Settimana 18: 11/10 – 17/10

Serie TV
Alias
. Stagione 2. Episodi 4, 5, 6, 7.
4. È una serie G-E-N-I-A-L-E. Al quarto episodio, con un nuovo personaggio bomba inserito magnificamente, cambiano ancora le carte in tavola. Sono affascinato e anche impaurito.
5. A parte qualche WTF qua e là, tutto torna in maniera incredibile. Ennesimo cambio di prospettiva inattaccabile. WOW.
6. Episodio noiosino, tutto cicci-pucci e poca azione. Il colpo di scena finale è sgamato da metà episodio, però la nuova via di Tippin non mi dispiace.
7. Bella ennesima svolta. L’ansia non è tanta perché è tutto un chissà se scoppia l’ammore, però dopo ogni episodio non so mai cosa aspettarmi.
Desperate Housewives. Stagione 7. Episodio 3.
3. A parte che queste dicono di giocare a Texas Hold ‘em e poi tengono cinque carte in mano, dopo il terzo episodio mi chiedo: a cosa servono le casalinghe? Gli unici che hanno qualcosa da dire sono i nuovi arrivati, gli altri sono di una banalità sconcertante. Si salva Teri Hatcher in versione sexy, nella speranza che ci ridiano la vecchia Gabrielle.
How I Met Your Mother. Stagione 6. Episodio 4.
4. Mah, l’ho guardato due volte. La prima in maniera distratta e a salti, ma non mi aveva convinto. La seconda con attenzione, ma sapevo cosa sarebbe capitato e quindi mi ha fatto meno ridere. Diciamo che l’episodio in sè è ben fatto, ma non mi ha convinto più di tanto.
Breaking Bad. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3, 4.
1. Ho appena visto il pilot, ora capisco perché questa serie è definita dai più un capolavoro. Quando basta una puntata per far diventare idoli i protagonisti, quando non c’è una scena sprecata, quando i silenzi significano tutto e quando le capacità degli attori rendono tutto reale, si può dire di essere di fronte ad un capolavoro. Siamo ai livelli del pilot di “Mad Men”, il problema è che questo sconvolge l’animo. Le aspettative per me erano alte e sono state seriamente ripagate. Esagero? Non so, ma i tre Emmy vinti da Bryan Cranston negli ultimi tre anni sono un ottimo biglietto da visita. E il bello è che voglio gustarmelo piano piano, gustando ogni attimo. CAPOLAVORO.
2. Altro buonissimo episodio, molto più morbido del precedente. In certi frangenti me la sono anche ghignata. La storia sembra andare avanti a casaccio, ma l’ottima scrittura e le basi della trama orizzontale si vedono eccome.
3. Meraviglia. Io guardo cose così alle 3.00 di notte e poi faccio fatica a dormire. Bellissimo episodio, tematiche forti, difficili da affrontare. I colpi di scena sono perfetti e la scrittura è geniale. La storia avanza e ti spinge a sapere, ma io non ci casco: me lo gusto piano piano.
4. Altro buon episodio che, rispetto agli altri, tocca i temi della famiglia. Un ottimo Aaron Paul e un Cranston di livelli stratosferici rendono l’episodio molto molto godibile.
Glee. Stagione 2. Episodio 4.
4. Non è per nulla male, torna un po’ il vecchio Glee: la trama NON evolve, ognuno ha le proprie cosine da fare e le musiche vengono quasi tutte da musical. Non convince il fatto che sia un puntata Glee-club centrica… Rivoglio Sue!
The Big Bang Theory. Stagione 4. Episodio 4.
4. Ohhhhh. Finalmente un bell’episodio Howard-centrico. Ottimo lui, pessimo Sheldon che si riduce ad essere una macchietta di Mr. Bean. Comunque le mie risate me le sono fatto.
The Event. Stagione 1. Episodio 4.
4. Questa serie non decolla, ma non precipita neanche. L’episodio scorre bene, senza esagerare con wtf o cliffangher imbarazzanti. Si segue tranquillamente, con la retrosperanza che non diventi una serie di merda ma che migliori.

Musica
Belle & Sebastian – Belle & Sebastian Write About Love (2010)
Ennesimo album in studio dei Belle & Sebastian e devo dire che non mi ha deluso per niente. Il loro sound non mi fa impazzire sia ben chiaro, ma a parte il pezzo con Noia Gions è un album davvero gradevole.
The Smiths – The Smiths (1984)
C’è un sacco di hype attorno a questo gruppo, soprattutto tra gli indie-minkia. Ho deciso di ascoltarli per vedere se era giustificato o meno. Che dire: il sound tipicamente britannico si sente eccome e a me il sound tipicamente britannico non piace molto.
The Smiths – Meat Is Murder (1985)
Se lo ascolto in fila con il precedente non mi accorgo delle differenze.
Sufjan Stevens – The Age Od Adz (2010)
Attendevo con ansia il suo nuovo disco, sia per le ciofeche recenti, sia per la conclamata “svolta electro”. Ne esce un lavoro dalle sonorità sempre ricercatissime e piacevole all’ascolto. Poi un disco con la traccia finale da 25 minuti non può essere uno schifo a prescindere,

Alla prossima settimana,
Boss.

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3 Responses to “Settimana 18: 11/10 – 17/10”


  1. 1 Anonimo 27 ottobre 2010 alle 19:23

    che mi dici di mad man, lo segui? :)

  2. 2 Anonimo 27 ottobre 2010 alle 19:24

    *men (pardon)

  3. 3 Boss 28 ottobre 2010 alle 14:25

    Caro Anonimo, in alto trovi la scheda sulle mie serie TV preferite di sempre. Prima di cambiare l’immagine, ero indeciso se mettere Mad Men al primo posto, davanti a Six Feet Under.

    È un capolavoro indiscusso. Le prime tre stagioni le ho divorate in un attimo (anche se in italiano), amando alla follia January Jones e John Hamm… La quarta ce l’ho tutta in un angolino, pronto a vederla senza interruzioni. Mi voglio gustare l’attesa!! :)


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