Settimana 6: 19/07 – 25/07

Serie TV
Family Guy. Stagione 4. Episodi 28,29,30. Stagione 5. Episodi 1, 2, 3, 4, 5, 6.
Eheheh. La fine della quarta stagione è uno speciale di un’ora su Stewie. Ridere ma non tanto. La quinta, invece, ho iniziato a guardarla in inglese senza censure. È difficile da seguire per via della parlata veloce e dello slang, ma le scene che ricordavo in italiano fanno mooooolto più ridere in lingua originale!
The L Word. Stagione 5. Episodi 10, 11, 12. Stagione 6. Episodi 1, 2, 3.
Niente da fare, è la mia serie del momento. La quinta stagione è stata un po’ prevedibile mentre la sesta è iniziata col botto. C’è tanta carne al fuoco.
Persons Unknown. Stagione 1. Episodio 6.
Negli USA non va molto bene questa serie. Io l’ho sempre “difesa”, ma in questo specifico episodio ho trovato delle debolezze che non mi hanno convinto. Malino, non prevedo un futuro roseo.
Alias. Stagione 1. Episodio 4.
Ho guardato solo un episodio per via di The L Word, ma il livello non cala. Me la tengo per serate più intense e magari senza studio.
Pretty Little Liars. Stagione 1. Episodio 7.
Meno male che hanno creato questa serie. Trash sempre più, espressioni delle “attrici” sempre più imbarazzanti, tanto da lasciarmi con la pelle d’oca. Colpi di scena che generano sempre una spasmodica attesa dell’episodio successivo.

Musica
Arcade Fire – The Suburbs (2010)
L’attesa per questo nuovo disco era alle stelle. Appena saputo dell’uscita, non potevo attendere ancora per ascoltarlo. Purtroppo è un lavoro che richiede molti ascolti per essere compreso. Suona bene ma forse, essendo lungo nei contenuti, non è di impatto facile. Non mi ha colpito come i precedenti, i picchi in positivo sono pochi e quelli in negativo non si fanno notare. È un ottimo lavoro, ma richiede metabolizzazione.
Charlotte Gainsbourg – IRM (2009)
Non conoscevo nulla di questa artista. Ascoltato per caso, non rimane impresso nella mente.
Four Tet – There Is Love In You (2010)
Questo sembra essere un buonissimo lavoro. Sonorità ponderatamente confuse, spettro musicale ampio e profondità da auricolare ben studiata. Entrare nei mie best-of.
Raffaella Destefano – Filologica (2008)
Che dire… Deluso. Dagli artisti italiani forse mi aspetto sempre troppo. Ero curioso di sentire il lavoro elettropop rivelazione degli ultimi anni, ma il fatto che mi sia capitato sotto mano ora un lavoro del 2008 vuol dire che non ha inciso tanto sulla scena. E non ne sono stupito, è appena sufficiente.
Surfer Blood – Astro Coast (2010)
Neanche a dirlo, un album surf-rock che non stupisce. Qualche buon singolo, ma mi è passato inosservato. Non da buttare, diciamo da appoggiare sotto altri dischi.
Titus Andronicus – The Monitor (2010)
Il primo album indie rock che ascolto con tracce lunghe (anche da sette minuti). È pesante da ascoltare concentrati, non dispiace ascoltarlo in sottofondo a qualche attività (dormire)?

Alla prossima settimana,
Boss.

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