Settimana 161: 08/07 – 14/07

Serie TV
Archer. Stagione 4. Episodi 6, 7, 8, 9.
6. Gne, niente di esaltante anche in questo caso. Da salvare Archer avvelenato e il siparietto di Cyril con il capo tribù perché il resto vede una serie di personaggi sotto-tono. (6/10)
7. Non ho mai visto Gordon Ramsey o chi per lui ma ho comunque apprezzato tantissimo la presa per il culo dei suoi show. Geniale anche Malory e il suo tentativo di prenotare un tavolo, così come voglio degli approfondimenti sulla vita di Pam. Bel finale anche se ci sono ancora loro. (9/10)
8. Mhh, buona la trama col colpo di scena finale e interessante lo sviluppo del racconto, ma niente di entusiasmante dal punto di vista della commedia. Gli immigrati forse si potevano gestire meglio. (7/10)
9. Miglior episodio della stagione a mani basse. Geniale la trovata del finto matrimonio per riavvicinare Archer e Lana, malino la figura di Cyril troppo ridondante. Un plauso alla coppia Pam – Cheryl, in forma come non mai. (9/10)
Under The Dome. Stagione 1. Episodio 3.
3. Non mi aspettavo da un momento all’altro un episodio così schifoso. Banalità, luoghi comuni, scelte dozzinali, caratterizzazioni schifose e c’è pure il bullo. Il mistero non fa un passo avanti, imbarazzante. (3/10)
Defiance. Stagione 1. Episodio 12.
12. Mah finale che ha davvero poco da dire. La vittoria di Tarr era scontatissima e i colpi di scena sono scandalosi: quella c’ha i medaglioni nella schiena e li attiva per buttandosi da un burrone per resuscitare il protagonista? Mah. Mia Kirshner se bona, ma il resto no. (5/10)
Family Tree. Stagione 1. Episodi 6, 7, 8.
6. Carina tutta la messinscena e carino soprattutto lo sviluppo dell’albero genealogico. È una serie decisamente atipica, ma carina, leggera e simpatica. Il viaggio in Usa ha contribuito a dare nuovi sbocchi alla storia che rischiava di diventare stantìa. (7/10)
7. Continua il viaggio negli Usa e l’arrivo della sorella con Paul aiuta la serie a tornare sui ritmi pre-partenza. Ci si diverte ancora e la svagonata indiana allarga gli orizzonti. (7/10)
8. Si chiude conservando lo stesso mood questa serie davvero particolare. Raffinata, delicata, con un tema di base originale e con un buon cast. La ricerca della scimmia è ben gestita, così come il finale, aperto ma senza strafare. Ha il potenziale per diventare qualcosa di importante. (7/10)
Homeland. Stagione 1. Episodi 8, 9, 10, 11, 12. Stagione 2. Episodi 1, 2.
8. Non so davvero cosa pensare: in sé l’episodio non è niente di eccelso, la trama si muove su territori nuovi dopo il cambio di rotta e approfondisce la vita di Saul, ma le scene d’azione e la trama complessiva vanno per la loro strada. Il ritorno di Tom è forzato ma funziona. Ultimi due minuti da urlo, ancora paranoia. (8/10)
9. Dal punto di vista della sparatoria e di Tom Walker l’interesse è bassissimo. Dal punto di vista di Brody l’episodio è da urlo. Si vede con Abu Nazir e si conosce una buona fetta della nascita del suo rapporto con lui. Il dramma di Issa è una perla, un po’ forzata ma una perla. (8/10)
10. Beh, questo colpazzo di scena che apre nuovi scenari (o riapre quelli vecchi) di tradimenti e cospirazioni. La svolta politica non mi entusiasma, ma aiuta ulteriormente ad approfondire le dinamiche personali e familiari. Tanta carne al fuoco. (9/10)
11. Non c’è niente da fare: Homeland mi fa sentire bipolare. Darei dei quattro come dei dieci, colpa di un’ambiguità tirata avanti davvero troppo a lungo. Alle volte le situazioni sono intricate talmente tanto che il sospetto di non avere sotto gli occhi la visione completa del disegno rovina la visione. In questo caso l’episodio gira attorno a Claire Danes, maestosa nella propria pazzia. Finale da urlo, il colpo di scena alza l’asticella. Questa volta bravi. (10/10)
12. Finale che alterna decisioni criminali a figate pazzesche. Ogni singola scelta intelligente e sensata è accompagnata da una scelta altrettanto stupida e forzata. Fare l’elenco sarebbe lungo (bottone-telefono, Tom-Nazir, elettroshock-Issa…) quindi mi concentro nell’elogiare la bravura di Lewis, della Danes e della figlia di Brody. Viva il mio amore nei confronti di Carrie, uno dei personaggi che ha preso più pesci in faccia della storia televisiva universale. (8/10)
1. La bipolarità di Homeland. In soldoni lo scopo dell’episodio è rimettere in gioco Carrie con un pretesto forzato: missione compiuta e il suo sorriso è straordinario. Malino il fronte Brody, con la tizia nuova che sbrodola tutto senza mistero e fa rubare un codice in maniera fantozziana. Straodinaria la figlia e una bomba la rivelazione della mussulmanità. (7/10)
2. Mah, il bello di Homeland era la paranoia causata dalla sfuggente posizione di Brody. L’episodio in sé è ben gestito, con un’ottima costruzione di situazioni cardiopalma, ma con un Brody davvero troppo, troppo esposto e schierato. Sembra aver perso di mordente, l’unico pilasto sono Carrie e Saul. (8/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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