Archivio per giugno 2013

Settimana 158: 17/06 – 23/06

Serie TV
Mad Men. Stagione 6. Episodio 12.
12. Niente da fare: anche quando Mad Men non è in formissima, riesce a sfoderare episodi enormi. Ennesimo tassello in una storia fatta di così tanti elementi da impressionare, tutti analizzati alla perfezione grazie all’influenza di Don, in un baratro oramai senza fine. Fantastica Sally. (8/10)
The Americans. Stagione 1. Episodi 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13.
3. Purtroppo finale prevedibile, ma caso del giorno interessante e legato alla trama orizzontale. La serie è una bomba, ma stenta a decollare. Le questioni sentimentali di Elizabeth sono fuori luogo, ma l’interpretazione dell’attrice le fa passare sottotono. In crescita. (7/10)
4. A mani basse l’episodio migliore dopo il pilot. La Storia entra a far parte del racconto, facendosi sviscerare in maniera seria e intelligente. Il racconto riesce anche a generare la giusta dose di ansia, non male in una base spionistica. L’approfondimento sentimentale e caratteriale dei personaggi è la ciliegina sulla torta. (8/10)
5. Dramma: non ho capito perché hanno ammazzato Uchada. Altro solido e ben congengnato episodio, dove le figure di Elizabeth e Nina la fanno da padrone. Bello l’intrigo di spie e controspie, talpe e controtalpe e belle le scene d’azione. Il rapporto tra i finti coniugi cresce. Notevole la fotografia, in grado di esaltare i dettagli con sapienti giochi di immagini. (8/10)
6. Episodio davvero convincente dopo essere stata introdotta la talpa negli schemi della serie. Il rapimento e l’interrogatorio dei nostri sono il massimo, con Elizabeth molto convincente e pronta a far scattare problematiche personali. La puntata la porta a casa Stan, col piano macchiavellico (ma geniale) per mandare a casa il vecchio zozzo. (9/10)
7. Ottimo, ancora un ottimo episodio. La coppia si divide e vede Phillip avere a che fare col proprio passato. Una vecchia fiamma che va ad inficiare il rapporto con Elizabeh, che vive di luce propria anche da sola. Il caso del giorno è ottimo e ben strutturato. (8/10)
8. Altro eccellente episodio. Il caso del giorno è assurdo, ma riesce a tenere alta l’attenzione. Il vero risultato raggiunto è però l’approfondimento e lo sviluppo delle situazioni sentimentali, di come queste influiscano sulla battaglia delle spie e sullo sviluppo delle indagini. Hanno incastrato alla perfezione i due aspetti alla base della serie. Bravoni. (8/10)
9. Il livello si impenna! La bomba precedente scatena una serie di eventi, comandati dal caso, che alzano il livello di ansia, tensione e sviluppo narrativo. Separazione dolorosa, morte dolorosissima e Stan padrone della scena. (9/10)
10. Il cerchio sembra stringersi e torna a spuntare Gregory. Purtroppo il personaggio non ha il carisma necessario per rendere la puntata emotivamente tosta. Resta un ciclo perfettamente costruito tra le mille sfaccettature. (8/10)
11. Ci avviciniamo alla fine e manca quella spruzzatina di sale nel racconto per rendere il tutto più adrenalinico. La storia è solida e prosegue bene, il passato di Elizabeth è raccontato divinamente, Stan fa faville ma è mancato qualcosa. (7/10)
12. Niente da dire: la serie è solidissima, la scrittura è puntuale, il cast straordinario ma resta comunque qualcosa che non mi colpisce. Non so se sia il tema di base, non so se siano gli sviluppi, certo è che non sento i brividi dell’intrattenimento. Succedono tantissime cose e, pur essendo il finale prevedibile, tutto resta convincente. A parte il matrimonio che mi lascia dei dubbi. (8/10)
13. Gran finale e anche spazio ad un micro momento lacrima. Ho esaurito le unghie grazie ad una costruzione degli eventi perfetta, tutti i tasselli trovano il proprio posto e magistralmente creano un nuovo punto di partenza per la prossima stagione. Cast ancora più straordinario del solito, solidissimo. (10/10)
Archer. Stagione 3. Episodi 4, 5, 6.
4. Il livello è decisamente cambiato: si gioca con plot funzionali, caratterizzazioni dei personaggi e assurdità gradevoli. Il furto della macchina è geniale e Pam sfigheggia come solo lei sa fare. (8/10)
5. Salvio Mascalzoni. Episodio GE-NIA-LE, la presa per il culo all’Italia è enorme e si ride parecchio per le trovate furbe e argute di tutto il comparto creativo. Forzato l’ingresso dei personaggi in più ma il plot resta solidissimo. (9/10)
6. Fottutamente divertente, con anche due guest nel doppiaggio. Plot sensato che sposta l’azione fuori dall’ISIS e fa prendere respiro ai personaggi facendoli interagire con altri. Divertente tutto, con Carol tornata a risplendere. (8/10)
Orphan Black. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4.
1. Il plot è sicuramente interessante e ben messo in mostra. La storia precipita subito nei meandri dell’intrigo narrativo, catapultando noi e la protagonista in una storia che non è la nostra. Bene il senso di estraniazione, non convince appieno il cast. (8/10)
2. Si mantiene solido approfondendo l’acquisizione della nuova identità e inserendo uno sconquasso di altri cloni. Adrenalina, buon cast, trama convincente e una buona dose di mistero ben gestita. (7/10)
3. Sarah inizia ad avere a che fare con l’ambiente della polizia e la sua goffaggine è un punto a favore del racconto. L’eccessivo mistero che attanaglia il racconto questa volta risulta leggermente fastidioso, seppur ben messo in scena. Il clone biondo con la schiena martoriata fa gridare al WTF. (7/10)
4. Gne, non sono convinto. Il clone biondo e la sua spiritualaggine mi sembrano fuori luogo e la trama fa piccoli passi avanti sia sul fronte complotto che su quello, più apprezzabile, di Kira. Stenta a diventare una droga. (7/10)
Defiance. Stagione 1. Episodio 9.
9. Che sia chiaro: fa schifo, ma questa volta è uno schifo meno schifoso del solito. La questione della malattia fa ridere i polli, ma il finale con Datak che ammazza tutti e si candida a sindaco risveglia da un torpore imbarazzante. (5/10)

Reality
Duck Dynasty. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3.
1. Cheffigata. Come fare i milioni perfezionando un richiamo per anatre. Famiglia folle, barbe lunghissime, rane scuoiate, accento incomprensibile e un pizzico di follia. Il dvd di cucina e lo stagno di prova mi hanno ucciso. Geniale. (8/10)
2. Il plot è un po’ scontato, ma ci si diverte un sacco pur non capendo un cazzo. Lo zio che guida il camion è IL TOP, così come l’allenamento della moglie. Senza parlare poi della partita, dalla quale si vede che no, non sono ricchi sfondati. (8/10)
3. No va beh, il padre che odia i castori e li fa saltare in aria con la dinamite. Geniale il rullo trasportatore, anche se avrei voluto vedere che fine avrebbe fatto la barca col tizio dentro. La madre che cucina per cento persone è il top, ma lo scoiattolo vince il momento horror. (8/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 157: 10/06 – 16/06

Serie TV
Mad Men. Stagione 6. Episodio 11.
11. Pur essendo di un altro livello narrativo, questa stagione stenta a decollare. O meglio: ho paura che una preparazione così ponderata possa esplodere all’improvviso. Il punto di svolta per Don è di quelli ENORMI, ma viene gestito col più classico degli atteggiamenti, forse proprio per consentire l’esplosione futura di tutte le personalità in conflitto tra loro. Vedremo. (8/10)
The Americans. Stagione 1. Episodi 1, 2.
1. Decisamente uno di quei pilot che si possono definire BOMBA. Trama solidissima, approfondimento e inquadratura dei personaggi, regia e fotografia ottime, buon cast. Pochissime note dolenti in questo prodotto dalle potenzialità infinite. Gradevolissimi i flashback sul passato. (9/10)
2. Lo ammetto: la formula caso del giorno non mi convince. Tutto regge bene, i personaggi, l’azione e l’inquadramento storico ma l’ombra di proceduralità e l’abbandono totale dei flashback non mi convince. (7/10)
Veronica Mars. Stagione 3. Episodi 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20.
12. Episodio vecchio stampo nel quale si intersecano millemila trame e sotto-trame. Il pregio di questo tipo di episodi è che non cala mai l’attenzione. Il difetto è che Wollace non c’è MAI. (7/10)
13. Se non l’avessero menata per metà dell’episodio con la storia malata di Logan che soffre, sarebbe anche stato gradevole, considerando i passi avanti nelle varie indagini. L’arresto di Veronica è il colpo di scena meno credibile del mondo. (5/10)
14. Personaggio inutile, ok, ma era necessario farlo morire così? Il caso del ragazzo si risolve con un tuffo carpiato rovesciato, il caso del preside continua a fare passi avanti e indietro sempre rigirando i soliti sospetti. Sono ancora colpito da Keith sceriffo… Perché?! (6/10)
15. Ma cosa gli è preso? In questa stagione muoiono tutti e ci sono millemila indiziati e cambi di direzione. La risoluzione del caso è convincente anche se il twist è prevedibile, ma il protagonismo di Veronica, la nuova collocazione di Keith e le trame sentimentali di Logan rendono tutto un pastrocchio senza appeal. Sembra ci sia un altro morto, vedremo. (7/10)
16. Caso del giorno imbarazzante, uno dei peggiori, e largo spazio al drama sentimentale adolescente. Tifo Piz, ma non so dove tutto ciò possa andare a finire. Da cuoricioni anche Mac, ma l’altro tizio che fine ha fatto? (6/10)
17. Vano tentativo di analizzare la situazione sentimentale tra Veronica e Piz, fallita miserabilmente causa poca affinità tra i personaggi. Bene, inaspettatamente, la storyline di Logan, in combo con Max e Mac: non porta a nulla ma fa divertire. (6/10)
18.Un’altra storia decisamente poco interessante (un test di paternità, va beh) e un condimento di situazioni romanticose sulle vacanze. Basta poco eh, ma Piz ha già rotto i coglioni con il suo vado non vado allora tu vai sigh. (5/10)
19. Prima del finale ci viene regalato un episodio dove Weevil è l’ennesimo sospettato. Veronica lo scagiona, mentre cerca di lottare con l’eccessivo teendramismo della stagione. Keith conduce l’ennesima campagna per farsi eleggere sindaco e sembra stia perdendo. Nel finale due cose: Wallace entra a far parte di una setta (?) e Logan riempie di cazzotti Piz. Ha fatto bene. (6/10)
20. Eccoci alla conclusione! La setta segreta sarebbe anche stata uno sviluppo interessante seppur assurdo, ma l’inserimento di quella storyline così all’improvviso fa storcere il naso. Il ritorno di Veronica Bitch è da occhi a cuoricino, ma anche qui tutto forzato. Il finale è un crimine televisivo, data la sconclusionatezza. Addio Veronica, ci vediamo al cinema. (4/10)
Archer. Stagione 3. Episodi 2, 3.
2. Povera tigre… Episodio che serve a riassegnare i ruoli e trasuda genialità. Forse per la prima volta sia la storyline della missione che quella dell’ISIS funzionano e divertono. Compatto. (8/10)
3. Episodio solidissimo con la proprietaria delle ferrovie che domina la scena. Torna anche quella specie di giaguaro, che dà spazio anche alla continuity. Le genialate non mancano, su tutte l’inseguimento sul tetto del treno. Forse il miglior episodio fin’ora. (9/10)
Game Of Thrones. Stagione 3. Episodio 10.
10. Finale decente. Dopo una stagione di chiacchere, si giunge a qualche conclusione anche se è palese l’aver lasciato il discorso a metà. Unico meh la storyline di Theon. Ora le pedine sono di nuovo in posizione, vedremo qualcosa il prossimo anno? (7/10)
Defiance. Stagione 1. Episodio 8.
8. Madò che schifo e che noia. Scrivo il commento qualche giorno dopo la visione e giuro che non ricordo di cosa parlasse l’episodio. Riguardando qualche spezzone mi è venuto in mente che non basta neanche una rediviva Mia Kirshner lesbica a risollevare l’attenzione. Fillerone in un mare di filleroni. (4/10)
Banshee. Stagione 1. Episodi 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
3. CHEFFIGATA. Plot dello sceriffo chiuso su sé stesso, con trombate, minacce e una scazzottata enorme e cruenta. Bene anche Ana nel rapporto con padre, bene anche il villain subdolo. (8/10)
4. Metallo, nazisti, cazzoti in bocca, orecchie tagliate, scopate a go-go: Banshee trasuda testosterone e oltre a sfigheggiare, riesce a portare in città l’unico personaggio esterno. Se ne vedranno delle belle. (8/10)
5. Sono pelosissimo. Ad ogni scena d’azione (o chiavata) mi aumenta a livello indescrivibile la quantità di testosterone nelle vene. In questo caso un nugolo di bikers attaccano Banshee e fanno talmente tanto casino che mi fanno vomitare arcobaleni. (9/10)
6. Incredibile: sono anche in grado di andare a pescare nel passato. La galera si mangia gran parte dell’episodio, il resto vede l’avvocato di Barksdale avere una piccola parte e fare una brutta fine. Ancora tanto testosterone. (8/10)
7. Primo passo leggermente falso. Il “caso” del giorno è troppo una baracconata, soprattutto dopo l’arrivo di Hood. I cazzotti fanno crescere poco i peli sul petto, la scopata tra i due era prevedibile ma in compenso va avanti la trama di Rabbit e questo è un buon segno. (6/10)
8. Probabilmente Banshee è l’unica serie che può permettersi di mettere in scena una scazzottata lunga quaranta minuti tra un uomo e una donna. Realismo a go-go, sangue a fiumi e scene splatter che non rovinano l’atmosfera. È tutto un casino e la storia della tizia ripudiata contribuisce ad alleviare la tensione. Bene così. (7/10)
9. Ecco l’arrivo di Rabbit: mi aspettavo un filo più di violenza, invece mi son dovuto sorbire il rapimento di un bimbo e una “semplice” scazzottata tra Proctor e Hood. Livello ancora ottimo in vista del finale, con una Odette Annable in più. (7/10)
10. Finale fracassone a livello massimo. Momento sega a quattro mani quando i tre poliziotti del dipartimento impugnano i fucili a pompa e decidono di andare in missione contro Rabbit: su cinque, due vengono colpiti subito, che bello vedere cattivi con un briciolo di mira. Non si risolve un cazzo, ma non si risolve come solo gli uomini sanno fare (viene anche giù un palazzo). È bello tutto. (9/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 156: 03/06 – 09/06

Serie TV
Mad Men. Stagione 6. Episodio 10.
10. Ottime le manovre pubblicitarie e il confronto tra Peggy e Joan, benissimo Pete trattato a pesci in faccia, ma la psichedelia e la strafattanza iniziano a stancare un po’. Verrà anche reso bene il periodo, ma sembra che il realismo vada a quel paese a discapito di interpretazioni difficili da dare. (7/10)
Revolution. Stagione 1. Episodio 20.
20. Succede di tutto e hanno pure il tempo di cambiare il villain tre o quattro volte. Muore anche un personaggio importante (?) tra esplosioni, sparatorie, pulsanti e computer. C’è spazio anche per dare sfogo all’omosessualità repressa di Monroe. Resta una mezza schifezza, ma quando sono stato attento mi sono divertito. (6/10)
Veronica Mars. Stagione 3. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11.
1. La nuova ambientazione non sembra rovinare le vecchie atmosfere, anche se far convergere tutti allo stesso college e far andare nel dormitorio solo quelli che fan comodo sembra troppo facile. Il caso del giorno è lofi, ma non è il solo: Keith si immischia in una cosa non molto sensata dal finale tremendo, mentre Dick non è sparito e fa del casino pure lui. Un po’ troppo caotico. Sigla rovinata. (7/10)
2. Confraternite, marjuana, omicidi, intrecci col passato, stupri, quadri rubati: troppa carne al fuoco. Velo pietoso sul gioco dei prigionieri anche se è servito per far sfigheggiare Wallace come al solito. E dategli una morosa per carità. (6/10)
3. L’unica cosa che lascia qualche speranza è Weevil che inizia a lavorare per Keith e per il preside. Null’altro da segnalare se non il solito caso del giorno tirato e il solito stupro che sembra essere il caso dell’anno. IL TRIANGOLO NO. (6/10)
4. Caso del giorno interessante solo dal lato di Keith, l’altro riguarda le confraternite e non fa avanzare di molto quello che sembra essere ufficialmente il tema della stagione. Logan si invischia in affari di famiglia davvero poco interessanti. Zero Weevil, zero Wollace: non si fa così. (6/10)
5. Passettino avanti nel caso della stagione, disinteresse totale per l’indagine del giorno, anche se sviluppata bene. Weevil è ancora fuori posto, così come Wallace fatica a trovare una collocazione all’interno del sistema: è per quello che gli fanno fare le cosacce? (6/10)
6. Penso sia la prima volta che in Veronica Mars l’attenzione sia concentrata sullo studio. Il dramma morale di Wollace se pensare di giocare o studiare unito al tizio che incastra Veronica (che genio) rendono l’episodio gradevole. Il resto fa qualche micro passo avanti. (7/10)
7. Il caso del giorno penso sia di una tristezza senza fine, ma finalmente accade qualcosa a livello complessivo, col tentativo di stupro ai danni di Veronica (in una scena prevedibile). Ok, il salvataggio è casuale e un po’ tirato, ma il momento dark è ben congegnato. Lasciamo perdere Keith. (8/10)
8. No va beh: gli stupri sono tutti falsi? Spero sia una gaffe e non la realtà, altrimenti tutto, compreso il presunto attacco a veronica, perderebbe di senso. La sparizione della tizia è interessante ZERO, così come il piagnucoloso Logan. (5/10)
9. Io do un voto alto solo per la quantità di cose che sono riusciti ad infilare nell’episodio, ma era proprio necessario abbassare così tanto il livello di storyline dark? Tutto è concentrato sulla risoluzione degli stupri, con scene thriller poco piacevoli. In più hanno infilato una rottura e un omicidio. Cosa mettono nei restanti undici episodi? (9/10)
10. Piccolo reboot dopo il midseason. Incentrato su pucciosismi sentimentali, l’idola della stagione diventa Mac, capace di colmare i vuoti lasciati da Wallace. Il caso dell’omicidio lo prende in mano Keith, stravolgendo le dinamiche seriali ma dando aria nuova. (6/10)
11. Basta descrivere il caso del giorno per dare un voto all’episodio: un nerd si innamora di una prostituta che sembra ricambiare ma anche no. Veronica e Logan si intrippano ancora nella loro relazione e basta. Noia. (5/10)
Archer. Stagione 2. Episodi 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13. Stagione 3. Episodi 0, 0, 0, 1.
7. Episodio gradevole e non tanto scontato. Lascia anche intravedere uno straccio di continuity che fa solo ben sperare. Archer e Lana in forma (finale divertente), così come il segmento sullo script del film. Pienamente sufficiente. (7/10)
8. Le puntate a tema “brutto male” mi danno sempre un po’ da fare. La vena comica c’è, che sia chiaro, ma riesco sempre a ridere poco quando toccano l’argomento. Le chiamate del dottore sono pesantissime. (6/10)
9. Buona puntata anche se il tema resta sempre quello. “DUH” mi ha steso, così come i folli dialoghi e la storia del clone di Hitler, ma niente di esaltante. Micro momento lacrima. (8/10)
10. Episodio gradevole, sull’onda del precedente. I vari rapimenti e finalmente una Pam che ha qualcosa da dire divertono fino in fondo. Geniale la sua cattiveria e la sua resistenza alle botte. (8/10)
11. Altro episodio decisamente gradevole: al di là della bella scena d’azione, Benoit-Balls mi ha ucciso. Divertente tutto il resto, con una trama funzionale allo svolgimento della vicenda. (8/10)
12. Leggero calo rispetto ai precedenti, ma discreto livello di genialità. La fuga di Archer a piedi sanguinanti è di una sofferenza utile, ma questo nuovo filone sul padre lascia ben sperare. (7/10)
13. Finale di stagione sensato e funzionante. Il nuovo innesto si amalgama bene con il resto della ciurma, portando a situazioni irreali che si svolgono in maniera tale da non modificare lo status quo. Niente di estremamente geniale. (7/10)
0. Niente male davvero. Si ricomincia da dove si era finito e questo è un bene. Archer con la barba che deve essere riportato a casa è una gioia per gli occhi, in una serie di disavventure davvero ben congegnate e soprattutto divertenti. Una gioia anche la voce di Tobias. (8/10)
0. Seconda parte dello speciale sull’onda e la follia del precedente. La battaglia per diventare re dei pirati è una genialata, così come le situazioni all’interno dell’ISIS. Ottima transizione per la terza parte. (7/10)
0. Povero Ray. Il salvataggio va a buon fine, ma in questo finale è Pam che guadagna punti stima uno dopo l’altro. Le scene nella gabbia vanno al di là dell’immaginazione, anche se il cucchiaio nell’occhio era prevedibile. (8/10)
1. L’ingresso di Burt Reynolds focalizza l’attenzione sul personaggio e regala delle grandi scene d’azione. Non si ride particolarmente forte, anche se il cambio di opinione di Archer è tremendamente in personaggio. (7/10)
Game Of Thrones. Stagione 3. Episodio 9.
9. Diciamolo: il colpo di scena finale è qualcosa di potentissimo, mai avevo visto uccidere personaggi così importanti in un momento così inaspettato. La potenza della scelta narrativa non va però a nascondere la costruzione della stessa: le mille piccole pedine che hanno portato a questa soluzione si sono mosse troppo lentamente, generando LANNOIA. Anche qui, prima del finale, succede poco e niente (Jon Snow?) e l’attenzione stenta a decollare. Voto medio. (8/10)
Defiance. Stagione 1. Episodio 7.
7. Escludendo l’intrallazzo lesbo di Mia Kirshner, l’unica cosa degna di nota è la pochezza di questo episodio. Nanoarobot che tengono in vita uno per costruire un dispositivo per salvare tutti è una delle più grosse minchiate della storia mai viste. Il resto sono inutili pippe, siamo al punto più basso della stagione. (4/10)
Banshee. Stagione 1. Episodio 1, 2.
1. C’è solo una parola per descriverlo e quella parola è TAMARRO. Le premesse sono banali e dozzinali, così come gli sviluppi della trama. C’è una cosa che mi ha colpito: l’assenza di riccioli. Le cose che capitano te le sbattono in faccia senza tanti giri di parole, con una schiettezza gradevolissima. Anche la quota tette è alta, cosa volere di più? (9/10)
2. Ho deciso: Banshee mi piace un sacco. Non usa fronzoli, non gira intorno alle cose e quando la situazione si fa intricata tira fuori due sani cazzotti in faccia per far passare tutto. In questo caso abbiamo a che fare col più classico dei rave, risolto in maniera decisa. Avanti così. (8/10)

Musica
Daft Punk – Random Access Memories (2013)
Hype a livelli disumani e delusione quasi agli stessi livelli. Albumetto di periferia che intrattiene, ma non convince neanche lontano. Ok, c’è qualche poppettata elettronica che rimane in testa, ma troppo poco.
Elio E Le Storie Tese – L’Album Biango (2013)
Come tutti gli album di Elio, all’inizio sembra di una tristezza disumana. Poco divertente e meno geniale del solito. Con l’aumento degli ascolti e l’aumento dell’attenzione guadagna qualche punto, ma siamo lontanissimi dai fasti del passato. E sì, la musica balcanica ha rotto i coglioni.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 155: 27/05 – 02/06

Serie TV
Mad Men. Stagione 6. Episodio 9.
9. Io ho tifato il ritorno di Don e Betty per anni, ma trovarmi una scena del genere così all’improvviso non mi ha convinto. Pubblicitariamente non si fanno avanti, ma è uno scontro tra idee diverse che forse vengono approfondite poco. Peggy e Roger tengono alto il livello: la prima ci fa ridere accoltellando il proprio compagno che, comprensibilmente, la lascia; il secondo si fa soffocare dall’istinto paterno. Le tematiche di Mad Man sono sempre messe sullo schermo in maniera eccellente, ma questa stagione manca un po’ di collante. (7/10)
Revolution. Stagione 1. Episodi 19.
19. Mi sembrava di essere in un livello di Half-Life (fatto male). In poche parole non succede nulla, se non delle sparatorie con armi futuristiche dall’esito scontato. Alcune piccolezze fanno gridare al MACCOSA, altre al LULZ. Siamo ad un passo dalla fine. Sì, la fine di una tortura. (5/10)
Veronica Mars. Stagione 2. Episodi 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22.
16. Andiam bene. Lo scenario si sposta al college (futuro scenario?) e l’atmosfera non cambia. Maeby Funke viene rasata a zero mentre George Michael fa da tutor ai visitatori. Veronica indaga e scova subito del torbido mentre il caso del bus fa i soliti passi avanti nel finale di episodio. Logan troppo puccioso e prevedibile. (8/10)
17. La situazione è grave se me ne frega solo della love story tra Wollace e Jackie? A parte tutto, continuano i passi avanti nelle varie indagini, il mistero sembra risolto ma sarà la calma prima della tempesta. Mac e il tizio sono pucciosi ma anche no. (7/10)
18. Niente di entusiasmante dal punto di vista caso del giorno. Niente di interessante dal punto di vista della pucciosità generale. Bene l’avanzamento generale della trama, che tira in ballo Dick e Beaver. La scrittura generale è possente, ma lo sviluppo è forse troppo intricato. L’oniricità non rende giustizia allo svolgimento degli eventi. (7/10)
19. Intanto evviva per Wallace e Jackie! Al di là delle cose pucciose, i casi si intersecano al meglio, e l’aumento del ritmo investigativo giova allo sviluppo della trama. Weevill sfigheggia in maniera prepotente, ma il ritorno di Duncan (almeno nominato) può rovinare tutto. Speriamo bene. (8/10)
20. Mhh… Pochi passi avanti, anche se l’utilizzo serrato del sindaco sembra presagire qualcosa. L’episodio lascia spazio alla pucciosità della parte teen: W&J copulano e poi lei ha uno shock, V&L si riavvicinano e poi si allontanano banalmente. Niente di particolare da segnalare. (7/10)
21. Episodio dal finale nerissimo. Il dramma di Wallace ma soprattutto il dramma di Veronica. Bravone all’avvocato difensore, ma forse si è spinto un po’ troppo sul pedale del drama. È uno sconvolgimento di storyline che può cambiare il corso di una stagione, ma l’effetto sorpresa è garantito. Bene la parte comica di Weevill, che forse sfocia in drama pure quella. (9/10)
22. Non ho mica capito se mi è piaciuto o meno. L’assassino mi ha colpito (non me l’aspettavo), ma la conclusione l’ho trovata un po’ spicciola e con un tentativo di drama esagerato: dai, qualcuno credeva davvero che Keith fosse sull’aereo? Drammatico anche il finale di Wallace, con Jackie che svela le sue carte, forse troppo esagerate. Non dimentico però i momenti lacrima del diploma. (8/10)
Arrested Development. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15.
1. Non ho subito il dramma della cancellazione, ma ho atteso questo ritorno con ansia. Trovare i personaggi dopo un tasso di tempo così lungo fa effetto, ma l’atmosfera non è cambiata. Ho riso di gusto, soprattutto quando sono stati in grado di citare loro stessi. L’introduzione dei personaggi sembra graduale e il formato da trenta minuti calza a pennello. (8/10)
2. Nulla da dire sulla scrittura: articolata, precisa, folle e dinamica. Ma il prodotto finale è un po’ troppo intricato e poco immediato. George e Oscar reggono bene la scena, ma l’assenza di coralità si sente. (7/10)
3. Devo dire che Lindsay e Thobias sono sempre stati la mia coppia preferita. L’episodio si districa tra le solite caratterizzazioni dei personaggi, senza sbagliare un colpo. Troppo duratura forse l’infatuazione col tizio, ma inizia già a crescere l’hype per lo struzzo. (8/10)
4. Ancora un episodio Michael-centrico e ancora un “meh”. Tutta la storia del produttore non convince, così come l’assenza della coralità sopra richiamata diventa una lacuna quasi incolmabile. Pregevole il ritorno della segretaria. (7/10)
5. Livello che si alza in coincidenza con l’episodio su Tobias. La sua ambiguità resta geniale, ma per la prima volta si vede la potenza narrativa della stagione: un incastro perfetto di elementi tra le varie storyline portano ad alzare il livello comico. Si ride molto bene. (8/10)
6. L’episodio ancora una volta si concentra su  George Sr. e ancora una volta perde leggermente di mordente. Viene ancora messo in luce un impianto narrativo senza precedenti. Si ridacchia e viene anche inserito nel racconto dil desaparecido GOB. (7/10)
7. L’episodio su GOB era quello che aspettavo di più. Ancora un incastro di scene fuori dal normale, un impianto narrativo folle e uno Steve Holt obeso rendono il complesso una bomba incredibile. Continuity, riferimenti sui riferimenti e una comicità talmente oltre che mi lascia senza parole. (9/10)
8. Ancora genialità a quantità infinite e divertimento ad altissimi livelli. Si ride meno violentemente che con GOB protagonista, ma la parabola di Lindsay è qualcosa che trascende l’arrivismo. I dettagli come quello dell’assegno o della parrucca o dello struzzo sono oltre qualsiasi tipo di livello narrativo. C’è pure Annyong. (8/10)
9. Mi sarei aspettato di più da Tobias, pur essendo comunque un mostro di personaggio. Trama un po’ sconclusionata e non eccessivamente legata all’intricato contesto, ma qualche perla suscita lo stesso risate. Rivederlo in blu è stato un bel momento. (8/10)
10. Episodio su Lucille che fa gridare dal divertimento in galera con le cinesi. Si dà un senso alla sua comparsata durante il Cinco vestita da strega e si ride per la sua meschinità e assurdità. Uno dei personaggi più complessi e più riusciti. (8/10)
11. Eccoci al secondo folle episodio su GOB. Geniale la storyline che riguarda Tony, talmente esagerata che fa ridere solo a pensarci. Finale col colpo di scena, ma sento che avvicindandoci al finale di stagione se ne vedranno di bellissime. Finalmente si scopre chi è la conquista di GOB vista nei primissimi episodi. (8/10)
12. Ah, Maeby amore mio. Episodio se possibile ancora più folle di tutti i precedenti messi insieme. Il personaggio è quasi sempre passato in secondo piano, ma qui esplode con una potenza senza precedenti, dimostrando di avere le mani in pasta ovunque. (10/10)
13. Caro buon vecchio George Michael che non sa limonare… Immaginavo che Fakeblock fosse una stronzata, ma non pensavo che fosse una stronzata così. Ovviamente si ride in maniera sguaiata all’ennesimo tentativo di concludere con Maeby. La continuity si perde un attimino, niente Cinco De Cuatro. (9/10)
14. Buster è sempre stato uno dei personaggi più estremi, da prendere però a piccole dosi. L’episodio a lui dedicato risulta essere pesante da digerire, pur essendo ben strutturato e poco esagerato. La nuova mano consente nuove gag, ma prima del finale ci si aspettava qualcosa in più. (8/10)
15. Il conflitto tra George Maharis e Micheal è stato uno dei cardini della serie, ma il finale e le ultime trovate non fanno gridare al genio come fu per il finale della terza stagione. Molte idee vengono gettate sul piatto e alcune storyline vengono lasciate brutalmente aperte: era proprio necessario? (7/10)
Top Of The Lake. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.
1. Prima di iniziarene la visione, avevo solo un vago indizio sulla presenza di Elizabeth Moss. Non sapendo che serie trovarmi di fronte, sono rimasto un po’ estraniato da alcuni elementi: ok l’ambientazione e la storia della bimba e del “no one”, molti dubbi sulla famiglia disadattata e sul circolo freak delle donne. Non so cosa aspettarmi. (6/10)
2. Tutta un’altra musica rispetto al pilota. Le atmosfere assumono densità e finalmente si dà un senso al baraccone: la scomparsa della bimba fa partire un’indagine nella quale la comunità assume un ruolo ed Elizabeth Moss riesce ad ergersi protagonista. La prima pista è un buco nell’acqua, ma la curiosità ora è tanta. Complimenti alla Nuova Zelanda. (7/10)
3. Non mi ha convinto. L’indagine non fa molti passi in avanti e viene approfondito il racconto su Matt e, da un lato, sulla famiglia. Il laboratorio di droga potrebbe aggiungere elementi interessanti. La comunità di CJ è davvero fastidiosa, sia come trovata che come personaggi che ne fanno parte. Se poi li facciamo uscire da lì, addio. Bene le parti introspettive su Robin. (6/10)
4. Il caso di Tui sembra passare in terzo piano e l’attenzione si sposta sul passato di Robin, drammatico al punto giusto, con tanto di accoltellata nel presente che la fa diventare una poliziotta ribelle. Nel finale spunta un tizio che sembra mettere ordine in una serie di omicidi. Mhh, una mezza via và. (6/10)
5. Sicuramente l’episodio più emotivamente potente. Elisabeth Moss ci offre, oltre alla tetta, una prestazione magistrale nell’icnarnare i vari drammi che colpiscono Robin. L’emotività la fa da padrone dunque, ed è in grado di celare la velocità con cui si susseguono gli avvenimenti. Finale meh, con una rivelazione dal potenziale non sfruttato. (7/10)
6. Sicuramente uno degli episodi più ispirati, soprattutto per l’impatto drammatico della morte del tizio. Come al solito l’introspezione la fa da padrona, ma lo schema sembra sempre essere “paesaggio – chiavata di Robin – paesaggio”. Quando dallo schermo sparisce il campo di Gj, il potenziale cambia. In meglio. (8/10)
7. Ok, il finale è decisamente pregno. Però checcazzo di finale è? Un’accozzaglia di situazioni con il sotto inteso in bocca, da sviscerare, approfondire, riconsiderare e rifletterci sopra. Il problema è che non ho un cazzo voglia di farlo. Salvo la Moss e la Nuova Zelanda, il resto è un decisamente enorme MEH, anche se il cerchio si chiude in maniera decente. (6/10)

Alla prossima settimana,
Boss.


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