Settimana 219: 18/08 – 24/08

Serie TV
The Last Ship. Stagione 1. Episodio 9.
9. Dai, l’episodio paga la troppa, l’enorme prevedibilità. Durante la sperimentazione umana viene scoperta la cura, una gravidanza e muore una inutile. Il resto sono chiacchere americane. Benino la terra ferma, con la moglie ancora viva nel vano tentativo di farci lacrimare. Si intravede il fumo nero. (7/10)
The Leftovers. Stagione 1. Episodio 8.
8. Si capiscono un po’ le motivazioni dei gelatai, ma non appieno il loro scopo nei confronti di Kevin. Forti le scene nella capanna che tengono alta l’attenzione e l’azione, bene Liv Taylor che finalmente serve a qualcosa, male purtroppo l’adolescente. Ma c’è un ma: a ‘sto giro male solo la sua facciona, per il resto ha avuto un senso. Senza dubbio un vertice. (9/10)
Under The Dome. Stagione 2. Episodio 8.
8. Chemmerda, vogliamo parlare del tizio nerd che si mette in contatto con Barbie? E il padre che vuole l’uovo? E delle mail? E di Big Jim, ennesimo sceriffo? E della madre di Junior che non si capisce cazzo faccia?! Io direi proprio di no, l’imbarazzo. (3/10)
Rectify. Stagione 2. Episodio 10.
10. Finalone di stagione, non molto potente dal punto di vista emozionale, anche se si potrebbe piangere bene in più di un’occasione, ma emozionante per gli sviluppi della trama. L’ansia nel finale è il frutto di un momento abilmente costruito per tutta la stagione, senza momenti morti. Esame di maturità superato a pieni voti. (9/10)
Daria. Stagione 2. Episodio 2.
2. Decisamente sconclusionato, bene l’approfondimento dei vari personaggi collaterali, malino Daria e Jane che finiscono a vedere uno squalo che non esiste e ha poco senso. Si è visto decisamente di meglio. (6/10)
Orange Is The New Black. Stagione 1. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13. Stagione 2. Episodio 1.
1. Do il massimo dei voti al pilota per un motivo molto preciso: è una introduzione con i fiocchi, non ci sono storie. Viene presentato TUTTO con i tempi giusti, la protagonista, le co-protagoniste, la storia, il presente e anche il passato. Funziona tutto, è scritto bene e girato benissimo. Il senso di spaesamento è la ciliegina sulla torta, i’m in. (10/10)
2. Bello bello bello bello bello anche questo secondo episodio. Mi ha colpito molto l’approfondimento sul passato di Red, incastrato alla perfezione con il resto delle storyline. Ogni immagine finisce al proprio posto e questo può causare quel filo di prevedibilità che potrebbe stonare, ma il finale è ok. Mi tengo basso col voto. (8/10)
3. Quello che mi è piaciuto meno, anche se la storia del trans mi è piaciuta. Bene anche il poliziotto sbaffino e le dinamiche all’interno della prigione, con il nuovo posizionamento di Piper nel ghetto. Malino e noiosino fuori. (8/10)
4. Bello. Altro approfondimento su tizia a caso che si scopre assassina dal cuore d’oro (LOL). Bene e con un filo di tensione la storia del cacciavite, che non so se sia risolta così alla leggera. Mi inizia a piacere la lesbica senza sopracciglia. Il miglior episodio dopo il pilot. (9/10)
5. Mhh, l’episodio più debole del lotto, anche se alcune pedine si sono mosse di qualche casella (la bugia su Alex, il lavoro). La storia della gallina è molto metaforica e noi le metafore non esaltano. (7/10)
6. No va beh: ENORME. Si spazia dentro e fuori dal carcere, tra battaglie rap, elezioni, eiaculazioni trattenute e gente in crisi d’astinenza da eroina. Il colpo di scena finale esalta ma non nasconde quel qualcosa verso Alex e la storia d’amore tra la tizia orribile e gambadilegno. (8/10)
7. Episodio sulla niggaz che corre non entusiasmante, ma proseguono bene le dinamiche della prigione: la lotta per ottenere qualcosa, il cellulare e sbaffino che oltre a sembrare lurido lo è. Speriamo in qualche accelerata d’ansia andando avanti. (8/10)
8. Episodio debole che tocca corde non particolarmente interessanti. L’influenza, i parti e la cessa incinta fanno dormire, il riavvicinamento tra Piper e Alex stona. Salvo la crescita di sbaffino, sempre più con le mani in pasta anche se come villain non esalta. Resta il comparto tecnico buono. (7/10)
9. Finale che nell’ottica degli ultimi avvenimenti funziona, ma che non convince. Crescono gli intrighi all’interno e quello che mi esalta di più è senza dubbio Red-sbaffino, dove si vede un po’ di sana cattiveria. Tutta l’altra roba è un corollario alla crisi di Piper. (8/10)
10. Capirai oh, se deve crepare la mia preferita è ovvio che crepi! A parte questo paccone, l’episodio regge benissimo ogni sua dinamica, compresa la farsa nei confronti delle ragazzine e della tizia di Jesus. Finale che sembra dettare il plot del finale, son gasato. (8/10)
11. Sicuramente l’episodio è molto potente, nel suo finale, nella telefonata e in tutto quello che rappresenta. Bene anche il climax precedente, che vede l’elaborazione del lutto, il rinsaldo dell’amore e quella schifezza con sbaffino, che se non fosse per lo zampino di Red addio. (9/10)
12. Mhh, non sono stato pienamente convinto: la fola religiosa ha un po’ rotto le balle anche se regala buoni dialoghi e un buon approfondimento della schizzata di turno, dramma per la vecchia che sbarella, bene la storia baffo/droga/cucina, benino il discorso di Lerry. In poche parole: tanta carne al fuoco che rende il tutto un bel prodotto interessante, ma che nei punti deboli fa calare l’interesse. (7/10)
13. Bel finalone di papà. La vicenda della cucina risolta (per ora) in modo ottimale, i drammi personali di Piper e Larry, le dinamiche politiche della prigione e la recita, oh, la recita. La resa dei conti arriva solo nei minuti finali e ci lascia col fiato sospeso. Ben fatto, ben fatto. Healy muori male. (10/10)
1. Il cambio dello scenario è sempre una mossa azzardata e in questo caso paga fino ad un certo punto. Il viaggio mette l’angoscia, bene, la nuova prigione sembra esageratamente una macchietta del sistema, con casi umani magari reali, ma così esagerati che lasciano perplessi. Il finale è l’ennesima mossa della quale vantarsi. (8/10)
BoJack Horseman. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4.
1. Cos’ho appena visto? Un cavallo ex star di una comedy di nome Will Arnett, si trova a dover scrivere la propria biografia aiutato da Alison Brie e circondato da Aaron Paul. Non ho la più pallida idea di dove voglia andare a parare, ma non è così terribile. (7/10)
2. Oh, non è niente di esaltante ma resta in testa. Peccato per il cane che è l’unico personaggio veramente insopportabile. Il plot regge bene e se riesce a trovar spazio negli sviluppi emotivi potrebbe risultare un bel prodotto. (8/10)
3. Dai, è gradevole anche questo e sembra mettere in luce poche barriere etiche. Gli animali mi fanno andare tutti fuori di testa e, pur essendo il plot banalotto, non cala mai d’attenzione e di sostanza. Bravo Aaron Paul. (8/10)
4. Il miglior episodio della stagione arriva quando il plot riesce a prendere in mano le caratteristiche dei personaggi e a sfruttarle dal punto di vista comico, puccioso e stronzo. Il finale è ottimo e la continuty è decisamente apprezzabile. Finalmente Todd in primo piano. (9/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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