Archivio per luglio 2013

Settimana 163: 22/07 – 28/07

Serie TV
Under The Dome. Stagione 1. Episodio 5.
5. Quando Big Jim stenta a liberare la bionda sono partiti i bestemmioni: che sia scemo come il figlio? Bene solo ed esclusivamente il clima da situazione pre-post apocalittica, la desolazione dopo l’innocuo missile e la morte del reverendo scemo. Banale il resto, come al solito. (5/10)
The Middle. Stagione 2. Episodi 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24. Stagione 3. Episodi 1, 2, 3, 4.
14. Brick rubacuori. Il piano per la conquista dell’amata è rovinato da un Mike fuori constesto ma spassoso. La cotta di Axl era esagerata e il piano di Sue geniale e dal potenziale esplosivo. (8/10)
15. Sarebbe stato un episodio epico se non fosse per il debole collante che tiene insieme le geniali storyline di Axl e Brick. Sue trascende la comicità televisiva con un monologo da Emmy subito. (8/10)
16. Si sapeva che il viaggio a New York non sarebbe andato a buon fine. Lo svolgimento è un po’ stopposo, ma il finale da mille cuori e le risalte portano a casa il risultato. (7/10)
17. Non mi ha entusiasmato anche perché i deliri di Frankie sono pesanti quando esagerati. Bene Brick, poca Sue e Axl che sta crescendo, anche se la sua scocciatura di fondo resta un cardine stellare. (7/10)
18. Inizio geniale, famiglia al completo e al massimo del delirio: apice della stagione a mani basse. Si ride forte e si intravede anche una spruzzatina di continuity. Perfetto. (10/10)
19. Sue che vince un trofeo e poi si scopre che l’han vinto tutteahahah. Bello il rapporto tra Axl e Mike, con un finale gradevole anche se furbetto. Bene i vicini scapestrati. (8/10)
20. Oh, Sue. Il tuo ennesimo tentativo di fare qualcosa mi ha steso, soprattutto nel tuo rapporto con Brick. Malino Frankie, troppo nevrotica e fissata con una cosa partita all’improvviso. Impalpabili gli altri. (7/10)
21. Ci si aspettava qualcosina di più dalla festa della mamma, soprattutto dal punto di vista comico. Il risultato resta potente dal punto di vista della genialità: stravolgere tutto e portare a casa la pagnotta. Malino l’inserimento del bambino in più. (8/10)
22. Deheheh. Interessante il dramma di Axl e sempre ammirevole l’entusiasmo di Sue ma, per l’ennesima volta, è il reverendo Timtom ad illuminare la scena con la sua saggezza. Vorrei averlo conosciuto io. (8/10)
23. No dai però Sue in bikini potevano farcela vedere!! Benissimo Brick con la storia del ponte ma il mattatore è come al solito Axl e la sua infinita superficialità (fare il bagnino per quei motivi lì è ok, tieni duro). (8/10)
24. Finale gradevolissimo. Tutto si riduce all’ultimo minuto, in pieno stile Brick. Sue spopola, ma ottiene un ottimo risultato per la gioia di tutti. Niente a che fare con la prima stagione, ma si ride bene. (8/10)
1-2. Ottimo inizio di stagione, anche se i litigi estremizzati e il finale prevedibilissimo distruggono le aspettative. Epica la partita a monopoli così come sono carini i flashback sulle nozze. Un voto di incoraggiamento. (8/10)
3. Servirebbero speciali da un’ora per l’epopea di Sue a scuola. Axl è tremendo, ma il finale è pucciosissimo. Frankie inizia a dare segni di follia, ma come pilastro regge bene le varie sotto generali. (8/10)
4. Ancora crisi per Frankie che questa volta scappa. Il resto della famiglia interagisce bene, ma al di là delle genialate il livello comico non è altissimo. Sue tra un po’ esplode. (7/10)
Homicide: Life On The Street. Stagione 1. Episodi 2, 3, 4, 5, 6.
2. Sono rimasto contentissimo. Gli omicidi si riducono, le coppie vengono approfondite e fiorisce Bayliss, quello che sembra essere il vero protagonista. Non male alcuni dialoghi, speppur secchi negli intenti. Viva Giardello. (9/10)
3. Iniziamo ad entrare nella continuity della serie? La vecchia assassina è un’idola, il rapporto tra il Rookie e Pembleton cresce bene mentre Crosetti deve aver a che fare con un collega in fin di vita. Buoni momenti di riflessione, il giovane un filo forzato nel ruolo. (7/10)
4. Molto gradevole. Concluso il caso del poliziotto, risolta la reticenza del vecchio e passi avanti di Bayliss con Pembleton. Buoni confronti, buoni dialoghi, bello spaccato finale. Andre Braugher spicca in bravura. (8/10)
5. Cos’ho appena visto? Un interrogatorio di 40 minuti con tre uomini in una stanza. Bravi tutti: l’attenzione non cala MAI, gli argomenti non si banalizzano MAI e il finale è un colpo di scena di per sé. Capolavoro a tutto tondo, Braugher un FARO. (10/10)
6. Dopo il capolavoro, piccolo momento di assestamento, con l’approfondimento caratteriale di alcuni personaggi lasciati in ombra. Esplode la coralità e oramai l’affezione per i personaggi è al massimo livello. Il figlio è un po’ esagerato. (7/10)
Homeland. Stagione 2. Episodi 11, 12.
11. E adesso? L’unica speranza è che ci sia un piano più grande in sottofondo, altrimenti le morti del vicepresidente e di Abu Nazir aprono la strada alla futura nnnoia. Un applauso all’interrogatorio di Roya e un sigh sob per l’ennesima prova di Carrie la pazza. Il personaggio più maltrattato del mondo. (7/10)
12. Inizio stentato e la sensazione del “non è tutto finito” si manifesta con una potenza esplosiva. Bomba inaspettata ma utile a sbarazzarsi di un po’ di gente e dare una nuova svolta alla storia. L’hype dei primi episodi è passato da tempo, ora resta da vedere cosa saranno in grado di inventarsi. Buon finale. (8/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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Settimana 162: 15/07 – 21/07

Serie TV
Archer. Stagione 4. Episodi 10, 11, 12, 13.
10. Straordinario Kazak. Episodio talmente geniale e dai possibili sviluppi entusiasmanti (Pam field agent? Subito, grazie) che piango arcobaleni. Qualche personaggio è tagliato fuori, ma non si sente la mancanza di nessuno. (9/10)
11. Altro eccellente episodio. Le parti in italiano, il papa e la scarsa morale alzano il livello di gradimento e permettono anche a Pam di esprimersi al meglio. Peccato solo per l’assenza di Kazak. (9/10)
12. Episodio folle ma non così folle. Bene l’inserimento del fratello di Cheryl e bene il colpo di scena che sconvolge il plot. Come sempre il premio personaggio idolo lo vince Pam, vittima di un attacco allergico che la rende meravigliosa. (8/10)
13. Ottimo finale di stagione, anche se la bega del terrorista è risolta un po’ alla cazzo di cane. La rivelazione di Lana incinta (prevedibilissima) rimane una nota di merito che apre nuovi scenari, ma è il finale dalla punta drammatica che stupisce. La quinta stagione potrà ancora fare faville. Handicappatura di Ray quotata niente alla Snai. (9/10)
Under The Dome. Stagione 1. Episodio 4.
4. Niente da fare, continua a far pena: le storyline funzionano in maniera banalissima, i dialoghi sono ovvi e le situazioni si creano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per colpi di fortuna e/o incontri casuali. Nella schifezza però, il finale dà speranza per un cambiamento: il pazzo scalmanato cambia posizione e forse la smette di rompere i coglioni. (5/10)
The Middle. Stagione 2. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13.
1. Finalmente ho il tempo di riprendere in mano questa perla. Solito plot (Frankie che cerca di cambiare la famiglia e non ci riesce). Viva Sue con la sua felpa. (8/10)
2. La gara di Sue ha avuto l’esito più scontato di sempre, ma il suo ottimismo ha contagiato anche me. Geniale Brick con le foglie e il finale strappacuore. (8/10)
3. Brick vs le bugie (continuity). La semplicità di un plot semplice sviscerato con una gradevolezza e raffinatezza notevoli. Bene Sue con la sua cotta e i suoi viaggi mentali. (8/10)
4. Restituite subito a Brick il kit di magia e fategli fare uno spettacolo immediatamente. Sue straordinaria nel prendere l’ennesima mazzata e la prova di Axl, seppur prevedibile, esalta. Miglior episodio della stagione. (9/10)
5. Carina l’idea di inserire lo studente straniero all’interno della famiglia, al massimo del delirio. Funziona discretamente bene, ma la famiglia al completo instaura dinamiche non facilissime da gestire. (7/10)
6. Hype a mille per l’episodio di Halloween e vittoria della relazione Frankie-Mike. Brick col suo costume è troppo forzato, ma per fortuna spunta dal nulla il REVERENDO TIMTOM che mi fa vomitare cuori. (8/10)
7. No va beh: la storia della nascita di Brick è FO-TO-NI-CA, null’altro da aggiungere. Divertente anche la storyline di Axl, terra terra e convincente. (10/10)
8. Ecco il rimescolamento di carte: vengono fatte interagire nuove coppie (Sue e Mike) e il risultato è esplosivo, in grado di portare all’interno del racconto una ventata d’aria fresca. Poi ci sono Brick in casa da solo e Axl che si vuol far crescere la barba. Ciao. (9/10)
9. Deheheh, come al solito spunta la famiglia di Mike e l’aspetto comico si impenna. Bellissimo il finale, bellissima Sue, bellissimo Bob e bellissimo Axl. Cosa volere di più? (9/10)
10. Episodio di Natale in linea con l’andazzo generale. L’avvento del parentame aumenta le crisi interne e su tutti svetta la figura di Mike. Esito puccioso, anche se la sfuriata di Frankie rischia di rovinare tutto. (9/10)
11. Idea geniale il mettere i ragazzi in crisi, ma il tutto sembra leggermente forzato. Bene Axl che nuota nel proprio brodo, bene Brick alle prese con l’internet e un po’ meh tutto il resto. Soprattutto per il ritorno alle origini. (7/10)
12. Il bimbo di Axl è forzatissimo, così come i doppi lavori per recuperare i duecento dollari persi per sbaglio. Da approfondire invece l’accoppiata Sue-Brick, dal potenziale esplosivo. (6/10)
13. Carina, soprattutto per il ritorno di Brad e la scampagnata di Frankie col capo. Il discorso sul Super Bowl era prevedibile, ma la chicca sui font mi ha definitivamente steso. (8/10)
Homicide: Life On The Street. Stagione 1. Episodi 1.
1. Già i personaggi sono amabili e la presentazione è abbastanza precisa e nitia pur mettendo in scena una grossa quantità di nomi e personaggi. Sembra che sia un procedurale abbastanza variegato, stupito da un Andre Braugher giovanissimo (e bravissimo). (8/10)
Homeland. Stagione 2. Episodi 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
3. Ma cos’è? Cinquanta minuti per fare arrivare il video da Saul a Carrie. Il resto è una scampagnata di Brody che si muove tra mille sfighe create a puntino e una Jess che tiene un discorso del quale fottesega. Noia a palate. (5/10)
4. Episodio che trasuda LANNOIA per gran parte del minutaggio, utilizzato solo per rimettere Carrie in gioco ed inserire un nuovo personaggio (troppo macchiettistico). Brody sembra alla deriva anche nella scrittura. Tutto viene risollevato dal finale, che si permette di cambiare per l’ennesima volta, e senza pensarci su, le carte in tavola. (8/10)
5. Tanta carne al fuoco, su tutto risaltano le prestazioni della Danes e di Lewis. L’interrogatorio è magistrale ma l’esito scontato abbassa l’impatto emotivo dell’episodio. L’incidente di Dana muove la sua trama teen, ma la casualità e l’occorrenza accentuano ulteriormente la poca credibilità di queste scene. (8/10)
6. Episodio intenso. Brody inizia a collaborare, pur restando ancora in dubbio sulla sua posizione: l’aspetto in sé è positivo, si torna alla paranoia, ma l’impatto emotivo è minore. L’agguato è un colpo di scena bello grosso, anche se muoiono tutti tranne uno (guarda un po’). Bene Dana, anche se fuori contesto. (7/10)
7. Cheppalle. Altro fillerone? Tutta la tiritera politica ha già stancato, così come la questione dell’incidente e degli impatti che può avere sulla questione terroristica. Amo Saul, ma anche il suo screentime è TROOOPPO lungo. Dove andiamo a parare? Ah sì, i due limonano nel bosco. (5/10)
8. Bene il finale, decisamente bene la fuga in elicottero. Male il colpo di scena con Abu Nariz: al di là della inverosimilità, la tensione è alta. Il resto è una gran fuffa, con la storia di Dana che la fa da padrona e serve ad avere risvolti solo ed esclusivamente sul triangolo Jess-Brody-Pesce lesso. (7/10)
9. Ecco il ritorno, dopo troppo tempo ad un episodio decente. Il ritorno di Brody dopo il contatto con Abu Nazir torna a mettere in scena la paranoia che ha caratterizzato la serie durante la prima stagione. L’operazione anti attentato mette ansia, così come il ruolo di Quinn, furbescamente ambiguo. (8/10)
10. L’episodio ha i soliti alti e bassi: la sfiga di Carrie è inenarrabile ma tutta la sua prigionia mette ansia solo fino ad un certo punto. Bene Nazir che la libera e Brody sembra troppo forzato sia nella scrittura che nella recitazione. Buon ritmo complessivo. (8/10)

Musica
Speedy Ortiz – Major Arcana (2013)
Mah, non è che mi abbia detto più di tanto. Genere rumoroso, poco orecchiabile che entra in circolo dopo troppi ascolti per poi restare dimenticabile.
Run The Jewels – Run The Jewels (2013)
Niente di memorabile, anche se le basi sono decisamente gradevoli grazie alla loro vena “oscura”. Dico troppo corto per stancare, troppo corto per appassionare. Qualche collaborazione e qualche pezzo degno di nota.
Kanye West – Yeezus (2013)
I dischi li sa fare, senza ombra di dubbio. Nella sua brevità sfrutta basi solidissime e le millemila collaborazioni alzano l’impatto sonoro. Buona anche la sperimentazione musicale, con innesti mai troppo forzati.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 161: 08/07 – 14/07

Serie TV
Archer. Stagione 4. Episodi 6, 7, 8, 9.
6. Gne, niente di esaltante anche in questo caso. Da salvare Archer avvelenato e il siparietto di Cyril con il capo tribù perché il resto vede una serie di personaggi sotto-tono. (6/10)
7. Non ho mai visto Gordon Ramsey o chi per lui ma ho comunque apprezzato tantissimo la presa per il culo dei suoi show. Geniale anche Malory e il suo tentativo di prenotare un tavolo, così come voglio degli approfondimenti sulla vita di Pam. Bel finale anche se ci sono ancora loro. (9/10)
8. Mhh, buona la trama col colpo di scena finale e interessante lo sviluppo del racconto, ma niente di entusiasmante dal punto di vista della commedia. Gli immigrati forse si potevano gestire meglio. (7/10)
9. Miglior episodio della stagione a mani basse. Geniale la trovata del finto matrimonio per riavvicinare Archer e Lana, malino la figura di Cyril troppo ridondante. Un plauso alla coppia Pam – Cheryl, in forma come non mai. (9/10)
Under The Dome. Stagione 1. Episodio 3.
3. Non mi aspettavo da un momento all’altro un episodio così schifoso. Banalità, luoghi comuni, scelte dozzinali, caratterizzazioni schifose e c’è pure il bullo. Il mistero non fa un passo avanti, imbarazzante. (3/10)
Defiance. Stagione 1. Episodio 12.
12. Mah finale che ha davvero poco da dire. La vittoria di Tarr era scontatissima e i colpi di scena sono scandalosi: quella c’ha i medaglioni nella schiena e li attiva per buttandosi da un burrone per resuscitare il protagonista? Mah. Mia Kirshner se bona, ma il resto no. (5/10)
Family Tree. Stagione 1. Episodi 6, 7, 8.
6. Carina tutta la messinscena e carino soprattutto lo sviluppo dell’albero genealogico. È una serie decisamente atipica, ma carina, leggera e simpatica. Il viaggio in Usa ha contribuito a dare nuovi sbocchi alla storia che rischiava di diventare stantìa. (7/10)
7. Continua il viaggio negli Usa e l’arrivo della sorella con Paul aiuta la serie a tornare sui ritmi pre-partenza. Ci si diverte ancora e la svagonata indiana allarga gli orizzonti. (7/10)
8. Si chiude conservando lo stesso mood questa serie davvero particolare. Raffinata, delicata, con un tema di base originale e con un buon cast. La ricerca della scimmia è ben gestita, così come il finale, aperto ma senza strafare. Ha il potenziale per diventare qualcosa di importante. (7/10)
Homeland. Stagione 1. Episodi 8, 9, 10, 11, 12. Stagione 2. Episodi 1, 2.
8. Non so davvero cosa pensare: in sé l’episodio non è niente di eccelso, la trama si muove su territori nuovi dopo il cambio di rotta e approfondisce la vita di Saul, ma le scene d’azione e la trama complessiva vanno per la loro strada. Il ritorno di Tom è forzato ma funziona. Ultimi due minuti da urlo, ancora paranoia. (8/10)
9. Dal punto di vista della sparatoria e di Tom Walker l’interesse è bassissimo. Dal punto di vista di Brody l’episodio è da urlo. Si vede con Abu Nazir e si conosce una buona fetta della nascita del suo rapporto con lui. Il dramma di Issa è una perla, un po’ forzata ma una perla. (8/10)
10. Beh, questo colpazzo di scena che apre nuovi scenari (o riapre quelli vecchi) di tradimenti e cospirazioni. La svolta politica non mi entusiasma, ma aiuta ulteriormente ad approfondire le dinamiche personali e familiari. Tanta carne al fuoco. (9/10)
11. Non c’è niente da fare: Homeland mi fa sentire bipolare. Darei dei quattro come dei dieci, colpa di un’ambiguità tirata avanti davvero troppo a lungo. Alle volte le situazioni sono intricate talmente tanto che il sospetto di non avere sotto gli occhi la visione completa del disegno rovina la visione. In questo caso l’episodio gira attorno a Claire Danes, maestosa nella propria pazzia. Finale da urlo, il colpo di scena alza l’asticella. Questa volta bravi. (10/10)
12. Finale che alterna decisioni criminali a figate pazzesche. Ogni singola scelta intelligente e sensata è accompagnata da una scelta altrettanto stupida e forzata. Fare l’elenco sarebbe lungo (bottone-telefono, Tom-Nazir, elettroshock-Issa…) quindi mi concentro nell’elogiare la bravura di Lewis, della Danes e della figlia di Brody. Viva il mio amore nei confronti di Carrie, uno dei personaggi che ha preso più pesci in faccia della storia televisiva universale. (8/10)
1. La bipolarità di Homeland. In soldoni lo scopo dell’episodio è rimettere in gioco Carrie con un pretesto forzato: missione compiuta e il suo sorriso è straordinario. Malino il fronte Brody, con la tizia nuova che sbrodola tutto senza mistero e fa rubare un codice in maniera fantozziana. Straodinaria la figlia e una bomba la rivelazione della mussulmanità. (7/10)
2. Mah, il bello di Homeland era la paranoia causata dalla sfuggente posizione di Brody. L’episodio in sé è ben gestito, con un’ottima costruzione di situazioni cardiopalma, ma con un Brody davvero troppo, troppo esposto e schierato. Sembra aver perso di mordente, l’unico pilasto sono Carrie e Saul. (8/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 160: 01/07 – 07/07

Serie TV
The Fall. Serie 1. Episodio 1, 2, 3, 4, 5.
1. Indubbiamente un pilot di poliziesco potentissimo. Finale agghiacciante, costruito con grande maestria durante tutto l’epiosodio di introduzione. Non vola un filo di musica rendendo tutto inquietante. Niente di innovativo, ma di una particolarità interessante. (9/10)
2. Altro episodio solidissimo. Il ritrovamento del cadavere è tremendo così come la morte dello scopamico, arrivata all’improvviso e utile a dare interesse anche all’altro arco narrativo. Stella Gibson sembra la classica poliziotta tutta d’un pezzo ed è l’unica cosa che mi fa storcere il naso. Cuori per la Panjabi. (8/10)
3. Mhh, sembra che il killer inizi a preparare un altro omicidio, nel frattempo l’indagine va avanti con i metodi e i toni originali della serie. Niente di particolare da segnalare se non la bravura della Anderson e l’ottima scrittura. Anche il comparto registico e di fotografia regge bene, alle volte colmando situazioni “vuote”. (7/10)
4. Non è male, ma il complicarsi del modus operandi degli omicidi non mi ha convinto, avendolo trovato troppo forzato. Peccato perché la narrazione funziona come sempre, soprattutto quando trova e sviscera i parallelismi tra immagini. (7/10)
5. Finale bello intenso, ma da uscire fuori e uccidere qualcuno. Così aperto che più aperto non si può, le implicazioni familiari del killer, seppur bene interpretate, fanno urlare al FOTTESEGA. Il bel caso seriale forse raggiungerà il completamento con la prossima serie e nel complesso risuterà intensa, ma per ora è un grosso punto interrogativo. (7/10)
Archer. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3, 4, 5.
1. Mhh. Sembra abbiano preso gusto nel mettere in scena la premiere con un Archer a mezzo servizio. Ritroviamo però tutte le malattie mentali dei personaggi e una Lana nuda, cosa volere di più? Ah sì, un Barry al centro dell’attenzione. C’è anche quello. (7/10)
2. Missione non esaltante, anche se l’accoppiata Cyril-Lana non si vedeva da un po’. La storia dell’amico gay dopo un po’ stanca, di notevole resta solo la sua morte e la riunione all’inzio. (7/10)
3. Puntata geniale e finalmente Ray torna ad avere l’uso delle gambe. La follia dilaga, ma è Cheryl ad avere il potere in mano quando sfoggia le sue pulsioni sessuali. Ancora non siamo ai vertici, ma così va bene. (8/10)
4. Viene approfondito il nuovo marito della madre e grazie a questo diventa più gradevole. Episodio divertente soprattutto per via dei freak violentatori, il resto scorre in sordina. (7/10)
5. Ancora Katya, ancora Barry e ancora divertimento. Benissimo il colpo di scena finale, bene anche lo sviluppo. Peccato solo per l’aver accantonato il rapporto Archer – Pam. Lana sottotono. (7/10)
Under The Dome. Stagione 1. Episodi 1, 2.
1. Tipico pilot baraccone. Vengono introdotti i personaggi alla svelta, viene calata la cupola (FIGATA) e la storyline si districa tra mille coincidenze e casualità. Ci si aspettava qualcosa di meglio, ma ripongo le mie speranze in Big Joe e nel pazzo furioso. (8/10)
2. Dai non è malaccio. I difetti del pilot sembrano persistere (tutti incontrano tutti al momento giusto), il mistero non fa passi avanti e il pazzo sclerotico sembra un pesce fuor d’acqua. Nel complesso nessuna grande stonatura, il prete fattone idolo subito. (7/10)
Defiance. Stagione 1. Episodio 11.
11. La lotta politica e i sotterfugi sono anche interessanti, non ci avrei scommesso nemmeno un euro. Peccato per la farcitura di sci-fi, con il medaglione che sembra servire a qualcosa, ma in maniera così sconclusionata che fa gridare al MACCOSA. Le pedine si sono mosse in vista del finale, ultima chance. (6/10)
Family Tree. Stagione 1. Episodio 1, 2, 3, 4, 5.
1. La prima cosa che salta all’occhio è la preoccupante sorella ventriloqua. Non male comunque i personaggi in un primo episodio che ancora fatica ad inquadrare la situazione. Non si ride ma si sorride e non è un male. (6/10)
2. Carino, molto carino. Continua la ricerca degli antenati e tra battute divertenti, personaggi particolari e storie buffe il tempo passa alla svelta. L’accento è ancora duro da masticare e la ventriloqua è sempre più inquietante. (8/10)
3. Continua l’indagine e tra vecchie lesbiche, vecchi pugili e un matrimonio greco in cui la ventriloqua ha tempo e modo di inquietare ancora, ci si diverte. Bene così. (7/10)
4. Gita in campagna carina, ma pur nella sua tranquillità inizia ad esserci un piccolo problema di nomi cose città. L’albero si sta allargando, ma sembra essere tutto confuso e anche quelle che potrebbero essere rivelazioni interessanti si perdono nella marmaglia… Benino. (6/10)
5. Il viaggio in America si rivela forse il miglior episodio della stagione. Accento familiare, altri personaggi folli e spazio anche alla vena comica. Forse si è rivelata fondamentale l’assenza di Pete e della ventriloqua. (8/10)
Homeland. Stagione 1. Episodio 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.
1. Damien Lewis è uno dei miei idoli dai tempi di Life e in questo pilot offre una prestazione davvero intensa, assieme alla (ora capisco perché) CARRIE LA PAZZA. Trama convincente, episodio solidissimo, buon cast e gradevole scrittura: siamo pronti. (8/10)
2. Di per sé niente di entusiasmante per cinquanta minuti, ma la scena finale è un esplosione di cervello. Lo spettatore è negli stessi panni di Carrie, non sa cosa pensare riguardo il flippaggio di Brody. Questa sensazione di incertezza oltre che creare dipendenza, genera un certo velo di ansia che trasforma tutto in un cocktail esplosivo. (8/10)
3. La morte della tizia mette un po’ di pepe in un episodio che si concentra sull’aspetto familiare delle vicende. I drammi tra madre e figlia, accompagnati dall’intervista, approfondiscono caratterizzazioni e rapporti tra i vari personaggi. Carrie continua a rigirarsi nel proprio brodo. (8/10)
4. Ok, la storia sembrano saperla costruire. Prosegue l’indagine sulla collana e Carrie la fa da padrona con le sue paranoie e la fine della sorveglianza. A casa Brody la situazione è un po’ troppo family-drama quindi non mi esalto. Da sturbo però l’incontro fuori dal circolo dei veterani: bravoni tutti e due. (7/10)
5. Episodio convincente, soprattutto dal punto di vista del presunto doppio giochismo di Brody, tornato alla ribalta dopo essere stato messo al centro dell’attenzione in una bella scena, quella dell’interrogatorio. Io continuo ad essere TeamCarrie e non TeamVicendeDomestiche. (8/10)
6. Ci siamo. A metà stagione arriva il primo episodio cazzuto. L’interrogatorio di Brody e la sua risposta alzano il livello di complottismo, arrivando ulteriormente a mascherare la terribile trombata tra i due nostri. Il resto è un contorno ben fatto, nulla più. (9/10)
7. Eccoci già al giro di boa. La gita in baracca della coppia del momento regala momenti stucchevoli e forzati, fino ad arrivare all’imprevedibile confronto diretto. Confronto che regge bene e che si incastra alla perfezione con l’altra storyline di Saul (dopo la confessione, ancora misteri e paranoia). In poche parole: bene il disegno generale, discutibilissima la scelta di Brody e Carrie. (9/10)

Alla prossima settimana,
Boss.


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