Settimana 146: 25/03 – 31/03

Serie TV
Revolution. Stagione 1. Episodio 11.
11. Beh, diciamo la verità: alcuni colpi di scena e alcune scelte degli sceneggiatori hanno il loro perché. La morte di Denny, che ha fracassato le palle per tutti i primi dieci episodi, serve sì a togliercelo dalle scatole, ma anche a dare nuova linfa di vendetta ai protagonisti. Il finale splatter è un WTF che va bene. Il resto va limato: scene di guerra banali e dialoghi infantili, risvolti prevedibili e zero immedesimazione. Dai, puoi crescere. (6/10)
Veronica Mars. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3.
1. Senza ombra di dubbio uno dei migliori pilot che io abbia mai visto. L’introduzione dei personaggi e l’introduzione delle storie vengono fatte in maniera eccelsa, sotto ogni punto di vista. Notevole anche il comparto degli attori e la scrittura, con dialoghi mai banali pur sfociando tendenzialmente nelle dinamiche teen-drama. (10/10)
2. Beh, se lo sviluppo sarà sempre “piccolo caso del giorno” con in sottofondo l’omicidio iniziale la questione si fa interessante. Da un lato come sarà possibile gestire il procedurale, dall’altro come l’indagine generale influenzerà tutti gli scenari. Ottimo prodotto comunque, con gli interpreti ben amalgamati. (7/10)
3. Beh, niente da dire: il mood di questa serie mi ha già conquistato. Delicata, profonda, dai dialoghi eccellenti e dalle tematiche, tutto sommato, attuali. Stona la storyline dell’ex fidanzato, dal finale prevedibile, così come vorrei più caso orizzontale. Ci pensa la pucciosità a farmi cambiare idea. (8/10)
The Walking Dead. Stagione 3. Episodio 15.
15. Mhh, la scena finale è classicamente drammatica in quanto il cattivo che si redime non ottiene lo scopo ma crea solo dei danni. Prima volano per aria discreti dialoghi, dei quali però fotte sostanzialmente sega. Bene Glenn, ma preparazione al finale scarsina. (6/10)
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodio 20.
20. Il plot non è un granché, probabilmente è solo un vile tentantivo di scatenare l’hype. Il momento di solo Ted ha poco senso, ma il resto nella sua assurdità fa anche sorridere. Un passo avanti. Io però volevo andare a Robot vs. Wrstlers Legends. (6/10)
The Following. Stagione 1. Episodio 10.
10. Prosegue la valutazione negativa in quanto, in dieci episodi, non sono riusciti né a farmi gradire un personaggio che fosse uno, né a farmi interessare ad una storia che sembra non avere un punto d’arrivo. Poi se ci mettiamo le solite baggianate, il cerchio della noia si allarga. (4/10)
The Neighbors. Stagione 1. Episodio 22.
22. Finale di stagione degna colnclusione di un percorso partito in sordina, ma che si è rivelato di enorme qualità. L’episodio mette in mostra le potenzialità della serie, che ha dato tempo ai propri personaggi di crescere in maniera costante. Ben concluse anche la trama amorosa di fondo e, con l’arrivo dei parenti, si aprono addirittura nuovi scenari. Speriamo di rivederci l’anno prossimo. (8/10)
Go On. Stagione 1. Episodio 20.
20. Fa la sua comparasata Courtey Cox e l’episodio assume improvvisamente altre dimensioni. Al di la della guestata, gestita bene, il plot generale convince e diverte come non faceva da tempo. Purtroppo, però ancora troppo poco dato il materiale a disposizione.. (7/10)
Archer. Stagione 1. Episodi 3, 4, 5, 6.
3. Ecco il primo episodio che ha qualcosa da dire. Non ancora divertente come me lo aspetto, ancora poco geniale per l’hype, ma una buona dose di razzismo che alza il livello di strafottenza. (7/10)
4. Inizia a piacermi il mood, ma ho ancora poca confidenza con i personaggi e con il tipo di comicità. Il plot funziona discretamente, ma non mi entusiasma lo svolgimento della trama. L’inserimento di millemila personaggi confonde un po’ le idee. (6/10)
5. Mah, le battute sul mondo gay non oltrepassano mai la linea di demarcazione tra banalità o fuori luogo. Di base c’è un leggero perbenismo o almeno a me trapela questo. Bene comunque l’inserimento delle scene senza senso fuori continuity. (6/10)
6. Gradevole. Inizia a starmi simpatica la segretaria che ama essere strangolata. Primo episodio in cui le caratterizzazioni dei personaggi e le loro relazioni assumono una piega precisa. E quasi divertente. (7/10)
The Good Wife. Stagione 4. Episodi 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18.
4. Causa decisamente carina, con il padre di Clarke che si comporta discretamente bene. Diane sfigheggia per tutto l’episodio e purtroppo torna a farsi vedere Jackie, giusto per creare scompiglio e rompere le balle a tutti. Ancora ottima la svolta internettiana. (8/10)
5. The Good Wife, si sa, ha la capacità di farci amare anche i personaggi che si vedono meno. In questo caso due: il contabile e il signore della droga. Quest’ultimo dà un bel boost alle eventuali vicende legali dello studio, facendo salire l’hype. La campagna di Peter è un po’ banalotta, ma avercene. (8/10)
6. Sarà che a me le puntate militari sono sempre piaciute, ma questa è riuscita persino a farmi piangere. Un capolavoro di scrittura, immedesimazione, recitazione e tutto il resto. Anche le vicende di una indaffaratissima Kalinda riescono a farsi spazio, ma forse la rendono eccessivamente Mandrake. (9/10)
7. Forse l’episodio più debole della stagione, vuoi per la causa davvero poco interessante. Non basta la Ricci ad alzare il livello. Bene però tutta la storyline del sempre più apprezzato Cary, uno dei cardini troppo spesso messo da parte. (8/10)
8. Ennesima perla. Tutti i protagonisti entrano in ballo, in caso avvincente e coinvolgente. All’esterno, la campagna assume altri toni di gradevolezza, grazie all’uso consapevole e delicato della prole. Il marito di Kalinda è davvero l’unica nota dolente, pur essendosi perfettamente integrato nella serie. Finale tremendo. Chapeau. (9/10)
9. Spesso la gradevolezza dell’episodio dipende dalla gradevolezza del caso. Purtroppo l’accantonamento della questione Cary e un caso non troppo coinvolgente fanno calare l’interesse. A questo viene aggiunta la comparsa della madre di Alicia, troppo macchietta per i miei gusti. Anche se l’intervento di David Lee e la litigata con Jackie valgono il prezzo del biglietto. (7/10)
10. Mh, che sia davvero la fine per il marito di Kalinda? Il caso del giorno annoia alla grande e l’indagine su Eli sembra avere il solo fine di smuovere le acque e scostarsi dalla solita routine. Non un grande episodio, considerando anche lo provolonità di Will. (6/10)
11. Il ritorno di MJF porta la gradevolezza dell’episodio a più infinito. Il finale poi mi fa anche venire gli occhi a cuoricino. Bell’episodio che si districa su millemila storyline, trovando il tempo di portale tutte avanti in maniera maestosa e lasciano anche spazio a una leggera introspezione. La maestria di questo prodotto è superba, non c’è altro da aggiungere. (9/10)
12. Beh, che dire: episodio autoreferenziale e, come direbbero, fanservice. Il ritorno della Tascioni mobilità Will e Diane che si cimentano in un buffissimo contesto francese-sportivo. Si ride molto, grazie anche alla bravura di Carrie Preston e il finale apre scenari esplosivi come il precedente. Speriamo che vengano sfruttati. (9/10)
13. La bella proposta fatta ad Alicia apre scenari drammatici soprattutto nella costruzione del personaggio. Episodio incentrato sulle sue sensazioni in maniera magistrale, farcito da da un David Lee straordinario e il caso della proroga di cinque mesi con la partecipazione eroica di MJF. Ancora una perla. (9/10)
14. Eccolo qui il migliore episodio della stagione. Mi verrebbe da dire #TeamCary, tale è la sofferenza che fanno patire a questo povero personaggio. La sfida nel finto tribunale regala emozioni che non hanno solo a che fare con la causa, ma anche con la crescita di un’Alicia oramai perfettamente squalo. Poi hei, non dimentichiamo il bacio con Will. (10/10)
15. Forse l’episodio meno interessante della stagione. Il caso del giorno è una combo del tribunale nel caso che riguarda Eli Gold: ok, c’è la Tascioni, ma il risultato era un prevedibile ritorno di Eli nella campagna. Malino Alicia nel suo ruolo di socia, sempre e solo #TeamCary. (6/10)
16. Bene, il caso si fa interessante grazie ai metodi sporchi e al subentro del vecchietto protagonista di mille mattine di italia1. Prevedibile ma imprescindibile la nuova investigatrice. Bene la rinascita di Cary. Nel complesso un po’ appannato, ma funziona. (7/10)
17. Torna a salire il livello, pur mettendo in campo un caso non molto interessante (è l’ennesima situazione “particolare”). Vince tutto la storyline di Cary, ancora intento a sguazzare nella merda che gli altri gli tirano addosso. Bene anche il super-meschino Eli, tornato a sfigheggiare. (8/10)
18. L’apparizione di John Noble mi lasciava pensare a un episodio di diversa fattura. Il caso del giorno è gestito in maniera squisita, dando la possibilità agli autori di gestire e sviluppare la sfera sentimentale che regge i personaggi. Se poi aggiungiamo Perry nei panni di Kresteva otteniamo il perfetto risultato finale. Unico neo: poco Cary nella stagione di Cary. (9/10)

Reality
The Amazing Race. Stagione 22. Episodio 6.
6. Cheppalle. La carovana vola in Botswana sullo stesso aereo, rendendo la tappa poco emozionante. La divergenza di un quarto d’ora tra un paio di gruppi e l’altro non crea eccessiva confusione. Il tutto viene reso ancor meno interessante dalla non eliminazione. Salvo i bushman e basta. (4/10)
Survivor. Stagione 26 (Caramoan). Episodio 7.
7. Classico, ennesimo episodio pre-merge. Buone le indicazioni e buona la situazione prima del mescolamento di carte, ma Phillip è fastidioso come non mai. Vedo bene Malcom, ma le alleanze possono cambiare da un momento all’altro e questo è un bene. Brenda sei figa. (6/10)

Musica
The Silk Demise – Oceanid (2013)
Per la serie che mi ha reso famoso “album a caso”, questo trip hop non sconvolge il mio apparato uditivo e mi fa chiedere cosa sarebbe potuto essere con un cantato a dominare le melodie.
Phosphorescent – Muchacho (2013)
Primo best new music di Pitchfork che ascolto dalla notte dei tempi. Un incrocio tra Animal Collective (forse) e Fleet Foxes (forse). Un buon lavoro (forse).

Alla prossima settimana,
Boss.

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1 Response to “Settimana 146: 25/03 – 31/03”


  1. 1 Veronica Mars Fans Club Italia 26 aprile 2013 alle 15:54

    Veronica Mars
    1.01: d’accordo con te con il fatto che è un pilot stra-figo… mi ero avvicinata a questa serie perché i forum di telefilm che frequentavo all’epoca ne parlavano benissimo e l’attesa era spasmodica, per loro che l’avevano seguito in diretta con gli USA, ma mi stava sul cavolo tutta questa simpatia che suscitava. Volevo vederlo per dire ‘tzè, è una grande cagata’, invece ho perso ogni speranza di odiare questa serie perchè il pilot mi ha subito catturata! Certo, teen drama, però ha quel qualcosa che non si sa perché, ma piace subito… sarà V che sgomita per andare a liberare il povero Wallace, mentre tutti lo deridono? Sarà che è capace di giostrarsi i bulletti del quartiere con maestria e non si fa metter sotto psicologicamente dallo sceriffo solo perché riveste la maggior carica autorevole della cittadina? CHissà, ma l’ho amata al volo!
    1.02: in questo episodio si ha proprio questa sensazione di ‘ah, ecco come proseguirà la serie’, e infatti si dà molto spazio al caso del giorno sempre infilando piccoli dettagli della trama orizzontale… tanto per servirci un piatto che si ripeterà a lungo, ma senza stancare per forza!
    1.03: mi fa ridere questo dire che c’è pucciosità sparsa qui e lì :D è verissimo, anche se poi, a guardarla in generale, questa serie lancia più un messaggio ‘strong’ che dolce e romantico :)


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