Settimana 135: 07/01 – 13/01

Serie TV
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodio 8.
8. Il difetto di Apt23 è quello di avere trame terribilmente prevedibili e dal finale scontato. Quando fallisce anche l’intento di far ridere, scatta la noia. Per fortuna non è questo il caso: si ride di gusto grazie alla trama lavorativa di June e alle comparsate di JVDB. Il mio modello da adulto. (8/10)
Arrested Development. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4, 5.
1. Eccomi di fronte ad un altro mostro sacro. Il racconto vede una famiglia anormale alle prese con l’incarcerazione del padre e una crisi gestionale dell’azienda famigliare. I personaggi sono già ben caratterizzati e assurdi, con alcuni idolissimi dopo pochi momenti (George Michael e GOB). Sapevo della presenza di Will Arnett, ma non mi aspetavo Michael Cera e Portia “l’amore della mia vita” de Rossi. Un po’ confuso, ma il pilot funziona. (7/10)
2. Gradevole. George Michael che evita la cugina, il padre in galera e il provino per lo spot sono divertenti e assurdi al punto giusto. Si inizia a carburare. Il lancio della lettera a mare lo voglio come sport olimpico. (8/10)
3. Ha degli spunti comici davvero notevoli e la modalità di racconto esalta le assurdità dei personaggi. La storyline della recita scolastica è geniale, ed anche il fratello mammone ritardato non scherza. Tanta roba. (8/10)
4. La storia e la caratterizzazione dei personaggi funzionano alla perfezione. Gob domina la scena, con un Will Arnett davvero di livello maestoso come interpretazione. Marta è figa quindi bene così. (8/10)
5. Altro episodio divertente, con l’assurdità che troneggia incontrastata. Benissimo le sedute di coppia con Bob Odenkirk, benissimo la storyline del carcere. Si vede anche uno straccio di trama orizzontale, e questo non può che essere un bene. (8/10)
Go On. Stagione 1. Episodio 12.
12. Non male. Ancora una volta la pucciosità la fa da padrone, lasciando anche spazio a puri scambi comici ben inseriti nel contesto. Il potenziale umano resta alto, servirebbe un’orizzontalità per renderlo ancora più interessante. (7/10)
Boardwalk Empire. Stagione 3. Episodi 2, 3, 4, 5.
2. Lo riprendo in mano in un episodio decisamente meno peggio del previsto. A parte Margareth, che trovo insopportabile, le altre storyline funzionano bene, soprattutto quella di Micheal Kenneth Williams (che domina con l’ennesima prova da nobel per l’arte) e quella relativa al traffico di alcolici. Potrei anche quasi dire che mi sono divertito. (8/10)
3. Cala il livello di attenzione a causa del troppo spazio lasciato a Margareth, ma l’analisi dei disturbi di Nucky è davvero raffinata. Nell’ambito malavitoso ancora poco Capone. Benissimo il ritorno di Gillian e bene anche l’ex pulotto, anche se troppo avulso dalla trama principale. (7/10)
4. Al Capone alla massima potenza, Nucky confinato in un segmento bottiglia sfodera tutto il suo animo da pezzo di merda. Il dialogo in dialetto fa paura e i movimenti malavitosi entrano nel vivo. L’episodio trae giovamento dal poco tempo concesso ai personaggi meno interessanti… Lo capiranno gli autori? (9/10)
5. Altro enorme episodio. La solitudine di Nucky mista al rimorso, le minacce di Chalky, la follia di Rossetti e la crudeltà di Rhotstein sono il fiore all’occhiello dell’episodio. Il tutto correlato da un Van Alden completamente alienato e da una Margareth meno odiosa del solito. Benissimo. (8/10)
The Neighbors. Stagione 1. Episodio 11.
11. Hype al massimo per il ritorno nella miglior comedy della stagione. Gli autori provano a mischiare le carte invertendo le coppie e dando in mano al vero alieno la chiave comica dell’episodio. L’esperimento non risulta particolarmente riuscito, ma il biscotto animato virtualmente vale il prezzo del biglietto. (7/10)
30 Rock. Stagione 1. Episodio 9.
12. Tornano dalla pausa con uno degli episodi più maestosi dell’ultimo periodo. Si rivedono guest-star di vecchio stampo che si integrano perfettamente nel contesto, in un ritmo serrato ma ottimamente scritto. Una vera e propria perla, che trova l’unico neo nell’assenza di Kenneth. (9/10)

Musica
The Beatles – Beatles For Sale (1964)
Il sound è sempre il solito, ma il non aver capito se sia o meno un disco con cover dimostra il mio poco interesse per un prodotto senza grandi pezzi di rilievo. Tra l’altro sorge una domanda: se non fosse esistito l’amore, sarebbero esistiti i Beatles?

Alla prossima settimana,
Boss.

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