Settimana 47: 02/05 – 08/05

Serie TV
Alias
. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
1. Eccoci qui con il tentativo di portare a termine il recupero di Alias, per la prima volta in lingua originale. Ho molta paura per questa quarta stagione: le recensioni in giro non sono il massimo e Lost iniziò nello stesso periodo. Mi sono bastati però i primi minuti per ricordarmi cos’ha di bello, anche, questa serie: quella gnoccolona da paura di Jennifer Garner. L’episodio in sè non ha nulla di originale: si vede un riciclo del cast in ruoli soliti, con il tentativo di sconvolgere ulteriormente la trama. (5/10)
2. Episodio scombussolato. Sloane non dovrebbe avere poteri ma in realtà comanda, il segreto scoperto da Sydney non è più un segreto, Irina è stata uccisa in un modo un po’ superficiale (e questo non mi va giù). Forse è il lungo periodo di pausa tra la terza e la quarta stagione, ma non ci sto capendo molto. Il resto dell’episodio è come il solito: intrighi e azione. (5/10)
3. Beh, all’inizio di questo (che ho fatto una fatica immane a trovare) capisco come mai Jennifer Garner vinse un Golden Globe. Il doppiaggio italiano non rende neanche lontanamente l’abilità di adattamento ai vari accenti dell’attrice (e del cast intero). La trama non un granché e non brilla nemmeno per originalità: dopo tutto quello che è successo, Sloane è tranquillamente in carica e nessuno dice niente. Di Rambaldi neanche l’ombra. (5/10)
4. Episodio noiosetto. L’unico interesse lo sollevano la presenza di Kelly Macdonald e di un’arma interessante. Il resto si ripiega tra dialoghi ben scritti ed errori grossolani di fotografia (immagini specchiate di stessi oggetti). La trama non sta evolvendo per nulla, Rambaldi ancora non si vede. Guardato pensando che fosse l’episodio 3, non c’è un filo conduttore. (5/10)
5. Decisamente il migliore fino ad ora. Non per particolari novità nella struttura dell’episodio ma per originalità della storyline. C’è anche un piccolo collegamento col passato grazie alla nomina della sorella di Irina, ciò mi fa bene sperare. Decisamente buone le scene d’azione. (7/10)
6. Mamma mia che brutto. Non so se sono pervenuto, ma questi episodi stand-alone fanno veramente pena. In questo fingono almeno tre morti con altrettanti salvataggi all’ultimo secondo. Zero originalità e la storia del virus zero coinvolgimento. (5/10)
7. Questo invece è un’episodio normale, tranquillamente collocabile in una delle serie precedenti. Basato sul rapporto di fiducia da Sydney e Sloane, è il solito contenitore di azione. Pecca un po’ sull’aspetto tecnico delle missioni (troppe cose vanno sempre a fortuna) ma si guarda senza provare fastidio. (6/10)
8. Ci sarà un motivo se al ricomparire di Rambaldi, tornano fuori vecchi personaggi (una in modo misterioso) e la puntata diventa godibile e interessante. Il finale è prevedibile, ma la curiosità e il sapere come va avanti mi fa tornare indietro nelle stagioni. Speriamo prosegui così. (7/10)
9. Guardata in due tronconi a distanza di qualche giorno, la trama non mi ha entusiasmato. Qualcuno avrà avuto un’inclinazione sado-lesbo per far menare così tanto la Garner con un’altra donna. La trama si pianta, ma sembra la conclusione ideale per questa specie di doppio episodio. (6/10)
10. Niente da dire, a creare intrighi gli autori sono bravi. Peccato che dopo quattro stagioni, molte di queste scelte siano ampiamente prevedibili come in questo caso. Come se non bastasse, alcune scene di azione sembrano volutamente esagerate, al limite quasi dell’assurdo. Episodio di transizione per quanto riguarda la storyline principale (che a pensarci bene ancora non ha un senso). (6/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 6.
6. Forse il miglior episodio fin’ora per quanto riguarda l’avanzamento delle indagini e l’incastro con la campagna politica. L’episodio in se rivela poco, incastra ulteriormente dei pezzetti che lasciano spazio a futuri fraintendimenti, rendendo la trama apertissima. Il giorno del funerale aggiunge piccoli dubbi sui personaggi (la sorella? Il collega piagnone? Il vecchio che saluta solo la madre?) e il finale convince per via di due cose: il padre ex-mafioso che decide di fare di testa sua e Linden che perderà l’ennesimo aereo. Cose positive: l’assenza di quello stracciacoglioni del futuro marito e l’intro alla Six Feet Under (saranno casuali i riferimenti)? Cose negative: il tipo col telescopio che casualmente abita in quella zona (assurdo, ma per questo veritiero) e la banalità del fumarsi un cannone ascoltando un disco. (7/10)
How I Met Your Mother. Stagione 6. Episodio 22.
22. Mamma mia, in questo episodio Ted è fastidioso al massimo livello e la cosa brutta è che io SONO UGUALE A LUI. Episodio divertente con lo scopo di mandare avanti la parte di Zoey (che spero finisca presto, mi ha stancato da quel pezzo) e di mettere in luce le debolezze di Marshall e Barney. La parte delle reazioni agli alcolici mi aveva schifato alla prima visione in eng-subeng, ma rivedendola mi ha divertito. Pessima la disputa del tavolo al bar, anche se il cartello finale di Barney ha vinto tutto. Speriamo in un bel finale. (7/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodio 3.
3. Prosegue l’introduzione di ambienti e personaggi devo dire, questa volta, in maniera eccellente. La confusione ad inizio episodio va scomparendo pian piano col passare dei minuti, incastrando meglio i personaggi nuovi all’interno delle vicende e mostrando buone abilità recitative. La storia è appassionante anche se ancora non si alza il livello di tensione, tutto sembra portare alla collocazione dei personaggi nei luoghi “di partenza”. Un plauso particolare al dettaglio: in fatto di HBO non si poteva dubitare, ma le ambientazioni, gli scenari e gli accorgimenti tecnici sono veramente un valore aggiunto, in questo episodio più che mai. (8/10)
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodio 20.
20. Che dire: il tentativo di essere spassionati e divertenti riesce anche abbastanza bene in quelle poche scene in cui compaiono le figlie di Gabrielle, il resto si perde tra uno sviluppo inverosimile della storyline generale e una Lynette completamente senza uno scopo (si arrabbia per il lavoro di Tom per la centocinquantatreesima volta). Alcuni dialoghi sono veramente imbarazzanti, come il finale Bree-Gabrielle o la litigata ORIGINALISSIMA dei precedentemente citati Lynette e Tom. Tiriamo a campare, in attesa che nel doppio episodio finale s’ammazzi Susan. (5/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 19.
19. Come sempre alti (pochi) e bassi (tanti). Ottima la scelta di concentrare un episodio su un disco e su un tema ben preciso (il pettegolezzo), tema che si ripercuote e sviluppa anche all’esterno della parte musicale in maniera decente. Ottimo non cagare Kurt e lasciarlo in secondo piano zitto e muto come ottima la prova di Lea Michele. Pessima Sue Sylvester, diventata davvero un personaggio inutile e ridondante, pessima la storia di Sam il poveraccio al quale gli amici portano vestiti (mah) e pessimo l’utilizzo della Chenoweth (a cosa serve)? (5/10)
The Chicago Code. Stagione 1. Episodio 10.
10. Forse il miglior episodio della stagione. Torna la trama principale con l’Aldermanno, la mafia e l’infiltrato. Il cerchio si stringe e si percepisce anche una leggera ansia in alcune scene, grazie allo sfruttamento della continuity e grazie all’uso corale del cast. Ottimi come sempre i voice-over, davvero un’ottima trovata. Non interessante invece la sottotrama amorosa della nipote: spocchiosa, fuori ruolo e troppo considerata. Speriamo che assuma un significato in futuro. (8/10)
Community. Stagione 2. Episodio 23.
23. Ancora paintball con un leggero terrore di assistere ad una minestra riscaldata. Niente di più sbagliato dato che tutto funziona: il tema western, la continuity, la trama, le ambientazioni (dispendiose), i personaggi, le trovate comiche, le battute. Un gioiello con due minuscoli nei: la difficoltà di gestire al meglio tutto il cast e un Chang oramai disperso. (9/10)

Musica
The Strokes – Angels (2011)
Sarà che non ascolto musica da mesi ed è da più tempo che non mi tengo aggiornato, ma questo nuovo parto dei The Strokes dopo una lunga pausa non l’ho trovato così tremendo come dicono i presunti esperti indie. Mi è sembrato un lavoro sufficiente, con pezzi facili orecchiabili e ciofece legnose e stoppose. Probabilmente se fosse stato il primo lavoro di una “qualsiasi band” sarebbe stato apprezzato di più. Ma i The Strokes hanno un passato con il quale è difficile confrontarsi.
Architecture In Helsinki – Moment Bends (2011)
Questo è una piccola delusione. È ascoltabile nel suo complesso, ma noioso noioso noioso e non entra per nulla in testa. Forse trovano spazio nella fischiettabilità solo i pezzi facilmente commerciali. Peccato, sembrano aver perso il tocco spensirato che li ha caratterizzati. Fallimento del test di maturità?
Fleet Foxes – Helplessness Blues (2011)
Ahhh, ecco il ritorno di uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Ottimo, ottimo lavoro ma inferiore al debutto. Mi sembra meno preciso del precedente e meno caratterizzato, i brani tendono ad assomigliarsi tra loro. Questo effetto fa scorrere l’album in maniera delicata, senza picchi o stacchi, mantenendo il livello veramente alto.

Alla prossima settimana,
Boss.

Annunci

0 Responses to “Settimana 47: 02/05 – 08/05”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Rubriche

Comandamenti
Mai più senza:
- Armadio
Opere d'Arte:
- Scultura alle Selz Soda

TV

Classificone Televisivo 2012/2013
Classificone Televisivo 2013/2014
Classificone Televisivo 2014/2015
Classificone Televisivo 2015/2016

Al momento seguo:
Better Call Saul, Stagione 3
Fargo, Stagione 3
Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
Z Nation, Stagione 3

Sul Kindle


Douglas Adams - Mostly Harmless


David Simon - Homicide: A Year On The Killing Streets

Musica

Ora sono in fissa con:

Frank Ocean - Blonde (2016)

Best of 2009
Best of 2010
Best of 2011

Visite


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: