Settimana 154: 20/05 – 26/05

Serie TV
Defiance. Stagione 1. Episodio 6.
6. L’episodio in sé è decente, peccato che il carisma dei personaggi e una sorta di prevedibilità minino un prodotto che potrebbe avere un serio potenziale. L’artefatto è ridicolo, così come tutti i finali musicati lunghissimi. Poca Mia Kirshner. (5/10)
Mad Men. Stagione 6. Episodio 8.
8. Forse uno degli episodi più complessi della storia di Mad Men. Si riesce a trarre una conclusione solo a mente fredda e il prodotto sembra meno confuso del previsto. La parabola di Don e la sua estraniazione assumono un senso legato al contesto, così come il realismo della ladra guadagna spessore slegandolo dall’aspetto visionario. La chiarezza a freddo forse è un difetto, ma il balletto di Ken bilancia tutto. (8/10)
Revolution. Stagione 1. Episodio 18.
18. Mi sento generoso e sfodero una sufficienza. La banalità dell’episodio è sconcertante, ma lo sviluppo ha uno straccio di senso e prepara la serie ad andare incontro al proprio finale di stagione. Il duo Rachel tizio di Google è il meno credibile delle storia, con lei che dice “fai” e lui che dice “Rachel no”. SEMPRE. (6/10)
Game Of Thrones. Stagione 3. Episodio 8.
8. Si son viste delle tetteh, ma diciamolo: anche quelle hanno rotto il cazzo. Succedono le solite millemila cosine che nel quadro ristretto non sembrano avere senso o dare soddisfazione. In più bisogna aggiungere una buona dose di prevedibilità in certe storyline, come quella di Sansa o di Sam. Bene solo Joffrey. (6/10)
Veronica Mars. Stagione 2. Episodi 12, 13, 14, 15.
12. Bello il caso del giorno, anche se un filo prevedibile. Il mistero generale è sempre oscuro, ma prosegue a piccoli passi e questo è un bene. Wallace deve essere sempre protagonista, assieme alla tizia dalla voce melensa che sì, è odiosa, ma in questo episodio è pucciosissima. (8/10)
13. Carina la sparizione dei soldi e l’indagine legata ad essa, anche se nello spiegone finale mi è sfuggito qualche pezzo. Wallace che sbaglia mira, la sofferenza della tizia e il romanticismo di Logan sono un ottimo condimento, soprattutto per il secondo fine. (8/10)
14. Altro episodio dalla velocità folle. Il caso di Veronica è interessante come me e ha il solito finalino a sorpresa, ma è quello di Keith e del bus che la fa da padrone. Arrivati a un punto di svolta si torna indietro. La fortuna di Veronica nello scoprire indizi non dà mai fastidio. (8/10)
15. Già dal previously on si capiva essere un episodio denso di avvenimenti. Succede di tutto, ma soprattutto la trama orizzontale fa qualche passo avanti. L’indagato principale esce ed entra nel giro dei sospetti, facendo crescere l’attenzione. Logan inizia a tornare il personaggio tosto della prima stagione. Caso di Veronica non particolarmente entusiasmante. (8/10)
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodi 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.
12. Eccoci con gli ultimi episodi diffusi sul web. Agghiacciante il modo in cui l’ABC ha gestito la serie, mandandola in onda con episodi alla rinfusa che fanno perdere il senso del racconto. Il sé, l’episodio vede il solito enorme JVDB nella solita trama con il classico sviluppo. Ci si diverte, con qualche battuta più marcata del solito. (7/10)
13. Altro salto temporale e altro episodio classico: trama confusa, assurda e sconclusionata, condita da qualche chicca divertente. Guardandola con occhio distaccato è però troppo poco. (5/10)
14. Spunta un nuovo personaggio ma l’atmosfera non esplode. Chloe risulta poco credibile da innamorata e il manzo è ancor meno convincente. La storyline di June non me la ricordo pur avendolo appena visto. (5/10)
15. Love interest di June un po’ forzato, con JVDB inserito a forza in un contesto in cui non fiorisce. Ovvio che il provino per Woody Allen vale da solo il prezzo del biglietto, ma la genialità creativa sembra affievolita in questi ultimi episodi. (6/10)
16. Come non detto: ecco l’episodio che ha reso la serie geniale. Bene tutti, ma il livello vero e proprio aumenta alla scoperta del lavoro di Chloe, con Luther per la prima volta sopra le righe. Finale prevedibile ma perfettamente riuscito. (8/10)
17. Altro episodio decisamente gradevole! JVDB sfigheggia nella sua assurdità, mentre la storyline di June e Chloe porta a casa il risultato. Sarebbe stato un finale di stagione in crescendo. (7/10)
18. L’amore di Chloe fa calare il livello, così come la solita diatriba con June riguardo al “vivere la vita”. Meno male che JVDB alza il livello d’attenzione, regalando ancora una volta la parte migliore dell’episodio. La pubblicità finale è oltre. (6/10)
19. Sarebbe stato un buon finale di stagione. Tirando le somme strutturali della serie, è mancato uno straccio di orizzontalità nella trama, un obiettivo o un presupposto per sviluppare al meglio le vicende. Il finale va a riscoprire le origini della Bitch, sarebbe stato materiale per un interessante sviluppo. Viva MacGyver. Per varie colpe, la serie finirà sulla mensola a prendere polvere. (7/10)
Rectify. Stagione 1. Episodi 4, 5, 6.
4. La classe con cui vengono raccontate emozioni e sensazioni sembra essere senza fine. Fondamentalmente accade il nulla, ma i momenti dedicati a Daniel sono talmente pieni di vuoti che il racconto guadagna in profondità. Finale leggermente estraniante, ottimo il dialogo sulla fede e le sensazioni che trasuda. (9/10)
5. Ommioddio. Un episodio leggermente rognoso dal punto di vista narrativo (devo capire l’allegoria delle capre), con il battesimo che porta ad un cambiamento superficiale dello scenario. L’inquadratura di Daniel in questo frangente sfugge e, purtroppo, nel finale si tinge di tutto un altro colore. Sono turbato. (8/10)
6. Qui bisogna sbilanciarsi. È un finale che utilizza tutti gli stratagemmi migliori per chiudere una stagione: lascia qualcosa in sospeso, fa piangere e tocca le corde giuste per lasciare il segno. Se in sei episodi l’unico momento vuoto è quello delle capre, vuol dire che siamo di fronte ad un gran prodotto. (10/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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