Settimana 166: 12/08 – 18/08

Serie TV
Low Winter Sun. Stagione 1. Episodio 1.
1. Tante facce nuove per questo prodotto che attira fortemente solo dal titolo. Tante facce note, tra cui spiccano il tizio di The Walking Dead, quello di The Chicago Code, Gale di Breaking Bad e Ziggy di The Wire. La trama è convincente e sufficientemente intricata, la scrittura veloce e precisa e la recitazione buona. Sembra voler strafare, ma è un buon inizio. (7/10)
Breaking Bad. Stagione 5. Episodio 9.
9. L’inizio della fine. Sudo tutto. Niente chiacchere, pochi cazzi, una prova maestosa di tutto il cast come al solito, flashforward intriganti e un confronto finale da urlo. Serve altro? Sto già male. (9/10)
Under The Dome. Stagione 1. Episodio 8.
8. Dopo due episodi leggermente sufficienti, si torna allo schifo putrido. Storia dell’uovo che resta dov’è, battaglia per l’acqua dai dialoghi e dalla risoluzione ridicola. Junior patetico, Angie odiosa, Hank una perla in un mare melmoso. (3/10)
NTSF:SD:SUV::. Stagione 3. Episodio 4.
4. Cercano di dare un ruolo più definito alla Gillian e ci riescono. Ennesima more di Paul, ma il premio lo vincono il tato e Alia Shawkat. (8/10)
The Middle. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12.
1-2. Superato lo shock nel vedere Brick cresciutissimo, l’episodio sull’estate non mi ha convinto appieno. Gli elementi simil-folli ci sono tutti: le crisi di Frankie, la pacatezza di Mike, il menefreghismo di Axl, le fisse di Brick e il delirio di Sue. Quest’ultima vince a mani basse con le proprie storyline e il suo lato oscuro deve venir fuori in maniera preponderante. (7/10)
3. Volete dirmi che non vedrò più Frankie vendere zero auto? Plot che può cambiare le sorti di una sagione, ma Sue a scuola è sempre illuminante. Brick col vocione faccio fatica a mandarlo giù. (7/10)
4. Mi era stato spoilerato, ma il nuovo tic di Brick è LA FINE. In un episodio senza crisi di Frank, ritroviamo anche Sue con un nuovo tryout, Axl con i suoi casini e un finale puccioso. Bentornati. (10/10)
5. Ancora episodio decente con il ritorno dei vicini pericolosi. Pucciosa Sue, ottimo quel poco di Brad che si vede, bene anche Brick e Axl nel primo filone che li vede coinvolti insieme. La crisi di Brick in macchina è IL TOP. (9/10)
6. Sembra che stiano cercando di rendere più orizzontali le vicende e la cosa mi convince. L’evoluzione di Brick, il piede di Axl e Frankie ancora una volta non in crisi convincono. Si torna anche a ridere di gusto. (8/10)
7. Decisamente carino: il ritorno di Frankie a scuola, Axl e la già prevedibile love story, Brick e Sue alle prese con venti dollari. Regge bene. (8/10)
8. Il miglior pranzo del thanksgiving mai visto. I marines che scappano sono il top, Brad e la sua sfida di ballo ancora più top. Finale romantico al punto giusto, lacrimoni per Sue. (9/10)
9. Gradevole episodio di Natale grazie al ritorno di Timtom, alla recita di Brick e ai biscotti di Sue. Il resto è impregnato di buoni sentimenti dei quali avrei anche fanno leggermente a meno. (9/10)
10. Finale puccioso ma il dramma di Sue è insopportabile… Poveretta. Brick e Axl alle prese con degli spoiler. L’ennesima crisi di Frankie non disturba l’atmosfera delirante. (8/10)
11. No va beh, il piano di Axl è talmente inverosimile quanto geniale anche se forzatissimo. La storia del vetro serve solo all’ennesima sfuriata di Frankie. OTTIMO BRICK col suo terapista. (7/10)
12. Carina l’idea di donare un giorno singolo ai figli e, come prevedibile, Sue batte tutti. Il povero Brick finisce per essere la vittima, ma la sgridata finale è pucciosissima. (8/10)
Homicide: Life On The Street. Stagione 3. Episodi 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20.
11. Il caso del giorno è prevedibilotto e machinoso. Quello di Frank si chiude nel più onesto dei casi: una bella bugia e tutto torna come prima. L’apertura del bar è una chicca che riscalda l’anima. (8/10)
12. Che ansia. Che perla. Pur trovando qualche decisione leggermente forzata per lo sviluppo dell’episodio, quello che accade è una bomba e viene gestito in maniera SUBLIME. Gee stratosferico, Braugher ancora di più. Finale amarissimo che lascia spazio alla seconda parte. (10/10)
13. Seconda parte enorme come la prima, con un finale veramente toccante. Il caso si sviluppa e finisce insaspettatamente con un buco nell’acqua. Tutto il cast è all’altezza, ad ampio respiro. (10/10)
14. Il wild Steve Buscemi mi aveva dato la speranza per un finale con i fiocchi. L’episodio è leggermente meno intenso dei precedenti e il finale non è all’altezza. Nota di rilievo i frammezzi con le interviste. Bell’esperimento. (7/10)
15. Si torna alla quasi solita routine. Il caso di Pembleton e Meldrick non convince e viene farcito da una bizzarra storyline di Munch e da un Bayliss vittima degli eventi. Bello l’aspetto introspettivo, ma è un leggero calo. (6/10)
16. Il ritorno a lavoro di Kay e Bolander. Ottimo quest’ultimo, sia dal punto di vista della scrittura e recitazione sia dal punto di vista della qualità del caso. Il valzer delle coppie cambia gli scenari, supervisionati da Giardello che lo prende in quel posto. Bene. (8/10)
17. Nessun passo in avanti dal punto di vista orizzontale .Si rivede il bar e viene rispolverato un vecchio caso di Bolander che sembra essere il suo canto del cigno. Il caso dei vecchi invece annoia. (7/10)
18. Ma povero Felton. In un episodio in cui i detective devono realizzare la morte di Crosetti, Beau subisce l’ennesima tortura farmigliare: un dramma che non finisce mai che inizia a far comprendere i motivi dell’addio. Bene Howard, benissimo Gee e divertenti come al solito le sfuriate al bar. Solido. (8/10)
19. Episodio solido, con Bayliss vs Pembleton in un caso di omicidio per legittima difesa. Il tema è importante (alleggerito da Munch) e lo svolgimento è completo, dal racconto iniziale alla sentenza finale. Intrattiene bene e sfodera dialoghi enormi. (8/10)
20. Finalino di stagione dal quale mi aspettavo molto di più. Attenzione concentrata su un improbabile ex galeotto arrestato ai tempi da Frank. La manfrina del tentato omicidio è imbarazzante, ma soprattutto non si vede l’addio di Bolander e Felton. Rimandato. (6/10)

Reality
Ink Master. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8.
1. Esperimento nato dopo aver visto il promo su Dmax. Mi ha conquistato un mondo con il quale non ho mai avuto a che fare ma che apprezzo come forma d’arte. La gara è un po’ fanfarona, i risultati un po’ discuibili ma l’intrattenimento c’è. (6/10)
2. No va beh, spunta il tizio delle aste che diventa idolo subito. Pazza l’idea di farsi tatuare la testa e, tra tatuaggi veramente schifosi, se ne va il tizio che semplicemente non ce la fa a farli e non ce la fa a farli in tempo. Mi sto esaltando. (7/10)
3. Non mi ha entusiasmato. Partito bene con la prova migliore di debutto (tettone nude), le ombre e la poca attenzione ai tatuaggi fanno calare l’interesse. Il nano incredibilmente si salva, se ne fa Al Polemico. Scarsissimo. (6/10)
4. Con qualche concorrente in meno c’è più possibilità di vedere gli artisti all’opera e di criticare i tatuaggi. Doppia sessione e idolo Billy che si becca due volte lo stesso concorrente. Bellissimo lavoro di Lea e se ne va la bionda piagnona dopo aver creato una schifezza. (7/10)
5. Bella la prova flash con il dipinto delle protesi. Carina ma non di più la prova del tattoo classico americano: i design fanno quasi tutti cacare ma Lea si salva e questo è un bene. (7/10)
6. Nooo, Lea noooo. Tutti tosti quelli che rimangono e da manicomio la prova flash. Belle le proporzioni delle pin-up, con degli errori davvero imbarazzanti. Erano più terribili i due piedi destri però. (6/10)
7. Se ne va un tizio bravo dopo l’ennesima prestazione non all’altezza. La prova flash è carina m dimostra una certa assurdità di giudizio, così come nel finale. I giudici stanno perdendo qualche colpo, ma sale l’hype per il finale. (6/10)
8. Bel finale davvero. Due sessioni di tatuaggio con libertà espressiva. Tizio uno perde la possibilità di vittoria rimanendo fermo nella sua comfort zone. Gli altri due sfigheggiano andando incontro ai propri precedenti errori e sfornando capolavori. La vittoria finale è accettabile. (8/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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