Archivio per maggio 2011

Settimana 50: 23/05 – 29/05

Serie TV
Alias
. Stagione 4. Episodi 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22.
14. Beh l’episodio non è male (a parte lo scioglimento della faccia), l’intrigo e il mistero della stagione si stanno attorcigliando attorno ai personaggi. Forse in maniera scontata e forse in maniera ripetitiva, ma va bene così. (6/10)
15. Dai mi sbilancio: al giro di boa, come al solito vengono rigirate le carte in tavola in una maniera (lo devo dire) sorprendente. Sarà che forse sono io ad essermi perso dei pezzi ma non me l’aspettavo. Il colpo di scena finale (il gemello?) non so se sia ancora un bene o un male, resta il fatto che hanno ravvivato un po’ questa serie. Un plauso anche alla comparsata di Michael K. Williams. (8/10)
16. Ecco che finalmente torna a fare capolino Rambaldi. Bella prova, il colpo di scena dello scorso episodio si è rivelato meglio del previsto. Il mistero si infittisce ma mancano ancora le soluzioni. (7/10)
17. Quello che si poteva definire un chiaro episodio di transizione assume connotati diversi rispetto al finale. Diventa fondamentale capire dove si voglia andare a parare tra Rambaldi e parentame che rispunta. Intanto mi raccolgo speranzoso in un angolo pregando per le sorti di Jack. Ps: la stagione è migliorata da metà episodio in poi, purtroppo soffre troppo l’inzio scialbo. (7/10)
18. Episodio decisamente strano. La prima metà è da buttare nel cassonetto, la seconda (a parte l’idea di ricreare il passato) è persino toccante in alcuni passaggi. Abbasso il voto perché non c’è un intrigo degno e tutto scorre via troppo velocemente, ma l’episodio mi è piaciuto molto. (6/10)
19. Altro episodio emotivo. Certe scene non sono convincenti e non mi ha colpito particolarmente la fine della trama Arvin Clone, ora non so cosa aspettarmi negli ultimi tre episodi. (6/10)
20. Ma quanti colpi di scena è in grado di generare questa serie? In questo episodio saranno stati almeno quattro. Un plauso agli sceneggiatori perché anche se alcune scelte stilistiche si sono rivelate azzardate, il filo conduttore sembra ben definito e ben gestito. Vedremo cosa accadrà nel finale dato che la preparazione è stata eccellente. (7/10)
21. Awww, è tornata Irina sfruttando un vecchio espediente inverosimile ma fa lo stesso: la scena finale del salto dall’aereo, con la famiglia allargata al completo vale il prezzo del biglietto. La carica per il finale è al massimo. (8/10)
22. Pazzi maledetti bastardi che cazzo di paura mi son preso nell’ultimo secondo. L’episodio in sé non è un granché, anzi: soliti buoni a cui è stato sparato ma che sopravvivono, soliti salvataggi all’ultimo secondo e solite pucciose rocambolesche situazioni sentimentali. Ma se c’è una cosa che gli sceneggiatori sanno fare è scrivere i finali di stagione: ora mi tocca guardare anche la quinta stagione. (8/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 9.
9. Un misto tra delusione e ammirazione. Delusione per due aspetti. Il primo è l’indagine che si ferma ed in maniera inaspettata (ma verosimile) cancella tutti i passi fatti fin’ora, rendendo persino inutili gli ultimi episodi. Il secondo è che il ramo politico non ha ancora una connessione con l’omicidio e sembra sempre più assomigliare ad un filler. Come aspetti positivi un plauso come sempre per l’ottimo prodotto tecnico e, questa volta, anche per l’ottimo finale, con due scene che mi hanno davvero colpito e turbato (la lezione di Bennet e il linciaggio). Chiedo scusa per la critica al maglioncino che feci nell’episodio precedente, che qui trova una giustificazione. Dai sù, d’ora in poi deve essere un crescendo. (8/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 22.
22. Si chiude (finalmente) questa traballante stagione. Il finale è come me l’aspettavo: rapido, nonsense e fatto male. Dopo millemila episodi fuffa in cui non succedeva niente, in questo gli autori si sono trovati a far succedere TUTTO. Esibizioni, drammi sentimentali e scrittura di canzoni in un pomeriggio. Ok che Glee non è mai stato verosimile, ma si poteva gestire decisamente meglio la preparazione al finale per ricreare quello esplosivo dello scorso anno. Le canzoni originali vomitano pop commerciale più delle precedenti e, come se non bastasse, sono riusciti a puntare i riflettori su Kurt anche in questa puntata (anche se per poco per me è TROPPO). Addiovederci. (5/10)
30 Rock. Stagione 5. Episodi 19, 20/21, 22, 23.
19. ahhh, quanto mi era mancato 30 Rock e quanto mi era mancata Tina Fey! Episodio che conclude la vecchia storia della fuga di Tracy, il tutto condito da storyline divertenti e battute geniali. Epocale il discorso di Liz nel finale. (7/10)
20/21. Devo essere sincero: mi aspettavo molto molto di più dal centesimo, doppio, episodio. Sarà che gran parte delle guest-star sono impiantate nel daytime americano e quindi non le conosco, ma anche la storyline (pur chiudendo una sorta di continuity) non mi ha convinto. Un plauso a Tom Hanks e all’inutile Bono. (6/10)
22. Molto carino nella sua assurdità: la storia Della Korea è geniale tanto quanto quella della busta di plastica. Divertente il cameo di Condoleeza Rice.  (7/10)
23. Finale di stagione non perfettamente convincente. Storyline di Jack brutta, Liz non fa ridere e quelli che giocano ai videogiochi si sapeva che sarebbero andati avanti tutta l’estate. Alza il livello solo la presenza di Victor Garber, che il destino ha voluto comparisse proprio mentre finisco Alias. (6/10)
The Big Bang Theory. Stagione 4. Episodi 17, 18, 19, 20, 21, 22.
17. Ora capisco perché avevo interrotto la visione… Episodio scialbo, comicità spicciola e stantia, Amy è una Sheldon donna che NON FA RIDERE. Per il resto non succede nulla di esaltante. (5/10)
18. Questo è stato carino. Prevedibile, con uno Sheldon fastidioso a livelli spropositati ma comunque godibile. C’è anche un piccolo tentativo di fare avanzare la trama principale, che oramai ha pochissimi elementi di sviluppo. (6/10)
19. Ok, episodio immensamente nerd, ma che noia! Tutto basato su battute da one man show di Sheldon e su un dualismo Penny-Priya che se ne faceva anche a meno. Finale banale e prevedibilissimo. (5/10)
20. Questa mi è piaciuta. La storia avanza in maniera decisa e le battute mi sono sembrate decisamente buone. Speriamo in un finale di stagione in crescendo. (7/10)
21. Altro episodio positivo. Si stanno giocando l’ultima carta a disposizione (la sessualità di Sheldon): come la metteranno dopo con l’assenza di idee? L’episodio resta comunque godibile. (6/10)
22. Uhh che ridere la gag dell’uomo nudo in pubblico… A parte questo obrobrio, l’episodio cerca di dare profondità ad alcune situazioni sentimentali fallendo in maniera incredibile su tutti i fronti. Bernadette è carina ma non serve a nulla, Priya non ha senso e Penny fuori dal gruppo non serve. Manca la scintilla. (6/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 49: 16/05 – 22/05

Serie TV
How I Met Your Mother
. Stagione 6. Episodio 24.
24. Eccoci al finale della stagione che ha segnato la risalita dalle paludi della quarta e della quinta. Non sono però rimasto soddisfatto. L’episodio in se può anche funzionare ma, ad esempio, la storia del bottone stanca, la storia di Lily e Marshall (il migliore in questo finale di stagione) è sgamatissima e il colpo di scena di Barney non mi ha convinto. Che senso ha far comportare lui e Robyn in quel modo per poi stravolgere tutto negli ultimi attimi? Per creare suspance? Non è convincente ed è una soluzione sempliciotta. Anche l’hype per il matrimonio poteva essere più indorato, ma questo è HIMYM e noi gli vogliamo bene a prescindere. (7/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 21.
21. Beh, dai, neanche tanto schifoso. La trama assume un senso che con coerenza va dall’inizio alla fine, a prescindere dalla qualità del senso che è sempre quella di Glee (bassa). Era necessario fare quei provini? Dopo due anni? Forse era meglio dire: non sappiamo come fillerare l’episodio del funerale, facciamo queste esibizioni stand-alone. C’è da dire però che la parte musicale di questa puntata è stata eccellente. A parte Colfer (che continuo ad odiare), tutte le esibizioni sono state ottime (Lea). Un voto alto alla musica, basso alla sceneggiatura (ma possibile che per i national lascino TUTTO all’ultimo episodio?). Complessivo (7/10).
The Killing. Stagione 1. Episodio 8.
8. No, no, non ricadere nelle banalità! Episodio che svela subito il colpo di scena dello scorso finale anche se non è convincente (terrorismo?) e poi corre con il solito ritmo su vari binari. Quello calcato maggiormente è l’approfondimento di Holder (ottima scena). Quello che ricade nei soliti errori è il binario indagine (il maglioncino? maddai. La cimice? Ovvio, sei un mezzo indagato parla liberamente al telefono)! Quello che non va avanti e non ho ancora capito è quello politico. In discesa rispetto alla media. (5/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodio 5.
5. Forse l’episodio migliore fin’ora: azione, intrighi, location da urlo, approfondimento personaggi e introduzione di altri ancora. C’è un problema però: non riesco a seguirlo. A parte i soliti sempre presenti, non riesco ad associare i nomi alle facce e questo rende il godimento difficile. Resta solo una cosa da fare, a malincuore, ovvero sospendere la visione della serie in contemporanea con gli USA e concentrarmi sul guardare blocchi di puntate tutte insieme, per non rovinarmi il gusto. (8/10)
Alias. Stagione 4. Episodi 11, 12, 13.
11. Eccoci di nuovo ad un episodio stand-alone. Sorpresa per la guest star Jason Segel, che dà un mezzo limone a Jennifer Garner (lo sapevo che dovevo fare l’attore). La storia è leggermente sconclusionata e l’elicottero pensante col mitra incorporato era una pagliacciata. Ma chiudiamo un occhio, và. (6/10)
12. Vano tentativo di raccontare il passato di Nadia attraverso missioni un po’ così. Onestamente non mi ricordo se sono sempre state così prevedibili, ma ogni qual volta accade qualcosa so già come andrà a finire. E non sbaglio mai. La vicenda del padre di Vaughn non mi tocca neanche lontanamente. (6/10)
13. Tentativo simpatico di dare spazio anche a Marshall in una puntata senza alti né bassi. Null’altro da segnalare. (6/10)
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodi 22, 23.
22. Beh, per il finale si sono impegnati. A parte le storyline di Lynette e Bree che sono di una banalità e prevedibilità imbarazzanti, le vicende di Paul e Gabrielle si svolgono in maniera coerente e realisticamente sensata. C’è da dire una cosa però: che cacchio succederà nell’episodio finale dato che questo chiude il mistero della stagione?! Abbasso il voto solo perché Susan non è morta. (6/10)
23. Finale col mezzo botto. La trama dell’episodio è anche carina, ma pecca in tre punti. Il primo è il palese sotto utilizzo di Renée, che anche qui dimostra come non sia servito a nulla il suo inserimento a Wisteria; il secondo è Tom e Lynette che dopo essere stato banali e monotoni per SETTE stagioni arrivano alla separazione, della serie “non sappiamo più veramente che cazzo fargli fare”; il terzo è l’omicidio che unisce tutti e crea un piccolissimo hype per la prossima stagione. Una stagione tremenda, come Desperate sta regalando da troppi anni. (6/10)

Musica
The Pigeon Detectives – Up, Guards And At ‘Em! (2011)
Bleah? Nel 2007 avevano fatto un disco sbruffoncello che si ascoltava in simpatia, con qualche pezzo indie-commerciale-da bimbominkia. In questo non ritrovo più i vecchi suoni, in un vano tentativo di dimostrare serietà. Perché? Sembra il disco di una boyband.
Friska Viljor – The Beginning Of The Beginning Of The End (2011)
Gruppo nordico decisamente sconosciuto, al quale ho deciso di dare una chance solo per il nome del disco. Disco che trasuda indie-pop alla maniera nordica doc, quindi non sorprende, soprattutto per il fatto che molte melodie sembrano già sentite se non scopiazzate. Qualche buon singolo.

Alla prossima settimana,
Boss.

Settimana 48: 09/05 – 15/05

Serie TV
The Killing
. Stagione 1. Episodio 7.
7. Ammetto che questa serie mi fa un effetto strano: non mi esalta, ma vivo l’attesa per i nuovi episodi in maniera esagerata. Appena escono i sub mi ci fiondo, rimanendo ogni volta né colpito né schifato, ma soddisfatto. Questa puntata manda avanti la storia sui soliti vari livelli, lasciando qualche interrogativo e di conseguenza aumentando l’attesa per la prossima, sfruttando anche un finale decisamente a sorpresa. Analizzando oggettivamente, non succede NULLA di particolare, un solo piccolo tassello viene aggiunto all’indagine, mentre il resto si districa tra situazioni viste e riviste (Linden e l’aereo, Linden e il marito scassaminchia che scassa la minchia anche quando non c’è, il politico complessato e la famiglia che soffre col padre che porta il profe al porto e cerca di fargli venire una polmonite… Che cattivone!). Il livello del girato e la prova tecnica è ottima, ma il salto di livello lo esigo ora, basta con i piccoli passi. (7/10)
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodio 21.
21. Qui siamo arrivati al limite del ridicolo. Il colpo di scena finale dello scorso episodio è spazzato via in trenta secondi, sostituito da una tragicomica sequenza di scene con quella gallina di Susan che non fa un cazzo per tutto l’episodio se non prendersi della troia. Il finale nella scuola è pessimo, con Susan che viene presa da attacchi di cretinismo fulminante… Spero che buttino via la chiave. Lynette e Tom, rullo di tamburi… LITIGANO. Ma questa volta non per il lavoro ma per l’organizzazione delle vacanze. La scena delle presentazioni è una delle cose più brutte mai viste. Gabrielle, invece, sembra tornata in forma: le sue vicende fanno ridere e si guardano senza sentire la nausea. Per questo, gli autori hanno deciso di aggiungere un maniaco random tanto per colorire e confusionare la vicenda. Bree esce con uno sbirro e, in una sequenza di dialoghi al limite dell’osceno in macchina, vede in lui del buono. Non è un episodio cardine, non è di transizione, non è un filler. È un paciugo. (4/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 20.
20. Ennesimo episodio colmo di momenti imbarazzanti e trovate carine. Una delle caratteristiche positive della serie è quella di prendersi per il culo da sola e per questo l’inizio mi aveva fatto ben sperare. Il resto, però, si rivela essere la solita americanata del ballo di fine anno in salsa Glee, con la non-gradita aggiunta di Kurt e di tutto ciò che gli gira attorno (il colpo di scena finale è stato decisamente pretestuoso, cheppalle). Pessime le scelte musicali spesso fuori contesto. Peccato perché il potenziale c’è, ma si sbrodola su sè stesso. (5/10)
How I Met Your Mother. Stagione 6. Episodio 23.
23. Episodio necessario per continuare il racconto e per terminare la relazione con Zoey. Ottimo Marshall (che si è decisamente ripreso ed è tornato a far ridere), ottimo Bob Odenkirk e il resto sufficiente. Ted col suo solito bla bla, Barney e Lily nella norma e Robin sempre assente come oramai da molto tempo. Ottima come sempre la continuity, ora voglio un gran finale. (6/10)
Community. Stagione 2 .Episodio 24.
24. Che dire? Ennesimo capolavoro. Ringrazio me stesso per aver deciso di dare fiducia a questa serie e ringrazio le menti geniali che l’hanno creata. L’episodio a tema Star Wars in combo con il paintball alla Community è stato una bomba. Trovate geniali e finale agrodolce: mi pento e mi dolgo di aver pensato alla minestra riscaldata. (9/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodio 4.
4. Scrivo queste righe a distanza di sette giorni (mi ricordo poco) e pronto a guardare il quinto episodio. Ricordo con sommo sconvolgimento il paletto infilzato nel collo e con somma curiosità il finale, anche se il colpo di scena mi ha lasciato abbastanza freddo. Mi convince la parte di Snow, anche se certe trovate sono prevedibili mentre non mi convince l’arguzia e l’avventatezza della signora Stark. La trama prosegue lentamente, supportata da un livello tecnico qualitativo eccelso. (8/10)

Alla prossima settimana, sperando di non tardare così tanto,
Boss.

Settimana 47: 02/05 – 08/05

Serie TV
Alias
. Stagione 4. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
1. Eccoci qui con il tentativo di portare a termine il recupero di Alias, per la prima volta in lingua originale. Ho molta paura per questa quarta stagione: le recensioni in giro non sono il massimo e Lost iniziò nello stesso periodo. Mi sono bastati però i primi minuti per ricordarmi cos’ha di bello, anche, questa serie: quella gnoccolona da paura di Jennifer Garner. L’episodio in sè non ha nulla di originale: si vede un riciclo del cast in ruoli soliti, con il tentativo di sconvolgere ulteriormente la trama. (5/10)
2. Episodio scombussolato. Sloane non dovrebbe avere poteri ma in realtà comanda, il segreto scoperto da Sydney non è più un segreto, Irina è stata uccisa in un modo un po’ superficiale (e questo non mi va giù). Forse è il lungo periodo di pausa tra la terza e la quarta stagione, ma non ci sto capendo molto. Il resto dell’episodio è come il solito: intrighi e azione. (5/10)
3. Beh, all’inizio di questo (che ho fatto una fatica immane a trovare) capisco come mai Jennifer Garner vinse un Golden Globe. Il doppiaggio italiano non rende neanche lontanamente l’abilità di adattamento ai vari accenti dell’attrice (e del cast intero). La trama non un granché e non brilla nemmeno per originalità: dopo tutto quello che è successo, Sloane è tranquillamente in carica e nessuno dice niente. Di Rambaldi neanche l’ombra. (5/10)
4. Episodio noiosetto. L’unico interesse lo sollevano la presenza di Kelly Macdonald e di un’arma interessante. Il resto si ripiega tra dialoghi ben scritti ed errori grossolani di fotografia (immagini specchiate di stessi oggetti). La trama non sta evolvendo per nulla, Rambaldi ancora non si vede. Guardato pensando che fosse l’episodio 3, non c’è un filo conduttore. (5/10)
5. Decisamente il migliore fino ad ora. Non per particolari novità nella struttura dell’episodio ma per originalità della storyline. C’è anche un piccolo collegamento col passato grazie alla nomina della sorella di Irina, ciò mi fa bene sperare. Decisamente buone le scene d’azione. (7/10)
6. Mamma mia che brutto. Non so se sono pervenuto, ma questi episodi stand-alone fanno veramente pena. In questo fingono almeno tre morti con altrettanti salvataggi all’ultimo secondo. Zero originalità e la storia del virus zero coinvolgimento. (5/10)
7. Questo invece è un’episodio normale, tranquillamente collocabile in una delle serie precedenti. Basato sul rapporto di fiducia da Sydney e Sloane, è il solito contenitore di azione. Pecca un po’ sull’aspetto tecnico delle missioni (troppe cose vanno sempre a fortuna) ma si guarda senza provare fastidio. (6/10)
8. Ci sarà un motivo se al ricomparire di Rambaldi, tornano fuori vecchi personaggi (una in modo misterioso) e la puntata diventa godibile e interessante. Il finale è prevedibile, ma la curiosità e il sapere come va avanti mi fa tornare indietro nelle stagioni. Speriamo prosegui così. (7/10)
9. Guardata in due tronconi a distanza di qualche giorno, la trama non mi ha entusiasmato. Qualcuno avrà avuto un’inclinazione sado-lesbo per far menare così tanto la Garner con un’altra donna. La trama si pianta, ma sembra la conclusione ideale per questa specie di doppio episodio. (6/10)
10. Niente da dire, a creare intrighi gli autori sono bravi. Peccato che dopo quattro stagioni, molte di queste scelte siano ampiamente prevedibili come in questo caso. Come se non bastasse, alcune scene di azione sembrano volutamente esagerate, al limite quasi dell’assurdo. Episodio di transizione per quanto riguarda la storyline principale (che a pensarci bene ancora non ha un senso). (6/10)
The Killing. Stagione 1. Episodio 6.
6. Forse il miglior episodio fin’ora per quanto riguarda l’avanzamento delle indagini e l’incastro con la campagna politica. L’episodio in se rivela poco, incastra ulteriormente dei pezzetti che lasciano spazio a futuri fraintendimenti, rendendo la trama apertissima. Il giorno del funerale aggiunge piccoli dubbi sui personaggi (la sorella? Il collega piagnone? Il vecchio che saluta solo la madre?) e il finale convince per via di due cose: il padre ex-mafioso che decide di fare di testa sua e Linden che perderà l’ennesimo aereo. Cose positive: l’assenza di quello stracciacoglioni del futuro marito e l’intro alla Six Feet Under (saranno casuali i riferimenti)? Cose negative: il tipo col telescopio che casualmente abita in quella zona (assurdo, ma per questo veritiero) e la banalità del fumarsi un cannone ascoltando un disco. (7/10)
How I Met Your Mother. Stagione 6. Episodio 22.
22. Mamma mia, in questo episodio Ted è fastidioso al massimo livello e la cosa brutta è che io SONO UGUALE A LUI. Episodio divertente con lo scopo di mandare avanti la parte di Zoey (che spero finisca presto, mi ha stancato da quel pezzo) e di mettere in luce le debolezze di Marshall e Barney. La parte delle reazioni agli alcolici mi aveva schifato alla prima visione in eng-subeng, ma rivedendola mi ha divertito. Pessima la disputa del tavolo al bar, anche se il cartello finale di Barney ha vinto tutto. Speriamo in un bel finale. (7/10)
Game Of Thrones. Stagione 1. Episodio 3.
3. Prosegue l’introduzione di ambienti e personaggi devo dire, questa volta, in maniera eccellente. La confusione ad inizio episodio va scomparendo pian piano col passare dei minuti, incastrando meglio i personaggi nuovi all’interno delle vicende e mostrando buone abilità recitative. La storia è appassionante anche se ancora non si alza il livello di tensione, tutto sembra portare alla collocazione dei personaggi nei luoghi “di partenza”. Un plauso particolare al dettaglio: in fatto di HBO non si poteva dubitare, ma le ambientazioni, gli scenari e gli accorgimenti tecnici sono veramente un valore aggiunto, in questo episodio più che mai. (8/10)
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodio 20.
20. Che dire: il tentativo di essere spassionati e divertenti riesce anche abbastanza bene in quelle poche scene in cui compaiono le figlie di Gabrielle, il resto si perde tra uno sviluppo inverosimile della storyline generale e una Lynette completamente senza uno scopo (si arrabbia per il lavoro di Tom per la centocinquantatreesima volta). Alcuni dialoghi sono veramente imbarazzanti, come il finale Bree-Gabrielle o la litigata ORIGINALISSIMA dei precedentemente citati Lynette e Tom. Tiriamo a campare, in attesa che nel doppio episodio finale s’ammazzi Susan. (5/10)
Glee. Stagione 2. Episodio 19.
19. Come sempre alti (pochi) e bassi (tanti). Ottima la scelta di concentrare un episodio su un disco e su un tema ben preciso (il pettegolezzo), tema che si ripercuote e sviluppa anche all’esterno della parte musicale in maniera decente. Ottimo non cagare Kurt e lasciarlo in secondo piano zitto e muto come ottima la prova di Lea Michele. Pessima Sue Sylvester, diventata davvero un personaggio inutile e ridondante, pessima la storia di Sam il poveraccio al quale gli amici portano vestiti (mah) e pessimo l’utilizzo della Chenoweth (a cosa serve)? (5/10)
The Chicago Code. Stagione 1. Episodio 10.
10. Forse il miglior episodio della stagione. Torna la trama principale con l’Aldermanno, la mafia e l’infiltrato. Il cerchio si stringe e si percepisce anche una leggera ansia in alcune scene, grazie allo sfruttamento della continuity e grazie all’uso corale del cast. Ottimi come sempre i voice-over, davvero un’ottima trovata. Non interessante invece la sottotrama amorosa della nipote: spocchiosa, fuori ruolo e troppo considerata. Speriamo che assuma un significato in futuro. (8/10)
Community. Stagione 2. Episodio 23.
23. Ancora paintball con un leggero terrore di assistere ad una minestra riscaldata. Niente di più sbagliato dato che tutto funziona: il tema western, la continuity, la trama, le ambientazioni (dispendiose), i personaggi, le trovate comiche, le battute. Un gioiello con due minuscoli nei: la difficoltà di gestire al meglio tutto il cast e un Chang oramai disperso. (9/10)

Musica
The Strokes – Angels (2011)
Sarà che non ascolto musica da mesi ed è da più tempo che non mi tengo aggiornato, ma questo nuovo parto dei The Strokes dopo una lunga pausa non l’ho trovato così tremendo come dicono i presunti esperti indie. Mi è sembrato un lavoro sufficiente, con pezzi facili orecchiabili e ciofece legnose e stoppose. Probabilmente se fosse stato il primo lavoro di una “qualsiasi band” sarebbe stato apprezzato di più. Ma i The Strokes hanno un passato con il quale è difficile confrontarsi.
Architecture In Helsinki – Moment Bends (2011)
Questo è una piccola delusione. È ascoltabile nel suo complesso, ma noioso noioso noioso e non entra per nulla in testa. Forse trovano spazio nella fischiettabilità solo i pezzi facilmente commerciali. Peccato, sembrano aver perso il tocco spensirato che li ha caratterizzati. Fallimento del test di maturità?
Fleet Foxes – Helplessness Blues (2011)
Ahhh, ecco il ritorno di uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Ottimo, ottimo lavoro ma inferiore al debutto. Mi sembra meno preciso del precedente e meno caratterizzato, i brani tendono ad assomigliarsi tra loro. Questo effetto fa scorrere l’album in maniera delicata, senza picchi o stacchi, mantenendo il livello veramente alto.

Alla prossima settimana,
Boss.


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