Archivio per giugno 2010

Scultura alle SelzSoda “Work In Progress”

Ecco la crescita della scultura. E una fase ancora primordiale, ma prevedo una bella crescita. Ho carte di SelzSoda mangiate in ogni pantalone corto o lungo che sia, nelle giacche e, come la sabbia, in mezzo al culo.

Incollaggio 2

Alla prossima scultura,
Boss.

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Settimana 2: 21/06 – 27/06

Serie TV
How I Met Your Mother.
Stagione 4. Episodi 18, 19.
Prosegue la visione di questi episodi senza infamia e con pochissima lode.
Twin Peaks
. Stagione 2. Episodi 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.
Si chiude il mistero principale della serie e si trova la risposta alla storica domanda “chi ha ucciso quella zoccola di Laura Palmer”? Nel frattempo subentrano nuovi mestieri perfettamente incastrati nella trama principale che, se non ci fosse un’ottima base di partenza, puzzerebbero di filler.
Persons Unknown. Stagione 1. Episodio 3.
Continua a non dispiacermi, non urlo al capolavoro (anzi: piatto sviluppo e piatti personaggi), ma i colpi di scena sembrano ben congegnati.
Pretty Little Liars. Stagione 1. Episodi 1, 2, 3.
Questa serie LA AMO. Trash al punto giusto, banale ma non troppo, veloce e piena di puttanelle. Se fosse italiana, la odierei.

Musica
Broken Social Scene – Broken Social Scene (2005)
Continuo ad approfondire questa brava band, un buon album.
Devo – Something For Everybody (2010)
Novità scaricata a caso. Niente di esaltante, qualche pezzo decente.
Lali Puna – Scary World Theory (2001)
Album dalle sonorità già geniali che sarebbero diventate ancora più geniali in futuro.
Sufjan Stevens – Enjoy Your Rabbit (2001)
Cambio di sound per Sufjan, dopo il debutto. Infarcito di elettronica, un po’ delude. Interessante il raffronto con il recente “Run Rabbit Run” del 2009.
Sufjan Stevens – Michigan (2003)
Questo invece è il vero e proprio Sufjan. Album magnifico, sonorità leggiadre che verrano arricchite e maggiormante curate in “Illinois” del 2005.
3OH!3 – Streets Of Gold (2010)
Una merda. Trovarmi poi come traccia finale quella merda di canzone fatta con Katy Perry mi ha lasciato di sasso. Peccato perché il nome della band era stupido al punto giusto.

Alla prossima settimana,
Boss.

Il vecchio che amava Josuè

Durante gli intensi pomeriggi di studio (?), mi vado vedere le partite dei mondiali nell’unico bar in zona che le fa vedere.
Oggi per la seconda volta è arrivato il mio amico vecchietto ultra settantacinquenne. Ha ordinato la sua solita coca media con le solite patatine al formaggio e i soliti popcorn.
Poi, come al solito, s’è messo a commentare ogni singola azione con urla e schiamazzi. Del tipo che se me lo trovassi di fianco allo stadio lo prenderei a pugni.

Pur avendo l’aria persa, dopo il cambio Felipe Melo – Josuè, ha decantato le lodi di “quel piccoletto che se l’avesse preso la Juve sarebbe stato meglio. E Josuè qui e Josuè là e Josuè su e Josuè giù. HAI VISTO JOSUÈ?! Ahhh, Josuè guarda che piedi”.
L’altro ragazzo se n’è andato via stufato (e sbronzo), io ho tenuto botta fino alla fine, fingendomi un perfetto tifoso postsnob, decantando le lodi di Josuè a più non posso e discutendo sulla serie A (che per inciso non seguo, dato che ne ho anche troppo della serie B USCO).

Dal gran che son stato sarcastico, ora un po’ mi sento in colpa.

Al prossimo Josuè,
Boss.

Quattordicenne

Che bello alzarsi alla mattina, guardarsi allo specchio e vedere che la tua guancia sinistra sembra quella di un quattordicenne sbrufoloso.
Perccato che al posto dei brufoli ci siano capillari scoppiati.

Se rimango deturpato giuro che, per il resto della mia vita, la prima cosa che farò ogni singolo giorno appena sveglio sarà il MANDARMI AFFANCULO.

Al prossimo brufolo,
Boss.


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Ann Leckie – Ancillary Justice


David Simon – Homicide: A Year On The Killing Streets

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