Archivio per giugno 2012

Settimana 106: 18/06 – 24/06

Serie TV
How To Make It In
America. Stagione 2. Episodi 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8.
2. La serie aumenta di livello, inserendo due ex attori di The Wire. Mentre la mente vola, Ben e Cam fanno qualche passetto avanti, mentre Rachel e Rasta Monsta continuano a non convincere. (7/10)
3. Il dramma di Rasta Monsta, la scelta di Rachel, la banalaggine di Ben e la scalata di Cam. Non c’è una storyline sbagliata. Il mix colorato e caotico funziona, lasciando spazio anche a una leggera introspezione. (8/10)
4. Si vedono Rachel e Ben in combo ad un matrimonio. Si vede Kapo in crisi. Si vede Rasta Monsta aumentare il livello di delirio. Si vede Cam fare passi da gigante in fatto di gradimento. Bell’episodio e bel finale. (8/10)
5. Forse il peggiore fin’ora. A prescindere dal finale prevedibile con la trombata, il resto è troppo, troppo casuale. Le due tizie bionde sono odiose e guardacaso scoprono Crisp per caso. Il giro in bici di Rachel dice poi il resto. (6/10)
6. Ahi ahi ahi, la vedo grigia. La parentesi di Rachel non mi convince (tra l’altro worst tatoo ever), Rasta Monsta cambia rotta e diventa più gangsta mentre le vicende della Crisp convincono sempre di più. La storia tra Ben e la tizia serve a dare pepe ad una trama con pochi sbocchi, ma poi vedo Cam e Lulu e gli occhi diventano a cuoricino. (7/10)
7. L’allontanamento tra Ben e Cam è una semplificata allegoria dell’eterno scontro tra ideali e soldi. Rasta Monsta ora fa paura, mentre il trip nel mondo della droga di LAGO CAMPANA è veramente fastidioso. (8/10)
8. FInale davvero gradevole. Tutto si ricongiunge in una maniera che non lascia neanche l’amaro in bocca per la cancellazione e fa venire anche un po’ di mescolino. Rasta Monsta e Rachel spariscono dallo schermo con delle prospettive nuove delle quali non frega niente a nessuno. Viva Domingo. (8/10)
The Good Wife. Stagione 3. Episodi 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
3. Riprendo in mano The Good Wife con l’intenzione di portarla a termine. I casi del giorno sono due. Nel primo, il senatore Clay Davis cerca di mediare le sorti di una causa tra la Cuddy e Will (meno figo del solito). Nella seconda, una crisi del formaggio che viene presa in mano da Eli con forza, ma che gli si ritorce contro. Il finale è l’unico spunto ad ampio respiro. (6/10)
4. Ecco che si torna ad aumentare il livello. Il caso del giorno è di quelli strappa-anima e serve a mettere in luce sia la solita bravura di Kalinda che il nuovo cuore d’oro di Diane. Il resto è un figheggiare di Will nei confronti di una Edelstein che non convince nel suo ruolo. Eli sempre sopra le righe, non si capisce dove voglia andare a parare. Poi c’è LUTZ. (8/10)
5. Tanta, tanta (troppa?) carne al fuoco. Un caso, il ritorno di un ex-cliente, una wire, un personaggio nuovo, il passato di Will, la Edelstein, Eli che prepara la strada a Peter con una promessa esagerata, Grace e la Tutor. C’è di tutto e forse ho dimenticato qualcosa. Tutto, però, funziona benissimo e lo stile The Good Wife non ne risente. Anzi. (7/10)
6. Altro episodio eccellente. Se il caso del giorno non è per niente interessante e Caitlin è, per ora, prevedibile, le vicende di Cary e di Eli Gold convincono. L’ex moglie di quest’ultimo entra con una classe vista poche volte prima, in un contesto che non la riguarda. Will e Zach degni di una comedy di alto livello. (8/10)
7. Le questioni americane non mi affascinano mai e l’episodio ne risente. Pur avendo lo scontro sognato da tempo, Will contro Peter, e pur scoprendo parte del passato di Will, il prodotto resta leggermente freddo, con un calo di stile per quanto riguarda Caitilin. Guarda caso sempre pronta ad avere l’intuizione giusta. (7/10)
8. Braccio della morte, duplice omicidio risolto in maniera superficiale. L’attenzione si sposta su un presunto candidato politico (che fottesega) e su Kalinda, che torna a tessere le sue trame. Non si capisce dove voglia andare a parare, ma il suo mistero è uno dei punti di forza della serie. Shippamento totale per figlio di Alicia + figlia di Eli. (7/10)
9. Formaggio, Kalinda, Jackie e corte militare. Tutto gestito al top, con tempi giusti ed ottime interpretazioni. Una delle qualità migliori di The Good Wife è saper far tornare i personaggi già visti con una tranquillità e una normalità senza precedenti. Tutti gli argomenti sono interessanti, quello di Will su tutti: fremo per l’attesa. (8/10)
10. Un capolavoro. Se riescono anche ad infilare sette minuti di thriller senza sconvolgere la struttura, vuol dire che sono dei geni. Il finale è poi drammaticamente sofferto: serve a smuovere una situazione un po’ critica, ma non è stucchevole nella sua banalità. Il caso del giorno deve per forza essere debole e sul più bello arriva Michael J Fox. Chapeau. (9/10)
30 Rock. Stagione 6. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 ,8, 9, 10.
1. Decisamente sconclusionato. Il reality è una bella idea, ma Tracy e Kenneth sono un po’ fuori luogo. Il cambiamento di Liz era prevedibile, ma dà sicuramente respiro alla stagione. Lutz idolo come sempre. (6/10)
2. Prima metà di un episodio super delirante. Kelsey Grammer è la guest, infilata nel guaio compiuto da Jenna e Kenny. Liz lotta con Jack per tenere segreto il nuovo looserissimo fidanzato e Tracy forse sembra il più normale. È tutto un dire. (6/10)
3. Seconda parte di un doppio episodio dalla trama prevedibilissima. Alcune trovate sono geniali (il piano di Grammer e la finta Liz), ma le storyline di Tracy e Jack sono un po’ troppo oltre il senso. (6/10)
4. La trama non è nulla di originale ma alcune perle, soprattutto nel finale, elevano il livello. È una stagione partita alla rinfusa, senza tanta lucidità. (6/10)
5. Il cambio di Kenneth potrebbe essere pericoloso. La contrattazione di Liz con Jack resta negli annali come qualcosa di geniale. Niente Lutz. (7/10)
6-7. Doppio episodio di San Valentino che regala emozioni. L’arco di Lutz è strepitoso, così come tutta la storia dell’IKEA. Jack invece non è al massimo del livello, l’assenza di Avery inizia ad essere, incredibilmente, esagerata. (8/10)
8. Parodia di Batman in cui tutte le storyline assumono un senso. Sicuramente l’apice della stagione, con un Alec Baldwin e una Fey in super forma. Le perversioni di Jenna e Paul sono geniali. (8/10)
9. Puntata geniale che però non fa tanto ridere (a parte Lutz). Idolo Jim Carrey che si piglia per il culo in una maniera incredibile. La storia del giorno in più paga in assurdità quello che guadagna in freschezza e originalità. (8/10)
10. Frank al centro cambia un po’ le prospettive. Jenna e Tracy regalano tantissime emozioni col richiamo alle indagini poliziesche. Il livello si è alzato ed è rimasto costante, come solo 30 Rock sa fare. (8/10)

Musica
Massive Attack – 100th Window (2003)
Non male, viene proposto l’oramai solito sound. È un lavoro pesante, con pezzi lunghi e alle volte fastidiosi da mandar giù. Cresce però con gli ascolti, dato che manca il vero e proprio pezzo di riferimento.
Dave Matthews Band – Crash (1996)
Se il primo disco mi aveva convinto, il secondo non mi parla. Sound poco differente che si perde in un’omogeneità che andrebbe approfondita. Niente di schifoso: che sia chiaro.
M83 – Hurry Up, We’re Dreaming (2011)
Disco che avevo rifuggito per colpa dell’internet, non è un capolavoro per via della lunghezza forse eccessiva. Il sound non è originale, anche se in cuffia dimostra concretezza e sprazzi di innovazione. In poche parole: fanboysmo sparso non giustificato.
Survivor: The Official Soundtrack To The Hit CBS TV Series (2000)
Ascoltata per il LOL, non è neanche malaccio. L’ambient non è il mio genere, anche se il ritmo, e l’aver sentito certi brani un’infinità di volte, genera lo stesso un gradito interesse.

Alla prossima settimana,
Boss.

7th Heaven: 1×01 (Anything You Want)

Non ho particolari problemi di salute, ma soprattutto non ho problemi di mente. Ho solo due piccoli difetti: il primo è che sono bellissimo; il secondo è che quando mi entra in testa una cosa maniacale da fare, la DEVO fare. L’ultima pazzia che mi sono imposto è il recupero (vedremo se parziale o totale) di 7th Heaven, la serie che ha turbato l’infanzia e tolto il sonno ad intere generazioni. Ho chiesto a me stesso per due giorni il motivo di tale scelta, senza trovare risposta. Rassegnato, ho DOVUTO iniziare la visione. Mi sono procurato la versione in lingua originale, unendo così l’utile alla sofferenza.

È noto a tutti che 7th Heaven tratta le vicende del reverendo Camden, di sua moglie e dei loro cinque figli, ognuno disturbato in maniera differente.
Il reverendo Camden ama tantissimo la consorte e la famiglia (a parte Matt), ma ha la fissazione e la mania di dover tenere discorsi seri, di qualunque natura, con tutti. Il suo motto è “we need to talk”, lo ripete di continuo e con chiunque gli capiti a tiro, senza lasciare scampo. È un uomo brillante, dai solidi principi, sprezzante del pericolo e capace di sfruttare i suoi parrocchiani per il suo tornaconto personale.
Annie Camden è la moglie del reverendo Camden, ama tantissimo il marito e la famiglia (a parte Mary e il cane). Si occupa di nutrire la prole cucinando 24/7, ha l’hobby del fai-da-te e ha il pregio di fare facce buffe nei momenti meno opportuni, per spezzare la tensione.

La prima scena serve ad introdurre tutto il cast. I due coniugi, sono a letto e vengono disturbati dai figli che entrano in camera uno alla volta, in ordine di età. La scena è indescrivibile data la bruttezza, e siamo solo all’inizio.
Ruthie Camden è la più giovane e sembra aver assorbito tutti gli aspetti demenziali sia dei fratelli che dei genitori. L’obiettivo degli autori è farla passare come l’adorabile guastafeste, ma il suo esprimersi a versi e ululati la rende fastidiosa e insopportabile. Per non parlare del suo pigiamino.
Simon Camden è il maschio più piccolo ed è già sulle orme del suo fratellone-ribelle Matt. È l’eretico di casa, politeista, bestemmiatore, ha votato Barabba e nel portafoglio avrà sicuramente la foto del vitello d’oro. Soffre di depressione, è propenso al sadomaso e favorevole allo schiavismo. Ha un brutto pigiama anche lui.
Lucy Camden è la sociopatica del gruppo. Scelta dagli autori per via del viso carino, purtroppo per tutti l’adolescenza la trasformerà in un mostro. Soffre la competizione con la sorella maggiore, non ama parlare con suo padre, è insicura e dà segni di squilibrio quando si trova in pubblico. Dalle movenze e dalla postura, nonché dalla sua fisicità, la chiamerò d’ora in poi Mowgli.
Mary Camden, interpretata da Jessica Biel, è un’interessante scelta degli autori: essendo potenzialmente figa, le viene affibbiato il ruolo della “cavallona maschiaccio a cui piace lo sport”, per evitare strane pulsioni nello spettatore. Non disdegna l’incesto.
Matt Camden è il figlio più grande ed è il più RIBELLE. Non è tanto sveglio, è responsabile, maturo, ma FUMA LE SIGARETTE. Il tasso di ribellione è direttamente proporzionale alla lunghezza dei suoi capelli da ribelle.

Dopo le presentazioni, e la sigla, l’episodio inizia con il reverendo Camden e la moglie che bevono e si amano anche mentre preparano quintali di verdure da mangiare. Durante la cena, vengono introdotti i drammi che verranno sviscerati durante l’episodio.
Il primo dramma è di Simon, che dubita dell’esistenza di Dio e dichiara di volere un cane, rischiando l’inferno istantaneo quando intuisce che “God is Dog spell backwards”. Il secondo dramma è di Mary, che vuole limonare con qualcuno più grande perché i suoi coetanei sono tutti geeks, mentre il terzo dramma è di Mowgli che, di punto in bianco, si incazza e va in camera sua a fare la verticale senza motivo apparente. Si scoprirà solo in seguito il suo vero dramma: tutte le sue amiche hanno avuto il first period e lei no. Per la vergogna si chiude nell’armadio.
Finita la cena, Matt e Mary fanno due tiri a canestro in cortile e, parla parla, si scopre il vero motivo per cui Mary vuole uscire con ragazzi più grandi: quelli della sua età non sono geeks, sono TROPPO BASSI e lei non saprebbe dove mettere le mani (?). Per questo motivo non ha mai limonato con i coetanei e decide di voler provare con Matt, che rifiuta -diciamolo- a fatica.
Il vero mattatore della prima parte dell’episodio è il protagonista indiscusso della serie, ovvero il reverendo Camden. Egli vuole parlare a tutti i costi con il ribelle Matt, ma il ribelle Matt non vuole, spingendo il reverendo a congegnare il primo piano diabolico dell’episodio. Viene così lanciata una sfida a biliardo: se il reverendo vincerà, Matt dovrà parlare con lui. Il reverendo Camden farebbe di tutto per una sana parlata con qualcuno, anche scommettere nei giochi d’azzardo. L’orgoglioso ribelle Matt accetta e ovviamente perde, dato che il reverendo Camden non ha mai perso una sfida in vita sua. La parlata tra i due è di quelle toste: il reverendo sgrida il figlio perché fuma e lo incastra, con l’abilità di uno stratega militare, all’interno del suo secondo piano diabolico. Il reverendo propone al figlio un lavoro, onde permettergli di comprarsi le sigarette e la benzina (Matt evidentemente sniffa la benza). Se il ribelle Matt riuscirà a tenerlo, avrà soldi per fumare e per la benzina, ma se si licenzierà, dovrà andare a messa per sei, lunghissimi e interminabili mesi. Matt cade nella trappola la seconda volta, non sospettando che quella serpe del padre ha convinto una parrocchiana a trattarlo malissimo e a FINGERE di avere SOLO UN POLMONE, per indurlo a smettere di fumare, a licenziarsi e quindi ad andare a messa per sei mesi. Il reverendo Camden ne sa una più del suo arcinemico (il diavolo).
Nel frattempo, ad un Simon in piena crisi depressiva, viene detto che potrà tenere un cane se questo si materializzerà nel loro cortile. Lui ci crede (è un credulone politeista) e passa il pomeriggio a cercare il cane col binocolo dalla finestra sul tetto, sodomizzando nei tempi morti una Ruthie in versione dog-fetish.

Nella seconda parte dell’episodio, Mowgli non vuole andare a correre con Mary intorno all’isolato per paura che le venga il first period lontano da casa. Mary, con esperienza, la tranquillizza dandole un tampax da tenere in tasca in caso di bisogno. Non mi soffermo sull’assurdità della cosa perché più ci penso, più mi esplode il cervello. Ma la cosa incredibile accade poco dopo, quando le due ragazze incontrano un amico fico di Matt. Mentre parlano, il tampax finisce “SBADATAMENTE” per terra, facendo vergognare tantissimo la sociopatica che scappa a casa saltando da un albero all’altro. Mary, invece, con animo di ghiaccio troieggia un po’ e strappa un appuntamento.
La scena non è descrivibile a parole, ma ci proverò: l’idea è quella di far allontanare Mowgli dalla vergogna e il pretesto è farle cadere per sbaglio il tampax dalla tasca. Gli autori, a questo punto, si sono chiesti: “come può fare il tampax a cadere a terra per sbaglio, trovandosi in tasca?” “Semplice, lo facciamo tirare fuori di proposito a Mowgli, facendo finta che non l’abbia fatto di proposito.” Vi giuro, la descrizione non rende l’idea.
Torniamo a noi. Il ribelle Matt scopre dell’appuntamento di Mary, cadendo così nel tunnel dell’incesto e della gelosia mentre Mowgli ha il suo first period, il quale viene festeggiato dalle sorelle con un balletto assurdo. Il reverendo Camden, preoccupato per la salute mentale della figlia sociopatica, parla con lei che, da vera malata di mente, lo ricambia con un bacio per le belle parole. Tutto sembra incanalarsi verso un finale tranquillo, ma un vero e proprio momento SHOCK è dietro l’angolo: Annie compie una follia esagerata, portando a casa un cane per Simon e facendo incazzare tantissimo il reverendo Camden.

“I’m angry!”
“I completely understand.”
“No, don’t do that! Don’t completely understand, discuss it with me.”
“Ok, ok, let’s discuss it.”

Per il reverendo Camden, il fatto che la moglie abbia portato a casa un cane quando entrambi avevano deciso che non era il caso, è un grosso problema di comunicazione. Il suo duro cuore di pietra si ammorbisce, per fortuna, dopo aver scoperto che la moglie ha agito così per salvare la vita del cane. La parlata con la moglie finisce in pareggio.

Siamo al finale: Mary esce con l’amico di Matt, che fa il vouyeur e li spia mentre giocano a pallacanestro. Simon scopre che il cane è più intelligente della sorella e il reverendo Camden prova ad ottenere favori sessuali dalla moglie. Da lì a poco, ecco un altro problema di comunicazione tra i due, nato per colpa del reverendo Camden che dà il permesso a Matt di andare a prendere i nonni all’aeroporto, senza consultarsi con la moglie. Per questo errore ci rimette alcune notti di sesso, che verranno sostituite con chiaccherate sui ragazzi, per fissare le regole da seguire per educarli. Bella mossa reverendo Camden!
I nonni arrivano e sono portatori di una cattiva notizia: la madre di Annie ha una brutta malattia e questo è un momento davvero drama per la famiglia Camden.
Nelle scene finali, viene rivelato il nome del cane (HAPPY) che si scopre in attesa di cuccioli. Mentre parte una musica da Hobbiville, i grandi escono di casa e guardano la disturbata prole correre a caso e azzuffarsi amabilmente. La chicca è il ribelle Matt che, mentre corre, viene colpito da una pallina lanciata da non si sa chi, dato che tutti i protagonisti sono all’interno dell’inquadratura! Si potrebbe aprire una scommessa: chi ha colpito il ribelle Matt con quella pallina? Io dico il parrucchiere.

Dopo questi primi quarantatré minuti, posso dire di aver capito il motivo per cui ho deciso di recuperare 7th Heaven: È SCHIFOSAMENTE BELLO.
Voto: 11/10

Al prossimo episodio,
Boss.

Settimana 105: 11/06 – 17/06

Serie TV
Mad
Men. Stagione 5. Episodio 13.
13. Aspetto sempre a scrivere il commentino su Mad Men, per darmi il tempo di riflettere a freddo. Ora ricordo poco (e ho fretta), però il finale non dà le sensazioni dei precedenti due episodi, ma era quasi inevitabile. Si vede nuova luce per l’agenzia, Don sembra tornare a cadere nell’oblio dopo essere stato a lungo al sicuro fuori da se stesso. La stagione vede affrontati diversi temi e resta, senza dubbio, una delle migliori. Ottimi gli archi di Lane, Roger, Joan, Peggy e fastidiosissimo quello di Pete. L’unico neo è la poca Betty che resta figa anche in versione fat. Alla prossima stagione. (8/10)
Friends. Stagione 9. Episodi 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24Stagione 10. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18.
17. Agghiacciante in tutto e per tutto. L’unica cosa degna di nota è l’utilizzo del computer in una visione del futuro facebook. Il resto è davvero imbarazzante: la finta morte di Ross? Non-sense. (4/10)
18. Ci sarà un motivo se l’unico episodio in cui tutti e sei sono insieme è quello più riuscito della stagione. Bel plot, belle trovate e anche spazio al momento lacrima con Chandler e il suo lavoro. Speriamo sia il La ad una chiusura di stagione decente. (8/10)
19. Quando tutto sembra promettere bene, tornano a tirar fuori la crush di Joey per Rachel. Poi mandano Chandly e Ross in Vermont a rubare la roba in albergo. PERCHÉ? (5/10)
20. Episodio gradevole, anche se la tiritera Joey/Rachel è veramente pesante. Chandler in solitario è veramente il massimo. (6/10)
21. Episodio carino dal finale drammatico. Friends se la gioca bene con i sentimenti quando la vena comica non è al massimo della sua parabola espressiva. Ora c’è ansia per gli sviluppi. (6/10)
22. Continua il dramma di Monica e Chandler che danno sfogo ai loro deliri in cerca di un donatore. Finale commovente e Rachel sempre più ridicola. Torna anche Hank Azaria e io son contento. (6/10)
23-24. Partendo dal fatto che NON FA RIDERE MAI, tutte le trame si sviluppano rapidamente e in maniera scontata. Torna Mike, purtroppo, e passa l’episodio finale a giocare a PING-PONG tutto il tempo con Monica. Una cosa che più noiosa non si può. Finale assurdo, orribile e imbarazzante con Joey e Rachel. (4/10)
1. Non fa ridere. Monica e la pettinatura, Phoebe e la rivale, Ross e Joey. Imbarazzo puro. Ah dimenticavo: Ross entra nella stanza sbagliata nel momento sbagliato per l’ennesima volta. Me tapino. (5/10)
2. Mhh, la parte di Chandler e dei triplets è gradevole. Noiosa la reazione di Ross: non posso credere che quella storia possa andare in porto. (5/10)
3. Dai dai dai che Joey e Rachel salta in malo modo! Carina la parte demenziale di Ross. Chiudo un occhio. (6/10)
4. Episodio migliore da troppo tempo a questa parte. Il compleanno di Emma regge bene e il gruppo raggiunge il massimo quando sono tutti insieme. Viva i genitori di Monica e Ross. (8/10)
5. Il fulcro è il proposal di Mike per Phoebe. Il resto è uno show dell’Applegate sotto tono. Non male, ma in calo. (6/10)
6. Il quadro è bellissimo, la pubblicità di Joey è bellissima, la fin di Ross e Charlie è bellissima. L’episodio in sé non è proprio il massimo. Mah. (7/10)
7. Niente di esaltante: si parla di adozione e del matrimonio di Phoebe. In più le paure di Ross e Rachel, di nuovo insieme dopo troppo tempo. Noia. (6/10)
8. Un ringraziamento davvero particolare. Ben diretto, ben scritto e con un ottimo finale. Ancora una volta il gruppo è unito e rende al meglio. (8/10)
9. Tra un po’ mi metto a piangere in pubblico. Ancora Monica e Chandler che si vo be. In più un Joey e un Ross al top della demenza. (7/10)
10. Episodio remember d scene già viste, ma tutte a tema appartamento e di altissimo livello. Il passo avanti di Chandler e Monica è inaspettato, ma giustificato e creatore di hype. (6/10)
11. Finalmente un episodio EPICO dopo tanti, troppi episodi mediocri. Il passato, il presente, Danny De Vito sono veramente divertenti, anche Joey regala emozioni al quiz. Se il livello resta questo ci sarà da divertirsi. (9/10)
12. Trovo forzata la scelta di dover fare per forza il matrimonio di Phoebe particolare, ma il prodotto è qualcosa di davvero gradevole. Non mi sono commosso perché comunque la odio, ma sono soddisfatto. (8/10)
13. Non proprio il massimo visto che lo scopo e far scattare, ancora, la scintilla tra Ross e Rachel. SE LO FANNO però SONO CONTENTO. Ottimo Chandler tornato ai fasti dei tempi che furono. (7/10)
14. Il tentativo di far muovere tutti è palese. L’episodio è chiaramente di transizione, ma viene dato il la all’eventuale partenza di Rachel. Dramma is coming. (7/10)
15. Decisamente noioso. Tutto ruota ancora attorno alla partenza di Rachel, ma il tiramolla è davvero stancante. Chandler ha ancora a che fare con l’idola Janice mentre Joey da l’addio alla sua agente che, dopo Ghunter, è uno dei personaggi migliori non sviluppati. (6/10)
16. Molto carino anche se molto lacrimino. Il finale è banalissimo, ma l’occhio si bagna inevitabilmente. Alti momenti di risata, con Joey che domina la scena. tutto è pronto per il finale. (8/10)
17-18. Lo ammetto: la conclusione è perfetta. Forzata in alcuni punti ma perfetta. Non porta alle lacrime copiose ma lascia con un senso di soddisfazione ben definito. Addio Friends, sono state dieci stagioni entusiasmanti. (7/10)
How To Make It In America. Stagione 1. Episodi 4, 5, 6, 7, 8Stagione 2. Episodio 1.
4. Niente Rasta Monsta. Tutto è incentrato sul protagonista che ricambia il favore al suo amico ricco e cerca di evitare il compleanno dell’ex. Carino e coinvolgente, non esageratamente particolareggiato. (7/10)
5. I ragazzi continuano a darsi da fare e in questo episodio anche Rasta Monsta assume un certo spessore. Il finale è in personaggio e scritto bene, anche se la svolta maglietta è un po’ banale. (7/10)
6. Altro episodio gradevole che mette in mostra tutte le carte della serie. Caotico, colorato ben scritto e per certi versi anche bene interpretato. I colpi di fortuna non stonano e Rasta Monsta sta iniziando a prendere una piega interessante, anche se slegata dal contesto. (7/10)
7. Episodio amarissimo. Quando sembra tutto andare per il verso giusto, ecco la conclusione drammatica della vicenda. Un peccato perché di sfiga non ce n’era davvero bisogno. I toni, non casualmente, sono più cupi del solito. (7/10)
8. Finale di prima stagione abbastanza degno. Il dramma precedente viene superato e alcune trame subiscono la classica scossa che muove le acque in attesa della stagione seguente. Una stagione gradevole, anche se il mood la fa da padrone rispetto alla storia raccontata. (8/10)
1. Ritorno con un leggero delay temporale rispetto alla prima stagione. Si ritrovano i personaggi in posizioni diverse: la Crisp sembra funzionare, Rachel torna dopo un viaggio in Africa e Rasta Monsta sembra prendere piede. Il ritmo è caotico come sempre e il trip di Ben è davvero un tocco di classe. (8/10)

Musica
Dave Matthews Band – Under The Table And Dreaming (1994)

Scoperti durante un viaggio in macchina, il sound di questa band è simile ai Counting Crows. Un rock poppeggiante, con buone pretese melodiche e un sound strutturato. Il potenziale è alto, approfondirò la discografia.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 104: 04/06 – 10/06

Serie TV
Game Of
Thrones. Stagione 2. Episodio 10.
10. Finale di stagione decisamente meno potente del precedente. Tutte le storyline giungono ad una conclusione, o meglio giungono al loro punto di svolta. Ogni personaggio viene collocato in una nuova casella, pronto a ripartire. Bisogna però ammettere che l’eccessiva frammentarietà non dà potenza all’episodio e lo rende più che un finale un nuovo punto di partenza. Stagione nel complesso ben fatta ma deboluccia. (8/10)
Mad Men. Stagione 5. Episodio 12.
12. Altro capolavoro. C’è poco da dire quando il suicidio di un protagonista viene messo in atto con una correttezza, uno sviluppo e una conclusione magistrale. Tutto il baraccone non scricchiola, persino quando in un episodio super drammatico si trova lo spazio per descrivere la crescita di Sally. Tutto fantastico, un’ora di poesia tecnica, recitativa e compositiva. (10/10)
Friends. Stagione 8. Episodi 19, 20, 21, 22, 23, 24. Stagione 9. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.
19. Mhh, odio questo tipo di episodi pieni di scene già viste. Anche se è Joey centrico, non posso dare la sufficienza per un esercizio così facile. (4/10)
20. Bamboozled è il migior gioco di sempre a detta di Chandler. L’idea è carina da affiancare al baby shower, che però non è il massimo per via di una Rachel troppo stupida e una Monica troppo fissata. Niente di esaltante. (7/10)
21. Carina divagata di Monica e Joey e apprezzato riavvicinamento tra Ross e Rachel. Un po’ banalotto il plot, ma gradevole e costante risalita. (7/10)
22. Beh, dai niente male. Sarà che io tifo in maniera ridicola per Ross e Rachel, ma l’episodio è decisamente gradevole. Non fa ridere a crepapelle, ma è solido nel complesso. (7/10)
23-24. Episodio davvero riuscito. Il parto di Rachel è davvero ben scritto, tale da riuscire ad inserire anche la mia idola personale Janice. La storyline di Phoebe non disturba e il riavvicinamento di Ross e Rachel, seppur snervante, mi fa piacere. ENORME WTF il finale, chiaramente pensato da Sbirulino: non potete farmi piangere per poi farmi venire il vomito. (8/10)
1. Mamma santa, sarebbe stata una puntata di soap/drama/thriller fantastica. Il trand precedente viene mantenuto, anche se la vena comica è tutta sulle spalle del padre di Ross. (7/10)
2. Torna un delirante Chandler e carina la scelta di far piangere Emma per tutto l’episodio. Trovate divertenti e simpatica la quasi risoluzione del problema Joey-Ross. (7/10)
3. Episodio debouccio. Si cerca di smuovere le carte con la dipartita di Chandler, ma le altre storyline non convincono. A parte Ross e il suo pediatra, cosa così in personaggio da far paura. (6/10)
4. Non mi aspettavo molto da Chandler in Tulsa, ma devo dire che il tutto è cominciato molto bene. Phoebe è meno sgradevole del solito e l’episodio in sè, a parte Ross RIDICOLO funziona. (7/10)
5. Un po’ legnoso come plot, ma Chandler sembra stia tornando ai fasti di un tempo. A me brillano gli occhi, ma ci vuole molto di più. (6/10)
6. Torna Hank Azaria e io ripenso ad Huff. Tutto il resto passa in secondo pianao: ah no, c’è anche il baby-sitter mascio. Che ridere. (6/10)
7. Phoebe incontra i genitori del tizio. Chandler e Joey tirano di nuovo fuori Richard. Ross e Rachel rappano per far ridere Emma. Che schifo. (4/10)
8. Christina Applegate non alza il livello di comicità dato il personaggio che si trova ad interpretare: la sorella stupidissima di Rachel. Monica al limite del delirio e un plot noiosissimo. (6/10)
9. Drammatica la parte con Ross e Mike. Ancora più drammatiche le altre. Un altro capitombolo in qualità. (4/10)
10. Ennesimo episodio recappone di scene già viste in passato. Il fatto che siano tutte a sfondo Monica/Chandler non mi dispiace, tenendo anche conto del fatto che Tulsa ora è un capitolo chiuso. (5/10)
11. Il lavoro diventa il tema centrale, gestito stupidamente bene da Joey e Phoebe e malissimo da tutti gli altri. Il risultato complessivo resta comunque gradevole. (6/10)
12. Festa di compleanno dove l’unica cosa che succede di interessante è Ross che scopre Rachel limonare duro con un tizio. Originale. Phoebe e i topi sono imbarazzanti come non mai. (5/10)
13. Ennesimo episodio utile solo a far spostare di appartamento Rachel. La Cox che canta seminuda DOVEVANO FARMELA VEDERE MEGLIO. (6/10)
14. Mhh, carina l’idea di far accoppiare Ross/Rachel con la forza. Tremendi Monica e Chandler che chiavano sempre per fare un bambino. (6/10)
15. Miglior episodio di questa striscia, con Chandler a lavoro e gli altri alle prese col passato. In più Joey, con una scrittura banale, ottiene un nuovo lavoro. Niente Rachel e si respira. (7/10)
16. Ok Monica e Chandler che chiedono soldi a Joey, ok l’appartamento a prova di bimbo-Joey, ok Phoebe che si lascia con Mike. Quando lei soffre, io godo. (6/10)
How To Make It In America. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3.
1. La prima cosa che salta all’occhio, in un pilot rapido, confuso e newyorkese è la coloratissima fotografia. La trama non è delle più interessanti, ma la buona scrittura e l’ottimo mood rendono il prodotto decisamente buono. (8/10)
2. Si prosegue con la storyline di base, il creare un modello di jeans. Il problema principale sono i soldi, è il racconto di due pezzenti che “cercano di saltarci fuori in America”. Colore a non finire. (7/10)
3. Episodio meno colorato del solito. La storyline dei Jeans prende piede e ci viene mostrata anche una fetta della vita di Rachel. La serie è fresca e convincente, a parte il discorso della Rasta Monsta che non si capisce dove voglia andare a parare. (7/10)

Musica
Regina Spektor – What We Saw From The Cheap Seats (2012)
Album davvero gradevole, in pieno stile Spektoriano. Certo, la prevedibilità non è proprio il massimo obiettivo plausibile, ma il tipo di lavoro messo in atto da Regina funziona. Solido testin live e album che non può sbagliare nell’essere gradito dai fans.
Ramin Djawadi – Game Of Thrones, Music From The HBO Series: Season 2 (2012)
Ne vale la pena solo per il Main Title e Rains Of Castomere. Il resto è un po’ una palla, pur essendo ottime composizioni.

Alla prossima settimana,
Boss.


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Al momento seguo:
Better Call Saul, Stagione 3
Fargo, Stagione 3
Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
Z Nation, Stagione 3

Sul Kindle


Douglas Adams - Mostly Harmless


David Simon - Homicide: A Year On The Killing Streets

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Ora sono in fissa con:

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