e poi si rivela essere Eva con la parrucca bionda e gli occhi di suo padre. Il resto, vi giuro, l’ho visto ieri sera e non me lo ricordo. (3/10)

Reality
Ink Master. Stagione 6. Episodio 10.
10. I morph mi piacciono ma purtroppo Chris ha la strada spianata per la finale. La flash non mi ha gasato. L’eliminazione di dave era anche ora, però poveretto, tutti a trattarlo male e a ridergli alle spalle. Non si fa. (7/10)
Tattoo Nightmares. Stagione 3. Episodio 24.
24. Il tatuaggio con il nome della madre è agghiacciante, ma anche il tizio con la buzza e la mano al contrario fa ridere. I risultato sono ok, le dimensioni di Big Gus da urlo. (7/10)

Musica
Aphex Twin – Syro (2014)
Buon disco elettronico, dal sound studiato, melodico, mai noioso o ripetitivo, con qualche richiamo ambient che non guasta. I nomi delle tracce rendono tutto più curioso.
Björk – Vulnicura (2015)
Boh, sembra sia spuntato anche Anthony che con la sua voce devo dire che fa da perfetto contraltare a Bjork. Il disco non ha niente di rilievo, sembra il solito esercizio che ormai ha rotto.
Counting Crows – Somewhere Under Wonderland (2014)
Mah, ascoltandolo in sottofondo non c’è nulla che salti all’orecchio come pezzo magnifico del disco. Solita musica, solita voce, tutto un po’ scialbo.
FKA twigs – LP1 (2014)
Non è quello che si può definire il mio genere: non mi dispiace la sonorità, non mi dispiacciono le melodie o il cantato, ma l’idea di andare a vedere ‘sta roba dal vivo mi raccapriccia.
Frida Hyvönen – To The Soul (2012)
Diciamo che sembra di ascoltare in loop la canzone che ho preferita di Friduzza (I Drive My Friend, primo album). Qualche pezzo con passaggi di piano notevole, ma la poca inventiva, il solito ritmo e la solita voce malinconica alla lunga stancano.
Four Tet – Pink (2012)
Il sound di Four Tet mi piace, mi ricorda a sprazzi il Bibio d’autore. Il disco ha dei passaggi gradevoli ma alcuni pezzi troppo ripetitivi e difficili da ascoltare in cuffia.
Four Tet – Beautiful Rewind (2013)
Tanto, o per lo meno lo sembra per le mie orecchie, 8-bit, in un disco che sembra richiamare le sonorità da sala giochi. Orecchiabile, tracce corte, buon sottofondo al semaforo.
Sia – 1000 Forms Of Fear (2014)
Beh, è il disco che sicuramente ho ascoltato di più negli ultimi mesi. Da Six Feet Under, la voce della Furler è sempre stata una delle mie preferite, grazie alla potenza, la vasta scala e la raucedine intrinseca. Il disco è pop fatto bene, con alcuni pezzi già iper famosi grazie all’orecchiabilità, i testi e a Maddie Ziegler.

Alla prossima settimana,
Boss.

 


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Al momento seguo:
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Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
Z Nation, Stagione 3

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