Settimana 34: 31/01 – 06/02

Serie TV
Alias
. Stagione 3. Episodi 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.
8. Episodio buono, con un giusto mix di azione e pianificazione. Ha il difetto di sembrare completamente scollegato da quello che si è visto finora, ma tutto sommato è un buon diversivo. (7/10)
9. Questa è proprio la tipologia di episodi che non mi fanno impazzire. Quando si tratta di dar forma a sogni e ricordi, quando si tratta di dar vita alle immagini del cervello, o si è bravi o si cade nella confusione. Qui direi essere il secondo caso. (6/10)
10. Ritorno veramente gradito. Episodio che riporta le emozioni su come furono nelle prime due stagioni (che oramai mi sono rassegnato a non vedere più). L’episodio in sé non è esaltante, spero che sia l’inizio di un buon capitolo. (7/10)
11. Eccoci. Per undici episodi avevo dubitato di JJ Abrams ed ora mi tocca fare ammenda. Alla comparsa di Terry O’Quinn ho capito che sarebbero arrivate le spiegazioni che bramavo. Alias è il cantiere a cielo aperto di Lost, ma è anche un cantiere che costruisce e spiega plot stabiliti e precisi. Fin’ora non ha sbagliato un colpo in fatto di trama, anche se ha rischiato in questa terza stagione di stancare con un inizio moscio. (9/10)
12. Altro ottimo episodio che richiama tecniche narrative delle prime due stagioni, nel quale ci si riesce a destreggiare fra le pieghe delle vicende e tutto assume un senso compiuto. Qualche WTF non manca, ma diventano sempre accettabili e non ridicoli. Da notare dopo la presenza di O’Quinn, qui c’è l’ex dottor Chang di Lost. (8/10)
13. Le guest non finiscono mai. Eccoci al ritorno di Quentin Tarantino! Episodio di transizione un po’ del cazzo in realtà: troppo veloce per alcune scelte, troppo intimistico e sentimentale Sloane e un finale che fa ridere. Cioè davvero vuoi dire a Sydney Bristow “stai lontana da mio marito”? Orsù. (6/10)
14. Azione alla grande mettendo contro le due fazioni principali, anche se mi sfugge come possa essere possibile far combattere persone che si possono così pericolosamente riconoscere. Nulla di nuovo sotto al sole, a parte l’intrigo romantico-sessuale. (7/10)
15. Episodio un tantino sotto tono rispetto ai precedenti, anche se le guest star non mancano vista la presenza di Ricky Gervais. La trama non evolve, è il classico episodio di transizione, ma con il briciolo del WTF (seriamente ricrei un albergo in meno di 48 ore?). (6/10)
16. Non ho capito il finale, ma sicuramente sarà colpa della traduzione in italiano… Episodio che non dice niente, se non solo che rispunta Rambaldi e, quando spunta Rambaldi, io mi gaso. (7/10)
Pretty Little Liars. Stagione 1. Episodi 14, 15.
14. Mi sono scordato di “recensirlo” la scorsa settimana quindi mi ricordo poco. Il fatto che mi ricordi poco è un pessimo segnale. (6*/10)
15. Nuovo episodio che mi ha fatto ridere discretamente. Le scene drammatiche o di tensione, accompagnate da una musichetta inquietante (?) sono qualcosa di alto livello trash, come le facce e le acconciature (e le vestite) delle piccole ex-zoccolette. Il mistero direi che si infittisce, anche se le storyline sono un po’ campate alla cazzo. (7*/10).
* trash
The Wire . Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4.
1. Se ne parla non bene, di più. Questa serie dovrebbe essere, a detta delle recensioni e delle valutazioni, una delle migliori di sempre. L’impatto con il pilot è stato un po’ traumatico per vari motivi: gli attori di colore che parlano in slang stretto, i tanti nomi da ricordare in poco tempo, la poca confidenza con la gerarchia poliziesca (sono lontani i tempi del distretto di Farmington). Il plot sembra però solido, è ben scritto e ben girato e sembra essere anche ben recitato. I personaggi vengono inseriti in maniera verosimile, con le giuste tempistiche. (8/10)
2. Mah, episodio che mi ha lasciato una strana sensazione. Guardandolo sembra tutto normale, non c’è niente di esaltante e niente fuori posto. L’episodio funziona e approfondisce l’aspetto morale (e il carattere) di uno dei dealer. Rispetto a quello precedente non cambia nulla, l’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è il classico poliziotto col culo parato e il cervello microscopico. (7/10)
3. Beh, niente da dire: è girata e recitata in maniera ottima. La scrittura è lineare e sparge microscopici dettagli in giro per l’episodio, ai quali bisogna stare attenti. La vita del protagonista è raccontata in maniera naturale, mai invadente utilizzando il presente e non i flashback. Un ottimo prodotto, col colpetto di scena finale. (8/10)
4. Questo è per ora quello che mi è piaciuto di più. Con una scena piena di fuck fuck fuck fuck moherfucker what fuck? fuck fuck hanno reso il titolo dell’episodio. Ulteriormente si approfondisce il carattere dei personaggi della squadra, niente male, sembrano senza sbavature. E il McNulty sbronzo alla fine di ogni episodio, dove porterà? (8/10)
The Big Bang Theory. Stagione 4. Episodio 14.
14. Sta diventando sempre più uno one-man-show, non mi ha convinto per nulla tutta la scena Sheldon-Penny (quindi mezzo episodio). Il calo è grosso, e Sheldon inizia a rompere le balle. (6/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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