Archivio per dicembre 2012

The X Factor (US): Stagione 2 (Completa)

Purtroppo per me, qualche settimana fa, mi sono imbattuto in un video su YouTube dal titolo “Meet Carly Rose Sonenclare: THE X FACTOR USA 2012”. La folgorazione è stata istantanea, da lì a poco mi sono trovato a guardare tutta la stagione, senza avere la più pallida idea di quello che mi sarei trovato davanti.

La struttura del programma è chiara. Si inizia con le Auditions durante le quali c’è la prima selezione, poi il Boot Camp e le Judges’ Homes aggiungono dosi di drama alla competizione, con ulteriori e alle volte inutili eliminazioni. Il noiosissimo Live Show chiude lo spettacolo.

Le Auditions sono, senza dubbio, la parte più interessante, divertente, dinamica ed emozionante di tutto il baraccone. Gli episodi offrono un montaggio spesso confuso, con momenti frenetici alternati a lentissimi approfondimenti non necessari. Il formato da tre ore permette di mostrare anche qualche divertente dietro le quinte, facendo salire la qualità degli episodi e aumentando il puro intrattenimento generato dalle sole audizioni. Ogni puntata alterna talenti puri a casi umani, spingendo lo spettatore ad appassionarsi sia agli uni che agli altri, ma più agli altri.
Il Boot Camp è fondamentalmente un campo raduno, dove i concorrenti vengono scremati fino ad arrivare al numero consono per le case dei giudici. Le sfide sono mal rappresentate e il tempo concesso a questa fase della gara è poco, sia per far conoscere meglio le storie dei protagonisti sia per mettere in luce i talenti più puri. Il ripescaggio finale con la composizione di gruppi ex novo giunge, per me, inaspettato. The X Factor si differenzia dagli altri reality canori per la possibilità che dà ai gruppi di partecipare, ma il fatto che ne vengano creati di nuovi, per arrivare al giusto numero di concorrenti per la fase finale, sembra un’imposizione di Simon Cowell, particolarmente a suo agio nel gestire questo tipo di situazioni musicali. Guarda caso gli vengono proprio assegnati i gruppi, nel mal celato tentativo di trovare il nuovo fenomeno musicale del momento.
Le Judges’ Homes sono INUTILI. Ok, i concorrenti hanno la possibilità di legare e prendere confidenza con i propri mentori, ma le eliminazioni servono solo ed esclusivamente a fare spettacolo. Ancora più inutili le comparsate dei personaggi famosi per aiutare i mentori a mandare a casa due partecipanti su sei. Vedere Bieber che giudica gli over 25 non ha avuto molto senso. L’unica nota di merito la hanno le vere protagoniste di questa fase: LE CASE.
Ci siamo. Dopo le eliminazioni inutili delle Judges’ Homes arriviamo al NOIOSISSIMO Live Show. La struttura è particolare: due ore per fare esibire i concorrenti e un’ora il giorno dopo per dare i risultati del televoto. Dopo il primo live, con l’ennesima inutile eliminazione scelta dai giudici, la struttura perde terribilmente di potenza. Le varie eliminazioni creano buchi durante lo show: dove prima si esibivano dodici concorrenti, ora se ne esibiscono sei, poi quattro, portando all’inserimento di noiose parti registrate o alle ancora peggiori doppie esibizioni (alle volte ripetendo canzoni già sentite). L’episodio con i risultati è, ogni settimana, sempre peggio: ospiti illustri cercano di alzare gli ascolti con performance live al minimo dell’interesse, supportati da un duo di presentatori spesso poco in sintonia. Mario Lopez, con la sua faccia da Bayside School, ruba la scena all’inutile Khloé Kardashian, che si limita a fare domande imbarazzanti ai concorrenti e a provarci con Cowell. Si salvano solo i giudici che con i loro battibecchi, strappano spesso un sorriso. Il pubblico in sala è l’ennesima nota negativa dello show dal vivo: l’americano medio non va ai concerti per ascoltare, ma per urlare ed esternare la propria euforia. Questo è un dato di fatto da SEMPRE e ho trovato terribilmente fastidioso che le urla del pubblico disturbassero, a volte anche in maniera grave, le esibizioni o le valutazioni dei giudici. FATELI TACERE.
Il finale è un’americanata all’ennesima potenza: quattro ore per decretare il vincitore, quattro ore di inutile televisione, talmente inutile che si esibiscono, per una seconda volta, i One Direction per cercare di alzare gli ascolti (che alla fine registrano un onesto 3.1). Il fatto che vinca il concorrente sbagliato rende il tutto ancora più inutile.

Perché dico questo?
Perché la vera vincitrice dell’edizione 2012 di The X Factor doveva essere l’idola indiscussa della stagione: Carly Rose Sonenclare PANDA ROSS.
Panda avrebbe avuto tutto quello necessario per vincere, partendo dal nome, passando per il carisma e arrivando al puro talento. È uno di quei soggetti che rendono le Auditions imperdibili, insieme a tutti quei personaggi strambi che fanno ridere ma che in fondo sono bravi. La maggior parte di questi soggetti verrà scartata nel Boot Camp (addio, Trevor), sempre se nel Boot Camp saranno stati in grado di arrivarci fisicamente. Maledetta polmonite.
Tifare gli idoli, però, è facile. Sono belli, bravi e simpatici. Molto più difficile è sostenere i casi umani, che nel mio cuore trovano sempre un angolino caldo e confortevole. I casi umani sono dei disadattati, spesso si credono BRAVI quando in realtà fanno CAGARE: per questo non possono non essere amati. La mia categoria preferita di casi umani sono le bitches tutte perfettine che poi cantano da merda. Poi ci sono i vecchi bacucchi, i soggetti violenti, i piagnucoloni, i ladri di microfoni, i violenti, i fanboy di Britney Spears e quelli che hanno lavorato con lei cent’anni fa, ma che non ce l’hanno fatta. Casi umani, grazie di esistere.

A giudicare quest’accozzaglia di personaggi troviamo i quattro giudici. Due già presenti nella prima edizione, L.A. Reid e Simon Cowell, assieme a due nuove entrate come Demi Lovato e Britney Spears, quest’ultima chiamata probabilmente (a suon di milioni) per contrastare la figura di Christina Aguilera in The Voice.

L.A. Reid non l’avevo mai sentito nominare. Si scopre, durante la stagione, essere quello che ha lanciato Justin Bieber. Sticazzi! LA è il simpaticone col cuore di pietra, l’arrivista spietato fino al Live Show, che poi si addolcisce e si riduce ad indossare un cappello da cowboy per sostenere il suo cavallo di battaglia. Ci regala uno dei momenti più alti del programma, quando esterna il proprio odio per la categoria assegnatagli “Over 25s” in faccia agli stessi concorrenti. Sale al ruolo di mio giudice preferito quando manda a casa quella gallinaccia di Tara, ma perde incredibilmente punti salvando Mr. Entertainment, del quale non riesce a far brillare il talento. Vince l’edizione grazie a Tate, quello che si potrebbe definire il concorrente perfetto: bella voce, bella storia personale, bel carattere.
Simon Cowell è il burattinaio. Fa il cattivo e muove i fili solo per portare in alto i propri concorrenti, con una radicale visione economico/commerciale dei prodotti che ci propina. Prima punta tutto sugli Emblem3, poi pompa le Fifth Harmony appena capisce che stanno facendo presa sul pubblico e che al pubblico manca un gruppo femminile di riferimento. I risultati gli danno ragione, con un onesto terzo posto finale. Cowell sa quello che vuole e aiuta i propri concorrenti a rendere al meglio, sbagliando solo con i Lyric145, spesso agghindati come dei buffoni. Putroppo è spesso vittima delle avances della Kardashian, che lui sembra non evitare, generando epici momenti HORROR. Simpatici i siparietti con Demi Lovato, soprattutto quando alza il dito per catechizzarla sulle sue fiamme.
Eccoci dunque al giudice che mi ha colpito di più: Demi Lovato. Partendo dal presupposto che ignoravo anche la sua esistenza, sono stato subito colpito dal suo affabile modo di fare. Carina con quasi tutti i concorrenti, agghindata sempre alla perfezione, dimostra anche una certa conoscenza dell’ambiente. Almeno fino al suo cambio di look. Dopo le Judges’ Homes, si tinge i capelli e si fa crescere gli spazzoloni, cercando di far cambiare allo stesso modo tutti i concorrenti rimasti nella sua categoria. Qui sta l’errore che la porta a non essere competitiva durante il Live Show: non puoi cambiare l’acconciatura e lo stile nel vestirsi del cantante, altrimenti lo spettatore non si riconoscerà mai nel personaggio visto nelle fasi precedenti. Le scelte dei brani sono spesso discutibili (soprattutto per Paige) e le eliminazioni sono meno sofferte del previsto. Nel duetto con le Fifth Harmony mi stupisce personalmente con la sua interpretazione.
L’ultimo giudice, il più acclamato, è la “regina del pop” Britney Spears. Giudica solo ed esclusivamente il “proprio livello di intrattenimento”, elargendo no a tutti i noiosi. Subisce le crisi psicologiche dei suoi fanboy, i casi umani che si presentano al provino solo per parlare con lei. Di lei resteranno memorabili due cose: il balletto durante Ice Ice Baby nelle auditions e le sue occhiaie durante il Boot Camp. Nel Live Show, viene annichilita quando viene rimessa in gioco l’odiosa Diamond White, ma riacquista fiducia nei propri concorrenti grazie alle prove di Carly Rose. Essendo il mentore dei “teens”, Britney pensa bene di vestirli da bimbominkia, dimostrando un pessimo gusto dal punto di vista estetico (povera Beatrice). In finale prova a fare l’aggrssiva con tutti, fallendo miserabilmente.

Nel finale, la gara riserva qualche sorpresa, ma niente che faccia davvero appassionare allo sviluppo della stagione. Ho comunque trovato i miei momenti: l’addio prematuro dei Lyric145 è stato un colpo al cuore, mentre non ho mai odiato nessuno in vita mia come ho odiato Diamond White (infatti si è salvata due volte, grazie karma). Appassionante la lotta contro l’eliminazione dell’inguardabile-biondo-platino Cece Frey, peccato per Vino Alan che viene eliminato per colpa di LA Reid e delle sue scelte sulle canzoni da fargli cantare. Sono diventato fan di Jennel Garcia e del suo pulitissimo sorriso cuore (TI AMO), mentre Camila delle Fifth Harmony e il mio sogno erotico da giorni.
La vittoria finale del concorrente che non se lo meritava non giunge inaspettata. I risultati del televoto hanno messo in luce come l’americano medio abbia sempre avuto a cuore la storia personale di Tate, a discapito del puro talento di una “tanto farà carriera comunque” Carly Rose. Stupidi americani.

Non so se avrò il coraggio di sorbirmi altre stagioni di un prodotto così noioso, con una struttura che perde potenza e interesse proprio quando diventa Live e deve dare il meglio di sé. Forse darò una chance alle Auditions, per vedere se spunterà un altro talento in grado di conquistarmi fin dal primo ascolto.

Polmonite permettendo.

Alla prossima stagione (forse),
Boss.

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Settimana 132: 18/12 – 23/12

Serie TV
It’s Always Sunny In Philadelphia. Stagione 8. Episodi 9, 10.
9. Fantastico. Tutta la diatriba sul salutare o meno amici seduti al tavolo vicino è geniale, con Dennis e Dee al livello massimo di delirio. Ottimo anche Frank, col parrucchino delle grandi occasioni. Finale tirato via, ma in pieno stile Sunny, assurdo e imbarazzate. (7/10)
10. A Natale siamo tutti più buoni mentre loro sono più deficenti. Si parte da un incidente stupido, per arrivare a mettere in discussione la teoria dell’evoluzione, dando del BITCH a gente come Galileo o Newton. Lo strippo finale di Dee vale da solo un’intera stagione. (10/10)
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodi 11, 12.
11. Prima parte del doppio episodio sulla falsa riga dei precedenti. Trama insulsa, qualche passo avanti, pochissima comicità (Barney con il blocco degli appunti, una tristezza). Lily e Marshal ai minimi storici, Ted odioso come non mai. (5/10)
12. Seconda parte che dà più spunti per una discussione. La comicità resta insulsa (Lily e Marshal col dramma di lasciare Marvin sono PATETICI, il ritorno di Ranjid è il massimo del fastidio), il resto mette in mostra dialoghi al limite della sopportazione (Ted e Robin) o del nonsense (Robin e Barney). Il finale paraculo è stata una mossa decisamente azzardata. Se da un lato rispetto la scelta degli autori di giocare pesantemente, per tutta la stagione, con la tecnica del “rivelo davvero come sono andate le cose”, dall’altro il momento finale sarebbe stato comunque importantissimo, senza bisogno di costruirlo attraverso episodi SGRADEVOLI. (6/10)
Louie. Stagione 2. Episodi 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13.
6. Un paio di battute stratosferiche, l’insicurezza di Louie alla massima potenza e un finale davvero drammatico per un episodio che riguarda solo due personaggi ma che si apre su infiniti scenari: l’accettazione, il rifiuto, l’attimo e il rimorso. Ennesimo gioiello. (9/10)
7. Bella l’analisi del rapporto con la figlia, metafora esplicita della crescita non percepita. Tosta la diatriba tra comici, con Louie alle prese di una questione spinosa col suo solito modo di fare remissivo/aggressivo. Amaro. (7/10)
8. Grande episodio. Louie si trova ad interagire con l’ennesimo personaggio diverso da sé stesso e lo fa col solito stratagemma odio repulsione comprensione amore. Le scene di masturbazione fanno sì ridere a prescindere, ma lo fanno anche grazie al contesto creato. (8/10)
9. Capolavoro, l’ennesimo. Louie incontra un vecchio amico e le intuizioni personali si sprecano nell’analizzare la riscoperta di un rapporto oramai cancellato dal tempo. La stagione risulta meno comica del previsto, ma respira in altre alte situazioni. (9/10)
10. La prima parte è un remake dell’episodio della prima stagione, con meno da dire e un finale più incerto. La seconda parte ci mostra uno spaccato della scrittura di film americani, con un Louie che rovina tutto per via del suo pessimismo. Niente di esaltante, a parte l’annusatura della scoreggia. (6/10)
11. Capolavoro. Louie riesce a riempre quaranta minuti di episodio con il NULLA. Non accade niente di particolare: l’episodio ha delle premesse e si districa tra queste in maniera pulita e regolare, senza alzare il tiro. Forse è questa semplicità a rendere i quaranta minuti commoventi, di una classe sconsiderata. (10/10)
12. Il rapporto con l’adolescenza è un po’ prevedibile e drammatizzato, ma la salsa Louie è sempre più uno specchio fedele della realtà. Benissimo gli attori, finale agrodolce per non dire dramamtico. Toccante. (8/10)
13. Prima parte in chiave comica alla Loiue, vittima di una situazione surreale che trasuda tristezza divertente. La seconda parte è un inno alla disillusione del personaggio, ancora una volta vittima di sé stesso. Una genialata amarissima. (10/10)
Don’t Trust The B In Apartment 23. Stagione 2. Episodi 6, 7.
6. Il balletto di James è qualcosa di sensazionale. L’episodio mette in scena qualche buona trovata comica e l’impianto è oramai quello consolidato di buonismo/malignità. Bene le guest. (7/10)
7. Si risolleva leggermente, ma non si discosta da il livello di mediocre bellezza. Alcune battute e alcune situazioni sono assurde e telefonate, ma nel complesso regge bene tutto l’impianto. (7/10)
Misfits. Serie 4. Episodio 8.
8. Tutto bene fino all’arrivo dei cavalieri dell’apocalisse che trafiggono la suora senza apparente motivo. Giglun dà l’ennesima prova di essere una spanna sopra agli altri. Non so se e quando Misfits tornerà, io spero trovino lo spazio per approfondire storie e personaggi, con una certa continuità. (6/10)
Fringe. Stagione 5. Episodi 9, 10.
9. Episodio basato su un trip di Walter. Sono d’accordo con chi dice che la sostanza è poca e il fan service tanto, la trama non si muove come dovrebbe e ristagna in un catino di emozioni già provate. Un tributo a quello che è stato Walt, meritato ma forse non necessario. (5/10)
10. L’episodio è ancora ricco di elementi positivi ed elementi negativi. Positivo il finale, ancora ricco di fan service, con una morte eccellente ed un ottimo colpo di scena finale. Negativo il fillerone non necessario messo in atto, con l’ennesimo inutile laboratorio di Nina. Il suo sacrificio è forse il meno commovente, ma non il meno sentito. (6/10)
Last Resort. Stagione 1. Episodio 10.
10. Un po’ accozzagliato, con varie situazioni al limite della credibilità o del plot hole. Hanno anche trovato il tempo di inserire il colpo di scena più utilizzato, prevedibile e banale della storia: la morte di un personaggio importante. Passano due minuti e si scopre viva e prigioniera. Nient’altro da segnalare, la trattativa con la Cina è l’apoteosi del chissenefrega. (5/10)

Reality
Survivor. Stagione 25 (Philippines). Episodi 14, 15.
14. Puntatone finale interessante solo ed esclusivamente grazie al fallimento di Malcom. La reward sembrava fatta apposta per aiutarlo, ma l’ansia e la pressione lo fanno finire in maniera miserabile. Lisa è una delusione al tribal council finale, dove il vero vincitore si dimostra come al solito Penner. Vittoria tutto sommato meritata. (6/10)
15. Non si può far parlare Penner così poco. Lisa e il suo monologo rubano la scena a tutti gli altri, una noia mortale. Dawson vince il premio pazza della reunion, null’altro da segnalare. (6/10)
The X Factor (US). Stagione 2. Episodi 23, 24, 25, 26, 27.
23. Si esibisce la vincitrice della prima edizione (grazie, evito il recupero) e lo scontro diretto ci fa finalmente dire addio a Diamond White. Addio, e non insegnare nulla agli angeli che è meglio. Noia a palate tutto il resto, compreso lo spottone della Sony. (6/10)
24. Nessuna performance davvero degna di nota, se non per gli Emblem3 che rovinano Peter Frampton. Tate Stevens sembra quello con più chance, a meno che Carly Rose non tiri fuori una prestazione incredibile dal cappello. (6/10)
25. Mi sono spoilerato i finalisti, quindi nessuna sorpresa. Puntata noiosa, quasi tutta guardata in FF. (5/10)
26. Tripla esibizione che serve solo ed esclusivamente a far sfigheggiare le Fifth Harmony (e Demi Lovato). Purtroppo Carly e Tate sono bravissimi ma noiosi. L’episodio non ha niente di nuovo rispetto ai precedenti: du palle. (6/10)
27. Inizio pacchiano e americano all’ennesima potenza. I finalisti cantano ancora per riempire i vuoti, mentre i live di Pitbull e dei One Direction (ancora) sono la cosa meno interessante del mondo. L’America poi vota mal e tutto diventa ancora più amaro. Bello solo riveder gli eliminati. (5/10)

Musica
The Beatles – A Hard Day’s Night (1964)
Colonna sonora di quella che sarà la tipica sonorità Beatlesiana. Il pezzo che dà il titolo all’album è l’unico di rilievo, purtroppo la sonorità resta costante lungo tutta la durata del disco, senza particolari picchi emotivi.
Vanilla Ice – To The Extreme (1990)
Ice Ice Baby è effettivamente un pezzo che resta in testa, mentre il resto dell’album è un buon rap che andrebbe approfondito. Ma ci vuole del tempo e lui il tempo non se lo merita.

Alla prossima settimana,
Boss

Settimana 131: 10/12 – 17/12

Serie TV
Misfits. Serie 4. Episodio 7.
7. Il senso di dare ad Abbey il bambino per poi toglierglielo? Alex torna ad avere il proprio pene con una scena imbarazzante (si definisce freak di fronte ad un trans, che tatto) ma gli elementi per lo sviluppo futuro ci sono tutti. Lo ripeto: sarebbe ancora gradevole se i personaggi fossero interessanti. Devono assolutamente impegnarsi a renderli profondi. (7/10)
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodio 10.
10. Il commento di questo episodio e PROPERTY OF TED MOSBY. Come ogni singolo oggetto passato in scena. Dopo il primo aveva già smesso di far ridere. (4/10)
Louie. Stagione 2. Episodi 1, 2, 3, 4, 5.
1. Ebbene sì, Louie fa ridere anche quando usa le scoregge. Episodio di una profondità senza precedenti, toccante ed esilarante allo stesso momento. Regala lezioni di vita nel mentre dimostra che la vita può essere una merda. Chapeau. (8/10)
2. No va beh, per la prima parte con il barbone a cui si stacca la testa rido ancora, e sono passati quattro giorni. Per la seconda non mi sono esaltato, ma il genio è ENORME. Vederlo trombare fa ridere a prescindere. (9/10)
3. Siamo all’apice del visonismo, il dialogo con il commercialista fa ridere nel più profondo dell’animo, sfruttando il distacco dalla realtà di un personaggio particolarmente fuori dal mondo. La prima parte dell’episodio, durante la ricerca, ci mostra la mente di Louie nel suo delirio interirore. Bello. (8/10)
4. Episodio di stampo diverso dai precedenti. Si ride meno, ma si riflette di più. Il dialogo tra Louie e Joan Rivers muove il cervello e finisce in maniera solidissima, a discapito della realtà. Funziona anche quando cambia registro, impressionante. (7/10)
5. L’episodio più debole fin’ora anche se la scampagnata trova il tempo di regalare momenti educativi di introspezione alla Louie. La sostanza resta poca e a tratti, purtroppo, sembra non funzionare (la coppia di tunca alla pompa di benzina). (6/10)
The Neighbors. Stagione 1. Episodio 10.
10. La vena comica si spegne leggermente, ma lascia lo spazio ad una limpida introspezione sulla morte. Tema gestito in maniera gradevole e mai sopra le righe, con anche qualche trovata originale. Una sorpresa. (7/10)

Reality
Survivor. Stagione 25 (Philippines). Episodio 13.
13. L’episodio di cui avevo paura. Eliminazione prevedibilissima e prove che fanno sfogare la potenza di Malcom. La strategia non la fa da padrona infatti ci viene mostrata una puntura a Denise della quale frega niente a nessuno. C’è qualche speranza per il finale, speriamo bene. (5/10)
The X Factor (US). Stagione 2. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22.
1. Beh, gli americani sanno pompare quello che producono. La presentazione dei nuovi giudici e l’ingresso nei palazzetti sono folli, così come sono folli alcuni dei personaggi che si vedono sul palco. In mezzo ai maniaci c’è anche gente che sa il fatto suo, anche se il mio tifo va per le bitches incapaci. Finale strappa anima. Demi Lovato non so chi cacchio tu sia ma ti amo. (7/10)
2. Carly Rose. Ecco subito l’audizione di colei per la quale ho iniziato la visione del baraccone. La differenza con gli altri si nota subito, partendo dalla standing ovation dei giudici. Ancora qualche bitches (l’iper tettuta porca) e ancora momenti drama. (7/10)
3. PANDA ROSS. Io la amo follemente e spero che vinca tutto il vincibile di questo mondo. Gli altri son carini e alcuni degli di nota, ma per ora Carly Rose non la batte nessuno. Demi ti amo. (8/10)
4. Tizio senza denti, tizia che vuole uccidere tutti con la sedia in mano e tizio che usa il bimbo per far piangere tutti sono i miei idoli del quarto episodio. Faccia di Britney Spears durante i tuoni: senza prezzo. Demi sei figa. (8/10)
5. Quindicenne che sembra una cinquantenne ma che canta da re, il tizio che torna per la seconda volta, il tizio tinto con le bambocce che gli danno corda e la coppia AGGHIACCIANTE di innamorati che dovevano esplodere in diretta. Poi il brasiliano, la figlia del tizio dei Kiss e Tara ODIO Simon… Da non dimenticare il galoppino di Britney: IDOLO. (8/10)
6. L’episodio con Trevor Morane che vale da solo la durata di tutto l’episodio. Poi lo sfigato super innamorato e il cicciobombo che dicono sia uno stronzone. Infine una tizia carina che canta al livello di Carly. Paura. (8/10)
7. Bene questo primo Boot Camp, dove i disgraziati vengono messi “uno contro l’altro”. Tra crolli emotivi e psicologici, sfide all’ultimo acuto e un tizio che piange e vuole la mamma, lo spettacolo è assicurato. Ben gestita l’eliminazione. (8/10)
8. Belli gli scontri diretti, alcuni davvero molto azzeccati. Cece contro Paige sfida cardiopalma, Carly domina la scena e Tate si muove da squalo. Null’altro di importante da segnalare, a parte la Garcia che molla un colpo. (8/10)
9. Selezioni alla fine del Boot Camp, dramma per il tizio col bimbo. I bambini sono quasi ovvi così come le altre categorie. I ripescaggi sistemano alcune scelte assurde, ma i nuovi gruppi non mi convincono. Carine le scelte delle categorie e dei mentor. Case della madonna e bene le varie esibizioni, con le mie solite preferenze: Jennel e il gruppo dei Rapper. Finale suspance. (8/10)
10. Vanno avanti le esibizioni e dico solo un paio di parole: CHE CASE, CHE CARLY. Il gruppo dei vecchi non ha senso ed LA Reid mi fa morire odiandoli. (8/10)
11. Decisioni sul team Britney abbastanza scontate, se ne vanno due non all’altezza degli altri. Dramma emotivo per i young adult, dove ce la fa la Garcia ma non la bullata. Bene Paige che spero di vedere in versione ancora più figa. Ok gli adulti, dove passano quelli bravi davvero e bene anche i gruppi, almeno fino a quelli che ho visti nel file tarocco. (8/10)
12. Sulla prima puntata del Live Show dovrei scrivere un post intero. Insostenibile, il pubblico è FASTIDIOSSISSIMO. Non si riesce a capire NULLA durante alcuni pezzi e i giudici sono costretti ad urlare per parlare uno di fianco all’altro. I presentatori sono TRISTI. Salvo solo il ritmo serrato. (5/10)
13. Eliminazione scontata per young adults: addio Willi Jones, ora insegna agli angeli a mettersi un mattone in testa. Per i vecchi sono rimasto colpito: LA Reid piscia fuori dal vaso, ma io non capisco nulla di musica. Per i bimbi, Carly Rose passa senza patemi, il resto è fuffa. Per i gruppi, passano gli unici due decenti, lo spareggio zero interesse. Pubblico odioso come la neve. (6/10)
14. Il ritorno di Diamond è una fregatura bella e buona. PFFF. Buone esibizioni, i miei favoriti restano sempre quelli, Carly e Lyric. Nota di merito per Jason Brock, haterato da tutti e quindi idolo subito. D’accordo con Simon su Jennell. (7/10)
15. Mah, che tristezza i risultati. Quaranta minuti per sapere chi va a casa, farciti dall’esibizione dei tizi inglesi dei quali a me fottesega. Peccato per Brock, idolo. Diamond quarta è un insulto, bene per LA Reid il primo e il terzo. (6/10)
16. Cece Frey odiata da chiunque mi fa morire dal ridere. Bene l’episodio, anche se come show è leggermente noioso. Carly Rose non potrà non essere prima, tempo per Lyric 145 e spero sempre che Diamond White venga eliminata in maniera brutale. (6/10)
17. Come ci sono rimasto male per l’eliminazione dei Lyric 145 lo so solo io. La bottom due è oscena, ma il singoff è stato imbarazzante. Due canzoni e due performance oscene. Patetico Simon che non dichiara il proprio voto, sfruttando il proprio potere di non so che cosa per far mobbing. Boh. Se ne va Jennell. Addio. Carly Non è prima, uno schifo. (4/10)
18. Con meno concorrenti viene dato più spazio alle storie personali, quasi tutte commoventi. Bene Vino, Cece sembra falsa come i soldi del Monopoli e Paige fa pena. Poi arriva Carly Rose che distrugge tutti, me compreso. (8/10)
19. Addio mocciosa, ora finalmente hai un motivo per cui piangere. Singoff tremendo, live poco interessante, momento lacrima per i bimbi pezzenti delle scuole. Carly Rose finalmente al primo posto. (6/10)
20. Mhhh. Gran bella riscossa di Cece che riesce a dare il meglio di sé. A parte i veri fenomeni, a me sembrano tutti stonati. Anche Carly canta un pezzo non ai suoi livelli, ma riuscirà a strappare la prima posizione ad un tristissimo e banale Tate. Ci gioco 100 euro. (6/10)
21. Vino checcacchio mi combini?! Canti una canzone che hai già cantato? Purtroppo ci saluta in uno scontro tremendo con Diamond White, la ragazzina odiosa che gradirei veder bruciare sul rogo. Episodio noioso partendo dall’eliminazione di Paige, neanche il mio amore Alicia Keys riesce ad alzare la tensione. (5/10)
22. Diamond “odio” White ripete la prestazione degli esordi suscitando in me un odio ancora più grosso. Carly domina la scena sotto tutti i punti di vista, neanche lontanamente paragonabile agli altri. Per il resto domina la noia, distratta solo dai giudici e le loro scaramucce. (6/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 130: 03/12 – 09/12

Serie TV
The Walking Dead. Stagione 3. Episodio 8.
8. Finalone per una prima parte di stagione da urlo. L’arrivo di Tyreese dà nuova speranza e nuovi personaggi alla storyline della prigione, mentre l’assalto al Governatore ribalta le carte in tavola. Nota dolente la facilità di risoluzione di alcune trame, come la ricerca di Glenn e Maggie o la fuga del gruppo dalle mura. Finale cliffangherone, rovinato dalla preview sul nuovo episodio. (8/10)
How I Met Your Mother. Stagione 8. Episodio 9.
9. Episodio che mi ha sconvolto. Sotto l’aspetto comico è decisamente migliorato, in quanto la storyline di Ted e le gag di Robin, seppur queste ultime forzate, sono gradevoli e divertono il giusto. Il momento shock arriva nel finale, con l’introduzione di Partrice nella vita di Barney che lascia SENZA PAROLE. Un’assurdità senza precedenti. (3/10)
Revolution. Stagione 1. Episodi 9, 10.
9. Se non il peggiore, sicuramente il più assurdo e meno intenso. La storia delle allucinazioni è infantile, così come ridicola la carenza d’ossigeno. L’allucinazione di Charlie è la più imbarazzante di tutte, il finale banalotto ma salva la Mitchell dallo schifo. (4/10)
10. Finalino ino ino. L’unica cosa buona è il ricongiungimento di tutta l’allegra famigliola, le scazzottate e le sparatorie sono davvero dozzinali. Il finale non ho capito se doveva essere WTF o un cliffangerone, con tre mesi e mezzo di pausa potevano osare di più. (5/10)
Don’t Trust The Bitch In Apt 23. Stagione 2. Episodio 5.
5. Episodio non eccelso ma che funziona. La storia di Chloe e il ritardato regge bene e fa ridere, June resiste fino al finale prevedibile mentre JVDB è il migliore in assoluto. Come sempre. (7/10)
Misfits. Serie 4. Episodi 5, 6.
5. Episodio di transizione, a tratti toccante e meno sboccato del solito. Con l’addio di Curtis, Misfits si trova a dover navigare da solo, senza potersi più appoggiare a quello che era. In questa prima scena senza “ex” il risultato è buono. Se solo me ne fregasse qualcosa dei personaggi nuovi. (6/10)
6. A parte il tizio senza pene che parte alla ricerca del proprio pene, la storia degli acidi, delle scopate e l’inserimento della nuova tizia funziona alla perfezione. Peccato la soluzione approssimativa del caso coniglio. Peccato anche per il carisma dei personaggi, dei quali mi interessa niente. (6/10)
Go On. Stagione 1. Episodio 11.
11. Va benissimo la pucciosità, che sia chiaro, ma quando è troppo è troppo. I momenti comici ci sono, sono gradevoli, ma sono rari e leggermente forzati. Poco apprezzabile anche la necessità di riunire il gruppo nel finale, con una proposal imbarazzante. Passo falso. (5/10)
The Neighbors. Stagione 1. Episodio 9.
9. Perla natalizia in salsa aliena. Plot che funziona e fa ridere, con il cast al completo in perfetta sintonia. La figlia maggiore domina la scena come sempre, ma Debbie le tiene testa nel ruolo di personaggio preferito. Benissimo. (8/10)
Last Resort. Stagione 1. Episodi 8, 9.
8. Mhh episodio fine a se stesso e decisamente frettoloso e poco preciso in alcune circostanze. La stazione pirata in cima alla collina (sei ore a piedi), lo stupro guarda caso anche della tizia guarda caso avvocato e la fuga dello stupratore, sono alcune delle trovate discutibili. L’impianto è solido, ma perde mordente quando diventa verticale. Fuori dall’isola niente da segnalare, altro neo. (6/10)
9. Episodio bomba. Queste sono le cose che voglio vedere in Last Resort: scene adrenaliniche, sviluppo dei personaggi e sviluppo della trama orizzontale. Si approfondisce la storia dei Seals, aprendo spiragli oscuri verso un finale di stagione che deve essere così. (8/10)
The Mob Doctor. Stagione 1. Episodio 9.
9. Episodio non salvabile. Il plot della rapina alla gioielleria passando per le fogne era gia vecchio negli anni 50, figuriamoci oggi. Casi medici imbarazzanti, su tutti quello di uno zero carismatico chirurgo capo. Scena di sesso tra pesci lessi e finale con zero mordente. (4/10)
It’s Always Sunny In Philadelphia. Stagione 8. Episodio 8.
8. Dal titolo mi aspettavo molto, molto di più. L’assurdità regna sovrana come sempre, ma l’ambiente virtuale e lo scollegamento tra le varie situazioni rendono critico il complesso. Da segnalare la magnifica prova di Charlie Day, in questo episodio agli apici di una recitazione dai ritmi forsennati. (6/10)
NTSF:SD:SUV::. Stagione 2. Episodio 14.
14. Altro stand alone, questa volta a tema natalizio e con un senso logico. Tecnica di ripresa originale, si ride poco ma il prodotto risulta scemo e gradevole. Una chicca che verrà dimenticata. (6/10)
Fringe. Stagione 5. Episodio 8.
8. Le lacrime. Si chiude la versione osservatore di Peter con una scena strappacuore. Gli autori continuano, per fortuna, a mandare avanti il piano di Walter, con il recupero di oggetti disparati e difficilmente accostabili, rendendo il tutto uno sfondo ottimale per il sempre costante sviluppo dei personaggi. Piango. (8/10)
30 Rock. Stagione 7. Episodio 8.
8. Episodio in linea con il mood della stagione. Livello discretamente comico, farcito da qualche buona battuta e storyline che funzionano. Si potrebbe aspirare a qualcosa di più data la farcitura dei venti minuti, ma ci accontentiamo. (7/10)
Parks And Recreation. Stagione 5. Episodio 9.
9. In un perfetto episodio, tutto ciò che chiedo da ParksAndRec: comicità sottile e geniale, Ron Swanson alla massima potenza e tanto pucciosissimo Jerry. Benissimo anche Chris. La parodia degli awards americani mi ha definitivamente steso. (9/10)

Reality
Survivor. Stagione 25 (Philippines). Episodio 12.
12. Mhh, bene Abi che una strategia traballante ma solida riesce a garantirsi uno spot in final five. L’episodio regge bene nel montaggio, con le prove gradevoli e il ritorno dello stick diventato oramai un evergreen. Purtroppo la finale rischia di essere prevedibile, con Malcom che sembra avere la strada spianata verso la vittoria. Non saprei per chi tifare e non so se sia un bene. (7/10)

Alla prossima settimana,
Boss.


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