Archivio per gennaio 2011

Settimana 33: 24/01 – 30/01

Serie TV
Alias
. Stagione 3. Episodi 2, 3, 4, 5, 6, 7.
2. Si continua a viaggiare su almeno quattro piani diversi di intreccio, già con una rapidità che dopo due episodi, e un cambio di rotta deciso, non era facile immaginarsi. Pessimo colpo di scena finale, di quelli che fanno dire “ma guarda un po’”. (6/10)
3. Episodio che non dice nulla, solita azione finita bene e solito finale tenerino. La trama è un po’ confusionata e faccio fatica a seguirla, ma gli inizi di stagione son sempre così. (6/10)
4. Ecco che accade qualcosa di intressante: si inizia a scendere nel detaglio. A parte il tuffo in piscina da quaranta metri senza danni (WTF) il resto regge, con la solita dose di azione (tanta, forse troppa). Si sente la mancanza di parte del cast delle prime due stagioni. (7/10)
5. Cambio di storyline importante, forse l’unica cosa interessante che accade. La nuova versione di Jack è ok, il nuovo Sloane fa ridere. (6/10)
6. Primo sviluppo di trama che dapprima puzza un po’, poi per fortuna torna a spuntare Rambaldi. E questa è cosa buona e giusta, altrimenti la puntata sarebbe stata come tutte le altre della stagione: senza nervo. (6/10)
7. Sì ok, i sentimentalismi ci dovevano essere per forza, e a me non va. Solito episodio sui soliti livelli: i WTF però diventano più frequenti e i cliffangheroni prevedibili. (6/10)
Breaking Bad. Stagione 3. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13.
1. Che emozione. Mi ero imposto un periodo di pausa dopo la full-immertion delle prime due stagioni e mai decisione fu più azzeccata. L’attesa mi ha fatto gustare al meglio il ritorno nelle atmosfere di Breaking Bad. Episodio sopraffino, nel quale nulla è cambiato rispetto la qualità dei precedenti. La trama prosegue con sofisticati incastri, supportati da un cast sempre in ottima forma. (9/10)
2. Secondo capitolo, ennesimo capolavoro: solo il lancio della pizza sul tetto merita rispetto. Senza troppi fronzoli o intrallazzi, le vicende (personali e “lavorative” di Walter) entrano nel vivo, con una parte di tensione sottile e prolungata che non è facile trovare in giro. (9/10)
3. Episodio ottimo, di transizione. Aaron Paul sugli scudi, il resto del cast è davvero eccellente. La storia prosegue e si scoprono più cose sui gemelli. (9/10)
4. Episodio eccellente. L’inquadratura finale svela il senso di un episodio in cui non sembra accadere niente, ma nel quale invece accade tutto. Meriterebbe un 10 per via di Hank, un personaggio amabile e interpretato alla perfezione da un Dean Norris sempre sorprendente. Ma resto sulla scia dei precedenti, consapevole che salirà. (9/10)
5. Che serie… Altro capitolo eccellente, in realtà un po’ più lento del solito. Si indaga sull’aspetto psicologico del ritorno sulla cattiva strada e su quello che vuol dire compiere scelte di questo tipo, un viaggio verso il maniacalismo e la fissazione, un turbine nei quali ci si trova incastrati nolenti. Parafrasando le scelte, ci si rispecchia. (9/10)
6. Ho finito gli aggettivi. In questo c’è una leggera ansia con un picco tutto particolare che solo Breaking Bad riesce a trasmettere. Dopo questo, il diventare fan di Dean Norris è stato scontato. (10/10)
7. Eccolo l’episodio capolavoro, dove tutto è maestoso. I silenzi importanti, il montaggio ottimo, i dialoghi, la fotografia, la sceneggiatura. Il tutto suona perfettamente portando lo spettatore nel turbinio di adrenalina degli ultimi cinque minuti, talmente intensi da far rosicchiare una intera mano. (10/10)
8. Dopo la magnificenza del precedente, qui sembra calato leggermente il livello. Episodio di assestamento, nessun elemento importante da segnalare, a parte la messa in mostra della potenza di Gus. Episodio di transizione [cit.] (7/10)
9. Anche qui niente di nuovo, l’evoluzione resta confinata all’interno delle caratterizzazioni dei personaggi. La caduta nel baratro di Walter, il desiderio di strafare di Jesse, la voglia di vendetta di Skyler e il tutto condito da un maniacalismo del ghiaccio di Gus. La qualità non si discute. (8/10)
10. È possibile fare un episodio di alta televisione ambientandolo interamente in una stanza? Sì. Può essere un buon episodio? Sì, se hai un Bryan Cranston mostruoso e un Aaron Paul in palla. Niente di più facile. Non ci sono parole per descrivere una serie così, niente è lasciato al caso, ogni scena assume un senso, ogni gesto un significato. (9/10)
11. Episodio di preparazione al finale. Tutto è bello e interessante, non c’è un minuto che stanchi. L’espressione finale di Paul vale il prezzo della stagione. (9/10)
12. Beh, episodio ottimo, oramai ho finito gli aggettivi. L’unica cosa che posso dire è che, se ma un giorno butteranno merda su questa serie con sbalzi temporali o misteri irrisolti, resterà la migliore che io abbia visto finora. Ottima qualsiasi cosa, Aaron Paul l’Emmy non se l’è meritato: di più. Non mi era mai capitato di provare paura per la visione di una puntata, ma ne ho per la prossima. Ed è una paura strana, quasi come avessi paura di trovarmi di fronte ad emozioni mai provate. Nerd? Semo? Chiamatemi come volete. (9/10)
13. È passato un giorno e ancora non ho parole. Finale fantastico per una stagione fantastica. Grande prova di tutta la baracca, un plauso al mio nuovo dio Gilligan e, con la stretta al cuore, ora attendo pian piano luglio. (10/10)

Alla prossima settimana,
Boss.

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Una nuova vita

Ecco, meno male che ieri ho scritto quel post.

Da domani prometto di essere MENO SFIGATO.

Alla prossima vergogna disumana,
Boss.

No so neanche che titolo dare

Perché mi appresto a scrivere uno dei post più sfigati che siano mai stati scritti? Bella domanda.

Io delle emozioni del genere non le ho mai provate.
Sto per guardare l’episodio 12 della terza stagione di “Breaking Bad“. E ho paura.
Ma non paura perché è una serie horror o robe così, è una paura di trovarmi davanti all’ennesimo capolavoro, paura di provare emozioni che non ho mai provato in vita mia guardando un’opera d’arte. Ma nemmeno col finale di “Six Feet Under“, nemmeno con “American Beauty” (che non so perché ma mi ripulisce l’anima), nemmeno con la serie che mi ha dato di più in vita mia, ovvero “Lost“, nemmeno con “The Suitcase” (capolavoro di “Mad Men“) e neppure con “Nuovo Cinema Paradiso“. È veramente strano.
Se dopo l’episodio 7 ho avuto bisogno di un pomeriggio per riprendermi dall’ansia e dall’angoscia del come sia stato possibile arrivare a tanto, ora mi sono dovuto andare a bere un bicchiere d’acqua, mi sono dovuto sedere cinque minuti e mi sono dovuto dire “coraggio, ce la puoi fare”.

Ed ora inizio.
Al prossimo attacco di nerdismo puro (mi sono riletto: lo pubblico solo per leggere in futuro di quanto sono stato sfigato in questi cinque minuti),
Boss.

Settimana 32: 17/01 – 23/01

Serie TV
Desperate Housewives
. Stagione 7. Episodio 13.
13. Prima volta che mi capita di vedere un episodio di qualcosa in cui non accade NULLA. Non è nemmeno di transizione, non succede un cacchio… Anzi, una cosa succede: diventa tutto più imbarazzante. Si salvano solo le scene con Paul, che durano in media uno o due minuti. (4/10)
Alias. Stagione 2. Episodi 20, 21, 22. Stagione 3. Episodio 1.
20. Per la prima volta (penso) episodio incentrato su Dixon. Tutto come al solito, tensione a mille tranne che per la comparsa del primo vero e proprio WTF: un monaco di un monastero buddista in cima ad un monte innevato che fa il veggente?! Davvero?! (6/10)
21. Ottimo episodio in prospettiva finale. Uno dei più grossi misteri della stagione è vicino alla risoluzione, con delle pesate veramente ottime e inarrivabili. Quando si pensa all’inizio e non pian piano, la differenza SI NOTA. (8/10)
22. Finale di stagione F-A-N-T-A-S-T-I-C-O. Solo ora posso capire il calibro ed il livello della mente di J.J. Abrams. Negli ultimi episodi si sono tirate le fila del progetto Rambaldi e quando le vicende secondarie arrivano al capolinea, il colpo di scena finale è uno dei migliori che io abbia mai visto. La trama è veramente straordinaria, scritta e interpretata in maniera perfetta, su tutte la scena del gelato (anche se cioè: uno insanguinato nella vasca prima o poi l’avrebbe trovato…). Sarà dura lasciare in pausa l’inizio della terza stagione. (9/10)
1. Non ho resistito, dovevo vedere dove avrebbe portato il colpo di scena. Episodio scombussolato, vengono inseriti i vecchi personaggi quasi a forza e le nuove trame non mi appassionano particolarmente. Spero che abbiano solo gettato le basi per l’inizio di un’ottima stagione. (7/10)
30 Rock. Stagione 2. Episodi 12, 13, 14, 15.
12. Non mi ha esaltato per nulla. Niente di particolare da segnalare, poco Tracy Morgan unito al ritorno di un personaggio squallido non mi ha fatto gradire l’episodio. (5/10)
13. Questo invece è stato molto carino. Ammirevole la parafrasi della vita/film di Mozart, tutto il cast ha reso bene. Tina Fey sempre sull’onda. (8/10)
14. ahahah, carino e sulla stessa lunghezza d’onda della qualità della serie. Il sandwich sembrava buono davvero. (7/10)
15. ahahah, si chiude così una stagione che vede come filo conduttore la costanza. Non è una serie che fa sbellicare dalle risate ma dà un senso di benessere che in questo periodo ci sta. L’episodio finale è gradevole, torna Edie Falco, mettono in atto un inverosimile “three moths later” e vengono usati tutti i personaggi del cast. Bella chiusura. (7/10)
Pretty Little Liars. Stagione 1. Episodio 13.
13. Puntata dal ritmo blando, con un cambio di atteggiamento da parte della stalker A. che rende più interessante lo sviluppo della stagione (?). Tanti WTF, tra cui il più clamoroso è quello di Hanna che si deve mangiare sei tortini a forma di porco per avere indietro dei soldi, (!) mentre un gruppo di ragazzi la sbeffeggiano dicendole “oink oink“. I soldi poi li trova nel rotolo di carta del cesso, ma questo non fa scalpore dato che capita anche a me. L’amica lesbica viene mandata TRE MESI (?) in un centro di disintossicazione perché fuma erba, però prima di partire organizza un ballo romantico a lume di candela con la sua ragazza a casa di quella col nome da maschio. Il resto non me lo ricordo già più, a parte il finale SHOCK (una tensione non da poco). Nota dolente: la poliziotta che si chiama Cooper. Nota positiva: Hanna che fa le prove di bugiardismo davanti allo specchio. (8*/10)
*trash
The Big Bang Theory. Stagione 4. Episodio 13.
13. Episodio molto carino, quando il cast è al completo il livello è inevitabilmente alto. Sheldon sugli scudi, ma Raj anche con tre battute per me gli rende sempre testa. (8/10)

Musica
Verdena – WOW (2011)
Sarà che fanno un album ogni numero imprecisato di anni, ma per ogni uscita dei Verdena è come se mi si spegnesse il cervello per tornare in un tunnel di fanboyismo maniacale. Per fortuna questa volta hanno deciso di fare un doppio album, cosa che frena i miei istinti. L’ascolto ovviamente è lungo e tortuoso, ma ad un primo impatto sembrano aver abbandonato il suono pulito di Requiem in favore di uno più sporco e a tratti garagesco. I testi sono tortuosi e grammaticalmente circeschi, amabili come sempre. Insomma: consigliato.
The Decemberists – The King Is Dead (2011)
Nuovo lavoro atteso con ansia (me l’aspettavo per la fine del 2010) e attesa ripagata. Ritorno al sound folk dopo l’esperienza un po’ più costruita del precedente, decisamente apprezzabile anche se il folk non resta il mio genere.
Smith Westerns – Dye It Blonde (2011)
Primo Best New Music di Pitchfork del 2011. Solito lavoro ascoltato almeno altre mille volte in giro per i Best New Music. Niente di esalantate.

Alla prossima settimana,
Boss.


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Al momento seguo:
Better Call Saul, Stagione 3
Fargo, Stagione 3
Girls, Stagione 6
Ink Master: Redemption, Stagione 3
Last Week Tonight With John Oliver, Stagione 4
Seinfeld, Stagione 5
Son Of Zorn, Stagione 1
Survivor, Stagione 34 (Game Changers)
The Handsmaid Tale, Stagione 1
The Last Man On Earth, Stagione 3
The Middle, Stagione 8
Z Nation, Stagione 3

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