Settimana 49: 16/05 – 22/05

Serie TV
How I Met Your Mother
. Stagione 6. Episodio 24.
24. Eccoci al finale della stagione che ha segnato la risalita dalle paludi della quarta e della quinta. Non sono però rimasto soddisfatto. L’episodio in se può anche funzionare ma, ad esempio, la storia del bottone stanca, la storia di Lily e Marshall (il migliore in questo finale di stagione) è sgamatissima e il colpo di scena di Barney non mi ha convinto. Che senso ha far comportare lui e Robyn in quel modo per poi stravolgere tutto negli ultimi attimi? Per creare suspance? Non è convincente ed è una soluzione sempliciotta. Anche l’hype per il matrimonio poteva essere più indorato, ma questo è HIMYM e noi gli vogliamo bene a prescindere. (7/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 21.
21. Beh, dai, neanche tanto schifoso. La trama assume un senso che con coerenza va dall’inizio alla fine, a prescindere dalla qualità del senso che è sempre quella di Glee (bassa). Era necessario fare quei provini? Dopo due anni? Forse era meglio dire: non sappiamo come fillerare l’episodio del funerale, facciamo queste esibizioni stand-alone. C’è da dire però che la parte musicale di questa puntata è stata eccellente. A parte Colfer (che continuo ad odiare), tutte le esibizioni sono state ottime (Lea). Un voto alto alla musica, basso alla sceneggiatura (ma possibile che per i national lascino TUTTO all’ultimo episodio?). Complessivo (7/10).
The Killing. Stagione 1. Episodio 8.
8. No, no, non ricadere nelle banalità! Episodio che svela subito il colpo di scena dello scorso finale anche se non è convincente (terrorismo?) e poi corre con il solito ritmo su vari binari. Quello calcato maggiormente è l’approfondimento di Holder (ottima scena). Quello che ricade nei soliti errori è il binario indagine (il maglioncino? maddai. La cimice? Ovvio, sei un mezzo indagato parla liberamente al telefono)! Quello che non va avanti e non ho ancora capito è quello politico. In discesa rispetto alla media. (5/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodio 5.
5. Forse l’episodio migliore fin’ora: azione, intrighi, location da urlo, approfondimento personaggi e introduzione di altri ancora. C’è un problema però: non riesco a seguirlo. A parte i soliti sempre presenti, non riesco ad associare i nomi alle facce e questo rende il godimento difficile. Resta solo una cosa da fare, a malincuore, ovvero sospendere la visione della serie in contemporanea con gli USA e concentrarmi sul guardare blocchi di puntate tutte insieme, per non rovinarmi il gusto. (8/10)
Alias. Stagione 4. Episodi 11, 12, 13.
11. Eccoci di nuovo ad un episodio stand-alone. Sorpresa per la guest star Jason Segel, che dà un mezzo limone a Jennifer Garner (lo sapevo che dovevo fare l’attore). La storia è leggermente sconclusionata e l’elicottero pensante col mitra incorporato era una pagliacciata. Ma chiudiamo un occhio, và. (6/10)
12. Vano tentativo di raccontare il passato di Nadia attraverso missioni un po’ così. Onestamente non mi ricordo se sono sempre state così prevedibili, ma ogni qual volta accade qualcosa so già come andrà a finire. E non sbaglio mai. La vicenda del padre di Vaughn non mi tocca neanche lontanamente. (6/10)
13. Tentativo simpatico di dare spazio anche a Marshall in una puntata senza alti né bassi. Null’altro da segnalare. (6/10)
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodi 22, 23.
22. Beh, per il finale si sono impegnati. A parte le storyline di Lynette e Bree che sono di una banalità e prevedibilità imbarazzanti, le vicende di Paul e Gabrielle si svolgono in maniera coerente e realisticamente sensata. C’è da dire una cosa però: che cacchio succederà nell’episodio finale dato che questo chiude il mistero della stagione?! Abbasso il voto solo perché Susan non è morta. (6/10)
23. Finale col mezzo botto. La trama dell’episodio è anche carina, ma pecca in tre punti. Il primo è il palese sotto utilizzo di Renée, che anche qui dimostra come non sia servito a nulla il suo inserimento a Wisteria; il secondo è Tom e Lynette che dopo essere stato banali e monotoni per SETTE stagioni arrivano alla separazione, della serie “non sappiamo più veramente che cazzo fargli fare”; il terzo è l’omicidio che unisce tutti e crea un piccolissimo hype per la prossima stagione. Una stagione tremenda, come Desperate sta regalando da troppi anni. (6/10)

Musica
The Pigeon Detectives – Up, Guards And At ‘Em! (2011)
Bleah? Nel 2007 avevano fatto un disco sbruffoncello che si ascoltava in simpatia, con qualche pezzo indie-commerciale-da bimbominkia. In questo non ritrovo più i vecchi suoni, in un vano tentativo di dimostrare serietà. Perché? Sembra il disco di una boyband.
Friska Viljor – The Beginning Of The Beginning Of The End (2011)
Gruppo nordico decisamente sconosciuto, al quale ho deciso di dare una chance solo per il nome del disco. Disco che trasuda indie-pop alla maniera nordica doc, quindi non sorprende, soprattutto per il fatto che molte melodie sembrano già sentite se non scopiazzate. Qualche buon singolo.

Alla prossima settimana,
Boss.

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