Archivio per maggio 2013

Settimana 154: 20/05 – 26/05

Serie TV
Defiance. Stagione 1. Episodio 6.
6. L’episodio in sé è decente, peccato che il carisma dei personaggi e una sorta di prevedibilità minino un prodotto che potrebbe avere un serio potenziale. L’artefatto è ridicolo, così come tutti i finali musicati lunghissimi. Poca Mia Kirshner. (5/10)
Mad Men. Stagione 6. Episodio 8.
8. Forse uno degli episodi più complessi della storia di Mad Men. Si riesce a trarre una conclusione solo a mente fredda e il prodotto sembra meno confuso del previsto. La parabola di Don e la sua estraniazione assumono un senso legato al contesto, così come il realismo della ladra guadagna spessore slegandolo dall’aspetto visionario. La chiarezza a freddo forse è un difetto, ma il balletto di Ken bilancia tutto. (8/10)
Revolution. Stagione 1. Episodio 18.
18. Mi sento generoso e sfodero una sufficienza. La banalità dell’episodio è sconcertante, ma lo sviluppo ha uno straccio di senso e prepara la serie ad andare incontro al proprio finale di stagione. Il duo Rachel tizio di Google è il meno credibile delle storia, con lei che dice “fai” e lui che dice “Rachel no”. SEMPRE. (6/10)
Game Of Thrones. Stagione 3. Episodio 8.
8. Si son viste delle tetteh, ma diciamolo: anche quelle hanno rotto il cazzo. Succedono le solite millemila cosine che nel quadro ristretto non sembrano avere senso o dare soddisfazione. In più bisogna aggiungere una buona dose di prevedibilità in certe storyline, come quella di Sansa o di Sam. Bene solo Joffrey. (6/10)
Veronica Mars. Stagione 2. Episodi 12, 13, 14, 15.
12. Bello il caso del giorno, anche se un filo prevedibile. Il mistero generale è sempre oscuro, ma prosegue a piccoli passi e questo è un bene. Wallace deve essere sempre protagonista, assieme alla tizia dalla voce melensa che sì, è odiosa, ma in questo episodio è pucciosissima. (8/10)
13. Carina la sparizione dei soldi e l’indagine legata ad essa, anche se nello spiegone finale mi è sfuggito qualche pezzo. Wallace che sbaglia mira, la sofferenza della tizia e il romanticismo di Logan sono un ottimo condimento, soprattutto per il secondo fine. (8/10)
14. Altro episodio dalla velocità folle. Il caso di Veronica è interessante come me e ha il solito finalino a sorpresa, ma è quello di Keith e del bus che la fa da padrone. Arrivati a un punto di svolta si torna indietro. La fortuna di Veronica nello scoprire indizi non dà mai fastidio. (8/10)
15. Già dal previously on si capiva essere un episodio denso di avvenimenti. Succede di tutto, ma soprattutto la trama orizzontale fa qualche passo avanti. L’indagato principale esce ed entra nel giro dei sospetti, facendo crescere l’attenzione. Logan inizia a tornare il personaggio tosto della prima stagione. Caso di Veronica non particolarmente entusiasmante. (8/10)
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodi 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.
12. Eccoci con gli ultimi episodi diffusi sul web. Agghiacciante il modo in cui l’ABC ha gestito la serie, mandandola in onda con episodi alla rinfusa che fanno perdere il senso del racconto. Il sé, l’episodio vede il solito enorme JVDB nella solita trama con il classico sviluppo. Ci si diverte, con qualche battuta più marcata del solito. (7/10)
13. Altro salto temporale e altro episodio classico: trama confusa, assurda e sconclusionata, condita da qualche chicca divertente. Guardandola con occhio distaccato è però troppo poco. (5/10)
14. Spunta un nuovo personaggio ma l’atmosfera non esplode. Chloe risulta poco credibile da innamorata e il manzo è ancor meno convincente. La storyline di June non me la ricordo pur avendolo appena visto. (5/10)
15. Love interest di June un po’ forzato, con JVDB inserito a forza in un contesto in cui non fiorisce. Ovvio che il provino per Woody Allen vale da solo il prezzo del biglietto, ma la genialità creativa sembra affievolita in questi ultimi episodi. (6/10)
16. Come non detto: ecco l’episodio che ha reso la serie geniale. Bene tutti, ma il livello vero e proprio aumenta alla scoperta del lavoro di Chloe, con Luther per la prima volta sopra le righe. Finale prevedibile ma perfettamente riuscito. (8/10)
17. Altro episodio decisamente gradevole! JVDB sfigheggia nella sua assurdità, mentre la storyline di June e Chloe porta a casa il risultato. Sarebbe stato un finale di stagione in crescendo. (7/10)
18. L’amore di Chloe fa calare il livello, così come la solita diatriba con June riguardo al “vivere la vita”. Meno male che JVDB alza il livello d’attenzione, regalando ancora una volta la parte migliore dell’episodio. La pubblicità finale è oltre. (6/10)
19. Sarebbe stato un buon finale di stagione. Tirando le somme strutturali della serie, è mancato uno straccio di orizzontalità nella trama, un obiettivo o un presupposto per sviluppare al meglio le vicende. Il finale va a riscoprire le origini della Bitch, sarebbe stato materiale per un interessante sviluppo. Viva MacGyver. Per varie colpe, la serie finirà sulla mensola a prendere polvere. (7/10)
Rectify. Stagione 1. Episodi 4, 5, 6.
4. La classe con cui vengono raccontate emozioni e sensazioni sembra essere senza fine. Fondamentalmente accade il nulla, ma i momenti dedicati a Daniel sono talmente pieni di vuoti che il racconto guadagna in profondità. Finale leggermente estraniante, ottimo il dialogo sulla fede e le sensazioni che trasuda. (9/10)
5. Ommioddio. Un episodio leggermente rognoso dal punto di vista narrativo (devo capire l’allegoria delle capre), con il battesimo che porta ad un cambiamento superficiale dello scenario. L’inquadratura di Daniel in questo frangente sfugge e, purtroppo, nel finale si tinge di tutto un altro colore. Sono turbato. (8/10)
6. Qui bisogna sbilanciarsi. È un finale che utilizza tutti gli stratagemmi migliori per chiudere una stagione: lascia qualcosa in sospeso, fa piangere e tocca le corde giuste per lasciare il segno. Se in sei episodi l’unico momento vuoto è quello delle capre, vuol dire che siamo di fronte ad un gran prodotto. (10/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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Settimana 153: 13/05 – 19/05

Serie TV
Defiance. Stagione 1. Episodio 5.
5. In poche parole: quaranta minuti per dire che l’amica dello sceriffo ha un potenziale distruttivo e per farla trombare col tristissimo galoppino. Il resto è stato tremendamente inutile. Niente Mia Kirshner e un montaggio finale solo per il LOL. Peggior episodio fin’ora. (4/10)
Mad Men. Stagione 6. Episodio 7.
7. Lo chiamiamo leggero passo falso? La confusione che si avverte durante l’episodio è lo specchio della confusione dopo il merge. Don cerca di darsi ulteriore potere dopo essersi compromesso, ma tutta la storyline sembra eccessiva. Male Pete col suo tracollo, sempre più propenso a ricevere altri cazzotti in faccia. Dramma Joan, speriamo sia passato. Tutto magnifico come al solito eh, però… (7/10)
Revolution. Stagione 1. Episodi 17.
17. È veramente scritto con i piedi. Episodio al limite del ridicolo, con un attacco aereo che ammazza tutti tranne i protagonisti che in due contro trecento si salvano. Malissimo Rachel e il tizio di Google, con una magia tecnologica fuori contesto. Andiam male, di mezzo c’è anche il limone tra Charlie e il tizio. (4/10)
Game Of Thrones. Stagione 3. Episodio 7.
7. Secondo me quelli che si lamentano di quelli che si lamentano hanno ben poco da lamentarsi. Anche questa volta le pedine si spostano lentamente, grazie anche all’inserimento di una buona dose di tette e culi. L’unico che tiene vivo l’interesse è Joffrey che viene a conoscenza dei draghi, il resto è fuffa tra Jon Snow e Jaimie in storyline banalissime. (6/10)
Veronica Mars. Stagione 2. Episodi 9, 10, 11.
9. Episodio che ci voleva. Passi avanti sulla storyline di base (anche se solo alla fine), caso del giorno leggermente interessante. Solo una cosa: ridatemi Wallace, non ne posso più di Duncan e della milf che si scopa i minorenni. (7/10)
10. Ecco l’episodio cazzuto che aspettavo! Il colpo di scena finale era prevedibile ma inaspettato, finalmente è tornato Wallace e tutto si sistema. Il caso del giorno è una figata perché originale, unita all’indagine di Keith dove lui ha la possibilità di fare il figo. Avanti così. Evviva! (8/10)
11. Wallace torna ma non viene cagato. Episodio super presuntuoso, con Veronica e Duncan che si prendono gioco della polizia e dell’FBI con una mentalità criminale invidiabile. Se il pretesto è cancellare Duncan dalla faccia della terra ok, posso perdonare anche l’utilizzo della sosia di Veronica, utilizzata per fare non so che. L’omicidio del tizio sul ponte è ancora un WUT. (6/10)
Archer. Stagione 2. Episodi 5, 6.
5. Continua a non farmi impazzire, ma il bambino alcolizzato e tutta la storyline del vecchio mi hanno abbastanza convinto. Debole il resto, si ride ancora poco. (6/10)
6. Carino anche questo essendo Cyril centrico. Il plot è sviluppato bene e il pirata-virus, pur essendo usato e riusato, non stanca mai. Devono focalizzarsi sull’assurdità. (7/10)
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodio 24.
24. Fine stagione tremendo per una stagione tremenda. Storyline che servono solo a riempire il tempo (B&R), a cambiare carte in tavola in maniera tremenda (M) e a riportare alla luce ferite sempre riaperte (T&L). Il finalone a sorpresa con la comparsa di una tizia con l’ombrello giallo fa gridare al MEH. All’anno prossimo, che per fortuna sarà l’ultimo. (5/10)
Rectify. Stagione 1. Episodi 2, 3.
2. Ci si poteva aspettare tutto tranne che un episodio incentrato sul sesso. Sotto vari punti di vista vengono analizzate e mostrate le varie situazioni sessuali dei protagonisti. Strappacuore quello di Daniel, deludente quello di Amantha. Tommy ha già il ruolo di personaggio odioso mentre la sua compagna è coprotagonista di una delle migliori riflessioni fin’ora. (8/10)
3. Episodio che fa malissimo. Il passato di Daniel torna in maniera prepotente e la trasposizione della sua vita mancata sullo schermo causa drammi emotivi. L’episodio mette in scena pochissimi elementi e ancora meno personaggi, ma respira con una classe sopraffina. Ottimo tutto il comparto e la sorella, potenzialmente odiosa, non dà fastidio. Un amore. (8/10)

Reality
Survivor. Stagione 26 (Caramoan). Episodi 14, 15.
14. Si inizia subito con un colpo di scena: l’esclusione causa malessere di Erik. Questo influisce in maniera grave sull’esito degli ultimi giorni. Una immunty trasformata in una reward che consegna un vantaggio illegale per l’ultima prova (oscena). Cochran domina e merita la vittoria, in uno dei finali più prevedibili di sempre. Bello il final tribal council che regala momenti di imbarazzo totale: Sherri presa a pesci in faccia, Brenda incazzata nera. (6/10)
15. Reunion tremenda. A caldo mi sono divertito, ma a mente fredda è ingiustificabile il tempo concesso a Boston Rob, Rudy e alla tizia con l’apparecchio a discapito dei finalisti (Erik? Sherri?) e a tutti quelli della pre-jury, completamente NON cagati. Male Jeff, fatti un bagno di umiltà e ascolta i fan. (3/10)

Musica
Bibio – Silver Wilkinson (2013)
Non c’è bisogno di descriverlo, perché il suono di Bibio è sempre il suono di Bibio. Forse qualche pezzo meno degno di nota per via del poco cantato, ma gradevolezza allo stato puro come sempre.
Vampire Weekend – Modern Vampire Of The City (2013)
Il sound è oramai inconfondibile. Il disco trasuda maturità e compattezza, perdendo forse quella spensieratezza dominante nei lavori precedenti. Si ascolta volentieri e scorre via bene.

Alla prossima settimana,
Boss.

Un anno di Fantacalcio

Non sono mai stato un gran fanatico del fantacalcio. A parte qualche esperienza in gioventù (ricordo il fantamondiale del 2002 e poco altro), questo è stato il secondo anno in cui ho preso parte ad un fantacalcio “serio” con alcuni amici. L’anno scorso sono stato deriso per aver creato una fantomatica squadra di cessi, ma ricordo che di fronte alla chiamata dell’idolo di turno beh, non riuscivo a resistere e lo compravo.
Questa volta mi sono ripromesso di creare un team con la giusta dose di classe, potenza, inventiva, senza bomber Floccari e Abel Hernandez, ma con almeno un bomber degno di questo nome. Posso dire di esserci riuscito.

In porta ho puntato al solito trittico di portieri di squadre scarse, da schierare a turno a seconda della partita più agevole: Consigli, confermato dopo la buona stagione precedente; Romero, il misterioso il portiere dell’Argentina; Sorrentino una sorta di garanzia.
La difesa è il reparto più bistrattato di ogni stagione fantacalcistica. Per non spendere tanto ho comprato i soliti pilastri Basta e Pasqual, supportati da possibili bomber come “el Anciallo” Ogbonna, “el mostro come dice mio padre” Biava e Gastaldello. Il resto sono filleroni dal nome di Rossettini (chi?), Costa (chi?) e Dramé (IDOLISSIMO, ma non è lui ad essere andato a trans in bicicletta).
Il centrocampo ha dato spazio alla fantasia e alla classe, sempre con un occhio attento al portafoglio. Non ho mai amato i grandi nomi, che ho lasciato andare a cifre folli per dare fiducia a giocatori con fame di vittorie. Il primo acquisto è stato “el pitu” Barrientos, centrocampista-attaccante dal sette fisso in pagella, seguito da coloro che trasudano bomberismo da ogni capello: Cerci e Cuadrado. Il primo era famoso per il giocare bene le prime e le ultime tre partite di ogni campionato, il secondo capace di litigare con l’Udinese e farsi cedere ancor prima di iniziare il campionato. A supporto di tanta fantasia, tanta legna: Dzemaili, “el rosso” Gazzi e Parolo hanno portato le borracce e preparato il thè caldo negli spogliatoi. Infine le due star: Lodi, sempre al centro di qualsiasi voce di mercato di mezzo mondo e Mauri, pluri indagato, interrogato, processato e probabilmente agli arresti domiciliari da metà stagione in avanti.
Per l’attacco la dirigenza aveva promesso un grande nome. I giocatori seguiti erano tanti, ma ero consapevole di potermene aggiudicare solo uno tra Di Natale, Klose, Cavani, Jovetic, Osvaldo e Ibarbo. L’ordine alfabetico ha scatenato subito una lotta senza confini per avere “el Matadòr”. Non sono mai stato abituato a lottare per un bomberone e, dopo un paio di rilanci, mi son cagato addosso e ho lasciato perdere. Ho comprato così mio il secondo obiettivo in ordine alfabetico, un misto di classe, gol e analfabetismo, il sommo Totò Di Natale, detto “el Dinny”. A fargli compagnia “el Tanque” Denis e “el scommessa” Di Michele, sempre utile nel contrattare gli acquisti delle partite e nell’individuare gli over. Poi lui, il giocatore per cui avrei speso tutti i soldi e venduto la macchina: “el freccia della Colombia”, “el genio nero”, “el erede di Odemwingie” Segundo Víctor Ibarbo Guerrero. A completare il reparto, ho investito sul giovane Insigne e sul vecchio Miccoli, un altro criminale mancato utile ad aumentare il livello di minaccia.

L’acquisto di Miccoli mi ha portato ad esaurire i fondi a disposizione ma a creare una squadra altamente competitiva, con un attacco di vecchi bacucchi del gol e un livello di ignoranza decisamente alto (a parte Ibarbo). Altro obiettivo raggiunto è stato il creare una squadra senza giocatori di Milan, Inter, Juve e Bofogna.

Nel primo girone la squadra fatica tantissimo ad ingranare. Incassa tre sonore sconfitte, strappa due pareggi di culo e vince con poco merito le rimanenti due partite. Siamo a sette lunghezze dalla vetta, con solo due punti in più dall’ultimo posto. Il morale è a terra. Dopo le prime tre giornate del secondo girone, la vetta è lontana dodici punti. La squadra decide di affidarsi ai vecchi, si attacca all’allenatore e decide di vendere l’anima per risollevare una stagione già rovinata. Lo sforzo morale ottiene i propri frutti: quattro vittorie in quattro partite portano i ragazzi ad un incredibile secondo posto, a soli quattro punti dalla vetta. Occorre però abbassare la testa e fare un bagno di umiltà, senza mollare. All’inizio del terzo girone, grazie ad una vittoria, ci troviamo a solo un punto dalla vetta e la seconda partita prevede lo scontro diretto. Finisce 4-1 per il capolista. La sonora sconfitta genera sconforto, seguita anche da e-mail sbeffeggianti e sbruffone. “Ride bene chi ride ultimo” dico ai miei ragazzi. La batosta però genera una serie di risultati non soddisfacenti, che portano la squadra a sprofondare a meno sette dalla vetta. Tutto sembra perduto, ma la capolista si fa mancare le gambe ad una passo dalla fine del terzo girone e si vede affiancare in classifica allo scadere proprio dai miei ragazzi, in grado di invertire una tendenza negativa e di trasformare in gol le prese per il culo avversarie. Siamo al mercato di riparazione, primi a pari punti.

La carenza di fondi mi porta a sacrificare i giocatori dal più basso rendimento per prendere gli scarti degli altri, nella speranza di trovare un affare in grado di darmi la forza necessaria per restare in vetta. Vengono ceduti senza troppi rimpianti “el Anciallo” Ogbonna (sempre rotto), Costa (chi?) e Dramé (tra le lacrime, esploso solo a fine stagione per dimostrarmi di essermi sbagliato), Dzemaili (esploso anch’egli troppo tardi) e Gazzi (ringraziato dalla società per essere entrato dalla panchina nell’unica partita in cui ha fatto gol), Di Michele (finito a scommettere a Reggio Calabria) e Miccoli (protagonista in un Palermo disastroso e poco criminale rispetto al suo solito). Al loro posto vengono ingaggiati Portanova (diventato idolo dopo aver lasciato il Bofogna), Balzaretti (uno scarto di chiunque) e Zapata (acquisto deriso da tutti ma protagonista in un Milan in grado di riscattare una stagione con l’ottima seconda parte di campionato), Castro (spesso il sostituto di Barrientos) e Lulic (il vice di Mauri quando questo veniva interrogato in tribunale), Eder (uno scarto) e BOMBER KLOSE (acquistato per poche noccioline dopo essere stato venduto malamente da un altro allenatore per comprare “el Balo”). La squadra trova così un suo equilibrio in difesa, una compattezza importante a centrocampo e nuova linfa in attacco. Un attacco che ha lasciato spazio ai giovani di belle speranze in attesa del ritorno del tedesco.

Il quarto girone è il girone di bomber Ibarbo. Titolare fisso insieme a Denis e Dinny, con i suoi 5.5 e i suoi assist a caso, aiuta la squadra a mantenere la vetta. Il girone inizia con una sconfitta e una pronta vittoria nella rivincita del 4-1. La vetta è nostra, per la prima volta in solitaria. Il morale è alle stelle e le quattro vittorie e un pareggio portano la squadra a concludere il quarto girone in testa, con un marigine di sei lunghezze sulla seconda e un Ibarbo idolo della folla. L’ultimo girone è quello che riserva più emozioni. Il gol di Ibarbo contro il Milan, così come la sua tripletta contro la Sampdoria, mi fanno godere sia nel bene che nel male (titolare per la prima e in panca per la seconda). Dopo la prima giornata, la squadra riesce a portarsi a più otto sulla seconda. Un vantaggio che si affievolisce per colpa dei modificatori della difesa avversari (un parametro mai preso in considerazione), genera risultati incredibili sull’orlo dei mezzi punti di differenza tra una sconfitta e una vittoria. I cinque gol di Klose caricano la squadra in vista dello scontro diretto con la seconda in classifica. Una bruciante sconfitta 65.5 a 65+1 di modificatore, riduce il vantaggio ad un misero più tre, che viene però abilmente gestito nell’ultima giornata. Siamo primi.

La vittoria è nostra ed è degna di una favola. Partiti da culo, una fatica incredibile a trovare la quadratura del gioco, un andamento altalenante e le prese per il culo. Poi la vendetta, la costanza, la grinta contro tutto e tutti, soprattutto contro i sette in pagella di Dramé, contro la latitanza di Mauri, contro le panchine di Insigne, contro il trasferimento di Sorrentino e contro i modificatori.
Siamo campioni.
Ibarbo è campione.

Al prossimo fantacalcio,
Boss.

Settimana 152: 06/05 – 12/05

Serie TV
Defiance. Stagione 1. Episodio 4.
4. I difetti restano: la proceduralità dell’episodio e le orami trite e ritrite trame fondate sui caratteri dei vari personaggi hanno già rotto le scatole. La trama orizzontale non va avanti e di quel medaglione decisamente fottesega. Punto a favore una Mia Kirshner in reggiseno tutto il tempo e una Julie Benz sempre più convincente in quanto a figosità. Non è la cosa che conta, ma a qualcosa mi devo pur aggrappare. (6/10)
Mad Men. Stagione 6. Episodio 6.
6. Ecco il miglior episodio della stagione. La follia di Don nel liquidare la Jaguar, il confronto con le lacrime di Joan, la fusione: elementi che fanno urlare sia per la magnificenza, sia per la progressione della storia. Unico neo l’eccessiva casualità di certi avvenimenti, ma direi che sia il caso di chiudere un occhio. (9/10)
Community. Stagione 4. Episodio 13.
13. Decisamente un buon finale. Si mischiano insieme i pezzi forti di Community: la darkest timeline e il paintball, con un risultato un po’ stantio ma riuscito. Buone battute, si ride bene come non accadeva da un po’ di tempo e il fanservice fa la differenza. Scrivo alla notizia del rinnovo, attendo la quinta stagione con gioia. (7/10)
Revolution. Stagione 1. Episodi 15, 16.
15. Bahh, che noia. Il senso di tirar fuori il vecchio amore di Aaron? Il vecchio amore di Monroe che casualmente è anche il vecchio amore di Miles? Il tutto farcito da sparatorie banali e zero progressi, con un finale da sbadiglio. Non ci siamo. (5/10)
16. Torna Giancarlo Esposito in uno degli episodi più sconclusionati della storia. Oramai è uno dei villain meno credibili di sempre, con tutte le morti scampate dopo essersi trovato una pistola puntata in faccia. Ah sì, ciccobombo dovrebbe servire a qualcosa. (5/10)
Game Of Thrones. Stagione 3. Episodio 6.
6. Classico episodio di transizione? A me mancano ancora dei pezzi: perché scalano la barriera? Perché la gente si trova in un mondo così vasto? Perché non mi ricordo uno straccio di nome? Tutte, o meglio, molte storyline avanzano a piccoli passi, lasciando da parte la pura azione. Il premio dramma lo vince Sansa detta Salsa, il premio genio lo vince Joffrey. Avanti così, magari con meno noia. (6/10)
Veronica Mars. Stagione 2. Episodio 7, 8.
7. Riprendo in mano questo recuperone e mi trovo di fronte un caso del giorno tremendamente scuro. La bimba chiusa nell’armadio è un colpo basso e fa da contraltare a tutta la pacchianata sulla tizia a caccia di soldi che ci prova con dei monelli. Manca Wollace e si sente. Il caso del pullman non fa passi avanti. (7/10)
8. Si torna a parlare sia dell’omicidio che del bus. Logan fa il duro e la cosa gli riesce, Duncan fa il pappamolle e la cosa gli riesce ancora meglio. Nel frattempo Veronica si destreggia tra un paio di indagini, riuscendo ovviamente nell’intento. Finale scontato. (7/10)
The Middle. Stagione 1. Episodi 21, 22, 23, 24.
21. Viva Axl! Il pulcino di Brick! Sue con il suo interminabile ottimismo! Episodio ultra divertente, nel quale trovano il giusto spazio tutti i personaggi, dei quali nessuno suscita odio o repulsione. Complimenti al baraccone. (8/10)
22. Ecco l’episodio che serve a farti sentire una merda. Axl domina la scena con una stanchezza indescrivibile, ma Sue illumina la scena con il suo furto e il suo senso di colpa. Finale puccioso che non guasta mai. (8/10)
23. Il reverendo TIMTOM entra all’istante nella mia classifica personale delle guest preferite. La storyline di Axl è quella più divertente, incastrata bene in quella principale che vede protagonisti gli asociali Brick e Mike. Quando compare il sole sono morto. (9/10)
24. Finale immenso e commovente. La parabola di Sue vale il prezzo della stagione, senza se e senza ma. Si ride forte, anche se viene utilizzata una comicità leggermente banale. Viva The Middle e hype per la prossima stagione. (10/10)
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodio 23.
23. Metà dell’episodio è incentrato su una partita di laser game che NON FA RIDERE ED È SENZA SENSO. L’interessante preparazione al viaggio di Lily e Marshall è rovinata da un Ted in versione ultra-patetica. Robyn che scava e poi non trova quello che cerca è di una stupidità senza fine e, come se non bastasse, l’episodio è concluso da una serie di considerazioni banali. Ci sarà un limite al peggio? (4/10)
Rectify. Stagione 1. Episodio 1.
1. Niente da dire: non sapevo cosa mi sarei trovato di fronte e posso solo spendere parole meravigliose. L’episodio in sé è una carezza, tratta tematiche difficilmente immaginabili con leggiadria e maestria, soprattutto nell’inquadrare con i tempi giusti tutto l’ambiente narrativo. Il dubbio sulla colpevolezza o meno fa muovere le sensazioni su un filo, dando quell’insicurezza apprezzata da poche altri parti. Ottimi anche gli attori, promosso. (9/10)

Reality
Survivor. Stagione 26 (Caramoan). Episodio 13.
13. Beh, ennesimo episodio strategicamente imponente. La mossa di Cochran assieme ad una Sherri capace di giocare e a una Dawn che deve prendere fuoco, cambiano ancora una volta il gioco. Dramma personale per Brenda. Nota a margine: l’episodio con i loved ones più melenso e insopportabile della storia. (8/10)
The Amazing Race. Stagione 22. Episodi 11, 12.
11. Che noia. I team finali hanno zero appeal e la leg, pur avendo prove carine e originali, non mette il minimo pathos nel sapere chi sarà la coppia da eliminare. Niente litigi, niente di niente. Una barba. (5/10)
12. Ancora peggio del precedente. Le prove cercano di mescolare le carte con una solida base di “casualità” che alla fine del viaggio non rende il giusto merito ai contendenti. La vittoria è così scontata che stupisce nella sua noiosità. Le dichiarazioni finali sono anche peggio. (5/10)

Alla prossima settimana,
Boss.


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