Settimana 162: 15/07 – 21/07

Serie TV
Archer. Stagione 4. Episodi 10, 11, 12, 13.
10. Straordinario Kazak. Episodio talmente geniale e dai possibili sviluppi entusiasmanti (Pam field agent? Subito, grazie) che piango arcobaleni. Qualche personaggio è tagliato fuori, ma non si sente la mancanza di nessuno. (9/10)
11. Altro eccellente episodio. Le parti in italiano, il papa e la scarsa morale alzano il livello di gradimento e permettono anche a Pam di esprimersi al meglio. Peccato solo per l’assenza di Kazak. (9/10)
12. Episodio folle ma non così folle. Bene l’inserimento del fratello di Cheryl e bene il colpo di scena che sconvolge il plot. Come sempre il premio personaggio idolo lo vince Pam, vittima di un attacco allergico che la rende meravigliosa. (8/10)
13. Ottimo finale di stagione, anche se la bega del terrorista è risolta un po’ alla cazzo di cane. La rivelazione di Lana incinta (prevedibilissima) rimane una nota di merito che apre nuovi scenari, ma è il finale dalla punta drammatica che stupisce. La quinta stagione potrà ancora fare faville. Handicappatura di Ray quotata niente alla Snai. (9/10)
Under The Dome. Stagione 1. Episodio 4.
4. Niente da fare, continua a far pena: le storyline funzionano in maniera banalissima, i dialoghi sono ovvi e le situazioni si creano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per colpi di fortuna e/o incontri casuali. Nella schifezza però, il finale dà speranza per un cambiamento: il pazzo scalmanato cambia posizione e forse la smette di rompere i coglioni. (5/10)
The Middle. Stagione 2. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13.
1. Finalmente ho il tempo di riprendere in mano questa perla. Solito plot (Frankie che cerca di cambiare la famiglia e non ci riesce). Viva Sue con la sua felpa. (8/10)
2. La gara di Sue ha avuto l’esito più scontato di sempre, ma il suo ottimismo ha contagiato anche me. Geniale Brick con le foglie e il finale strappacuore. (8/10)
3. Brick vs le bugie (continuity). La semplicità di un plot semplice sviscerato con una gradevolezza e raffinatezza notevoli. Bene Sue con la sua cotta e i suoi viaggi mentali. (8/10)
4. Restituite subito a Brick il kit di magia e fategli fare uno spettacolo immediatamente. Sue straordinaria nel prendere l’ennesima mazzata e la prova di Axl, seppur prevedibile, esalta. Miglior episodio della stagione. (9/10)
5. Carina l’idea di inserire lo studente straniero all’interno della famiglia, al massimo del delirio. Funziona discretamente bene, ma la famiglia al completo instaura dinamiche non facilissime da gestire. (7/10)
6. Hype a mille per l’episodio di Halloween e vittoria della relazione Frankie-Mike. Brick col suo costume è troppo forzato, ma per fortuna spunta dal nulla il REVERENDO TIMTOM che mi fa vomitare cuori. (8/10)
7. No va beh: la storia della nascita di Brick è FO-TO-NI-CA, null’altro da aggiungere. Divertente anche la storyline di Axl, terra terra e convincente. (10/10)
8. Ecco il rimescolamento di carte: vengono fatte interagire nuove coppie (Sue e Mike) e il risultato è esplosivo, in grado di portare all’interno del racconto una ventata d’aria fresca. Poi ci sono Brick in casa da solo e Axl che si vuol far crescere la barba. Ciao. (9/10)
9. Deheheh, come al solito spunta la famiglia di Mike e l’aspetto comico si impenna. Bellissimo il finale, bellissima Sue, bellissimo Bob e bellissimo Axl. Cosa volere di più? (9/10)
10. Episodio di Natale in linea con l’andazzo generale. L’avvento del parentame aumenta le crisi interne e su tutti svetta la figura di Mike. Esito puccioso, anche se la sfuriata di Frankie rischia di rovinare tutto. (9/10)
11. Idea geniale il mettere i ragazzi in crisi, ma il tutto sembra leggermente forzato. Bene Axl che nuota nel proprio brodo, bene Brick alle prese con l’internet e un po’ meh tutto il resto. Soprattutto per il ritorno alle origini. (7/10)
12. Il bimbo di Axl è forzatissimo, così come i doppi lavori per recuperare i duecento dollari persi per sbaglio. Da approfondire invece l’accoppiata Sue-Brick, dal potenziale esplosivo. (6/10)
13. Carina, soprattutto per il ritorno di Brad e la scampagnata di Frankie col capo. Il discorso sul Super Bowl era prevedibile, ma la chicca sui font mi ha definitivamente steso. (8/10)
Homicide: Life On The Street. Stagione 1. Episodi 1.
1. Già i personaggi sono amabili e la presentazione è abbastanza precisa e nitia pur mettendo in scena una grossa quantità di nomi e personaggi. Sembra che sia un procedurale abbastanza variegato, stupito da un Andre Braugher giovanissimo (e bravissimo). (8/10)
Homeland. Stagione 2. Episodi 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
3. Ma cos’è? Cinquanta minuti per fare arrivare il video da Saul a Carrie. Il resto è una scampagnata di Brody che si muove tra mille sfighe create a puntino e una Jess che tiene un discorso del quale fottesega. Noia a palate. (5/10)
4. Episodio che trasuda LANNOIA per gran parte del minutaggio, utilizzato solo per rimettere Carrie in gioco ed inserire un nuovo personaggio (troppo macchiettistico). Brody sembra alla deriva anche nella scrittura. Tutto viene risollevato dal finale, che si permette di cambiare per l’ennesima volta, e senza pensarci su, le carte in tavola. (8/10)
5. Tanta carne al fuoco, su tutto risaltano le prestazioni della Danes e di Lewis. L’interrogatorio è magistrale ma l’esito scontato abbassa l’impatto emotivo dell’episodio. L’incidente di Dana muove la sua trama teen, ma la casualità e l’occorrenza accentuano ulteriormente la poca credibilità di queste scene. (8/10)
6. Episodio intenso. Brody inizia a collaborare, pur restando ancora in dubbio sulla sua posizione: l’aspetto in sé è positivo, si torna alla paranoia, ma l’impatto emotivo è minore. L’agguato è un colpo di scena bello grosso, anche se muoiono tutti tranne uno (guarda un po’). Bene Dana, anche se fuori contesto. (7/10)
7. Cheppalle. Altro fillerone? Tutta la tiritera politica ha già stancato, così come la questione dell’incidente e degli impatti che può avere sulla questione terroristica. Amo Saul, ma anche il suo screentime è TROOOPPO lungo. Dove andiamo a parare? Ah sì, i due limonano nel bosco. (5/10)
8. Bene il finale, decisamente bene la fuga in elicottero. Male il colpo di scena con Abu Nariz: al di là della inverosimilità, la tensione è alta. Il resto è una gran fuffa, con la storia di Dana che la fa da padrona e serve ad avere risvolti solo ed esclusivamente sul triangolo Jess-Brody-Pesce lesso. (7/10)
9. Ecco il ritorno, dopo troppo tempo ad un episodio decente. Il ritorno di Brody dopo il contatto con Abu Nazir torna a mettere in scena la paranoia che ha caratterizzato la serie durante la prima stagione. L’operazione anti attentato mette ansia, così come il ruolo di Quinn, furbescamente ambiguo. (8/10)
10. L’episodio ha i soliti alti e bassi: la sfiga di Carrie è inenarrabile ma tutta la sua prigionia mette ansia solo fino ad un certo punto. Bene Nazir che la libera e Brody sembra troppo forzato sia nella scrittura che nella recitazione. Buon ritmo complessivo. (8/10)

Musica
Speedy Ortiz – Major Arcana (2013)
Mah, non è che mi abbia detto più di tanto. Genere rumoroso, poco orecchiabile che entra in circolo dopo troppi ascolti per poi restare dimenticabile.
Run The Jewels – Run The Jewels (2013)
Niente di memorabile, anche se le basi sono decisamente gradevoli grazie alla loro vena “oscura”. Dico troppo corto per stancare, troppo corto per appassionare. Qualche collaborazione e qualche pezzo degno di nota.
Kanye West – Yeezus (2013)
I dischi li sa fare, senza ombra di dubbio. Nella sua brevità sfrutta basi solidissime e le millemila collaborazioni alzano l’impatto sonoro. Buona anche la sperimentazione musicale, con innesti mai troppo forzati.

Alla prossima settimana,
Boss.

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