Settimana 75: 14/11 – 20/11

Serie TV
The Walking Dead
. Stagione 2. Episodio 5.
5. Pur avendo letto mezzo spoiler sul finale, sono rimasto piacevolmente convinto. Il resto dell’episodio è solido, forse perché Daryl è l’indiscusso protagonista. Lasciano il tempo che trovano alcuni dialoghi, ma finalmente cambiano le carte in tavola e lo sviluppo della trama assume interesse. (8/10)
Fringe. Stagione 3. Episodi 18, 19, 20, 21, 22. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3, 4, 5.
18. Episodio veramente, veramente brutto. Un incrocio tra Alias e Lost, mi aspettavo da un momento all’altro l’arrivo della Derevko. In poche parole: storia vista e rivista, con nemmeno il colpo di scena a sconvolgere le carte in tavola. L’unica cosa interessante è la gravidanza accelerata, in perfetto stile Fringe, peccato per il resto. (4/10)
19. Non ho mai amato le spiegazioni oniriche. Un episodio completamente incentrato nella mente di un personaggio, con soluzioni complicate spappolate qua e là giustificate dal contesto. Quando si è intrapresa la strada del ritorno di Bell si è complicato tutto, ora si spera che tutto torni come prima. (6/10)
20. Ohhhh, finalmente torniamo a salire. Ecco gli sviluppi sulla guerra tra i mondi che aspettavo: macchinari, follia, i due universi, pericoli, punti di vista, sentimenti e trama orizzontale sfruttata al massimo. Terreno per il finale preparato ottimamente. (9/10)
21. Tanto rumore per nulla? Episodio condito di wtf che resta comunque gradevole e carico di una tensione che non uccide ma che va bene lo stesso. Ci si aspettava qualcosa di meglio, vedremo dove cavolo è finito Peter. (7/10)
22. W.T.F. Dopo questo è ufficiale: io ODIO i viaggi nel tempo. Non li capisco e non li concepisco. Nel frattanto che mi documento sul viaggiare nel tempo, l’episodio in sè è anche figo, ma lo sviluppo non mi ha tanto convinto pur funzionando. Il cliffangherone funziona e la lacrima fa capolino quando Peter parla con Walter. Bello, ma poteva esserlo di più. (7/10)
1. Quando ho visto la sigla gialla mi è venuto il #caghetto. Dopo lo scorso (azzardato) finale, ecco la tabula rasa che serve ad introdurre un nuovo (vecchio) arrivato in una nuova situazione, nella quale una zona è senza spazio e il resto è completamente nuovo. Tutto è in mano degli osservatori. Quelli sbagliati, perché io sono spiazzato. (6/10)
2. Episodio atto a mettere in luce, attraverso un caso del giorno, i rapporti tra i due universi. Puzza di filler già al secondo episodio e ciò non è un bene, dato che l’unica cosa interessante sono i due minuti finali. Dov’è Peter? Dov’è Walternate? (6/10)
3. Episodio super noioso nella prima metà, poi cresce pur tenendo conto di alcuni piccoli dettagli che non funzionano. Un John Noble in stato di grazia regala una delle migliori prestazioni di sempre non solo nel perfetto finale. L’autolobotomia è una delle cose più agghiaccianti che abbia mai visto. (7/10)
4. Cheppalle ipergalattiche. Se non fosse per Noble, sarebbero stati i 4/5 di episodio più pallosi di sempre. Solo lui riesce a mantenere vivo l’interesse in un episodio senza mordente. Si salva solo il finale, pur con il “casuale” ritorno di Peter. Riguardo a questo mi aspettavo qualcosa di più. (5/10)
5. Incentrata sui multiforma moderni e sul ritorno di Peter (bravo Jousha Jackson a restare se stesso in un contesto diverso). Ancora una volta il tema del rapporto Peter-RestoDelMondo è quello portante, ma perde di mordente per la poca connessione alla trama orizzontale. Del finale non stupisce nulla. (7/10)
Misfits. Stagione 3. Episodio 3.
3. Simon protagonista in vicende che riguardano ancora il suo io futuro, i viaggi nel tempo e tutta la manfrina sul diventare un supereroe. Se non fosse per questo l’episodio sarebbe anche accettabile, con una Kelly che domina e un Rudy non troppo fastidioso. Rigirando il dito in una piaga sconclusionata, l’episodio perde in qualità. (5/10)
How I Met Your Mother. Stagione 7. Episodio 10.
10. No va beh, carino l’intreccio sentimentale (ma eliminate Penn cristoddio) che dà un po’ di verve ad una storia che non avanza, ma il resto è stato ORRIPILANTE. I due minuti di montaggio veloce del video e i piccoli dettagli (il cartellone del baffo), non mi fanno dimenticare la noia pura delle scene precedenti. (5/10)
Hart Of Dixie. Stagione 1. Episodio 7.
7. Ancora tanta pucciosità. Episodio sentimentale (quando ci vuole ci vuole) e la trama non pensa minimamente a spostarsi dal pucci pucci generale. Tifo sconsiderato per Wade mentre sorge un dubbio: Rachel Bilson si è tatuata l’eyeliner? (7/10)
Community. Stagione 3. Episodio 8.
8. Episodio tanto folle tanto geniale. Ribalta gli schemi della narrazione in un mix frenetico di scene strampalate ai limiti dell’assurdo. Molte scene memorabili ma nel complesso soffre un pochino il caleidoscopio di situazioni. Devo dire che però entrambi gli spot spaccano parecchi culi. Buona prova del dean e dei suoi sostituti. (7/10)
2 Broke Girls. Stagione 1. Episodio 9.
9. Lo dico? Lo dico! Promosso! Storyline che funziona (preso atto dei soliti mezzucci utilizzati), battute a cerchio che funzionano e poca volgarità gratuita. Ci si diverte senza rischiare l’abbiocco, forse è la prima volta. (7/10)

Reality
Survivor
. Stagione 23 (South Pacific). Episodio 10.
10. Tutto sta andando come deve andare. Ozzy carico e sborone nella redemption mi gasa, finiti i Savaii ora si spera di vedere un po’ di sangue anche tra gli Upoulu. Non so più chi tifare durante le prove schifose. (6/10)
Survivor. Stagione 9 (Vanuatu). Episodi 1, 2.
1. Non ce l’ho fatta, ho dovuto ricominciare la cavalcata. Inizio bomba con rituali e quant’altro e la divisione in due tribe: uomini e DONNE SUPER TETTUTE. Rischia per questo di essere la stagione migliore di sempre. Dopo gli iniziali imbarazzi, le tribe si trovano a competere per la prima immunity-reward, vinta dalle donne per colpa di un incredibile pesce lesso MITO ASSOLUTO. Fa cagare, fa perdere la prova ma ribalta tutto ed elimina un tipo enorme e fisicato. Primo blindside. (7/10)
2. Beh dai, stagione partita benissimo. Le prove non sono un granché e le donne asfaltano gli uomini nella reward, ma perdono l’immunity dando vita a sotto trame da vere serpi. Viene blindesideata una tizia carina di nome Dolly, non perché aveva un piede in due scarpe ma perché aveva le tette non di plastica. (7/10)

Musica
Brunori SAS – Vol. 1 (2009)
Arrivo tardissimo a scoprire costui e sono rimasto piacevolmente colpito. A tratti originale, espone testi semplici ma ben studiati, il tutto accompagnato da melodie strutturate a sostengo del cantato. Non male.

Alla prossima settimana,
Boss

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